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Provi, Emma Bonino, a far la radicale in Iran…

BoninoIn un periodo in cui i nostri rappresentanti politici ci hanno già abituato a nuovi generi (il situazionismo di Razzi, il surrealismo economico di Salvini, l’incompreso poeta del paradosso Matteo Renzi, dadaisti vari come i liberali per Putin, i moderati per Assad, i cattolici per Giulietto Chiesa), non ci stupisce affatto sentire Emma Bonino che parla bene dell’Iran, considerandolo un partner nella lotta contro il terrorismo.
Se non fossimo nell’Italia del 2015, dopo aver sentito e visto di tutto dai nostri politici, ci sarebbe veramente di che essere indignati. L’Iran, il primo sponsor del terrorismo nel mondo, con un passato di organizzazione di attentati in tutto il mondo, dal Libano all’Argentina, dalla Bulgaria all’Iraq, dovrebbe essere partner della nostra lotta al terrorismo.

Sì, perché l’Iran è sciita e l’Isis, Boko Haram e Al Qaeda sono tutti sunniti, spiega l’ex ministro degli Esteri a Il Giornale, ieri. È vero, l’Iran, infatti, sponsorizza le organizzazioni terroristiche che la Bonino non cita nel suo elenco: Hezbollah, Hamas (che è pure sunnita) le brigate di Al Sadr che hanno messo a soqquadro l’Iraq quando c’erano i nostri soldati a presidiare la regione sciita, le milizie sciite Houti che hanno preso il potere nello Yemen, al grido di “morte all’America! morte a Israele!”, le milizie sciite in Nigeria, che combattono sia contro Boko Haram che contro l’esercito governativo. Questo sarebbe l’alleato della guerra contro il terrorismo? In che senso il terrorismo islamico sciita dovrebbe essere meno terrorista del terrorismo islamico sunnita? Perché il regime dell’Iran, che proclama la rivoluzione islamica mondiale, dovrebbe essere meno pericoloso dell’Isis, che proclama il Califfato mondiale? Solo perché adesso ci fa impressione l’Isis, il più telegenico di tutti, e allora accettiamo chiunque come alleato, fosse anche Attila risorto?

Se non fossimo convinti che si tratta di uno scherzo, di un altro esercizio di stile post-moderno di questa politica italiana di inizio anni ’10 (del 2000) saremmo quantomeno perplessi di questo endorsement di una leader democratica radicale a un regime che non ha mai accettato la democrazia, se non nella forma addomesticata della “repubblica islamica”, in cui i candidati sono accuratamente selezionati e prescelti da un gruppo non eletto di leader religiosi. In Iran si impone il velo alle donne, quelle che non obbediscono prendono botte, frustate o acido in faccia. La musica non è cambiata, nemmeno sotto il “riformista” Rouhani. La leader di un partito che vorrebbe l’abolizione mondiale della pena di morte, dà il suo avallo a un regime che detiene il record regionale di esecuzioni capitali. E un presidente Rouhani, che in appena due anni di Iranamministrazione, ha superato il suo predecessore, Mahmoud Ahmadinejad, per numero di esecuzioni. Una leader storica di un partito che vuole l’emancipazione dei gay, va a legittimare un regime in cui gli omosessuali sono condannati a morte, per impiccagione. E, anche qui, sotto Rouhani, non è cambiato nulla. La Bonino ritiene che questo sia l’alleato naturale della lotta contro l’Isis. Ci deve però spiegare che differenza sostanziale ci sia fra l’Iran e l’Isis, perché francamente noi non ne vediamo proprio nessuna. Se non che l’Isis sparge le immagini delle sue esecuzioni all’universo mondo, l’Iran si limita ad esibirle in piazza e al massimo le trasmette nelle Tv nazionali.

Sarà sicuramente uno scherzo quello della Bonino, quando si accoda alla lunga fila di leader progressisti che vogliono prendere a schiaffi il premier israeliano Benjamin Netanyahu (il cui popolo è minacciato dal programma nucleare dell’Iran), per poi dargli una lezione di bon ton: “Abbiamo tutti bisogno di recuperare una relazioni con l’Iran, da un lato per allontanare una minaccia nucleare, dall’altro perché Teheran ci aiuti a uscire dall’incubo delle guerre di religione”. In che modo e in quale misura, se Teheran non ha rinunciato al suo programma nucleare nemmeno sotto sanzioni, si potrebbe “allontanare una minaccia nucleare” riallacciando rapporti diplomatici e commerciali, permettendo all’Iran di avere soldi e materiali necessari per farsi tutte le bombe atomiche che vuole? (Sorvoliamo sulla battuta della teocrazia che dovrebbe aiutarci a uscire dalle guerre di religione: è sicuramente uno scherzo, anche se di cattivo gusto). Ma siamo sicuri che Emma Bonino stesse scherzando. Vero?

