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Più lavoro a gennaio. Per il Pd il merito è del Jobs Act di marzo

Matteino jobs actPrima ancora di economia il governo dovrebbe fare qualche ripasso di logica. Quella aristotelica che vuole che il tempo proceda, inesorabilmente, secondo una progressione lineare e che nulla può essere causato da un avvenimento successivo.

Ora è evidente che se tiro uno schiaffo a qualcuno è impossibile che senta dolore prima che la mia mano colpisca la sua guancia. Allo stesso modo una riforma che entra in vigore in un certo periodo non può produrre risultati sui mesi precedenti. Il governo Renzi, invece, sconvolge le nostre certezze e ci presenta, nella persona del sottosegretario al Lavoro Teresa Bellanova, una nuova teoria del tempo ciclico degna dell’Eterno ritorno nietzschiano: «È sicuramente è un effetto positivo del Jobs Act», ha detto ad Affaritaliani parlando del calo della disoccupazione riscontrato nel mese di gennaio.

bellanova1

Teresa Bellenova

A parte il fatto che l’aumento dello 0,1% dell’occupazione è un dato assolutamente congiunturale (è scesa dal 12,7 del 2014 al 12,6 ma nel 2013 era al 12,1), legato probabilmente al fatto che buona parte delle nuove assunzioni vengono fatte a inizio anno, c’è un evidente problema di consecutio temporum. Il Jobs Act, come ha sottolineato più volte lo stesso ministro del Lavoro Giuliano Poletti, è in vigore da ieri 1° marzo 2015 ma sarebbe meglio dire oggi visto che è difficile trovare un’azienda che si metta a fare assunzioni la domenica. E comunque di certo i benefici non possono essere retroattivi (di retroattivo in Italia c’è solo la legge Severino) sul mese di gennaio. Semmai, afferma la Cgia di Mestre, i risultati dovrebbero vedersi nel prossimo trimeste in cui potrebbe verificarsi un saldo occupazionale positivo pari a +8.390 unità (a fronte di 209.680 lavoratori in ingresso ci dovrebbero essere 201.300 lavoratori in uscita).

Ma c’è di più. A dirla tutta il Jobs Act non è neppure ancora in vigore. Come ci informa il quotidiano giuridico leggioggi.it «i primi quattro decreti, per effetto della pubblicazione in Gazzetta avrebbero dovuto essere ufficialmente effettivi a partire dal primo marzo, cioè ieri. Ma nei giorni scorsi, dei provvedimenti approvati dal governo nel Consiglio dei ministri dello scorso 20 febbraio non si è vista traccia». Come accade per ogni legge l’approvazione del governo non produce risultati fino alla pubblicazione definitiva. Quindi finora il Jobs Act non esiste. Almeno non per gli imprenditori.

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di on 2 marzo 2015. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

4 commenti a Più lavoro a gennaio. Per il Pd il merito è del Jobs Act di marzo

  1. ultima spiaggia Rispondi

    2 marzo 2015 at 16:22

    Se un coglione si rendesse conte d’essere coglione non si comporterebbe da coglione.
    Il tempo ci darà ragione.

  2. sergio Rispondi

    3 marzo 2015 at 11:51

    cos’è che vuole fare adesso ?
    vuole: ‘sensibilizzare’ la società sull’uso corretto della lingua italiana in un’ottica rispettosa di entrambi i generi ( e il genere gayo no ?)
    Quindi, scordatevi di scrivere: ‘mignotta’ – ‘rapporti contronatura’ – ‘il manganello di Salvini’ – ‘Prodi = mortadella’ – et similia

  3. Alvaro Rispondi

    3 marzo 2015 at 11:56

    E le “canose” italiane, pur senza esca, abboccano lo stesso.
    Alvaro.

  4. sergio Rispondi

    4 marzo 2015 at 10:04

    ” Oggi la regola, non dico normale, ma abituale, (ha detto il Papa in una divagazione, a braccio, dal discorso generale) è che se cerchi lavoro ti propongono 11 ore al giorno a 600 euro, e poi ti dicono:
    “ Ti piace? no? Vattene a casa ” ” – ( Francesco, il Papa)

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