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I KAMIKAZE DEL CENTRODESTRA (cit.)

Riprendiamo il titolo di un editoriale di Libero. Sì, c'è qualcuno che rema per il suicidio dei liberali. Belpietro è sicuro siano Fitto e Tosi, guardacaso i due frondisti. Noi buttiamo là: c'entrerà mica invece quel Berlusconi che vent'anni fa promise la rivoluzione liberale?

Berlusconi e BelpietroHa mille volte ragione il direttore di Libero, il centrodestra è infestato da un evidente istinto kamikaze. Si tratta però, per parafrasare il titolo essenziale dell’editoriale domenicale di Belpietro, di capire chi siano davvero “i kamikaze del centrodestra”.

Lui è convintissimo: si chiamano Raffaele Fitto e Flavio Tosi. Sono i due dissidenti, il lealista al sogno berlusconiano, e quindi lealmente critico con il Berlusconi attuale, e il capo della Liga Veneta che non vuole vederla tramutata in una branca del partito di Matteo Salvini, a sua volta branca di quello di Marine Le Pen in Francia, il freno a “l’idea di uno schieramento moderato che rappresenti la maggioranza” del Paese. Non sappiamo ancora chi sia il kamikaze, ma certo qui sono già esplose la logica della politica, e la sua storia. Se il centrodestra è ridotto a quello che anche Belpietro fotografa, un deserto di pensieri, parole, opere e omissioni, inframmezzato da oasi sporadiche e slegate tra loro, la colpa non può essere dei due soggetti. Per meri motivi anagrafici e, quel che più conta, profondi motivi politici. Non hanno maneggiato loro le leve delle decisioni, delle alleanze, dei programmi, in questi ultimi venti, dieci, nemmeno cinque anni. Sostando nella metafora del kamikaze, non è colpa loro se il Giappone è accerchiato, sconfitto ogni giorno nelle battaglie, inesorabilmente condannato a perdere la guerra. C’entrerà qualcosa, azzardiamo, chi ha frequentato e direi incarnato il potere nella grande casa del centrodestra, ormai ridotta a dépendance del renzismo, o in ultimo del salvinismo, in ogni caso costretta a pensarsi residuale e a comportarsi di conseguenza. C’entrerà qualcosa, buttiamo là, Silvio Berlusconi. A Belpietro non piace dirlo e nemmeno pensarlo, ed è il motivo per cui, dopo aver fatto balenare un restyling salviniano della linea editoriale, a ruota dei sondaggi generosi con il “Matteo giusto”, non l’ha messo in pratica, cioè sulla pagina. Qualcuno sarà kamikaze, certo i direttori dei giornali di centrodestra subiscono una fascinazione funerea per il bunker di Palazzo Grazioli (e se nel caso de Il Giornale è ovvietà aziendale, qui forse toccherebbe evocare la psicologia, ma non è il nostro).

Stiamo alla realtà effettuale. Là dove c’erano Antonio Martino e Giuliano Urbani ci sono Giovanni Toti e Mariarosaria Rossi. È cronaca, ognuno c’impasti l’interpretazione che più lo soddisfa, a noi pare difficile venderla come un’evoluzione. A vent’anni dall’annuncio della rivoluzione liberale prossima ventura, le tasse italiche sono aumentate, indistintamente e per tutti, per le imprese e per le famiglie, per i poveri e per i benestanti, per chi vive di salario e per chi scommette su se stesso. La spesa pubblica è aumentata, soprattutto non è mutata la sua natura, è ancora e sempre il fieno per alimentare le proprie mangiatoie corporative ed elettorali, ed è stato così anche per tutto il lungo tragitto del centrodestra berlusconiano. Altro che signora Thatcher, le carte economiche le ha date quasi sempre il sciur Tremonti, socialista, colbertista, dirigista di ferro, non a caso vero anello di congiunzione tra la fu Forza Italia e la fu Lega Nord. Formalmente berlusconiano, in realtà uomo di fiducia di Bossi, soprattutto fortissimamente statalista. Il debito è aumentato, e anche il centrodestra ha preferito orecchiare pauperismi straccioni alla Tsipras, piuttosto che mettere mano una buona volta alla Bestia dello spreco pubblico.

