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Renzi sceglie il disonore

Il premier sulla Libia: «Non è il tempo dell'intervento militare» (e quando lo sarà?) Bisogna «attendere che l'Onu lavori un po' più convintamente». Come diceva Churchill, potevate scegliere tra il disonore e la guerra...

renziE quindi 300 chilometri di mare (tanto ormai dista la cloaca del Califfato dalla costa nostrana) fanno scattare un riflesso, un istinto di sopravvivenza elementare, anche nell’Italietta imbelle. Bene, è una notizia, in senso tecnico, qualcosa di inaspettato e di cui era lecito dubitare, perciò è una buona notizia.

Mettiamoci subito d’accordo, però, perché un conto è riformare la Costituzione più bella del mondo a colpi di sedute notturne e comparsate bullesche, altro è giocare alla guerra. Il gioco più pericoloso annidato nel legno storto dell’umanità. Quanto mai necessario oggi, di fronte alle bestie che sgozzano innocenti sul litorale affacciato verso l’Italia e sproloquiano di prendere Roma. Proprio per questo, è ancor più necessario che chi conduce il gioco lo faccia con cognizione di causa, senza rifugiarsi nel bis-linguaggio dell’ipocrisia o peggio in valutazioni propagandistiche interne, davvero troppo misere anche per essere immaginate. «Potevano scegliere tra il disonore e la guerra. Hanno scelto il disonore e avranno la guerra», diceva Winston Churchill, il gigante della Storia, di Chamberlain e Daladier, le comparse che a lungo negarono l’evidenza, la minaccia mortale incarnata da Hitler, e si trovarono a combattere in ogni caso, ma senza aver guidato il processo, subendolo interamente. Noi abbiamo scelto a lungo il disonore, questo dobbiamo dirlo e soprattutto dobbiamo dircelo, dobbiamo espletare quest’atto minimo di autocoscienza, prima di fare quello che va fatto, una massiccia operazione miliare nella Libia soggiogata dalle bandiera nera del Califfo. Molti, tutto il ventre molle grillino e le solite schegge del solito sinistrume ideologicamente pacifista e quindi fattualmente collaborazionista, lo stanno scegliendo ancora, il disonore. Purtroppo, non sono mondi residuali in questo Paese, prendono voti e sproloquiano di dialogare con l’Isis, quello che oggi esplicitamente vuole conquistarci, ricordiamocelo.

Per tutti gli altri, per quelli che in varie forme in queste ore stanno sentendo quel riflesso elementare di sopravvivenza, sarà bene tenere presente alcune cose. Il principio di realtà, anzitutto. Ancora una volta, Churchill insegna: la guerra è nei fatti, non è in nostro potere negarla, né vincolarne l’esercizio a premesse protocollari o astrazioni para-giuridiche, che di fronte ai coltelli insanguinati dell’Isis valgono meno della carta su cui sono scolpite. Sì, perché è immediatamente partita la solita cagnara italica sulla “legittimità internazionale”. L’Onu, l’Onu anzitutto e sopra ogni cosa, questa è la cantilena istituzionale a cui si sono dedicati da subito i ministri Gentiloni (comunque più reattivo di altri, e a cui va tutta la solidarietà del mondo per l’attacco subito dalla radio jihadista), Pinotti, Alfano (il quale ha assicurato che parlerà con Washington, siamo a posto) su su fino al premier, che al Tg5 ha appena consegnato il seguente distillato di geopolitica. «Questo non è il tempo dell’intervento militare». Davvero, lo ha detto, e da un po’ non deve più avvertire il senso del ridicolo, deve aver smarrito la vena tragicomica toscana. Il Califfato a una manciata di miglia. I suoi media, il suo leader, i suoi miliziani, che dichiarano palesemente l’intenzione di portare la guerra in Italia. I missili Scud nelle loro mani, e i loro emissari di morte stipati nei barconi dei migranti, ognuno di loro è un potenziale inferno sul nostro suolo, e noi che continuiamo a sventolare il paradiso dell’accoglienza. E non è il tempo dell’intervento militare. E quando sarà, di grazia? Basterà un missile in Sicilia, occorre un Charlie italiano, o qualcosa di più eclatante, l’assalto a San Pietro? «La visione del governo è una sola», specifica Matteo, e davvero Chamberlain al confronto era un esempio di risolutezza: «Ossia attendere che il Consiglio di sicurezza Onu lavori un po’ più convintamente sulla Libia». Immaginiamo i brividi di terrore nella schiena di Al-Baghdadi, a sentire che il premier italiano lavorerà perché l’Onu a sua volta lavori “un po’ più convintamente”, ma senza esagerare, sulla Libia. È la linea del disonore, è la solita vecchia linea italica, quella che fu ed è tuttora di Romano Prodi: «Nulla si puòislam fare senza l’Onu». Il rovesciamento totale della verità: nulla si può fare con l’Onu, con questo Onu ipocrita, livellatore, incagliato in formalismi balbettanti e ostaggio, anche nel suo Consiglio di Sicurezza, di nazioni inaffidabili come la Russia. Nulla si può fare con l’Onu, lo sanno benissimo in America, e al comando della Nato, le uniche due realtà politiche e militari in grado di difenderci davvero, e da subito, contro l’Isis. Negli Stati Uniti, il presidente più tentennante e “carteriano” che ci sia (e che a dei convinti reaganiani e bushiani piace proprio poco) ha tratto le conseguenze dalla realtà. L’Isis è una “minaccia alla sicurezza nazionale”, si chiede al Congresso l’autorizzazione a fare la guerra, anche con gli scarponi sul terreno, perché di fronte c’è il nuovo nazismo, al diavolo i codicilli Onu, contano i marines, conta la lotta per la sopravvivenza. Più minaccia alla nostra “sicurezza nazionale” di una Libia ridotta a Califfato e dichiaratamente bellicosa verso l’Italia, cosa esiste? Più “tempo dell’intervento militare” di questo, quale? Certo, speriamo in un intervento militare animato il più possibile dai Paesi Alleati, legato a un grande piano strategico su Mediterraneo e Medio Oriente, possibilmente saldato all’offensiva di primavera che gli Usa porteranno al cuore dell’Isis, in Siria e in Iraq (questo dovrebbe essere il primo obiettivo diplomatico nostro, e del reso nel testo inviato da Obama al Congresso il gancio c’è, è l’assenza di “limiti geografici”). Non guerra acefala e solitaria, ma guerra coordinata e “occidentale” nel senso più ampio possibile. Però guerra, caro presidente del Consiglio e cara classe dirigente di questo Paese, rendiamocene conto, si tratta di guerra, e non è proprio il caso di “scegliere il disonore”. Né con il timbro Onu, né senza.

