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In Europa a scuola si affronta la strage di Charlie. Qui no

GianniniDopo le recenti stragi del terrorismo islamico, i ministri dell’istruzione dell’Unione Europea si sono incontrati a Parigi per porre ad esse un argine con opportune strategie culturali, che si sono tradotte in un protocollo d’intesa sul tema: “Educazione alla cittadinanza e ai valori umani“. Per quanto riguarda l’Italia, la Ministra della Pubblica Istruzione Giannini ha sottolineato che: “La scuola è il motore della società, che deve restare sempre acceso, e perché resti sempre acceso dobbiamo metterlo al centro delle nostre politiche» perché: l’istruzione “è alla base di tutto, perché fornisce conoscenze, non solo competenze e strumenti ma anche valori». In particolare, la conoscenza scolastica è uno strumento fondamentale per creare coesione in una società multietnica. E per raggiungere questo importante obiettivo – secondo la ministra – il governo italiano è deciso a investire nella scuola per il rinnovamento dei suoi contenuti educativi poiché è consapevole che c’è incongruenza tra i cambiamenti sociali in atto e i modelli educativi in aula.

Sono nobili proponimenti che si scontrano con la realtà e peccato, perciò, che verosimilmente saranno destinati a restare nel libro dei sogni. Infatti, alle intenzioni non corrisponde la fattibilità. Lo lasciano capire chiaramente le stesse parole della ministra la quale ha spiegato che la materia non potrà avere una collocazione oraria, né sarà insegnata da un singolo professore, bensì da tutti. Ma realisticamente è solo ipotizzabile che un insegnante di Topografia o di Tecnologia delle superiori sia disposto a tralasciare l’insegnamento della sua materia per quello di educazione alla cittadinanza. Al massimo potrà impartire qualche elemento di educazione civica, di norme di comportamento generale, non di educazione alla cittadinanza che richiede tempi e conoscenze più approfondite della costituzione. E’ l’ennesima trovata gattopardesca dei politici italiani già tante volte collaudata nel settore scolastico. Ricordate? Nel romanzo di Tomasi di Lampedusa il giovane Tancredi di fronte ai nuovi processi risorgimentali in atto risponde alle incertezze dello zio don Fabrizio rappresentante della vecchia nobiltà borbonica: “Tutto deve cambiare affinché resti com’è”.

scuolaQuindi, anche se la ministra in teoria è consapevole che “questa società” è cambiata rispetto ai modelli educativi scolastici, praticamente niente cambierà rispetto alla situazione attuale. Pertanto, se – come ritengono all’unanimità i pedagogisti – il futuro dei giovani si costruisce fin dai tempi scolastici, le prospettive sulla convivenza civile del Paese sono tutt’altro che rosee.

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di on 8 aprile 2015. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Un commento a In Europa a scuola si affronta la strage di Charlie. Qui no

  1. ferry1 Rispondi

    13 aprile 2015 at 17:49

    Pur condannando senza esitazione la strage di Parigi tuttavia sarebbe opportuno ribadire che se vogliamo rispetto dobbiamo avere rispetto delle idee altrui,anche quelle religiose, che non devono essere oggetto di dileggio spacciato per libertà.Questo è il primo valore umano da insegnare alle giovani generazioni.

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