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Fortunato quel Paese che non ha bisogno di Manenti

calcioUn Paese che dà credito a tal Manenti Giampietro è un Paese che merita la deriva. Riassunto. Questo qui dopo aver illuso Brescia e aver preso un paio di calci nel deretano virtuali, decide di comprare il Parma. Assicura di essere pieno di grano ma si presenta col maglioncino bucherellato e la faccia tipica di quello che vuol venderti l’enciclopedia in 20 tomi alla porta. Promette mari e monti ma soprattutto bonifici. La gente gli chiede “perché hai comprato una società allo sbando con decine di milioni di debiti? Sei un benefattore?”, ma l’interessato non risponde perché “devo inseguire il bonifico”.

Nel frattempo il club va a ramengo, Manenti rinvia incontri con sindaci vari e giocatori tutti, promette che i soldi ci sono ed è solo questione di aver pazienza che il dio della filigrana farà il suo dovere, poi gli sequestrano la macchina per faccende legate a vecchie multe non pagate ma comunque “state tranquilli che sono pieno di soldi e presto arriveranno”. Nel frattempo qualcuno fotografa la sede della sua azienda a Nova Gorica: pare una villetta a schiera di quelle che con mutuo trentennale si può permettere anche lo spiantato di turno. In tutto questo bailamme quelli che dovrebbero controllare non sanno fare altro che indignarsi, se la prendono, sbraitano, ma quanto ad atti concreti lasciano parecchio a desiderare. Anzi no, quelli dell’Aic decidono che è il caso di ritardare l’inizio delle partite di 15 minuti. A cosa serve? Ditecelo voi. Per il resto sappiamo che i giocatori del Parma sono abbandonati a loro stessi, i dipendenti anche peggio, che il campionato è chiaramente sballato e al limite l’unica certezza è che non ci sono certezze. Forse solo una: chi dovrebbe prendere decisioni non sa che pesci pigliare.

Per fortuna ci pensa lo stesso Manenti a farci sorridere un po’. “Se qualcuno vuole il Parma sono disposto a venderlo“, ha detto ieri. Se dovesse trovare un acquirente disposto ad offrire due euro realizzerebbe il 200% del profitto in un mese o poco più. Insomma, questo tizio rischia addirittura di passare per il più grande affarista passato nel calcio italiano nella storia recente e passata. Ditemi voi come siamo messi.

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di on 2 marzo 2015. Filed under Calciosciampàgn. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

2 commenti a Fortunato quel Paese che non ha bisogno di Manenti

  1. Filippo Rispondi

    2 marzo 2015 at 17:34

    Fortunato quel paese in cui il presidente della FIGC serve solo per Lotito
    L’inadeguatezza di una figura così importante non si fa sentire solo in europa, ma anche in casa propria fa eco la sua raucedine mediatica

  2. sergio Rispondi

    7 marzo 2015 at 23:03

    riusciranno (i nostri eroi) a sbolognare Galliani e tutto il Milan ai thailandesi ?

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