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di on 17 febbraio 2015. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

36 commenti a Renzi sceglie il disonore

  1. adriano Rispondi

    16 febbraio 2015 at 14:36

    “…la guerra è nei fatti…”Anche la resa senza condizioni.Ognuno sceglie ciò che preferisce.Capisco che sia umorismo macabro ma pensando ad una Italia islamica immagino i voltagabbana che si convertono.Q

  2. adriano Rispondi

    16 febbraio 2015 at 14:43

    Quello che lei dice è condivisibile ma manca una precisazione.Non ci troviamo davanti un nemico convenzionale e dopo la seconda nessuno sembra voler fare una guerra totale.Senza di quella c’è l’agonia della cancrena.Ogni città diventerebbe una Stalingrado da espugnare.Se non si decide per la guerra senza quartiere e con tutte le armi disponibili,meglio lasciar perdere perchè non serve solo una soluzione.Deve essere rapida.

  3. Emilia Rispondi

    16 febbraio 2015 at 15:31

    Adesso non vorrei trovarmi al posto di Renzi. Non abbiamo un esercito, né una marina.

  4. ultima spiaggia Rispondi

    16 febbraio 2015 at 16:18

    Siamo in un mare nostrum di merda.
    GLI OBIETTIVI A RISCHIO NEL NOSTRO PAESE SONO 13.000.
    TRA GLI IMMIGRATI SBARCATI C’È PERICOLO DI INFILTRAZIONI JIHADISTE, DICE AL-FANO
    ABDULLAH AL THANI, PREMIER LIBICO, CHIEDE DI SFERRARE UN ATTACCO CONTRO I TERRORISTI O PRESTO SARANNO A ROMA (se già non ci sono)
    MAI L’ITALIA COSÌ IN PERICOLO, DICONO I SERVIZI SEGRETI
    (Ma il nostro premier non si scompone) NON È ORA PER UN INTERVENTO MILITARE.
    Pubblicate le coordinate di casa sua.

  5. Francesco_P Rispondi

    16 febbraio 2015 at 16:46

    Al Sisi sta reagendo all’uccisione dei 21 lavoratori egiziani: è un leader e lo dimostra. Sa bene che certa gentaglia merita l’ira del cielo, quella portata dagli F16. Purtroppo deve operare su due fronti, il Sinai e l’appoggio a quel poco che rimane dell’ex esercito libico per evitare di avere il califfato al confine occidentale della sua Nazione.
    Tornando alla mediocrità occidentale e – in particolare – alla nullità europea, è corretto costituire una coalizione internazionale per combattere il califfato in Libia. Iraq, Nigeria e ora Libia è troppo!
    Purtroppo le forze occidentali devono dividersi su due fronti, a est l’Ucraina e il rinato espansionismo russo, a sud la follia jihadista.
    Chi ha parlato di pace, chi ha sottovalutato i pericoli, chi ha disarmato gli eserciti, chi ha ignorato la storia, chi ha sponsorizzato le primavere arabe pensando di scaricarsi in questo modo dalle responsabilità, oggi dovrebbe dare immediatamente le dimissioni per manifesta incapacità: da Obama alla Merkel passando per Hollande, degno erede dello scriteriato Sarkozy.
    2.500 anni fa Sun Tzu diceva: “Una strategia senza tattiche è il cammino più lento verso la vittoria. Le tattiche senza una strategia sono il clamore prima della sconfitta“. Pare che in Occidente ce ne siamo dimenticati e quindi non siamo capaci di reagire con una visione così ampia (talvolta anche un po’ cinica) da risolvere i problemi. I problemi non risolti tornano indietro ingigantiti. Che poi è quello che ci sta capitando a noi “furbi” occidentali.
    Serve subito serrare le fila e tornare al buon senso nella politica internazionale, buon senso che prevede l’uso della forza quando necessario prima che sia troppo tardi.
    Serve comunque una coalizione, il cui obbiettivo strategico deve essere quello di portare al potere un nuovo leader forte libico, che sappia comporre i conflitti interni anche tramite l’uso disinvolto della repressione,