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di on 8 marzo 2015. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

29 commenti a Provi, Emma Bonino, a far la radicale in Iran…

  1. Mario Rispondi

    7 marzo 2015 at 17:16

    Che ritardata!

  2. Talita Rispondi

    7 marzo 2015 at 17:58

    Beh, caro Stefano,
    di sicuro c’è che Bonino sta male.
    L’ha comunicato lei stessa urbi et orbi.

    Ora, augurandole di guarire presto, la mia domanda-clou è:
    chissenefrega di quello che dice Bonino?
    Bonino ha già dimostrato tutto il suo valore facendosi fotografare con la sciura Shalabayeva (per l’album di famiglia) e stra-fregandosene dei nostri Marò.

    Anzi di più, perché non a tutti è noto un certo fattaccio, che ruota attorno a Vinod Sahai, rappresentante degli indiani in Italia e comunemente definito «uomo che in India apre tutte le porte».
    Orbene, a febbraio dell’anno scorso Sahai rilasciò alcune dichiarazioni su un’istanza che aveva preparato per il Governo indiano e su quanto AVREBBE potuto fare per risolvere la faccenda dei nostri Marò.

    Basta sottolineare due punti di quelle dichiarazioni:
    1.
    «Nel settembre 2012 l’istanza era pronta, ma sono stato convocato a Roma. IL MINISTRO DELLA DIFESA DI PAOLA MI HA CHIESTO DI NON PRESENTARE LA PETIZIONE. Gli indiani avevano arrestato i marò, e così non sarebbe stata l’Italia ma un rappresentante della comunità indiana a sbloccare la situazione. Gli ho detto: “Ma a voi dovrebbe solo interessare che tornino casa? Non mi ha risposto».
    2.
    «Ho scritto una lettera al ministro Bonino, spiegando tutto e dicendomi disponibile a riprendere in mano il caso. NON HO RICEVUTO ALCUNA RISPOSTA».

    È da allora che mi riferisco alla sciura come Emma CATTIVINO:
    indipendentemente dal fatto che Sahai fosse riuscito o no a far liberare i marò, nessun tentativo avrebbe dovuto essere ignorato.
    Come ha fatto la sciura Cattivino.

    Adesso si è presa una cotta per l’Iran?
    Occhei!
    Mandiamola là con una collezione di hijab, e che ci resti serenamente.

    • Alvaro Rispondi

      7 marzo 2015 at 20:55

      Cara Talita,
      bene tutto quello che hai scritto ma, in aggiunta, non dimentichiamo che abbiamo corso il pericolo che la “cattivino” diventasse il nostro presidente della Repubblica.
      Immagina in quanto tempo saremmo diventati “ital-rabia”.
      Alvaro.
      P.S. Chissà il suo amichetto Pannella che fine farebbe.

      • Talita Rispondi

        8 marzo 2015 at 12:35

        Caro Alvaro,
        secondo me non abbiamo mai corso quel rischio.
        Cattivino è stata citata come femminuccia – sai le quoterooosa (ormai rose)? – ma era tutto lì.

        Se ci pensi, nessuno le ha mai riconosciuto grandi meriti effettivi e pratici, se non l’appartenenza ai Radicali.
        Oggi Radicali-che-furono.

  3. sergio Rispondi

    7 marzo 2015 at 18:32

    C’era una volta il Medio Oriente (gli arabi negli anni cinquanta)
    http://youtu.be/FjpcL0Vrzms

    (a 2:48 potete leggere una traduzione buffa nei sottotitoli/CC)

  4. Franco Rispondi

    7 marzo 2015 at 18:43

    In italia, se una persona non ha turbe mentali quante speranze ha di fare il politico ?

  5. Matteo Rispondi

    7 marzo 2015 at 23:09

    Quella che qui si fa è una caricatura assurda come il sospetto, già a suo tempo insinuato, che Emma simpatizzi codardamente per il velo islamico (da ministro indossato proprio in Iran per ragioni diplomatiche) e per l’arabo (che almeno ha studiato), o sia improvvisamente impazzita per effetto delle radioterapia (tipo Hulk!).

