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Guida contro il masochismo occidentale firmata Luttwak

Dialogo con il politologo americano. «Negare il genocidio armeno è come negare l'Olocausto. Erdogan lo fa in chiave islamista». Dunque «bene ha fatto Papa Francesco a dire parole di verità di fronte a un'Europa stanca e ipocrita». Che spesso dimentica che «l'Islam è essenzialmente jihad»

Edward LuttwakAbbiamo intervistato il professor Edward Luttwak, politologo statunitense che da anni ormai denuncia l’Islam non come religione di pace, come molti “semi-furbi” sostengono, ma di guerra santa, di jihad. Solo qualche mese fa Luttwak aveva invitato Papa Francesco ad una linea più decisa nella difesa dei cristiani in Medio Oriente. Abbiamo colto l’occasione per analizzare assieme a lui il genocidio degli armeni, le parole del Santo Padre e le dichiarazioni che sono seguite da più parti.

Professore, è lecito parlare di genocidio degli armeni come ha fatto Papa Francesco?

«C’è una definizione molto precisa della parola “genocidio” però non è utile iniziare a cercare cavilli. Il punto è molto semplice: durante la prima guerra mondiale c’è stato il primo grande massacro di una popolazione scelta sulla base della sua identità etnica. Non erano armeni ricchi o poveri, criminali o nemici di guerra: erano parte della popolazione dell’Impero Ottomano e sono stati uccisi in quanto appartenenti all’etnia armena. Questo fatto è documentato in ogni possibile maniera con dati, testimonianze e fotografie. Negare il genocidio degli armeni è come negare l’olocausto. Non ci troviamo davanti ad un giudizio storico: data l’abbondanza di informazioni, negare questo genocidio è un atto altamente aggressivo».

Qual è stato l’atteggiamento turco verso quei fatti negli anni precedenti l’attuale governo? Che cos’è cambiato con Erdogan?

«La Turchia da sempre non ha voluto riconoscere il massacro e anche oggi continua a rifiutare questa verità storica. Ma oggi lo fa in chiave islamista. Infatti, i predecessori di Erdogan erano laici e agivano in senso nazionalistico; lui è invece mosso da motivi religiosi. Ha dato lezioni al Papa come un insegnante con un bambino sulla questione armena ed in un recente visita in Iran ha bollato come terribile e criminoso ciò che sta succedendo in Medio Oriente dove musulmani uccidono loro fratelli. Però non si indigna in questo modo quando le vittime non sono musulmani . Un paio d’anni fa è arrivato al punto di dichiarare che i “musulmani non commettono massacri”».

Che cosa può cambiare ora nelle relazioni tra Turchia ed Europa?

«Può esserci una presa di coscienza da parte di quei governi, compreso quello italiano, che auspicano l’entrata della Turchia nell’Unione Europea rispetto alla realtà di quel Paese e alla politica che viene perseguita. Il Papa ha fatto una grande cosa in quanto ha aperto una discussione che obbliga tutta questa gente “semi-furba” a guardare la Turchia in faccia. La popolazione europea si opporrà una volta compreso che la realtà turca non è solo il turismo di Istanbul o Bodrum ma anche una particolare conformazione culturale ed ideologica che si manifesta proprio in questi casi».

Che cosa pensa delle reazioni pilatesche dell’ONU?

«Un quarto dei membri dell’ONU fa parte dell’Organizzazione della cooperazione islamica (OIC): gli islamici automaticamente votano contro sostenendo tesi negazioniste: siccome erano musulmani che hanno ucciso cristiani il fatto non sussiste. Poi c’è un altro gruppo di partecipanti, quelli che si fermano sulla questione della definizione esatta di genocidio, che implica l’intenzionalità di uccidere tutti i membri di una popolazione. Poiché durante il conflitto del 1914-1919 gli armeni che vivevano nella città di Istanbul, capitale imperiale, erano esenti dalle deportazioni, questi signori sostengono che non si possa parlare legalmente di genocidio. Tuttavia non si può negare il grande massacro ad opera di un governo ottomano di un piccolo popolo che infatti è stato dimezzato. E i successivi governi turchi hanno sempre rinnegato e continuano a rinnegare qualsiasi responsabilità».

Ma le persecuzioni non si fermano alla Prima Guerra Mondiale, giusto?

«Aprendo il dossier sull’Armenia si apre anche un documento più lungo sui sopravvissuti al massacro. L’episodio più grave fu durante la Seconda Guerra Mondiale e riguardò il Varlık Vergisi, una tassa sulla ricchezza. Gli ebrei furono obbligati dai comitati formati da musulmani a pagare il doppio rispetto a quanto versato dai maomettani, mentre gli armeni il triplo: era una strategia finalizzata a distruggere il popolo armeno. Inoltre chi avendo perso tutto non poteva pagare, veniva deportato in Anatolia e messo ai lavori forzati. Non parliamo di fatti iniziati nel 1915 e finiti nel 1918, parliamo di un’abitudine continuativa».