  6. Mario Rispondi

    16 febbraio 2015 at 17:42

    Qui il ragazzotto furbo ed i suoi ministri chiedono il pannolone.Qui la velocità ed il decisionismo del giovanotto si sgonfiano nell’incapacità di una difesa dovuta ed impeccabilmente veloce.Ma come fa con i suoi compari grillini instupiditi ed i suoi pseudo pacifisti che non volevano l’acquisto di nuovi aerei,come fa con una sinistra cieca e stupida che non vuole ammettere che la difesa si fa con la forza.Chissa’ se ieri questi galantuomini in nero avessero preso in ostaggio o sparato a qualcuno di vicino a noi o a lui.Il coraggio e le capacita’ di leader non si trovano per la strada è con questi governanti i rischiamo troppo davvero.

  7. Talita Rispondi

    16 febbraio 2015 at 18:01

    Non solo Winston.
    C’è anche un esemplare antefatto storico, assai attinente alla fattispecie.

    219 a.C.
    Gli ambasciatori di Sagunto – assediata dall’esercito di Annibale – si recano a Roma, chiedendo aiuto. Il Senato comincia a tergiversare, blaterare, titubare…
    Magari alcuni dissero pure «Non è il tempo dell’intervento militare», chissà!

    Tito Livio non ce lo racconta, e invece ci narra come, mentre i senatori continuarono a fankazzeggiare, Sagunto fu presa dai cartaginesi e rasa al suolo, cosicché lo storico commenta:
    «Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur» (“Mentre a Roma si blatera, Sagunto viene espugnata”).

    E non solo:
    a questa vile pagina della Roma antica, seguì poi la seconda Guerra punica, e successivamente anche una terza, portando a compimento il lungimirante “Carthago delenda”.
    Perché determinati nemici DEVONO ESSERE DISTRUTTI.
    Non c’è altro modo.

    Oggi non c’è solo un Annibale: ci sono vari C-ANNIBALI, intra et extra moenia.
    All’interno c’è il Cannibale tamarro, che sta voracemente addentando e triturando ogni minimo residuo di democrazia, razionalità e pudore.
    All’esterno ci sono i Cannibali tagliagole, per cui il tamarro si appresta a preparare il calderone in cui bollire l’Italia.

    E c’è anche una postilla di non poco conto:
    in Italia il capo delle Forze armate è il presidente della Repubblica, non il presidentino del Consigliuzzo,
    quindi – in un Paese con iniziale maiuscola – si sarebbe già dovuto registrare un intervento vocal-mattarello (magari meno imbesuente di quello relativo all’acchiappo di kadrega), tale da informare il popolo sulle idee in proposito della prima carica dello Stato.

    Non mi aspetto che Chiomabianca si metta alla ricerca di un nuovo Cincinnato, ma almeno che tenga conto di che genere di ministra della Difesa abbiamo qui.
    E faccia almeno risuonare qualche monito.

    • Francesco_P Rispondi

      16 febbraio 2015 at 19:30

      A Roma poteva non interessare niente di Sagunto. Era lontana.
      Anche alla Germania non interessa nulla dell’Italia – in prima linea contro l’invasione proprio come l’Ucraina – e questo induce il nostro premier ad allinearsi al capo cordata; in fondo il suo prestigioso posto di lavoro dipende più dalla (n)euro-burocrazia che non dagli italiani.
      Peccato che il problema dell’infiltrazione dei combattenti musulmani in Europa sia già gravissimo e nuovi arrivi significano solo aggravarlo. Se brucia l’Italia, il fuoco si propaga immediatamente a tutto il “condominio Europa”. Lapalissiano, ma a Berlino e Bruxelles non ci arrivano come non erano arrivati a capire la follia dell’intervento armato francese in Libia di Sarkozy, benedetto dalla Merkel, e con gli americani disposti a fare il grosso del lavoro senza una ragione valida che una.
      A questo l’euro-matrona non ci pensa, dimostrando di essere debole e miope, priva di visione strategica, inadatta a governare la Germania e meno ancora l’Europa.