    Comunque ha semplicemente “ribadito” quanto segue:
    «Ho sempre avuto una posizione di apertura “prudente” e verificabile, non di apertura “in bianco”. E non l’ho cambiata. L’Iran è importante, economicamente e strategicamente. È anche leader riconosciuto del mondo sciita, che è componente decisiva di tanti Paesi in conflitto: Afghanistan, Iraq, Siria, Libano, Yemen. Un mondo tuttavia meno problematico di quello sunnita, lacerato da tensioni intestine con forte tendenza alla radicalizzazione jihadista. L’Isis (come i Talebani, Boko Haram, Al-Shabaab) è un movimento estremista sunnita di ispirazione ideologica wahabita e salafita. E Teheran può esserci alleato nella lotta a questi fenomeni che generano terrorismo internazionale».

    E riguardo al discorso di Netanyahu al Congresso, ha aggiunto:
    «Non mi ha mai convinto l’idea di far campagna elettorale all’estero, specie quando il risultato è in bilico. Non è un grande esempio di leadership estorcere ai leader repubblicani del Congresso un invito sgradito alla Casa Bianca. Temo anche sia un errore per Israele affidare la relazione strategica con gli Usa a un rapporto partisan e conflittuale. Non mi convincono i toni apocalittici di Netanyahu. Abbiamo tutti bisogno di recuperare una relazione con l’Iran, da un lato per allontanare la minaccia nucleare, dall’altro perché Teheran ci aiuti a uscire dall’incubo delle guerre di religione. Per questo sono convinta sostenitrice del negoziato, e non solo per gli effetti dissuasivi che avrà sulla capacità di proliferazione iraniana. Per convinzione e lunga storia radicale, sono amica del popolo ebraico. Da sempre Marco Pannella ha sostenuto non la strategia “land for peace” o quella “due popoli, due Stati”, ma quella dei “due popoli, due democrazie” e la prospettiva dell’ingresso nella Ue, che i leader israeliani non hanno mai considerato, pur essendo sostenuta dalla maggioranza dell’opinione pubblica. Credo che Netanyahu non abbia fatto avanzare per nulla la questione fondamentale della sicurezza d’Israele».

    Ma dimenticavo. Per voi questo “è arabo”…

    • Matteo Rispondi

      7 marzo 2015 at 23:32

      Errata corrige:
      “della” radioterapia…

      PS

      Il caso Shalabayeva fu una papera di Alfano ingiustamente attribuita alla Farnesina.

      Al contrario Emma rimediò con lode (anche dell’interessata).

      Allora i suoi detrattori si sono inventati che avrebbe dovuto piuttosto parare il posteriore ai nostri Marò, encomiando (come giustamente non ha fatto) la loro impresa da “Paperissima”.

      • Alvaro Rispondi

        8 marzo 2015 at 07:57

        Caro Matteo,
        quali prove hai che i due maro’ abbiano fatto una impresa da “peperissima”?
        E la “tua” eroina quali prove aveva per dire quello che ha detto?
        Inizio a credere che la “cattivino”, made Talita, sia semplicemente una “presuntuosa” che si crede di poter essere al di sopra di tutto e di tutti anche delle leggi internazionali, tipo giurisdizione e acque internazionali, e solo per compiacere e compiacersi in un delirio di radical chic e politicamente corretto.
        Tanto e’ vero che a distanza di altri due anni, sic come passa presto il tem[po, gli indiani ancora non sono riusciti a presentare un capo di accusa ben preciso.
        Chissa’ se la signora in questione ha nel frattempo cambiato idea visto che ormai e’ fuori dalle istituzioni e dovrebbe essere più, forse, libera.
        Alvaro.

        • Talita Rispondi

          8 marzo 2015 at 19:12

          Caro Alvaro,
          hai dimenticato di dire che certa gentaglia fa VOMITARE.
          Sole facce da CUBO possono addebitare “imprese” a rappresentanti dello Stato italiano nell’esercizio della loro funzione.

