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Soldi in Svizzera? È pura autodifesa

Potrebbe scoppiare una guerra con la Russia, la Grecia è sull’orlo del crack e non è escluso che trascini con sé l’euro, in Siria e in Iraq si combatte e si combatterà sempre più crudamente, ma a via Solferino non hanno avuto dubbi: “Conti in Svizzera, ecco i nomi” è l’apertura di oggi del Corrierone. Conti di Hezbollah, degli oligarchi russi, dell’Isis? Macché: “dal re del Marocco alle star di Hollywood”, spiega il catenaccio, tutti si rifugiano nella Confederazione. E l’occhiello insinua: “Un tesoro nascosto al Fisco” (il che naturalmente è falso, perché lo stesso Corriere deve poi scrivere, in caratteri assai più piccoli, che “la presenza nella lista non significa che siano stati commessi reati”). L’elenco di 100.000 nomi (!) divulgato dall’International Consortium of Investigative Journalists ha eccitato la stampa italiana, come sempre accade quando si presenta l’occasione di alimentare il rancore e l’invidia sociali. In sé non significa nulla, se non che l’Hsbc, la banca violata, ha un discreto portafoglio clienti. Ma il sottotesto è chiarissimo: mentre la povera genta crepa di crisi, i ricchi rubano.

Non è così. È lo Stato a rubare: compulsivamente, arbitrariamente, impunemente. Se i soldi sono miei, pochi o tanti che siano, posso farne ciò che voglio: investirli, regalarli, spenderli, nasconderli sotto il materasso. O portarli in Svizzera. Senza dirlo a nessuno, senza rendere conto a nessuno: sono miei. Se invece lo Stato pretende di sapere dove li metto, e addirittura vuol decidere dove posso e dove non posso portarli, vuol dire che quei soldi non sono miei, ma dello Stato: il quale si riserva il diritto – l’arbitrio, a dire il vero – di prendermeli come e quando vuole (naturalmente in nome di un presunto “interesse collettivo”).

Sappiamo grazie a Locke che ogni essere razionale, per il solo fatto di essere nato, gode di alcuni diritti inalienabili: “La ragione – scrive Locke nel Secondo trattato – insegna a tutti gli uomini, purché vogliano consultarla, che, essendo tutti eguali e indipendenti, nessuno deve recar danno ad altri nella vita, nella salute, nella libertà o nei possessi”. Nessuno, né tantomeno gli Stati e i governi. I quali al contrario sorgono, in virtù di un libero patto fra uomini liberi, proprio ed esclusivamente per garantire questi diritti. Se un governo non difende i diritti naturali dell’individuo – la vita, la libertà e la proprietà – o addirittura li viola, ciascuno ha il diritto di resistervi, di disobbedire ai suoi ordini e di rovesciarlo, perché si tratta di un governo illegittimo.

I nostri governi amano comportarsi come banditi di strada, e anziché limitare se stessi – come dovrebbero fare per statuto – limitano continuamente le nostre libertà, intrufolandosi nelle nostre camere da letto e nelle nostre coscienze, nei nostri stili di vita e nei nostri portafogli. Si tratta ogni volta di un abuso di potere, di una rottura unilaterale del contratto sociale, di un crimine contro la natura umana. Per questo portare i soldi in Svizzera – o dovunque uno desideri metterli, materasso della nonna incluso – è giusto e legittimo: sfuggire all’arbitrio degli Stati e dei governi è una forma elementare di autodifesa che fa onore a chi la pratica. La mia vita, la mia libertà e la mia proprietà non sono negoziabili, mai.