      • Talita Rispondi

        16 febbraio 2015 at 21:31

        Caro Francesco,
        non è esattamente così.

        Sagunto doveva (o avrebbe dovuto) necessariamente interessare Roma, perché si trovava giusto al confine tra il Mediterraneo settentrionale – zona d’influenza romana – e il resto del… Mare loro, ossia gestito dai Cartaginesi.
        (Allora il commercio di grano e altro via mare era essenziale per la sopravvivenza dei popoli).

        Era inoltre una fedele alleata di Roma, che – già da allora – dimostrò come il TRADIMENTO è parte integrante del popolo itaGliano.
        Aggiungo pure che nell’VIII secolo Sagunto fu conquistata dai Mori – toh! – e per liberarla si dovette aspettare un El Cid, che vorrei veder circolare ancora tra noi.
        Insomma, era un po’ come oggi è la Turchia, tramite tra Occidente e Oriente:
        e guarda come l’abbiamo lasciata andare in pappa islamica!

        Per tutto il resto, sono assolutamente d’accordo con te.
        L’Europa è solo un’allucinazione.

    • Alvaro Rispondi

      16 febbraio 2015 at 20:12

      Cara Talita,
      e che ne pensi delle parole di Don Abbondio: se uno il coraggio non ce l’ha, non se lo può dare?
      E dette chiaramente in riferimento a “fonzarelli”?
      Un conto e’ fare il “bulletto” di campagna in Parlamento e un conto e’ prendere delle decisioni di importanza vitale per i cittadini italiani TUTTI e non solo per i votanti PD, gli 80 euro insegnano.
      Alvaro.

      • Talita Rispondi

        16 febbraio 2015 at 21:40

        Caro Alvaro,
        qui non è questione di coraggio: è questione di imbecillità.

        Però imbecillità da furbi, notoriamente individui NON intelligenti, il cui unico interesse è grattare il barile fino in fondo e accelerare la svendita dell’Italia.
        E neanche al miglior offerente.
        E continuando a fare i servitorelli sciocchi dei “potenti” (poi chi sono i potenti bisognerebbe stabilirlo con esattezza).

        Sono noiosa se elenco qui la “lista dei desideri” del premiato Club Bilderberg, come snocciolata da Daniel Estulin?
        È questa qui:
        1. unica civiltà internazionale
        2. controllo centralizzato delle persone
        3. società “a crescita zero”
        4. continuo stato di squilibrio psicologico
        5. controllo centralizzato di tutti i sistemi educativi
        6. controllo centralizzato di tutte le politiche interne ed esterne
        7. rafforzamento dell’Onu
        8. mercato unico occidentale
        9. espansione della Nato
        10. unico sistema legale
        11. unico welfare di stampo “socialista”.

        Manca qualcosa oggi? Non mi pare. Anzi mi sembra il quadro sinottico della realtà odierna.
        E la base di tutto l’ambaradàn è mettere sulle kadreghe che contano gente “fidata” (leggi “affiliata”), distruggendo così ogni traccia di ricchezza generale –
        vedi tasse & imposte & estorsioni varie, chiusura di aziende, disoccupazione… eccetera –
        per neutralizzare gli individui mediante una continua prigionia fisica, mentale ed emozionale.

        È così che si giustificano determinate carriere di nullità bipedi:
        non importano quisquilie tipo chi sei, quanto sai, che cosa hai fatto di bene o di male nella tua vita.
        Importano solo i cupi Stati Uniti del Mondo: ben serrati da catene con lucchetto.

        “Distruzione dell’Occidente”, si ripete spesso. Io preferisco la nitida previsione di Estulin:
        _____________
        “distruzione dell’economia mondiale (…) distruzione della domanda (…) crescita zero (…) Sapevano, eccome se lo sapevano, che questa crisi sistemica avrebbe stabilito se la civiltà europea sprofonderà in una lunga epoca buia o sopravvivrà. Sia ben chiaro, non tutta la civiltà. LA MAGGIOR PARTE MORIREBBE, dato che nelle attuali condizioni il mondo potrebbe sopravvivere solo con una popolazione-base di due miliardi di persone. (…)
        Una volta che i blackout di grande entità avranno cominciato a colpire, si diffonderanno su tutto il territorio nazionale e poi a livello mondiale, quando le carestie diventeranno più gravi, quando la siccità si espanderà e prolifererà, quando le popolazioni irrequiete, infreddolite e affamate cominceranno a cercare altri posti in cui andare, una volta che le banche e i fondi pensionistici saranno falliti e il mercato immobiliare sarà crollato, avrà avuto inizio un ciclo che potrà solo aggravarsi.”

