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Forza Italia è morta. Viva Forza Italia

Tutti i vertici rassegnano le dimissioni a Berlusconi, che le respinge. È un riflesso di gattopardismo a cui non crede più nessuno, è accanimento terapeutico. E mentre Toti dice che il Patto è rotto, ma anche no, Fitto chiede l'unica cosa da fare: azzeramento totale, e rilancio...

REPATRIATION 'MAIN SOLUTION' FOR MIGRANTS, SAYS BERLUSCONINessun compiacimento necrofilo, anzi. “Le Roi est mort, vive le Roi!”, era uno stilema sublime della monarchia francese per dire che la fine era il principio, che l’idea continuava a camminare su gambe nuove, giovani, guerreggianti, era un inno di gioia e di vita.

Forza Italia è morta, oggi. È morta come eravamo abituati a conoscerla in questa sua ultima fase crepuscolare, è morta la Forza Italia emanazione e mera ratificatrice di accordi presi altrove, nella fattispecie nella sede del partito avversario, è morta la Forza Italia come corte e conformismo dei dirigenti e marginalità della politica. I capigruppo, i vice capigruppo, tutti i vertici di Forza Italia presenti alla riunione odierna del Comitato di presidenza (in questa situazione, una parodia dei Politburo di altri tempi e di altri luoghi) hanno rassegnato le proprie dimissioni a Silvio Berlusconi. Il quale le ha respinte in massa: lungi dall’essere un segno di vita, è la certificazione finale del decesso, lo scollamento ormai paranoide dalla realtà, un riflesso di gattopardismo a cui non crede più nessuno. Denis Verdini ancora gran manovratore, dopo la débacle drammatica (o complice, e sarebbe pure peggio) del Quirinale? Giovanni Toti ancora consigliere politico, dopo che non ha prodotto un consiglio, tantomeno un consiglio politico, degno di questo nome? Maria Rosaria Rossi ancora tesoriera, dopo che ha scientificamente allontanato da Arcore ogni segno d’intelligenza umana? Brunetta e Romani ancora condottieri delle truppe parlamentari, dopo l’allegro suicidio in ordine sparso sulla candidatura Mattarella? È qualcosa di meno, e nello stesso tempo di più, del decesso, è accanimento terapeutico.

È accanimento anche quello sul corpo del Patto (del Nazareno, e quale sennò?), la prigione del centrodestra e la tomba della politica recente. Sentite Toti, che appunto dovrebbe essere il consigliere politico, il Richelieu in mezzo alla tempesta: «Noi non ci sentiamo vincolati a condividere un percorso nel suo totale. Decideremo volta per volta. Detto ciò, noi non faremo i kamikaze, le riforme sono patrimonio del paese ma non ci sentiamo di dover votare tutto per forza». Veltroni sarebbe fiero, o invidioso: un capolavoro di “ma-anchismo” dove della politica, di una politica riconoscibile, potenzialmente attrattiva, una politica che abbia anche il coraggio di attraversare il proprio deserto per tornare maggioranza domani, non ne è più nulla. E in quel deserto può imperversare in felpa Matteo Salvini, cioè l’alter-ego di Matteo Renzi: l’Oppositore perenne del Mazziere perenne (che è consapevole e ben lieto della situazione, tanto che ormai gioca esplicitamente al bullo nel salotto di Bruno Vespa, la terza Camera di questo sgangherato Stato).

Forza Italia è morta, anzitutto, come minoranza consapevole e minaccia potenziale per la sinistra, pop, social, neodemocristiana, ma sinistra, di Renzi. È stretta oggi tra due alternative letali: o stampella irrilevante del governo, o opposizione non più credibile, perché ancora gestita dal Comitato d’affari tra nazareni e cerchi magici. Viva Forza Italia, allora, viva la terza alternativa, che esiste in tutta la sua evidenza e fin logica elementare, anche se le gazzette del tardo-berlusconismo fanno di tutto per farla sparire anche dai titoli delle brevi, è quella che chiede oggi Raffaele Fitto, si chiama azzeramento delle cariche, ribaltamento del partito e rilancio del progetto. Il notiziario di oggi è molto franco, e accade di rado, ci restituisce la contrapposizione in tutta la sua plasticità: da un lato le Roi morente (non Berlusconi, ma questo esangue berlusconismo verdiniano, confalonieriano, pascaliano, e non nel senso di Blaise, ma di Francesca), dall’altro le Roi nativo (non Fitto o qualcuno dei suoi, ma il berlusconismo che si riappropria delle sue parole originarie, la Bestia da affamare e il presidio di chi intraprende e la rivoluzione liberale, le quali sì, esistono anche oltre Berlusconi, forse ormai soprattutto). Forza Italia è morta, e ci ha messo fin troppo. Viva Forza Italia, e ne abbiamo dannatamente bisogno.