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di on 9 febbraio 2015. Filed under Editoriale. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

13 commenti a Soldi in Svizzera? È pura autodifesa

  1. maboba Rispondi

    9 febbraio 2015 at 20:27

    Da sottoscrivere.
    Queste campagne di tipo scandalistico fatte quasi regolarmente e sostenute dai giornali mantenuti dallo Stato, questo non va dimenticato, servono a dirottare l’attenzione e la rabbia dei cittadini verso falsi obiettivi distogliendole dalla cialtroneria e ruberie di politici, funzionari, burocrati di vario ordine e grado, dai danni fatti da tanti magistrati etc. etc., insomma da uno stato marcio in tutte le sue diramazioni.
    Il grido “Stato ladro” di Giannino e suo dovrebbe diventare lo slogan, brutale ma efficace, di chi vuole “sfuggire all’arbitrio di questo stato e dei suoi governi”

  2. peter46 Rispondi

    9 febbraio 2015 at 21:51

    Locke o chiunque altro a pensarla come lui,’liberismo’,diritti naturali e inalienabili per tutti(o per una minoranza)e da tutti desiderabili,considerazioni fra utilità di autodifesa ‘economica’ o meno:in altri termini libertà per ognuno di fare quel che crede dei suoi ‘averi'(anticamera di fare quel che cavolo vuole anche al di fuori di qualsiasi regola in qualsiasi altro campo)….ma…Ma se è stato fatto un(uno,due,tre…)condono per il rientro di quei capitali,i l l e c i t a m e n t e portati all’estero(paradisi fiscali),tanto legalmente non dovrebbe essere nè essere stato,dato che ‘rispettare le leggi’ dovrebbe essere uno dei punti essenziali del vivere civile:e il rispetto delle leggi non PUO’ prevedere l’adattabilità della legge ai desiderata di ogni singolo individuo,nè categoria,nè gruppo che più o meno si considera,per l’apporto in tasse(l’evaso è,in proporzione,’legittimabile’ proprio per le tasse pagate…solo a dire degl’interessati,però),legittimato a fregarsene delle leggi,o sì?
    Ogni singolo porti quel che vuole dove vuole,ma dopo aver dichiarato t u t t o il dichiarabile che rientra nell’universo ‘tasse'(se è tanto il tassato fare ‘rivoluzione’ nelle urne o nelle strade):t’hanno fatto un condono al 5%(tremonti-berlusconi),se hai portato un milione di euro in qualsiasi paradiso ti ha fatto comodo,50.000 euro di ‘tassa sul condonabile’ t’hanno forse ‘appezzentito’?Puoi solo ‘lagnarti’ che non siano stati ‘impiegati’ per uno ‘scopo’ ben preciso ed ‘anticipatamente’deciso:’patrimoniale da rientro’…o bisogna aver paura delle parole?E’ finito il tempo che si potessero considerare ‘benemeriti’ per averli ‘preservati’ dalle grinfie mafiose della politica…li hanno portati ‘evadendo’,altrimenti perchè fare un ‘condono’?

  3. scettico Rispondi

    9 febbraio 2015 at 22:21

    Bravi quelli del Corriere, è un giornata che migliora ogni giorno.

    Basta con le porcate dei russi, greci, islamici e gentaglia varia!

    Siamo in Italia e godiamoci il nostro Sole, mare e montagna. E soprattutto facciamoci i cazzi nostri e non quelli dei russi/siriani.

    In quell’articolo uno vede quel che vuol vedere. Che gli invidiosi si mangino le unghie dei piedi. A me, fabbene al fegato sapere che c’è ancora gente nel mondo che si gode la vita, e tiene un sacco di quattrini, pure al sicuro.

    Memento mori

    • scettico Rispondi

      9 febbraio 2015 at 22:21

      Oops: “giornale” :)))

  4. gastone Rispondi

    9 febbraio 2015 at 22:27

    Ottimo articolo , condivisibile, perlomeno da parte mia .

  5. Albert Nextein Rispondi

    9 febbraio 2015 at 23:35

    L’autodifesa libertaria è uno dei mezzi per combattere questo stato pervasivo e corrotto, oltre che corruttore.
    I sudditi non lo riescono a capire.
    Coloro che vogliono vivere liberi e rispettati ,quelli che vogliono vivere a testa alta da cittadini, si devono autodifendere.