          Abbiamo restituito i marò a un Paese che a gennaio dell’anno scorso condannò una ragazzina a uno “stupro di gruppo”: ossia a essere stuprata da più di 13 (alcuni dicono VENTI) baldi maschietti indiani, perché aveva osato intrattenere rapporti con un ragazzo appartenente a un altro villaggio.
          E dunque continuiamo a interessarci d’altro, a ciò che è vitale per l’ItaGlia, come quando, ancora a gennaio dell’anno scorso:

          ● l’orchestra sinfonica “Giuseppe Verdi” di Milano dedicò un concerto «all’India in occasione della Festa Nazionale»
          (presidente della Fondazione? L’ex europarlamentare Pci, Giovanni Cervetti. “VERGOGNAAAAA!!!” è dire poco)

          ● L’auditorium espose la bandiera indiana, e il console indiano fece gli
          inviti.

          ● In India? Il nostro ambasciatore Daniele Mancini slinguazzò e scambiò fiori (non opere di bene) con il signor Narendra Modi, candidato premier del Partito nazionalista indù: quello che vorrebbe ammazzare i marò…

          Fingiamo d’ignorare che i due marò sono stati VENDUTI da IMBECILLI, i quali – essendo imbecilli – sono appunto trattati da imbecilli, tant’è che l’India non si è fatta scrupolo di annullare commesse già attribuite all’Italia.
          Certo è che anche i marò hanno compiuto i loro errori: non si sono mai dichiarati gay, così da ottenere l’attenzione della menestrella Cattivino. Tra gli altri.

          Grande menestrella, la Cattivino! Si disse estremamente preoccupata per i marò, e poi lo dimostrò con i fatti.

          ● In Fb scrisse: “Non è accertata la colpevolezza e non è accertata l’innocenza. I processi servono a questo”.
          Dichiarazione grandiosa per una ministra degli Esteri, alla quale rispose un Giulio Terzi inviperito (dandole apertamente dell’ignorantissima):
          “Certo che ci vuole un processo, ma è legittimo solo se lo Stato ha giurisdizione. E l’India non ce l’ha, il fatto è avvenuto in acque internazionali. È ovvio che occorre il processo ma in Italia”.

          ● A gennaio dell’anno scorso dichiarò di non sapere quali altre reazioni diplomatiche avrebbe potuto opporre all’India.
          Le rispose quel grand’uomo di Fausto Biloslavo con l’articolo “Dieci cose da fare (e alla svelta) per salvare i marò”, e allora non capisco perché non mettiamo agli Esteri Fausto Biloslavo.
          Che tra l’altro fu gentilissimo, definendo la Cattivino “Vispa Teresa”: io avrei usato altri epiteti.

          ● Nel frattempo che i marò rischiavano (rischiano?) la pena di morte in India, il nostro ex ministro degli Esteri che faceva di notevole?
          Si faceva fotografare con Shalabayeva – bengentile (con documenti falsi) di un tizio accusato di aver fatto sparire 5 MILIARDI DI DOLLARI, mica noccioline! – e la nostra ministra si fece immortalare con la manina cattivina&protettiva posata sulla testina della bambina shalabayevina: insomma un tripudio di –ina.
          Uno spott-one che non le è servito a niente, se non che alla GENTAGLIA basta dire che è colpa di Alfano:
          come se fosse stato lui il fotografo 😆

          ● In compenso, Vinod Sahai le scrisse di poter risolvere la faccenda dei marò e non ricevette alcuna risposta dalla nostra menestrella degli Esteri.

          ● Le cui ultime parole famose furono, ad aprile dell’anno scorso, che i nostri marò sarebbero tornati a casa per Natale.
          Ma non disse di quale anno.

          Caro Alvaro, concludo osservando che i VERMI devono essere lasciati strisciare, da bravi anellidi: altro che blaterare sui marò, a cui non sono degni neppure di allacciare gli stivali.
          Inutile interloquire con il NULLA: occorre limitarsi a seppellirlo con una risata.

          E adesso… te saludi, perché vado a festeggiarmi 😉

          • Alvaro

            9 marzo 2015 at 07:34

            Cara Talita,
            in questa Italia sempre di piu’ senza memoria vorrei ricordare quante volte questa “signora”, ops ho sbagliato, forse invece che un sostantivo bisognava usare un aggettivo, ha approfittato del suo essere una politica e delle leggi molto permissive italiane per vivere spesso border line o anche al di la della linea.
            Una delle tante, o dei tanti, italiani che non ha mai lavorato un giorno ed e’ vissuta solo di politica.
            Alvaro.
            P.S. A dimenticavo, e’ stata anche una di quelle/lli che praticamente hanno ucciso politicamente un uomo, Leone, e poi, ma 20 anni, dopo ha chiesto scusa.
            Troppo comodo, troppo facile e secondo me un comportamento anche molto ma molto ipocrita.

