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Il costo del petrolio scende. La benzina sale. Mistero? No, tasse

Rapina-benzinaIl prezzo del petrolio è diventato ormai un peana globale: un elemento di ripresa citato da ogni parte come ancora sicura di salvezza contro la crisi. Giusto ieri nella sua audizione al Senato Matteo Renzi l’ha citato come come «quinto fattore (di ripresa, ndr), che non dipende da noi ma diciamo dalla buona sorte, che è l’abbassamento del prezzo del petrolio». Lo scorso dicembre il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan aveva definito il petrolio a sessanta dollari al barile «una buona notizia per l’Italia» che «se continuasse» potrebbe portare da sola a un incremento del Pil dello 0,5%. Lo stesso managing partner dell’Ambrosetti Forum Valerio De Molli ha decantato i risultati positivi dell’abbassamento del petrolio al pari di una lunga sfilza di economisti che non stiamo neppure a citare per ragioni di spazio.
Ma davvero il prezzo del petrolio è così basso. La risposta è sì, ma non in Italia. A certificarlo è il Codacons, nota associazione a tutela dei consumatori, che in uno studio ha certificato che l’Italia è «ufficialmente il paese europeo dove la benzina costa di più» per colpa degli ultimi aumenti che «hanno portato il nostro paese a superare i prezzi praticati nei distributori di Olanda, Danimarca e Regno Unito, finora i paesi più cari sul fronte dei carburanti». Di fatto siamo al vertice della classifica europea di fronte a Paesi con un Pil pro capite più alto del 30 per cento del nostro.

«Oggi un litro di verde – evidenzia il presidente del Codacons Carlo Rienzi – costa mediamente nel nostro paese 1,640 euro contro una media europea di 1,317 euro. Ciò significa che gli automobilisti italiani per un pieno di carburante pagano 16 euro in più rispetto la media Ue (+14,2 euro per il diesel)». Trenta centesimi in più al litro che significano 10-15 euro per un pieno di un’auto di piccole dimensioni. Un aumento che appare ingiustificato rispetto a qualche mese fa quando la verde si trovava tranquillamente a meno di 1,5 euro. Anche perché, rispetto ad allora, il prezzo del greggio è continuato a calare. Era a 60 dollari a dicembre, oggi viene scambiato a 54,3 sul Brent (mercato europeo) e a 45 tondi sul Wti (mercato mondiale) dove è pressoché in costante riduzione da tre mesi a questa parte.

Di chi è la colpa? Per Rienzi «è innegabile che l’eccessiva tassazione vigente in Italia abbia un peso su tale divario, ma i rincari alla pompa registrati nell’ultimo periodo appaiono eccessivi rispetto all’andamento delle quotazioni del petrolio e pertanto ingiustificati», motivo per cui sarebbe auspicabile un «intervento del Governo teso a contrastare anomali rialzi dei listini». Dalla nostra pensiamo che, prima ancora di dar vita a una pur legittima attività di controllo, il governo dovrebbe fare la propria parte abbassando la pressione fiscale sui carburanti. Del resto finché le tasse si bevono il 65% della nostra benzina qualsiasi calo del prezzo del petrolio non potrà che portare a cali del prezzo alla pompa lievi e comunque minori rispetto al resto d’Europa. Peraltro, insegnano le mamme, è brutto chiedere sacrifici senza fare i propri…

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di on 19 marzo 2015. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

4 commenti a Il costo del petrolio scende. La benzina sale. Mistero? No, tasse

  1. Alvaro Rispondi

    19 marzo 2015 at 22:13

    Ohio, 1 dollaro e 72 cent al gallone, punto.
    Alvaro.

  2. Giorgio Rispondi

    20 marzo 2015 at 11:33

    State tranquilli! abbiamo innumerevoli istituti che stanno tutelando il consumatore,ma ora sono occupati nei loro interessi mensili.

  3. Morello stefano Rispondi

    20 marzo 2015 at 18:24

    E’ senz’altro vero che le variazioni del prezzo del petrolio hanno un effetto minimo sul prezzo della benzina visto che tasse , accise e IVA costituiscono l’88% del prezzo, ma c’è anche da tenere conto della svalutazione dell’euro rispetto al dollaro che in pochi mesi è stata maggiore del 30 % !Questo fattore i nostri economisti di stato, nelle loro ottimistiche previsioni, fingono di ignorarlo e quando il prezzo del petrolio tornerà a salire ,con il rapporto dollaro euro stabile a questi livelli , cosa ci racconteranno?

  4. cristiano Rispondi

    21 marzo 2015 at 19:31

    Livigno….90 cent.il litro gasolio.MORIREMO DI SPESA PUBBLICAAAA!!!!!

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