Qual è la situazione attuale degli armeni in Turchia?

«Gli armeni in Turchia hanno sempre avuto e continuano ad avere vita precaria. Ad esempio, se guardano il canale televisivo preferito dal Premier Erdogan, A HABER, trovano documentari contro gli armeni, ma naturalmente anche contro cristiani ed ebrei. Prendiamo YouTube: “La mente controllante: documentario sul dominio ebreo degli ultimi 3500 anni”, “Il terrorismo cristiano”, “Il tradimento degli armeni” sono solo alcuni titoli. E c’è anche un programma che condanna lo scrittore Orham Pamuk, colpevole di aver denunciato il genocidio degli armeni (la parola “genocidio” appare, ovviamente, tra virgolette nel titolo del video). Se Papa Francesco riuscirà ad indurre le persone a guardare la realtà turca sotto un’altra prospettiva farà una grande cosa anche per gli armeni in Turchia».

C’è continuità tra il discorso di Ratisbona di Benedetto XVI e le dichiarazioni di Papa Francesco?

«Il Papa in quell’occasione aveva citato l’Imperatore Manuele il Paleologo che descriveva l’Islam come una religione monoteista, analoga alle altre religioni a cui si ispira (cristianesimo e giudaismo) ma con un fattore nuovo: la sacralizzazione della violenza, il jihad, ovvero le crociate come obbligo quotidiano. Questa è la verità, contro le bugie dei vari primi ministri e presidenti, come Cameron, Obama e Hollande, che vanno in giro a dire che l’Islam è religione di pace».

Che cosa ne è di quelle parole?

«Quella fu una “lezione sprecata”: dopo quelle giuste parole, Benedetto XVI si è ritirato, facendo un passo indietro, fu un gravissimo abbandono. Ora Papa Francesco vuole correggere non le dichiarazioni di Ratisbona ma la successiva ritirata per mobilitare il residuo spirito cristiano dell’Europa in aiuto dei cristiani del Medio Oriente e soprattutto in nome di una questione di veridicità storica. Papa Francesco sta facendo una grande cosa perché invece di dire bugie che confortano dice sante verità. Personalmente credo che la bugia, anche se intesa a fin di bene, faccia sempre danni. Quando Cameron dice certe cose al fine di tranquillizzare i suoi musulmani, sa bene di star dicendo una bugia ma la ritiene utile quando in verità è dannosa. E Francesco vuole correggere questa bugia».

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di on 19 aprile 2015. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

8 commenti a Guida contro il masochismo occidentale firmata Luttwak

  1. Albert Nextein Rispondi

    18 aprile 2015 at 12:37

    Sano pragmatismo.
    Quanto a quel verminaio che è la turchia, io ritengo che appartenga all’asia.
    Con l’europa non c’entra un tubo.
    Infine penso che l’unione europea sia un vero e proprio guazzabuglio puzzolente da far sparire.
    Un euro basato su riserve auree di pari valore mi sta bene.
    Quello attuale è solo l’espressione di un’economia fondata su debito pubblico che i sudditi saranno costretti a pagare coi loro beni e risparmi.

    Quindi, in sintesi, chi se ne fotte della turchia, che vadano a farsi fottere.
    L’unione europea è un cesso nel quale vengono tenuti prigionieri popoli di ogni genere contro la loro volontà e contro la loro prosperità.
    L’euro attuale fotografa un’economia fallimentare .

  2. Francesco_P Rispondi

    18 aprile 2015 at 13:11

    Non si può che apprezzare il buonsenso di questa intervista a Luttwak.
    La Turchia è un Paese musulmano che non ha mai nascosto la sua volontà di conquista e sottomissione dell’Occidente sulla scia di quanto fece l’Impero Ottomano. Sappiamo anche la conquista secondo l’Islam significa “genocidio” e “riduzione in schiavitù” sia perché lo afferma il Corano, sia per l’esperienza storica plurisecolare; ancor oggi i jihadisti ne fanno un loro obbiettivo senza tante perifrasi.
    Il negazionismo discende direttamente dalla mentalità islamica per cui le atrocità e la morte degli infedeli non sono un crimine, ma semplicemente l’espressione della volontà di Allah.
    E’ vero che ci sono mille interpretazioni del Corano più o meno aggressive perché la religione(?) islamica non ha un’autorità dottrinale, ma ciascun imam lo interpreta a modo suo, ma alla fine prevalgono sempre le interpretazioni più bellicose e oltranziste verso gli infedeli.

