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Armani, Dolce, Everett, Zeffirelli. Ode ai gay contro la retorica gay

Giorgio ArmaniChe nell’essere omosessuali non ci sia di per sé nulla di male è non solo corretto, ma perfino lapalissiano. Non discriminare nessuno per il proprio orientamento sessuale (però matrimonio e adozione son tutt’altra cosa) è giusto, razionale e – checché se ne dica – è quello che pensa la stragrande maggioranza degli italiani. Ora visto che così stanno le cose non si capisce proprio l’ostinata tendenza di parte della comunità gay di rivendicare e ostentare la propria sessualità. Giusto oggi, su Repubblica, un articolessa di Vito Mancuso rivendica i presupposti dell’“ideologia di gender”, spingendosi a dire che prima o poi la Chiesa dovrà accettarla: così come ha accettato la teoria eliocentrica di Copernico e Galileo, l’esistenza dello Stato italiano, l’evoluzionismo di Darwin e ha modificato la propria considerazione sugli ebrei, prima o poi arriverà a dire che «sesso e genere sono diversi», almeno per alcuni.

Un pensiero dominante (o che crede di esserlo) cui, per fortuna s’oppone una sfilza di stilisti, artisti, attori e ogni genere di noti personaggi pubblici gay. Giusto stamattina Giorgio Armani ha preso le distanze dall’ostentazione dell’omosessualità che, oltre a essere spesso antiestetica, è spesso senza senso: «Un uomo omosessuale è uomo al 100%. Non ha bisogno di vestirsi da omosessuale». «Quando l’omosessualità è esibita all’estremo – ha aggiunto – come per dire ‘Ah, sai sono omosessuale’, questo è qualcosa che non ha niente a che fare con me. Un uomo deve essere un uomo». Senti Armani e subito ti vengono in mente i gay pride che, partendo come momenti di rivendicazione dell’orgoglio gay, si risolvono spesso in vere e proprie baracconate quantomeno di cattivo gusto.

Domenico DolceMa Armani non è certo l’unico omosessuale a scagliarsi contro l’ideologia gender propugnata da Mancuso&soci. Giusto qualche settimana fa Domenico Dolce ha dichiarato a Panorama: «Credo nella famiglia tradizionale. È impossibile cambiare la mia cultura, ma rispetto tutto il mondo e tutte le culture» precisando comunque di rispettare la scelta di chi ricorre alla fecondazione in vitro. Apriti cielo: la sua frase è stata subito additata come reazionaria e due ultras del pensiero omosessuale quali Elton John e Alessandro Cecchi Paone hanno subito lanciato il boicottaggio gay di D&G al coro di «traditori».

Franco ZeffirelliDi una simile fatwa, metaforicamente parlando, sono stati investiti artisti del calibro di Franco Zeffirelli e Rupert Everett. Il primo qualche anno fa dichiarava: «Conosco molti amici gay che vivono serenamente in coppia, magari da molti anni. Ma non c’ è alcun bisogno di mettersi lì a creare una pseudofamiglia “legale” a vanvera, per me ridicola e inaccettabile. Basta sistemare le cose tra persone civili: se viviamo insieme e magari compriamo una casa, chiariamo anche le questioni delle quote, tra persone intelligenti che si vogliono bene. Basta un atto privato fatto come si deve. Punto e basta». Il secondo nel 2012 si spingeva oltre dicendo «non riesco a pensare niente di peggio che essere cresciuto da due papà». Per non parlare di Cristiano Malgioglio che, nel novembre scorso, ha dichiarato a La Zanzara di Giuseppe Cruciani: «Due uomini non devono baciarsi in strada. Ci sono i bambini».

Rupert EverettInsomma il risultato è sempre lo stesso: ogni volta che qualche gay prova a dire la sua, prendendo le distanze anche solo da matrimonio o adozione, viene subito messo al bando. Per non parlare di quel che succede quando l’artista in questione è etero, come nel caso di Povia (peraltro male interpretato, Luca era gay non è in alcun modo canzone contro gli omosessuali né tantomeno favorevole alla loro rieducazione): in quel caso lo si considera alla stregua di un fascista.

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di on 20 aprile 2015. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

3 commenti a Armani, Dolce, Everett, Zeffirelli. Ode ai gay contro la retorica gay

  1. Talita Rispondi

    20 aprile 2015 at 19:20

    Caro Gianluca,
    d’accordo su tutto, ma io credo che ormai sia giunta l’ora di superare i quadri sinottici, di spingersi oltre le descrizioni e le dichiarazioni,
    e chiedersi finalmente PERCHÉ accade tutto ciò.

    Perché si dà spazio a imbecillità ed eccessi più o meno lesivi del buonsenso?
    Perché si stampano – generalmente senza contraddittorio – idiozie, tipo quella del signor Mancuso (ben localizzata in Re-pubika, comunque), secondo cui la Chiesa “prima o poi arriverà a dire che «sesso e genere sono diversi»”?

    Occorre che ce lo dica la Chiesa?!
    Lo sanno tutti (quelli che ragionano, ovvio) che sesso e genere SONO diversi, perché – limitandoci all’umanità – il genere è UNICO (ossia quello animale), mentre i sessi sono due (maschile e femminile), a parte gli ibridi che se ne possono poi ricavare.

    E allora perché si dà spazio all’ignoranza? O, peggio, alla pelosità e tendenziosità di pensiero.
    Come quella di tradurre malamente la parola “gender”, che non significa affatto “genere” nel significato che oggi è comunemente spacciato, bensì “tendenza naturale” che ha a che fare con l’istinto individuale, indipendentemente dal dimorfismo sessuale.
    Allude cioè alla percezione di sé, indipendentemente dal proprio sesso.

    E allora perché si lascia mano libera ai mistificatori di professione?
    Poi seguiti acriticamente dal gregge.
    Perché fa comodo un mondo alla rovescia, in cui non esistano più regole condivise dall’intera collettività:
    il caos è più gestibile dell’ordine, e si sa che può essere creativo oppure distruttivo.

    Oggi si vuole distruggere, ed è questo che si dovrebbe sottolineare continuamente.
    I distruttori sono la minoranza, ma il problema è che la maggioranza è neghittosa, tace, si fa i fatti propri… eccetera.
    Fino a quando non se li potrà più fare, perché resterà schiacciata sotto le macerie dell’inciviltà.

    • Talita Rispondi

      20 aprile 2015 at 19:22

      Oops…non Gianluca, ma Matteo Bi:
      scusami, Bi!

  2. Alessandro B. Rispondi

    20 settembre 2015 at 23:27

    Sono state sommate dichiarazioni sparse aventi sfumature differenti.
    Bene l’incipit sulla uguaglianza di tutti. Perché allora dire che matrimonio è altro? Cosa cambia fra uomo+uomo e uomo+donna sterili, se entrambe le coppie non giungono per via naturale alla prosecuzione della specie?
    Armani ribadisce la totale mascolinità di un gay: ovvio. Perciò “normalizza” la condizione di omosessuale. Allora perché Malgioglio dice che due uomini non possono baciarsi in pubblico? Qui l’omosessualità non è condizione “normale”?

    Matteo Bi, per te un omosessuale può vivere la sua giusta sessualità in pubblico come nella vita privata? Che è poi la distinzione di Zeffirelli fra rilevanza pubblica o privata dell’unione a seconda dello strumento giuridico a tutela.
    Dalla tua risposta deriverà l’ulteriore distinzione fra accettazione e tolleranza.

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