Incisività politica? Si è votata la tecnocrazia illiberale di Monti, si è votata la normalizzazione neodemocristiana di Letta, si è sostenuto a lungo il gattopardismo falsamente sovversivo di Renzi. Ma non lo si è capito, non si è visto il fiorentino machiavellico dietro il boyscout, ci si è fatti totalmente esautorare dalla partita del Quirinale, e si ha reagito con un atto d’isteria, non di politica, l’Aventino contro le proprie stesse riforme. Quelle che domani Forza Italia non voterà, dopo averle tenute in vita, più di una volta, soccorrendo Renzi contro le defezioni della sinistra Pd. Nel frattempo, si dà la caccia a chiunque provi a collocare le sequenze in fila e a mettere in discussione il film, si abusa nevroticamente della parola “traditore”, che quasi sempre rivela l’impoliticità di chi la pronuncia, ci si asserraglia dentro la propria corte, un gruppo di pretoriani che non si fidano gli uni degli altri e da cui ormai ha preso commiato anche Sandro Bondi, ma non lo hanno fatto un paio di grandi direttori, evidentemente. Padronissimi, nel caso si trattasse di sindrome cronica da “bella morte” sarebbe fin esteticamente stimabile, seppur politicamente improduttivo. Ma dare del kamikaze a chi prova ad aprire squarci di futuro oltre il bunker, a chi tenta di uscire dalla ridotta tardo-berlusconiana, o neo-lepenista (la Cosa fascioleghista può arrivare anche sopra il 15%, ma già nominandosi si autoesclude dal governo del Paese), è più che controintuitivo, è involontario dadaismo giornalistico. I kamikaze giapponesi, almeno, avevano chiaro le parti in tragedia.

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di on 10 marzo 2015. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

18 commenti a I KAMIKAZE DEL CENTRODESTRA (cit.)

  1. Alberto Rispondi

    9 marzo 2015 at 09:07

    Beh quando menti colte ed illuminate di liberismo accompagnano mano nelle nano il ricco vecchietto che tornerà a Cesano Boscone tutto e’ più chiaro, forse Belpietro deve aver passato una brutta giornata ,aveva un mal di testa o magari un input dalla proprietà.Belpietro pensi a quanto stupidi si sentano i milioni di votanti che hanno sostenuto quell’idea liberale promossa ,gridata e mai applicata anzi.Ed ancora pensi come sono cambiate le condizioni di vita delle persone e delle aziende,almeno quelle che sono rimaste.Si Belpietro denota un po’ di confusione ma lo perdoniamo se torna a fare il giornalista .

  2. ultima spiaggia Rispondi

    9 marzo 2015 at 10:30

    Che il nemico del centro destra non sia il Pd, ma Silvio, è sotto gli occhi di tutti. Non ne azzecca una e, soprattutto, ha la cattiva abitudine di gestire la vita privata come cosa pubblica e il mandato politico come cosa privata.
    Fitto sembrerebbe una brava persona (il condizionale con i politici è d’obbligo) ma non ha grinta né carisma… e neppure “stoffa”.
    Tosi si sta dimostrando un concentrato di coerenze… incoerenti. Non si capisce se sia un salvagente o una mina vagante.
    Ci sarebbe il rivoluzionario Salvini, che piace molto alla gente… ma non piace ai giornalisti
    Tenimoci Pinocchio.

  3. Albert Nextein Rispondi

    9 marzo 2015 at 11:11

    In questi articoli si parla e si scrive di niente.
    Semplicemente perché non c’è nessun liberale , a parte Martino, tra i personaggi citati.
    F.Italia è un bueno retiro per tutti i reduci della prima e seconda repubblica.
    Un cronicario di politici da battibecco senza idee oltre quella di ingrassare i propri portafogli e aumentare il proprio potere personale.
    Non c’è alcun statista, e soprattutto non c’è alcun liberale.
    Sono tutti statalisti, nazionalisti, patrioti, centralisti chinati a ideologie catto-socialiste deleterie e superate dalla storia.

    Berlusca , in un estremo atto di orgoglio, deve chiudere baracca.
    Sciogliere F.Italia, e andarsene all’estero a godersi gli anni che gli restano.

    F.Italia non serve all’italia.