        • Matteo Rispondi

          9 marzo 2015 at 17:54

          “Non è accertata la colpevolezza e non è accertata l’innocenza. I processi servono a questo”.
          Perché, non è vero?
          Gli Indiani ritardano a formulare l’imputazione, poiché mirano probabilmente (esagerando come fa spesso l’accusa) al dolo nel massimo grado.

          Emma ha spagliato a non rivendicare la giurisdizione italiana sul caso?

          Ammesso e non concesso che l’incidente sia avvenuto in acque internazionali (la controparte sostiene fosse in “zona contigua”), solo i “presunti” responsabili stavano sopra un mercantile italiano.
          Le sicure vittime indiane stavano su una imbarcazione privata.

          Poi, foto o non foto (qual è il problema?), ciò che conta istituzionalmente, nel caso Shalabayeva, è che la Farnesina ha rimediato a un guaio combinato dal Viminale.

          Alfano s’è solo preoccupato di scaricare la colpa sui subalterni, ma ipocrita sarebbe posare davanti a un fotografo insieme a persone riconoscenti che, fino al giorno prima, molta stampa (specie di destra) considerava pretestuosamente le povere vittime della mediocrità di Emma.

          Secondo me, i suoi meriti e la fama internazionale hanno attirato intorno alla Bonino non poche antipatie.

          Sarei stato propenso a concludere “nemo profeta in patria”, se tutti i sondaggi non avessero proclamato Emma Presidente della Repubblica degli italiani, mandando su tutte le furie i vari giornali committenti, da “Il Fatto” di Travaglio (allora Padellaro) a “Il Foglio” di Ferrara, passando per “Libero” di Belpietro.

          Naturalmente cambiavano solo i secondi classificati (cui Emma dava regolarmente una pista, addirittura doppiandoli), da Berlusconi a Bersani, passando per Prodi e Rodotà.

          Ma il colpo di grazia fu quando un sondaggio in diretta di Servizio Pubblico (11/03/2013), vide Emma sbaragliare la concorrenza sotto gli occhi livorosi di Santoro, Travaglio e altri ospiti indignati (tra cui, non capisco perché, Battiato).

          Questo spiegherebbe anche il disprezzo generico di AlessioXL, ma per voi il “Komunista” sono io.

          • Matteo

            9 marzo 2015 at 23:15

            Per non alimentare equivoci:
            Le sicure vittime indiane stavano sulla “propria” imbarcazione.

  6. db56 Rispondi

    9 marzo 2015 at 11:46

    Purtroppo sono convinta che in Italia si possano assumere incarichi/ruoli politici di una certa rilevanza solo se puoi mettere sul piatto il politically-correct-l’ipocrisia più immonda, l’incapacità più elevata, il “nulla” più assoluto in quanto a attività politica e …… protezione di gay/lesbiche, sponsorizzazione di pratiche abortive, matrimoni e adozioni tra coppie omo.
    Dato che la signora ha sempre voluto dar ad intendere che era “una di noi” io personalmente ho visto con i miei occhi, un arrivo in aereo da Roma a Milano, anni fa, nel quale tutti noi poveri normali attendevamo pazientemente le nostre valigie e la “sciuretta” passare rapidamente con debita scorta direttamente dall’aereo all’uscita ove ad attenderla ovviamente c’era la solita auto blu.
    Non ricordo allora che ruolo avesse per necessitare di una scorta e di un trattamento di favore, se non erro era semplicemente onorevole

  7. alessioXL Rispondi

    9 marzo 2015 at 12:17

    Questa volta sono pienamente daccordo con la signora Talita(Cip)riguardo il suo giudizio sulla Bonino ritenuta mediocre.
    Per quanto riguarda invece i maro’ di cui sono stato criticato aspramente in un post precedente da Alvaro(Ciop).Rimango del mio parere.
    Per me questi 2 esaltati dovrebbero farli marcire nelle galere indiane.
    Hanno giocato a fare i cecchini per divertimento uccidendo due poveri pescatori di sardine..
    Galera! Galera e solo galera!!

    • Franco Rispondi

      9 marzo 2015 at 12:48

      Suppongo, data la sua supponenza,che lei si trovasse su quella nave quel giorno, molto vicino ai marò, in modo da poterli vedere di persona coi suoi occhi, mentre si divertivano a fare tiro al bersaglio sui poveri pescatori.