    Lo stato, ha assunto dimensioni patologiche e ruoli liberticidi, illiberali.
    Da possibile assistente nella ricerca della felicità e nella vita rispettosa del proprio lavoro, della propria libertà, dei propri capitali e risparmi, da tale ruolo minimo a favore dei cittadini , ha assunto quello di oppressore e delinquente.
    Ha trasformato il cittadino in servo, schiavo-bancomat.

    Io che non voglio vendere l’anima , io che non ho parole da vendere, io che esigo rispetto per il mio tempo di vita, per la mia famiglia, per il mio lavoro e per il mio capitale, io che non faccio del male ad alcuno, io mi difendo da questo stato marcio e criminale.
    Faccio fatica a vivere , ed in più sono costretto a difendermi da una struttura che dovrebbe facilitare la realizzazione della mia esistenza.

    E’ evidente che non sono il solo.
    Ma sono uno di quelli che se n’è accorto.
    Spero , in tempo.

  6. Pasquale Rispondi

    10 febbraio 2015 at 13:06

    Ottimo articolo! A quelli che non vogliono o “possono” capire domanderei di cosa vivono. Già, perchè se uno vive del suo lavoro e non è aggrappato alle mammelle dello Stato, comprende bene il senso di quanto scritto. Se lavorassi stipendiato dalla spesa pubblica, dove tutto mi è dovuto, non ho problemi di concorrenza, sono al riparo dal mercato ( che pure mi da da vivere con le tasse!) allora sarei in linea con la pretesa dello Stato di controllare tutto e tutti. Perchè ne va della mia stessa sopravvivenza. Della serie : chi mi paga lo stipendio?. Ormai stiamo assistendo ad un pericolosa deriva che mette in discussione le stesse fondamenta dello stato liberale e democratico , modello delle moderne società occidentali. Se si arriva a distruggere e perseguire chi permette il welfare state, mediante attacchi indiscriminati alla parte produttiva della società; quella che crea la ricchezza e l’occupazione vera, non quella improduttiva ( anche se in alcune cose importanti) dello Stato sprecone, allora si sta segando il ramo sul quale side tutta la società civile. A vantaggio di chi? Quando tutto sarà tassato , quando si produce “deserto” imprenditoriale, chi potrà garantire il welfare state? E’ possibile che non ci rende conto di questa banale verità?

    • Macx Rispondi

      10 febbraio 2015 at 14:37

      Troppo complicato e “scomodo” per i sinistrati statali.
      L’invidia sociale funzione sempre benissimo

  7. adriano Rispondi

    10 febbraio 2015 at 14:18

    A me sembra di sognare.Se si fa un discorso teorico è un conto.Se si ha la pretesa di ragionare della realtà è un altro.”Se un governo non difende i diritti naturali dell’individup…”Premesso che tutto ciò che fa questo governo a me non va bene a prescindere,che cosa c’entra il governo?Lei l’ha letta la costituzione e l’articolo 42?Una società npn è regolata dalle leggi?Si dovrebbe cambiare quella non il governo.”Se i soldi sono miei,poco o tanti che siano,posso farci ciò che voglio..”Non mi addentro nei meandri fiscali ma lei l’ha letto il codice civile sulle donazioni?Lei non può “farci” proprio niente a meno di non violare la legge perchè occorre un atto notarile su cui si pagano tasse equivalenti a quelle di successione.Tranne la modica quantità che però non è definita ed è quindi nella discrezionalità del magistrato.Io vivo in Italia e purtroppo sono soggetto alle sue leggi.E lei?

  8. Federico Rispondi

    10 febbraio 2015 at 23:37

    Quanta ragione in questo bel pezzo di Rodolino e quanta stupidità nel pensare ancora ,mentre il default e’ già in casa,che vi sia tanta evasione .L’evasione esiste da uno stato stupido che impedisce di investire il profitto possibile, quello che crea lavoro vero anziché finire nel debito continuo ed immenso che produce assistenza camuffata e clientela dando la morte all’impresa.Va ribadito con determinazione che senza una forza di centro destra vera lo stato comunista ,non esagero,che ci hanno imposto e che ci costringono a vivere appiattirà tutto.No non siamo in uno stato libero .