  4. Maurizio Rispondi

    9 marzo 2015 at 12:07

    Berlusconi dovrebbe prendere atto del fallimento del suo progetto e dedicarsi ad altro invece di portare alla rovina il poco che rimane del suo partito. Successioni mai avvenute, primarie mai fatte ecc..
    Salvini ha distrutto ciò che era la lega prendendo consensi ma trasformando il movimento in qualcosa di destra alla Le Pen.
    Può prendere consensi, ma si condanna a essere marginale. Tosi poteva essere la speranza per una rifondazione del centro destra come alternativa a Renzi. Ma Salvini ha preferito stroncarlo, perchè come Berlusconi non vuole alternative.

  5. adriano Rispondi

    9 marzo 2015 at 14:08

    La responsabilità,a mio parere,è di Berlusconi.Fitto ha ragione.Tosi no.Dato che qui spesso per le liste si invoca lo statuto è bene ricordare che “il consiglio federale,su richiesta del segretario federale,può sciogliere il consiglio nazionale che operi in palese contrasto con la linea politica,morale e amministrativa sostituendolo con un commissario federale”.Mi sembrava strano che ognuno potesse fare quel che vuole.Non è così.Chi non segue la linea politica può essere commissariato e la responsabilità non è di chi lo commissaria ma di chi vuole cambiare linea senza averne il mandato.Detto questo a mio avviso la questione è semplice.Berlusconi non è sceso in campo per fare rivoluzioni ma per i suoi interessi.Prima non era chiaro ora sì.Comunque quando un politico fallisce deve farsi da parte.Per questo Fitto ha ragione .Il suo torto è di non dirlo chiaramente.Poi ci sono quelli che in vario modo pensano ad un avvenire con Renzi.Molti sono pronti al salto di qualità e comunque presto lo si capirà dalle votazioni sulle cosidette riforme e dalle alleanze per le prossime elezioni.Alla fine delle due partite si vedranno non i traditori,categoria inesistente nella politica pelosa,ma chi avrà cambiato bandiera sì.

  6. step Rispondi

    9 marzo 2015 at 14:48

    C’era un articolo su Il Giornale dove si faceva un parallelo tra Fini e Tosi… Qui ho ravvisato la solita faziosità del quotidiano, e soprattutto l’ennesima constatazione che in certi ambienti non frega nulla della vera destra e del liberismo, interessa soltanto difendere determinati personaggi, se poi questi personaggi politici attuano le stesse politiche della sinistra poco importa… Tornando a Tosi: a differenza di Fini (il solo nome mi dà la nausea) Tosi è rimasto sulle sue posizioni, è la Lega che ha cambiato idea, non che Tosi sia un liberista doc, per carità, ma è la Lega di Salvini ad essere diventata un partito statalista, o comunque meno liberale di quanto lo fosse in precedenza. Poi non so dire quali siano le vere motivazioni dell’atteggiamento di Tosi, tuttavia disubbidendo a Salvini non credo che Tosi faccia tanta carriera…

    Su Fitto non so, comunque sia, se ci sono dei kamikaze, questi sono i politici che non hanno ridotto le tasse quando potevano, sono i politici che hanno fatto solo cose di sinistra ammantandosi del velo della destra liberale: questi sono i nemici delle partite IVA. Ciò non significa che Fitto e Tosi siano l’optimum, e non significa che i due non perseguano interessi materiali, ma certamente gli italiani dovrebbero imparare a giudicare oggettivamente e smetterla di “tifare” per Berlusconi o per Renzi o per chiunque sia, senza alcuna analisi dei fatti. Per quanto riguarda Forza Italia e la sua ultima strategia: è chiaro che Forza Italia si è avvicinata alla Lega per motivi di forza, se la Lega fosse in crisi di consensi non penso che Berlusconi avrebbe visto Salvini stipulando un patto; è solo una questione di potere, come al solito. Ora, va bene badare al potere e al prestigio, ma almeno un decimo delle cose promesse agli elettori bisognerebbe farlo, anche per differenziarsi dalla sinistra…

  7. Talita Rispondi

    9 marzo 2015 at 15:05

    Magnifico articolo, caro Giovanni.
    Socratico, direi, perché lo vedo costellato da tanti punti interrogativi, seppure non espressi.
    Li formalizzerei io, ma poi non avrebbero risposta, quindi passo.

    Mi faccio solo alcune domande e mi rispondo da me.
    Esiste una qualsiasi circostanza terrena in cui la “colpa” sia al 100% di Tizio o di Caio?
    No che non esiste e, anzi, per la legge dei grandi numeri, la colpa è tendenzialmente al 50% di Tizio e al 50% di Caio.