        Complottismo?!
        Forse, ma allora atteniamoci ai FATTI e ricordiamoci di un “fatterello”:
        ossia di quando il mari-olo bild-schiavo-trilaterale ANTICIPÒ rate milionarie all’Unione europoide:
        versandole PRIMA DELLA SCADENZA.
        In previsione del calcio in cuBo che si sarebbe beccato a breve oppure nel miserabile tentativo di evitarlo.
        E si trattava del grisbi, alias malloppo derivante dalla rapina-Imu!!!

        Occorre altro?

        • Alvaro Rispondi

          17 febbraio 2015 at 18:53

          Cara Talita,
          no, non occorre altro, o forse si: che a qualcuno tolgano l’uso del p.c. ed anche il panino con la frittata pensando a quello che diceva Oriana Fallaci.
          Oriana scriveva: non capite o non volete capire che se non ci si oppone, se non ci si difende, se non si combatte, la Jihad vincera’.
          Alvaro.

  8. Talita Rispondi

    16 febbraio 2015 at 18:19

    P.S.
    Poi c’è il carrozzome traballante e vorace dell’Onu,
    “ostaggio, anche nel suo Consiglio di Sicurezza, di nazioni inaffidabili come la Russia”, leggo qui.
    E mi sembra che su tale affermazione si debba ragionare un po’.

    A me pare che l’Onu sia ostaggio delle mezze calzette che la compongono in gran parte.
    L’Onu si è ben rivelata, tra l’altro, nell’affair-Gheddafi, considerando che nel 2010 l`Assemblea generale aveva eletto la Libia come membro del Consiglio dei DIRITTI UMANI delle Nazioni Unite.
    Sottolineo: DIRITTI UMANI.

    E questo altissimo giudizio perdurava ancora il 1° marzo 2011, quando l’Onu ribadì che la Libia era una specie di paradiso dei diritti umani e civili nel mondo, lodandola perfino per gli straordinari progressi nell`applicazione delle quote rosa in politica.

    Dunque, il 21 marzo 2011 Franco Bechis scrisse un articolo raccapricciante, intitolato “Per l’Onu la Libia era la culla dei diritti umani”, in cui disse tra l’altro (e vale davvero la pena di imparare a memoria il seguente brano):
    ___________.
    «Probabilmente avendo presente il disagio di molti Paesi e quello delle organizzazioni non governative, il Consiglio dei diritti umani dell`Onu ha consultato tutti i suoi membri preparando un rapporto ufficiale per verificare la posizione della Libia.
    E il documento porta la data del 4 gennaio 2011, proprio alla vigilia della guerra civile in Libia.
    Per formulare un giudizio compiuto su Gheddafi SONO STATI CONSULTATI UNO AD UNO GLI ALTRI PAESI MEMBRI DEL CONSIGLIO PER I DIRITTI UMANI DELL`ONU. In sintesi è riportato il giudizio di ciascuno, per arrivare – a maggioranza – alla assoluzione del colonnello.
    La sentenza spiega (a gennaio 2011) che “la protezione dei diritti umani è generalmente garantita nella Jamahiriya araba libica, ed include non solo i diritti politici, ma anche quelli economici, sociali e culturali. La stessa Libia ha riferito la sua esperienza all`avanguardia nel campo del diritto alla salute e nella legislazione sul lavoro”.
    Giudizio clamoroso per un Paese che tutti descrivevano ospitante circa un milione e mezzo di lavoratori immigrati in nero. Ma ecco ancora una volta arrivare la vera passione della Commissione diritti umani dell`Onu: le quote rosa.
    Qui, ancora a inizio 2011, Gheddafi è descritto COME UN MODELLO DA IMITARE:
    “La Libia ha abrogato tutte le leggi discriminatorie. Le donne sono tenute in grande considerazione e i loro diritti sono garantiti e protetti da tutte le leggi. Donne libiche hanno raggiunto posizioni di vertice nel settore pubblico, nel sistema giudiziario, in quello del pubblico ministero, nella polizia e nell`esercito”».

    Questo a proposito di “nazioni inaffidabili”.

    La mia ultima considerazione è che attualmente il Consiglio di Sicurezza dell’Onu è costituito dai seguenti membri permanenti:
    Usa, Gran Bretagna, Francia, Russia e – E – Cina.
    Qui bisognerebbe stabilire se, per esempio, possiamo considerare affidabile un Paese che nel proprio territorio ospita e lascia mano libera a numerosi tribunali islamici e relativa sharia.

    Il che significa – secondo me – che nessuno è autorizzato a scagliare la prima pietra.
    Oppure dovremmo ricorrere anche noi a un’intifada-sassaiola, e colpire tutti gli errori: dovunque appaiano.

  9. Franco Rispondi

    16 febbraio 2015 at 18:33

    Avete notato che in italia le persone che nel patrimonio genetico hanno forte predominanza del gene “schettinus inettissimus” più facilmente di altri raggiungono posti di comando di qualunque tipo ?

