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Salvate il Viperetta dall’esproprio di Marino

Che in Italia il diritto di proprietà esiste poco o nulla lo sappiamo, purtroppo, perfettamente. Del resto sta scritto, nero su bianco, nel documentoferrero più importante della legge più importante d’Italia: la Costituzione. Quella che all’articolo 42 dice che: «La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti».

Una limitazione che non garantisce, ad esempio, a un proprietario di tenere il proprio bene vuoto senza temere l’esproprio statale. Ne sa qualcosa Massimo Ferrero, detto il Viperetta, che a Roma si è visto requisire una sala cinematografica in favore di alcuni occupanti sgomberati da un altro cinema. Ora va detto che la vicenda è complessa: la Sala Troisi, in zona Trastevere, è secondo il Viperetta di sua proprietà («ho acquistato il cinema Troisi circa sei anni fa dal tribunale con le altre sale ex Cecchi Gori dopo il fallimento») ma il Comune dice lo stesso («il cinema è del Comune di Roma»). Ferrero ha fatto causa e alla fine deciderà il tribunale.

ITALY-POLITICS-ROME-MAYOR-MARINOSe però si stabilisse che il cinema è davvero di proprietà di Ferrero si aprirebbe un problema. Ad avvalorare questa tesi c’è una dichiarazione del Comune di Roma che, oltre a dire che il cinema non è di proprietà del Viperetta, premette: «La riacquisizione forzosa dell’immobile è stata decisa perché il cinema è chiuso da troppo tempo e il gestore non ha mai ottemperato alla convenzione con il Campidoglio». Se fosse di proprietà del Comune perché il Campidoglio per quale motivo si dovrebbe fare menzione del fatto che è chiuso da troppo tempo? Ferrero ha replicato che «l’ho chiuso per ristrutturarlo e ora per riaprirlo sto aspettando i permessi dei vigili del fuoco».

Potremmo sbagliarci ma temiamo che alla base dell’esproprio ci sia quella volontà di togliere un immobile a qualcuno che lo possiede per darlo a qualcun altro. Quel principio che anche il Comune di Milano ha intenzione di applicare agli immobili vuoti, meritevoli – a detta del Comune – di essere affidati a qualcuno che non sia il proprietario ma che li utilizzi. Noi l’abbiamo già chiamato Soviet alla milanese. Purtroppo pare che si stia diffondendo anche in altre zone d’Italia.

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di on 9 marzo 2015. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

4 commenti a Salvate il Viperetta dall’esproprio di Marino

  1. Albert Nextein Rispondi

    9 marzo 2015 at 11:16

    Il rispetto assoluto della proprietà privata è alla base della libertà.
    Una società che condizioni a fini sociali la proprietà privata è semplicemente una società comunista.

    Senza libertà c’è regressione e miseria.

  2. ARMANDOMANDINO Rispondi

    9 marzo 2015 at 17:33

    TROPPO POCO.PEGGIO VERRA’.LI VOTATE SIT EB ET? NEL BENE E NEL MALE TENETEVELI!

    • db56 Rispondi

      9 marzo 2015 at 17:57

      CONCORDO Pienamente- Ve li siete votati ? beh ora ve li tenete ! Spero che la prossima volta penserete bene a chi dare il voto

  3. Francesca Danzini Rispondi

    9 marzo 2015 at 19:16

    Temo che rimarranno lì per sempre. L’elettorato di “gauche” vota e voterà sempre compatto. Quello di destra si asterrà o non andrà neanche alle urne. Siamo fritti! Almeno fino a quando non toccheranno i beni di qualche radical chic, allora sì che sentiremo dei begli strilli,

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