    Nella fattispecie non mi spiego perché il valido (come ex presidente della Regione Puglia) Raffaele Fitto non abbia ancora abbandonato il Partito scassato da Berlusconi e, invece di proseguire in critiche querule, non stia già parlando da tempo di una nuova entità partitica e di un programma politico:
    fattibile e con chi.

    Altrettanto non mi spiego perché il valido (come sindaco di Verona) Flavio Tosi vada a pranzo con Salvini e continui a giocarci a braccio di ferro, anziché abbandonare il Partito ormai lepenista (mah!) e fascioleghista (mah e poi mah!), proponendo finalmente qualcosa di concreto, invece di appellarsi a regole “tradite”.
    Invece di preoccuparsi per la sua Regione, che sta rischiando di diventare il trionfo estetiko della sciura Alessandra.
    Sai quella che “In politica, la bellezza è un valore”?

    Infine:
    se io definisco “traditore” Giuda Iscariota, sbaglio?
    No che non sbaglio.
    Se io definisco “traditore” un politico che se ne frega della sua Regione, privilegiando la Liga Veneta
    – e senza nemmeno informarci su QUANTI nella Liga Veneta siano effettivamente i suoi seguaci –
    sbaglio? No che non sbaglio.
    Nel caso specifico esistono interessi superiori a quelli personali (o personalistici?): gli interessi della comunità.

    D’altra parte, immagino già come traditore il signor Franco Bandelli: e dire che aveva lavorato come gommista, e poi si è ridotto a bucare le gomme a favore di Serracchiani. Con uno slogan magnifico in campagna elettorale: “Un’altra Regione. La differenza”. E adesso si vede la differenza di Frangetta.
    Guai a non fare tesoro dell’esperienza passata.

    • ultima spiaggia Rispondi

      9 marzo 2015 at 17:27

      Cara Talita, io le domande non me le pongo più. Aspetto che la corda si spezzi.
      Quelli di FI vogliono la rivoluzione liberale, quelli della Lega Nord inneggiano alla secessione, i moderati mirano alla conservazione della poltrona, i direttori dei giornali di centro destra auspicano una Thatcher o un Reagan. Tutti insieme fanno il gioco della sinistra statalista. Ma è proprio sullo statalismo che si regge la politica all’italiana tutta. Quindi la “rivoluzione liberale” va contro gli interessi stessi della Casta, in cui i politici si riconoscono tutti.
      Mi sto sbagliando?

      • Talita Rispondi

        9 marzo 2015 at 18:20

        Caro ultima spiaggia,
        no che non stai sbagliando.

        Ma il fatto è che non sappiamo quanto tempo occorrerà ancora perché la corda si spezzi.
        E le domande sono un modo per far funzionare il cervello: che almeno ci rimanga quello, perché vediamo anche qui i miserevoli esiti dei poveracci decerebrati (gowsh!).

        Poi la “rivoluzione liberale”:
        soavissima espressione, però ormai sono convinta che dovrà essere preceduta da una rivoluzione… forconata, senza la quale quelli che hanno il coltello dalla parte del manico continueranno a usarlo per spolparci.
        C’è una soluzione temporanea?
        Io direi di sì. Direi di trovare il proverbiale albero a cui impiccarci, evitando di continuare a frignare e appoggiando – magari obtorto collo – chiunque abbia intenzione di risolvere almeno i problemi più urgenti di questo povero Paese.

        Programma ristretto, patti chiari e amicizia lunga.
        Forse.

        • ultima spiaggia Rispondi

          9 marzo 2015 at 18:34

          Era la risposta che temevo.
          A presto

  8. alessioXL Rispondi

    9 marzo 2015 at 16:49

    La mia amica Talita è sempre la stessa Cip destrorsa che difende l’indifendibile dicendo (scoperta dell’acqua calda per lei) che le colpe o le responsabilità sono sempre al 50 per cento. Da questo si desume o vuole fare credere a tutti che se Berlusconi non ha tirato fuori nessuna riforma liberale nei suoi anni di governo le colpe di quel fallimento sono da addebitare o da attribuire solo a lui ma alle persone che aveva intorno e che lo hanno fatto sbagliare e cioè l’ ex moglie, Ruby, Emilio Fede, la Minetti e le olgettine, i comunisti, i giudici rossi di Milano, Fini, Casini ecc.ecc.
    Ho dimenticato il direttore Giovanni Sallusti che non ha mai fatto passare inosservati i suoi errori, criticandolo puntualmente , senza avere nessun timore reverenziale.
    A tutte queste persone andrebbe attribuito il 50 per cento delle colpe???
    A Talita….. sei proprio …de cappa..docia, vai a farti una bella passeggiata che è meglio …..
    Basta con le sciocchezze…

