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Napolitano non perde il vizietto dell’ingerenza

Re Giorgio, dismesse le vesti del potere, continua le sue invasioni di campo: blinda l'Italicum ("Non si può tornare indietro") e il governo Renzi e dimostra di essere ancora lui a dettare al Paese la linea politica. Mentre Mattarella crede di essere il presidente della Repubblica...

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Come a detta di alcuni c’è un vero Papa, Benedetto XVI, dietro Francesco, così secondo altri c’è un vero Presidente dietro Mattarella. Il suo nome è Giorgio Napolitano che, non contento dei suoi otto anni e mezzo al Quirinale, e non stanco dei suoi ormai prossimi 90 anni, continua a fare invasioni di campo e a dettare la linea al Parlamento, da emerito… presidente.

Ieri l’ex (?) capo dello Stato si è avventurato in una presa di posizione che su Facebook alcuni utenti hanno definito «l’avvio di una nuova categoria letteraria: i moniti ex post». Alla fine del convegno “Italiadecide” di Luciano Violante, Napolitano ha infatti ribadito il peso e l’autorevolezza della sua voce, lanciando il suo anatema contro quelli che vorrebbero disfare l’Italicum. «Guai se si piomba in un “ricominciamo da capo”», ha tuonato, manco fosse il Fra’ Cristoforo de I promessi sposi. «L’unica cosa che posso dire è che non si può tornare indietro, disfare quello che è stato faticosamente costruito, elaborato e discusso in tutti questi mesi».

Insomma, a dispetto dei tanti malumori nel Pd riguardo alla legge elettorale, l’ex Presidente ha blindato il testo figlio (anche se ormai ripudiato) del Patto del Nazareno, e si è sbilanciato in un ricordo nostalgico (ah, che tenerezza) di quando c’era ancora il Mattarellum, «una legge che a mio avviso ha funzionato in maniera eccellente ed è stato un gravissimo errore liquidarla». Lo dice, Giorgio, verosimilmente per compiacere il suo successore, che di quella legge è padre, il buon Mattarella; e forse per fargli credere, con questo contentino, che lui conti qualcosa, abbia voce in capitolo, sia davvero il Presidente della Repubblica.

Ma tutti sanno che Re Giorgio continua a mantenere il trono e lo scettro anche ora che ha abdicato. In un certo senso, vorrebbe tornare indietro, avere qualche anno in meno per riprendersi lo scranno del potere e gestire la politica italiana da Grande Burattinaio. Non potendo farlo più – ché l’età avanza – si è scelto un ruolo-ombra da Grande Suggeritore e Consigliere sui temi che a lui stanno tanto a cuore.E, dalla sua pensione dorata, insiste nell’ispirare e indirizzare (massì, diciamo comandare) la politica nostrana. Coltivando in cuor suo un piccolo grande rimpianto: che l’Italicum non si sia chiamato, come pure avrebbe voluto, Napolitanicum.

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di on 15 aprile 2015. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

4 commenti a Napolitano non perde il vizietto dell’ingerenza

  1. Roberto Rispondi

    15 aprile 2015 at 13:23

    Ma questo a casa mai?Ha reso un paese improduttivo ed ingiusto come da prassi comunista,ed ancora vuole il resto?

  2. Yurgens Rispondi

    15 aprile 2015 at 16:01

    Comunista e chi decide quando gli altri si devono far da parte e di che morte devono morire,,

    • ultima spiaggia Rispondi

      15 aprile 2015 at 17:25

      Allora il comunista è proprio lui. Ha deciso che Berlusconi doveva farsi da parte, ha promosso tre governi di suo gradimento e continua a dettar legge.

  3. gl lombardi-cerri Rispondi

    16 aprile 2015 at 06:56

    Un orbo nel paese dei ciechi appare come un’aquila !

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