  10. Marco Green Rispondi

    16 febbraio 2015 at 20:37

    Chiaramente Renzi non si può ispirare a Churchill mentre appare sempre più evidente come sia, in realtà, la parodia di un altro celebre personaggio britannico: Mr. Bean.

    Persino i cattivi dell’Isis se ne sono resi conto, al punto di aver ritenuto per loro più dignitoso manifestare la propria ostilità verso l’Italia individuando come avversario non il pacioccoso capo del governo ma il tremebondo ma pur sempre più presentabile ministro degli esteri Gentiloni.

  11. Luca Beltrame Rispondi

    16 febbraio 2015 at 20:48

    “nche con gli scarponi sul terreno, perché di fronte c’è il nuovo nazismo, al diavolo i codicilli Onu”

    Gli illuminatissimi Stati Uniti che lei tanto adora specie citando la Seconda Guerra Mondiale e la lotta per la liberta’… include nelle sue citazioni anche due bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki? Anche quello era per la liberta’, e la guerra giusta? Questo solo per farle notare che sta facendo vuota retorica su qualcosa che porta solo morte. Potra’ forse essere necessaria, ma non sara’ mai giusta.

    Fatta questa precisazione, si e’ chiesto perche’ l’Isis avanza? In Iraq, semplicemente non c’era resistenza: l’esercito scappava, per buona misura. E in Libia c’e’ anarchia totale (grazie, USA, per le sciocche primavere arabe, e grazie, Sarkozy, per il maldestro tentativo elettorale!).

  12. ultima spiaggia Rispondi

    16 febbraio 2015 at 21:09

    Caro Direttore, non possiamo aspettarci atti di coraggio da chi sappiamo com’è arrivato lì.
    “Prima la diplomazia…” ha detto.
    E poi?… Armiamoci e partite?
    Come funzionerebbe questa “diplomazia “con i taglia-gola?

  13. Giuseppe Rispondi

    16 febbraio 2015 at 23:15

    ….” Ma l’America è lontana ,dalla’altra parte della luna”….. diceva in musica il grande Dalla, era preveggente nel caso Libia ma non poteva sapere che per un tempo a lui negato l’Italia avrebbe avuto un Parlamento di nominati con a capo un giovinetto che pensava di far tutto da solo con suoi comparelli fiorentini e che adesso sbatte al muro e non sa decidere appellandosi all’ONU organo internazionale di nessuna funzionalità .Eh si ci vorrebbero due Americhe una di la’ è una da queste parti che anche con il peggior Presidente quale Obama si sta comportando in modo invidiabile e da nazione seria che difende libertà e popoli.

  14. gl lombardi-cerri Rispondi

    17 febbraio 2015 at 06:57

    La filosofia mediterranea che ormai governa l’Italia è semplice : meglio cedere moglie e figlie piuttosto che rischiare di morire.
    Dichiarazioni inequivocabili di due ministri, subito contraddette da Renzi e l’ignobile resa del guardacoste ( che cosa guarda ?)sono il colmo della vigliaccheria.
    E , intanto, continuimo imperterriti ad importare islamici consegnandogli, a poco a poco , le nostre città.
    Coraggio l’unica possibilità è forse quella di diventare tutti maomettani !

  15. alessioXL Rispondi

    17 febbraio 2015 at 09:25

    Ma quale disonore e disonore ,
    non si può affrontare una guerra atipica come questa. Non è una guerra convezionale.
    Stiamo con le pezze al culo per colpa della ex casa della libertà e volete giocare con le armi contro un nemico che sembra invisibile ??? Siete dei pazzi e degli irresponsabili.
    Bisogna temporeggiare come fece Quinto Fabio Massimo, gli esempi che cita Cip lasciano il tempo che trovano , non è attendibile passa tutto il giorno a fare il copia incolla e parla di guerra.
    Non ha fatto neanche il militare l’hanno scartata per basso quoziente d’intelligenza.
    Fa solo dei post prolissi, inutili e chilometrici che se ascoltati ci porteranno verso la rovina . Renzi invece è un grande, usa la tattica e l’intelligenza , prende tempo, coinvolge tutta l’europa che conta , giustamente temporeggia come fece Quinto Fabio Massimo per poi portarci alla vittoria.
    Guardate che fine fece il baldanzoso Annibale.La storia insegna.
    Renzi ha capito prima di tutti la natura della tattica.
    Basta vedere come ha distrutto i suoi avversari politici senza essere eletto.
    Berlusconi vive con la badante, Bossi è mezzo rincoglionito e passa tutto il giorno a giocare a bocce, Fini è scomparso dalla scena politica, lo stanno ancora cercando nella trasmissione Chi la visto, l’unico supersite del centro destra con lo 0,0000001 dei consensi è Casini ahahahahahahaha!!!!!!!
    Cip fai fare a lui le strategie della vostra guerra perchè vi porterà certamente alla vittoria.
    Ahahahahahaha!!!!!!!!!!