    • Matteo Rispondi

      9 marzo 2015 at 18:04

      Io Talita l’ho sempre confutata nel merito (infatti scappa).

      Tu ci ingaggi singolar tenzoni a suon di rime e licenze poetiche(tutte tue, perché a grammatica non ti batte nessuno).

      • Talita Rispondi

        9 marzo 2015 at 22:39

        Signor Matteo,
        ignoro chi ti abbia dato del comunista, né la notizia mi sembra di qualche peso.
        So invece che all’apparenza sei un kattokomunista, il che è molto peggio, secondo me.

        Poi, visto che ti appelli alla Grammatica, io mi appello al dizionario e ti faccio notare che il verbo “scappare” non è affatto sinonimo di EVITARE.
        E ti facilito con un esempio:
        si scappa dinanzi a una tigre; si evita un rompiballe.

        In secondo luogo TI dovresti chiarire perché ci tieni tanto a “confutare” Talita:
        è perché credi davvero che le tue opinioni possano spostare di un micron le idee altrui, oppure perché ti va di perdere tempo?

        Passando alle “confutazioni” 😆 tu pensi prima di scribacchiare?
        Per esempio, hai pensato prima di scrivere:
        a)
        «Ammesso e non concesso che l’incidente sia avvenuto in acque internazionali (la controparte sostiene fosse in “zona contigua”)»?
        _______
        Che confutazione è, ssscusa?! Anche l’appartamento del tuo vicino è contiguo al tuo, ma non è il tuo.

        b)
        «solo i “presunti” responsabili stavano sopra un mercantile italiano».
        _______
        E allooora?! C’è da cantare “finché la barca va, lasciala andare”?

        c)
        «Le sicure vittime indiane stavano su una imbarcazione privata».
        _______
        E allooora?! Che c’entra l’imbarcazione privata con le acque internazionali?!

        Insomma, signor Matteo, parlare perché si ha la lingua in bocca non conviene mai, e lascio perdere il resto che hai scritto perché mi ci viene da piangere.

        Infine, Cattivino ha fatto incavolare Travaglio? Per i sondaggi era come la Cuccarini, la più amata d’ItaGlia??? 😆
        Ok, ti do ragione: se mio nonno avesse le ruote, sarebbe una carriola.

        Infine, domandona:
        ma perché non ti limiti a esprimere le tue opinioni senza attaccarti come una zecca a quelle altrui?
        Segue consiglio:
        NON mi rispondere. Risparmia tempo e tastiera, perché da questo istante abbandono questa pagina.

        Buone cose, signor Matteo.

        • Matteo Rispondi

          9 marzo 2015 at 23:49

          La “zona contigua” pertiene alla giurisdizione territoriale più vicina (nella fattispecie quella indiana).

          Se il presunto aggressore ha sparato da una imbarcazione privata italiana e le sicure vittime stavano su una imbarcazione privata indiana, ammesso e non concesso che le acque fossero internazionali, la giurisdizione è al più concorrente e richiede un arbitrato.

          Bonino non l’ha chiesto subito, di comune accordo con i legali dei Marò, perché il procedimento sarebbe stato molto più lungo.

          Di fronte ai ritardi indiani e all’evocata pena capitale, si è cambiata strategia.

          In ogni caso la tesi di Sechi (mercantile italiano = giurisdizione italiana) non regge.

          Temevo che avreste equivocato sul termine “privata” ed è successo.

          Così è più chiaro?

          PS:

          Sei stata tu per prima (come altrove hai ammesso) a “rompere le scatole” (per dirla sempre con te).

          Io mi ero limitato a dare la mia interpretazione (rivelatasi corretta) delle parole del Papa.

          Non pretendo che gli altri cambino le proprie idee, ma confuto quelle che ritengo sbagliate, chiunque le esponga, come fanno tutti.

          O sbaglio?