  3. Roberto Rispondi

    18 aprile 2015 at 13:12

    È’ davvero piacevole leggere il dire di persona altamente competente e conoscitore di verità ,quelle vere,che seppur con dovuta tendenziosità al ruolo afferma con chiarezza e determinazione la durezza di fatti che la storia ci consegna in lettere di sangue e che stupidità pseudoreligiosa o ideologica stravolge.Se avessimo più spesso a leggere Il Prof.Luttwak magari capiremmo di più e le nostre posizioni potrebbero aprirsi a verità .A proposito non credo di essere sconvolgente se mi permetto ritenere che il miglior papa vissuto e letto ad oggi sia Ratzinger cui qualcosa dobbiamo per la sua vita ” scientifica”.

  4. adriano Rispondi

    18 aprile 2015 at 13:42

    Finalmente qualcuno che dice le cose come stanno.Luttwak può non piacere o esser antipatico a chi non sopporta l’America ma ha le idee chiare e le sa esporre con poche comprensibili parole.

  5. Frank77 Rispondi

    18 aprile 2015 at 17:34

    Discorso di una capra.Luttwak farebbe bene a guardare alle porcherie che gli americani han fatto in casa propria e fuori

    • Francesco_P Rispondi

      18 aprile 2015 at 17:57

      Perché non va a vivere in un Paese Musulmano? Non dico quelli più estremisti o in conflitto, ma uno stabile e ricco come l’Arabia Saudita o l’Iran. Non può parlare, non può professare altra religione se non l’Islam, se agnostico non può lo stesso perché sospettato, non può guardare una ragazza per strada, ecc.
      L’Occidente con tutte le sue contraddizioni e tutti i suoi problemi è molto meglio di ogni altro pezzo di mondo a partire dalla Russia.

      • Talita Rispondi

        18 aprile 2015 at 20:32

        Caro Francesco,
        i faciloni che straparlano senza chiarire il proprio pensiero
        – a loro basta dire “porcherie”: cioè quali? quando? perché? Pfui, solo quisquilie –
        possono farlo PROPRIO PERCHÉ vivono in Italia.
        Ma, essendo appunto faciloni, non si rendono conto neppure di ciò che dicono, e parlano solo per dare aria ai denti.

        Ho un amico che fa il buyer per grosse aziende italiane, e quindi gira continuamente per il mondo.
        Una volta tornò sconvolto dal Kuwait perché, appena arrivato, gli capitò di assistere in piazza al taglio delle mani di un ladro.
        E il Kuwait non è considerato il peggio dell’estremismo islamico, perché è ricco e investe qua e là:
        inclusi generosi finanziamenti ai gruppi terroristici in Siria, però.

        Ma parte le lagnanze generiche su quei Paesi lì, si parla sempre troppo poco di ciò che accade in Europa, a cominciare dalla civilissima Gran Bretagna.
        Cito solo un passo di un articolo (“Libero”, 23.11.2010), intitolato «A morte gay ed ebrei. Scuole serali di sharia in Gran Bretagna»:
        ___________
        “Nel Regno Unito ci sono scuole islamiche dell’odio dove si insegna ai giovani musulmani a uccidere gli omosessuali, odiare gli ebrei e tagliare mani e piedi ai ladri. Si tratta di istituti che vengono frequentati dai più giovani, di sera e nei fine settimana. Una sorta di “catechismo”, incentrato sulla Sharia. Un’inchiesta della BBC ha rivelato che ci sono 40 di queste scuole sul territorio britannico sponsorizzate dal governo saudita, e circa 5mila bambini e ragazzi prendono parte alle lezioni. Sotto accusa sono finiti i libri distribuiti agli scolari, che vengono formati secondo la peggiore dottrina dell’integralismo. In un testo per 14enni, si spiega che la punizione giusta per un ladro è il taglio delle mani e dei piedi e si mostra come eseguire l’amputazione. Un altro libro afferma che la punizione per gli omosessuali è la morte e discute come la pena debba essere inflitta, dalla lapidazione fino a gettare la persona da un dirupo. Gli ebrei, invece, sono paragonati a scimmie e maiali”.

        Oggi è peggio, perché lì ci sono anche oltre 70 tribunali che giudicano in base alla sharia, e quindi vi si può ormai identificare uno Stato nello Stato.
        Come pure in Germania, in cui da tempo si accetta un sistema giuridico parallelo a quello nazionale, con corti della sharia legalmente riconosciute.

        Se ne parla davvero troppo poco.

  6. Talita Rispondi

    20 aprile 2015 at 23:37

    Aggiuntina:

    http://www.ilgiornale.it/news/mondo/spagna-islamica-catalogna-ora-nasce-polizia-sharia-1118535.html

    Sommario:
    _______
    “Tribunali musulmani e polizia religiosa: in Spagna torna il diritto islamico. A Lleida una ragazza è stata condannata alla lapidazione per aver avuto rapporti sessuali con un occidentale”

    Filippo III si starà rivoltando nella tomba.
    L’ItaGlia dovrebbe provvedere a scavarsene una, di tomba.

    Spesso guardiamo lontano, ci scandalizziamo per quanto accade in terre lontane, e siamo orbi per ciò che succede ai nostri confini.

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