    • ultima spiaggia Rispondi

      17 febbraio 2015 at 14:16

      Senti, fichetta, “pazzi e irresponsabili” lo dici a tu’ madre, a tu sorella, a tu’ moje, a tu’ padre se lo conosci. E prima de di’ fregnacce, imparete la storia, così non confonni le avventure de Pinocchio co’ le guerre puniche.

      • Talita Rispondi

        17 febbraio 2015 at 18:52

        Caspita, ultima spiaggia,
        il tuo intervento è meglio di una radiografia!

        Il fatto è che quel poveraccio crede davvero che la trombetta di Carnevale sia un simbolo fallico.
        E continua a usarla come sostitutivo 😆

  16. ivana Rispondi

    17 febbraio 2015 at 15:28

    Ha ragione ultima spiaggia questo alessioXL ha rotto i coglioni è un comunista di m…a . Vai a fare i commenti su Repubblica e lasciati in pace.

  17. Matteo Rispondi

    18 febbraio 2015 at 18:38

    “Più minaccia alla nostra “sicurezza nazionale” di una Libia ridotta a Califfato e dichiaratamente bellicosa verso l’Italia, cosa esiste?”

    Se non ora, quando “una massiccia operazione militare nella Libia soggiogata dalle bandiera nera del Califfo”?

    Sono parole dell’ardimentoso direttore.

    Francamente, sostenere che la Libbia sia già nelle mani dello Stato Islamico con tutto il suo arsenale missilistico, mi pare un po’ prematuro.

    Forse Winston Churchill avrebbe appoggiato la mozione di Obama, ma dichiarare guerra, per di più “massiccia”, agli “emissari di morte stipati nei barconi dei migranti” minacciati dall’avamposto a 300 km da Lampedusa, mi sembra impresa più degna della retorica imperialista del Duce.

    Ai commentatori:
    tocca PRIMA al Parlamento “deliberare” lo stato di guerra e POI al Presidente “dichiararlo”.

    Sarà pure Capo delle Forze armate, ma l’indirizzo spetta al Presidentino del Consigliuzzo e ai suoi “grandi” elettori, più che a chi lo nomina.

    • Matteo Rispondi

      18 febbraio 2015 at 18:43

      Errata corrige:
      Libia con una sola B.

  18. Matteo Rispondi

    18 febbraio 2015 at 19:49

    Consiglio l’articolo di Ugo Tramballi su Il Sole 24 Ore di oggi:
    http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerArticolo.php?storyId=54e44d15359bb

  19. Talita Rispondi

    18 febbraio 2015 at 23:46

    Poi ci sono altre due karatteristike repellenti dei “kommentatori” 😆 Katto-komunisti:
    a)
    usano toni vaghi e generalizzanti, pur ripetendo le parole di una specifica commentatrice… ooooh… sepolcri imbiancati!
    b)
    mai che capiscano ciò che leggono:
    la commentatrice – -ICE – ha affermato di volere un MESSAGGIO chiaro da parte del capo delle Forze armate.
    I katto-komunisti 😆 parlano di dichiarare guerra.

    Starà scritto nel Vangelo l’obbligo di intervenire sempre a sproposito e fraintendere i concetti altrui?

  20. Matteo Rispondi

    19 febbraio 2015 at 12:14

    E infatti ci ho tenuto a precisare che al Capo delle forze armate tocca solo “dichiarare” lo stato di guerra “deliberato” dal Parlamento, non “informare il popolo sulle idee in proposito della prima carica dello Stato”.
    Questo genere di MESSAGGI, semmai, spetta proprio al Presidentino del Consigliuzzo eletto dai rappresentanti del popolo per esprimerne l’indirizzo politico.

    Comunque Silvio docet (anche a quelli che ora lo vorrebbero, al contrario di Marco, penzolare in piazzale Loreto): pur di giustificare errori e contraddizioni proprie è arrivato a definire “Komunisti!” i Referenda radicali del 2000.

    Cito Wikipedia perché, ripeto, non è una fonte amica:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Referendum_abrogativi_del_2000_in_Italia

    Si legga in particolare:
    “Il Partito tentava, come nel 1995 e 1997, di coinvolgere lo schieramento di centro-destra a schierarsi a favore dei quesiti liberali: tuttavia Berlusconi dopo il ritrovato accordo con la Lega Nord, convinto di poter vincere le elezioni del 2001 senza i Radicali, invitava i suoi elettori ad astenersi, arrivando a definire i referendum «comunisti» a causa del sostegno dei Ds al solo referendum per l’abrogazione della quota proporzionale della legge elettorale”.

    Poi vennero il Porcellum, l’Italicum e Dio ci scampi da Piazzale Loreto.

  21. Talita Rispondi

    19 febbraio 2015 at 14:14

    Cara Redazione intraprendente,
    ti sei accorta che qui continuano ad addensarsi le tenebre di Sauron, ma trasformato in “Signore degli anelli al naso”?