          • Matteo

            10 marzo 2015 at 00:33

            Dispiace citare il Fatto Quotidiano, ma più o meno le cose stanno come può leggersi qui:
            http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/29/maro-mettiamo-qualche-puntino-sulle-i/1300271/

          • Alvaro

            10 marzo 2015 at 07:02

            Matteo del 9 Marzo ore 23,49.
            La Bonino non l’ha chiesto subito, di comune accordo con i legali dei maro’, perché il procedimento sarebbe stato molto più lungo.
            Caro Matteo,
            e si, proprio vero, parole sante le tue, la Bonino aveva ragione.
            Tanto e’ vero che i maro’ sono tornati a casa in anticipo sui tempi previsti da un “arbitrato”, proporrei all’uopo qualche arbitro di calcio italiano.
            Ops,chiedo scusa per l’errore infantile da me commesso, i maro’ ancora non sono tornati a casa, e sono passati dal momento della Bonino s/ministro degli esteri (28 Aprile 2013- 22 Febbraio 2014) e dal momento delle sue parole (1 Ottobre 2013)altri lunghi lunghissimi mesi che possono andare dai 22 mesi ai 17 mesi secondo la data di partenza del conteggio.
            Che velocità nel comportamento scelto dalla Bonino e, sembra, accettato anche dalla s/ministra “bella ciao” e dal “picchiatore” rosso, ma non si può dire, Gentiloni.

            Secondo me, i suoi meriti e la fama internazionale hanno attirato intorno alla Bonino non poche antipatie.
            E avresti dovuto aggiungere anche,non poca invidia, perche’ e’ quello che pensi ma non hai il coraggio di scrivere, secondo me.
            Nella vita non si puo’ pensare, e credere, di aver sempre ragione qualche volta un bel bagno di umilta’ non ci starebbe male per essere poi credibili successivamente.
            Alvaro.
            P.S.Hai visto come Talita mi ha praticamente “bacchettato” sulla “tua” eroina difendendola anche se solo in parte?

    • Matteo Rispondi

      9 marzo 2015 at 18:22

      P.S.

      Renzi ha fatto proprio un capolavoro sostituendo Emma.
      Gentiloni e Lady Pesc si sentono solo al telefono coi Marò.

      Servisse a qualcosa (oltre a sbugiardare Mario Sechi)…

  8. Talita Rispondi

    9 marzo 2015 at 14:01

    Caro Alvaro,
    altre due precisazioni e poi la chiudo qui.

    Dici “questa Italia sempre di più senza memoria”:
    a me sembra, invece, che questa Italia sia infettata da cumuli di memorie FALSATE da chi ha avuto ogni interesse per falsarle e ha tuttora interesse di mantenere intatta la falsificazione.
    Che ha fruttato posti di potere qua e là, senza il minimo merito dei vipponi magna-magna.

    Ti faccio solo due esempi:
    ● le foibe, praticamente assenti in gran parte dei libri di Storia;
    ● Giampaolo Pansa, prima fulgido eroe della Sinistra, oggi insultato e sputacchiato dalla stessa Sinistra, in quanto narratore OBIETTIVO del nostro passato.
    Questi sono i metodi sinistrati, e di esempi ce ne sono altre migliaia.

    Poi c’è la memoria individuale, di ciascuno di noi, che è un problemone tanto quanto la precedente:
    sia perché è una facoltà che va esercitata giorno per giorno, come un qualsiasi muscolo; sia perché gli ignoranti non possono avere memoria, perché poco sanno e poco hanno su cui riflettere.
    Se non bla-bla-bla, scopiazzamenti e slogan: tutto, all’infuori di FATTI documentati.

    Tra l’altro, ti sei mai chiesto perché a sQuola ormai non fanno più imparare poesie a memoria? Perché ormai i poveri pargoli della sQuola pubblika per lo più non sanno le tabelline? Perché per fare 2×2 hanno bisogno della calcolatrice?
    Ottimo metodo per paralizzare sia il cervello sia la memoria, riempiendoli di notizie (?) tratte dalla Rete, che spesso serve solo per pescare boccaloni:
    pirilli ormai senza un minimo di capacità critica.

    Dici anche “questa signora ha approfittato del suo essere una politica (…) non ha mai lavorato un giorno…” eccetera:
    io dico che questa donna non è né migliore né peggiore della media (bassissima) dei nostri politicanti di professione, e a mio giudizio non possiede alcuna dote di eccellenza, se non l’aver fatto parte dei Radicali, a cui l’Italia deve obiettivamente alcune battaglie sociali che andavano fatte.
    Orbene, a me non piace giocare a tre-palle-un-soldo contro nessuno, e quindi non mi piace nemmeno esagerare sulle non-doti di Bonino: una politica qualunque, appunto.

    Altro è parlare di suoi incarichi specifici – come il ministero degli Esteri – in cui si è rivelata totalmente incapace e inutile;
    altro è parlare di certe sue dichiarazioni – come quella sull’Iran – che mi sembrano assolutamente sciocche e quindi nemmeno da prendere in considerazione.