  9. Milton Rispondi

    11 febbraio 2015 at 17:12

    Per iniziare diciamoci una verità: almeno il 95% degli italiani sono evasori. E chi non riesce ad essere evasore quasi sempre vorrebbe essere nelle condizioni di diventarlo.
    Sono evasori i lavoratori autonomi ed imprenditori, quasi tutti per necessità nel difendersi da stupide disposizioni fiscali e dalle angherie di Equitalia. Sono evasori i dipendenti privati che fanno lavoro in nero e pagano in nero. Sono evasori i dipendenti pubblici che fanno doppi lavori, che si mettono in malattia a volontà, che “rubano” lo stipendio anche quando sono in ufficio, che fanno lezioni scolastiche in nero, che pagano lavori in nero, ecc. ecc..

    Ormai è chiaro a tutti che questo stato è LADRO e SPRECONE, e che non sta in piedi la necessità di una tassazione così abnorme (oltre che farraginosa) per pagare servizi di pessima qualità. Quindi ognuno si difende come può.

    Oltretutto, se bene analizziamo le cose, l’evasione è stata per lo più reinvestita dalla grande massa degli italiani in prime e seconde case, in sviluppo di piccole attività, in maggiori consumi che tutti auspichiamo. Con vantaggi anche collettivi ben superiori alle risorse spese e sprecate dallo stato.

    Sono sempre più convinto della giustezza di una frase del Nobel Milton Friedman: in Italia GLI EVASORI FISCALI SONO DEI PATRIOTI CHE SALVAGUARDANO RISORSE DALLO SPRECO DI STATO. Aggiungo io, nella speranza di potere reinvestire queste risorse quando lo stato stesso divenisse meno ostile.

    Non sarebbe meglio, invece di gridare all’evasore, creare in Italia le stesse condizioni esistenti in Svizzera ?
    Basterebbe ridurre il budget dello Stato al 35% del PIL (invece del nostro 53%), e di conseguenza il livello della tassazione, e saremmo noi a ricevere i capitali circolanti nel mondo.

  10. lorenza Rispondi

    14 febbraio 2015 at 11:31

    Ma scusate l’ignoranza, Rondolino mi spiega di cosa sta parlando?
    se io, cittadino italiano, ho un capitale su un conto corrente italiano, in chiaro, quindi non soldi frutto di evasione, io effettuo un bonifico in qualsiasi banca europea, e anche svizzera, e porto i miei soldi lì. Esercito sì, il mio diritto di portare i soldi laddove più mi aggrada.
    Se invece non effettuo un bonifico e il trasferimento non viene in alcun modo registrato, non entriamo in un’altra fattispecie?
    Mi sfugge qualcosa?

  11. Pinco Pallino Rispondi

    8 aprile 2016 at 08:24

    @lorenza : avevo letto un intervista di un grosso dirigente di una grande banca Svizzera. Le persone che portano i soldi nelle loro banche non sempre hanno qualcosa da nascondere al fisco ma lo fanno per proteggere i loro soldi da decisioni che potrebbero loro nuocere. Durante la II guerra mondiale in Germania vi fu un governo legittimamente eletto dal popolo tedesco che decise di espropriare i beni agli ebrei. Che a lei piaccia o meno la Legge consentiva lo Stato di farlo e l’ha fatto. Lasci perdere che dopo decenni sono stati condannati nel processo di Norimberga che non cambia il fatto che abbiano potuto farlo. Se oggi uno Stato decidesse, che per equità sociale, si deve espropriare tutto quello che eccede un certo importo ritenuto, sempre dallo Stato, sufficiente per vivere es. 1 milione di € tra beni mobili e immobili ? In Russia, in Cina, a Cuba… non hanno fatto questo ?

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