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Contro la natura: Chicco Testa vs i talebani dell’ambientalismo

CHICCO-TESTA

«Ho deciso di usare come sottotitolo “perché la natura non è né buona né giusta né bella” ma avrei potuto benissimo scrivere “perché non è né cattiva né ingiusta né brutta”. La natura è un ente che punta alla propria sopravvivenza così come dobbiamo fare noi uomini che ne facciamo parte».

Chicco Testa ha spiegato così, in un incontro all’Istituto Bruno Leoni, il senso del suo ultimo libro Contro(la)natura (Marsilio, pp. 127, 10 euro). Si tratta di un interessante pamphlet scritto con la giornalista Patrizia Feletig che fornisce una semplice ma interessante prospettiva su un mondo – quello dell’ambientalismo – che l’autore ha vissuto da vicino. Per colui che annebbiato dalle cronache mondane lo conoscesse solo come l’attuale compagno di Annalisa Chirico,cui è dedicato il libro, ricordiamo che Testa è stato per anni presidente e segretario di Legambiente, oltre che amministratore di diverse società (fra cui Enel).

Stupefacente, penserete, che un (ex) ambientalista di ferro scriva un libro contro-la-natura. Ed invece è proprio il suo passato che dà al libro un valore aggiunto nel momento in cui Testa si rivolge ai suoi vecchi compagni di lotta per metterne in luce le contraddizioni: «Sarebbe difficile far intendere a una tigre affamata, incontrata a tu per tu in una foresta, che siete iscritti al Wwf e lottate affinché le tigri non vengano più cacciate» scrive nel libro. Gli stessi ambientalisti – definiti «il Politburo dell’ambiente» – tanto solidi nei principi fino agli eccessi, come ad esempio Antonio Cederna cui Testa un giorno disse scherzando «Fosse stato per te i dogi non avrebbero mai costruito Venezia, per te sarebbe stata un’immane speculazione edilizia»), sempre pronti però, nella pratica, a chiedere una linea wi-fi come gli amici che si recano nella sua campagna nella Maremma toscana.

Ma Contro(la)natura non è un libro che parla dell’esperienza di Testa nel movimento ambientalista. Essa resta anzi sullo sfondo per lasciar spazio a una serie di considerazioni di buonsenso in favore della modernità, anche quando essa implica il concetto, a sua volta artificioso, di non naturalezza. I trattori non sono naturali ma hanno permesso di arare i campi rendendoli infinitamente più produttivi; automobili, treni e aerei hanno permesso di percorrere distanze un tempo incolmabili, vaccini e medicinali hanno consentito di prevenire o curare con facilità malattie un tempo mortali e così via. Con un costo a livello ambientale? In alcuni casi sì, ma sempre ben inferiore ai benefici prodotti.

L’uomo del resto, da essere razionale, usa la sua mente per risolvere le sfide che la natura (proprio lei) gli pone di fronte. È la sua arma per la sopravvivenza. Dovremmo forse rinunciarci? Di primo acchito la domanda potrebbe sembrare banale, così come la tesi di Testa. Ma visto che molti (leggi qui) a quel quesito risponderebbero di sì, il libro si rivela un interessante tentativo di smontare quei luoghi comuni che ci vorrebbero tutti più arretrati, poveri e infelici. Da leggere come antidoto o, se preferite, come vaccino.

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di on 6 aprile 2015. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

3 commenti a Contro la natura: Chicco Testa vs i talebani dell’ambientalismo

  1. Milton Rispondi

    6 aprile 2015 at 10:53

    Di Chicco Testa conosciamo l’ultima versione, anche televisiva, apprezzabile ma fastidiosa nel suo pontificare da “so tutto io”.

    Fastidiosa perché esempio della norma ” mai andare contro-corrente ” o se preferite ” mai avere ragione troppo presto”.

    Infatti il nostro è stato convintamente PCI e ferocemente ” VERDE ” costruendoci sopra una lucrosa carriera da boiardo di stato e più recentemente una ricca posizione imprenditoriale anche attraverso concessioni di sfruttamento idroelettrico (guarda il caso !!).

    Mi sarebbe più simpatico se premettesse ad ogni suo libro od intervento televisivo: SONO PENTITO, SCUSATE PER TUTTO CIO’ CHE HO PREDICATO E FATTO FINO A IERI.

  2. SILVANO Rispondi

    6 aprile 2015 at 14:31

    Però LUI,è sempre in poltrona.

  3. sergio Rispondi

    6 aprile 2015 at 22:12

    ho notato che: a fare il politico o l’intellettuale di sinistra invece di lavorare, ci si logora fisicamente molto di meno (alla faccia della Natura)

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