    • Talita Rispondi

      9 marzo 2015 at 17:56

      OT
      (ma mica tanto… a proposito di kamikaze spudorati)

      LA MOSCA COCCHIERA
      Una carrozza trainata da quattro cavalli arrancava su per una via ripida e fangosa.
      I viaggiatori avevano dovuto scendere dalla vettura per alleggerire il carico, tuttavia i cavalli faticavano, e soffiavano forte dalle froge.

      Ed ecco sopraggiungere una mosca, che cominciò a ronzare, e a punzecchiare questo e quello per farsi notare: ma ottenendo il contrario, perché bastava il minimo movimento di una mano per farla volar via, terrorizzata dal rischio di essere schiacciata.

      Infine andò a posarsi sul cappello del cocchiere, proprio nel momento in cui la strada cambiò, diventando piana.
      Allora la mosca ronzò ai passeggeri che stavano risalendo in carrozza:
      “AMICI miei, ah se non ci fossi stata io a cassetta, per risolvere la situazione!”.
      😆

      Favoletta valida non solo per la mosca imbecille, ma anche per gli SCARAFAGGI idioti che nei blog si affannano a conquistarsi attenzione, sbavando e slurpando.

      P.S.
      Consigliabile l’intervento immediato di un disinfestatore bravo.

      • Talita Rispondi

        9 marzo 2015 at 17:58

        2° P.S.
        Questo post ti deve valere fino al prossimo Carnevale.
        È che a volte il tuo isolamento mi fa davvero pena.

  9. alessioXL Rispondi

    9 marzo 2015 at 16:52

    Pardon ….nel post precedente volevo dire che non sono da addebitare o da attribuire solo a lui…..

  10. sergio Rispondi

    10 marzo 2015 at 11:36

    e per chiuderla alla Luca Giurato : sono Kamikazzi amari !

    • sergio Rispondi

      11 marzo 2015 at 09:44

      ma esiste ancora il Centrodestra ?
      a Renzi basta che si formi (e prenda corpo nel Paese) una opposizione interna al suo Partito della Nazione, ed il gioco è fatto !

  11. alessioXL Rispondi

    10 marzo 2015 at 13:57

    La signora Talita come vede un mio commento sull’Intraprendente corre immediatamente a leggerlo per sapere se le mie attenzioni sono rivolte a lei.Sono diventato una sua affascinante ossessione. Me ne accorgo dai suoi commenti.
    Diventa irascibile e nervosa se non parlo più o non faccio più riferimento a lei.
    Sono diventato una droga.
    Devo smettere di partecipare prima che va a “rota” come i tossicomani.

  12. Talita Rispondi

    10 marzo 2015 at 15:21

    Caro Giovanni,
    si potrebbe concludere questa triste monografia spezzando una lancia a favore dei kamikaze handicappati.
    Anche loro sono di una qualche utilità nell’àmbito del misterioso disegno dell’Universo.
    Utilità positiva non per tutti, ovviamente, ma è perciò che il disegno è misterioso.

    Per esempio, quelli dell’Isis utilizzano gli idioti come scudi umani e/o kamikaze, e – purtroppo – prima li abusano sessualmente :( Ovvio che poi i poveracci non riescono a usare neppure l’istinto di sopravvivenza.
    Ce lo raccontò a febbraio scorso Ginevra Renate Winter, consulente del Comitato dei diritti dei minori delle Nazioni Unite.

    Però tralasciando il gravissimo problema dei quaquaraquà handicappati, anagraficamente adulti ma comunque utilizzati allo stesso modo dai cattivoni.
    Pure in Rete.

    P.S.
    Segnalo anche un filmetto francese – titolo “Kamikaze” (1986) – in cui uno scienziato mette a punto un raggio mortifero che, puntato verso il televisore-ricettacolo di trasmissioni disgustose, vaporizza chiunque compaia in video.
    Chissà se si potrebbe realizzare una roba del genere anche per i suini bipedi che grufolano e grugniscono per blog, mah!

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