    Se io parlo di un intervento vocal-mattarello (…) TALE DA INFORMARE IL POPOLO SULLE IDEE IN PROPOSITO DELLA PRIMA CARICA DELLO STATO,
    ciò significa che Chiomabianca dovrebbe fare un discorsetto e dirmi: “Sarei (o NON sarei) d’accordo a sterminare i cattivoni”.

    A che serve blaterare e ri-ri-ri-blaterare sulla dichiarazione di guerra???

    Cara Redazione intraprendente, sai che c’è?!
    Al vostro prossimo articolo sui tagliagole, io posterò la ricetta della cassoeula. E vi augurerò “Buon appetito!”.
    (Caro amico, ti scrivo, così mi distraggo un po’.)

    • Talita Rispondi

      19 febbraio 2015 at 19:20

      P.S.
      Insomma un discorsetto come quello del menestrello Orlando, che propone di riservare maggiori diritti ai mussulmani in galera per prevenire il terrorismo 😯
      Consiglio:
      massì, ai più motivati diamo anche un’ascia ciascuno e facciamoli esercitare sul collo dei detenuti non islamici.
      Così, una volta rilasciati, saranno pronti per l’Isis dde noantri.

      Ragazzi, questo qui lo chiamano “ministro della Giustizia”!!!
      Poi ha aggiunto:
      “Anche perché abbiamo sperimentato l’esempio contrario: vicende come quella di Guantanamo dimostrano che, come sostenuto dall’indagine del Senato Usa, misure estreme, oltre a violare i diritti fondamentali delle persone, non sono di ausilio effettivo nella lotta al terrorismo globale ma rischiano di alimentarlo”.

      N.B.- 1
      Loro hanno SPERIMENTATO un RISCHIOOO!!!
      E nella loro testina di cactus il terrorismo nel mondo è una conseguenza di Guantanamo.

      N.B. – 2
      Il menestrello conclude:
      “quello che sto dicendo non è altro che la posizione espressa dall’Unione europea su questi temi”.
      Slurp…slurp…slurp…
      Liceale-inside & forever, come quell’altra alla Sanità.

  22. Matteo Rispondi

    19 febbraio 2015 at 19:00

    Qualunque idea abbia Chiomabianca su scelte POLITICHE!!! come attaccare o meno i cattivoni, deve tenersela per sé!!!

    Lui può solo accettare o meno la decisione eventualmente presa dal Parlamento, valutatane la compatibilità col dettato costituzionale.

    La redazione, prima di censurarmi, dica la sua.

  23. Talita Rispondi

    19 febbraio 2015 at 19:38

    Poi c’è un’altra karatteristika repellente dei “kommentatori” 😆 Katto-komunisti:
    NON possiedono un lessiko proprio.

    Devono ripetere compulsivamente le parole altrui.

    Saviani senza skorta!

    • Talita Rispondi

      19 febbraio 2015 at 19:47

      P.S.
      Sono anche alquanto konfusi, perché ritengono che la REDAZIONE possa commentare.
      Ma come?!
      Tutti insieme appassionatamente?

      E su che cosa dovrebbe cantare il coro?
      Sul fatto che qualche piripicchio creda DAVVERO che CHIOMAFLUENTE (bah! Proviamo a cambiare) non possa dire quello che gli pare?
      Oggi?!
      Dopo Giorgino?!

      Ok, cara Redazione, non ho altro da dire.
      Appartengo alla scuola di pensiero che “un bel gico dura poco” :)

      • Talita Rispondi

        19 febbraio 2015 at 19:51

        GIOCO, naturalmente,
        Odio quando devo usare la tavoletta :(

  24. Matteo Rispondi

    19 febbraio 2015 at 22:00

    Per non usare parole altrui, riformulo la mia precisazione.

    Si è sostenuto che Mattarella, in quanto Capo delle forze armate, è più titolato del Presidente del Consiglio a esprimere opinioni in merito a un eventuale intervento bellico.

    Io al contrario sostengo che non avendo il Presidente della Repubblica le funzioni d’indirizzo attribuite al Presidente del Consiglio dal Parlamento, autorizzato a decidere se attaccare o meno Annibale o Asdrubale, QUALUNQUE IDEA AVESSE RIGUARDO A QUESTA DECISIONE MATTARELLA DOVREBBE TENERSELA PER SÉ, fino a una eventuale deliberazione dell’organo competente.

    Allora, e solo allora, sarebbe chiamato a prenderne atto nei limiti della legge.

    Altrimenti farebbe esternazioni molto più improprie dei presunti Golpe altrettanto impropriamente imputati a Napolitano, fattosi fedele interprete, anche nolente (col governo Renzi), della volontà politica parlamentare.

    Sbaglio?

    • Matteo Rispondi

      19 febbraio 2015 at 22:19

      Una virgola tra DECISIONE e MATTARELLA ci starebbe bene.

      PS:

      perdonate l’incompetenza “redazionale”.

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