    Concludendo, adesso Bonino pensi alla salute e alla sua vita privata.
    Fermo restando che ormai in Italia occorre un repulisti che non potrà essere fatto soltanto a parole.

  9. alessioXL Rispondi

    9 marzo 2015 at 16:07

    X Franco
    lei invece pensa che con una zattera e due canne da pesca questi due poveracci volevano impossessarsi della nave e fare un attacco terroristico?
    Invece lei c’era scommetto ?

  10. Alvaro Rispondi

    10 marzo 2015 at 15:29

    Matteo del 10 Marzo ore 00,33.
    Dispiace citare il Fotto quotidiano, senza errore di battitura.
    Caro Matteo,
    ho letto l’articolo proposto ma anche qualche commento che lo contraddice presentando dei fatti e non delle chiacchiere, tu l’hai fatto o ti sei fermato prima?
    A proposito di procedimento più o meno lungo hai letto del nuovo rinvio?
    Sai che comincio a pensare, che all’interno del governo di Letta “il temporeggiatore” girasse la mosca tsetse che che causava la tripanosomiasi africana o malattia del sonno.
    Alvaro.
    P.S. E sembra che la stessa mosca abbia contagiato anche “fumo di Londra” e il suo cerchio magico che tra le altre cose e’ anche una accolita di gente bugiarda.

    • Matteo Rispondi

      10 marzo 2015 at 19:58

      La giurisdizione dell’autorità costiera più vicina in zona contigua è parziale.
      Ciò non di meno, in quel tratto di mare può accampare più diritti l’India che l’Italia e l’attracco in Kerala, su richiesta della guardia costiera, ha finito per compromettere la situazione.

      Spero che almeno tu abbia capito l’obiezione che facevo mettendo per così dire “in competizione giurisdizionale” le rispettive nazionalità del mercantile e del peschereccio coinvolti nel misfatto.

      La faccenda è un gran casino e la soluzione alquanto problematica, compresa quella dell’arbitrato che Emma ha avuto appena il tempo di sondare, poco prima di essere improvvidamente sostituita con una volenterosa dilettante (non per niente Napolitano ha resistito).

      Mogherini e Gentiloni sono partiti in quarta per sbatterci vergognosamente il muso, ma questo contribuisce solo a dimostrare che le accuse alla Bonino erano pura propaganda.

      Oppure tu hai la soluzione in tasca?

      Se è così, spiegamela.

      • Alvaro Rispondi

        12 marzo 2015 at 09:58

        Caro Matteo,
        et voila’, un altro giorno, un altro rinvio e questa volta si parla di Luglio.
        Quale era la “strategia” della “cattivino” tua sempiterna eroina?
        Prima dell’arbitrato, forse del Tribunale Internazionale del mare con sede in Amburgo, voleva fare uno sciopero della fame?
        E a Luglio saranno passati 3 anni e 4 mesi, vergogna per tutti nessuno escluso a partire dal Mari-olo, passando per Letta nipote, per arrivare fino al terzo presidente del consiglio non eletto “fonzarelli” e per finire a tutta quella serie di incompetenti e/o in malafede s/ministri degli esteri succedutisi negli ultimi 3 anni.
        Ah, dimenticavo, in cima alla piramide va messo il prode King George che da cittadino del mondo come il “migliore”, forse, non si poteva interessare di due “mandolinisti” italiani.
        Alvaro.

        • Matteo Rispondi

          12 marzo 2015 at 20:14

          La strategia era quella diplomatica consegnatagli dal governo precedente.

          Alternative non ce ne erano e non ce ne sono, perché ormai le hanno provate tutte.

          Per ottenere l’arbitrato obbligatorio, cui alludi citando il Tribunale competente, non basta chiederlo (come va blaterando Giulio Terzi).

          Non so cosa avrebbe fatto l’allora braccio destro di Togliatti (le parole sono sue, se non erro), ma da Presidente della Repubblica Napolitano poteva solo provare a dissuadere Renzi dal sostituire Emma (almeno avremmo avuto un ministro migliore).

          L’ha spuntata Fonzarelli tra gli applausi di Mario Sechi & company.
          Contenti loro…

          Oppure rimproveri a King George di non averli nominati senatori a vita?

          • Matteo

            12 marzo 2015 at 20:22

            Ovviamente: … di non aver nominato senatori a vita i Marò (non Sechi e compagnia bella).

            Comunque si può ancora chiedere a Mattarella.

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