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di on 5 febbraio 2015. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

13 commenti a Forza Italia è morta. Viva Forza Italia

  1. Daniele Rispondi

    4 febbraio 2015 at 17:04

    Mi dispiace non essere venuto all’incontro organizzato il 25 gennaio dai ragazzi di Avanti caro direttore perché avrei voluto chiederle molto cosa lei ci trovi di liberale in Forza Italia. Forza Italia non ha fatto altro che illudere i milioni di liberali lombardi, spostando la loro attenzione da una battaglia senz’altro più importante, ovvero quella dell’indipendenza della loro terra. In 20 anni abbiamo avuto solo la prova che un sistema malato come quello italiano non può essere guarito, può essere solo distrutto. E’ necessario un radicale cambio di paradigma, e questo cambiamento può essere rappresentato dalla dissoluzione di uno stato centralista, corrotto, colluso con la mafia, e la costituzione di un nuovo soggetto politico (o più) al Nord. Forza Italia in 20 anni oltre a regalare ai lombardi incapaci amministratori di origini meridionali (completando l’opera di colonizzazione iniziata con il confino dei mafiosi negli anni ’60-’70) che poco o nulla sapevano della Lombardia e del suo popolo perché non vi avevano trascorso un giorno della propria vita? Forza Italia non ha ragione di esistere almeno quanto l’Italia intesa come stato unitario.

    • Francesco_P Rispondi

      4 febbraio 2015 at 17:37

      Anch’io penso che debba nascere un nuovo soggetto politico liberale e federalista, che non abbia legami con i riti della politica consociativa che ammorba da sempre il Paese in cui viviamo.
      Forza Italia -> PDL -> Forza Italia 2.0 ha illuso e poi si è rivelata essere una brutta copia della DC in quanto ha aperto le porte:
      1) al metodo italiano, basato sul consociativismo, sul corporativismo e sul clientelismo;
      2) ai ruffiani di tutti i tipi che sguazzano bene dentro la melma putrida.
      Meglio non farsi illudere di riciclare alcuno, perché quella che sembra una scorciatoia è, invece, un sentiero che porta da tutt’altra parte e frequentato da manigoldi che non vedono l’ora di buttarti giù nel burrone.

    • Ernesto Rispondi

      4 febbraio 2015 at 17:57

      In questo intervento di Daniele colgo finalmente la consapevolezza necessaria ad affrontare la soluzione del “problema Italia”. L’Italia è, in questo momento, un oppressore della Lombardia non diversamente da come lo furono Spagnoli, Francesi e Austriaci. Anzi, il legame politico e culturale con l’Austria era molto più intenso e reale di quanto non sia, oggi, il legame della Lombardia con una realtà politica che non ha nulla a che fare con coi per tradizioni, cultura, etica. Daniele, poi, dice un’altra cosa importantissima: occorre la nascita di non UNO, ma MOLTI soggetti politici federalisti ed indipendentisti. La nascita, in Catalogna, di un indipendentismo di sinistra ha completamente sparigliato il gioco, che fino a tutti gli anni 2000 vedeva il partito di destra catalano isolato per ragioni ideologiche. Non è un caso, analizzando la questione lombarda politicamente, che la progressiva inefficacia della Lega Lombarda (non Lega Nord, si badi) sia coincisa col suo progressivo spostamento a destra, abbandonando la sua spontaneità movimentista, fino a sfociare nel nazionalismo italiano della Lega Salvini (che pure è l’unico partito italiano vagamente presentabile). Occorrerebbe, dunque, una rivoluzione culturale e politica in Lombardia. Se i lombardi (e parlo di chi è lombardo per lingua e cultura) sapessero comprendere di essere degli oppressi che vivono in stato di costrizione; che hanno cultura, storia e lingua non dissimilmente dai catalani, dai croati, o dagli sloveni; che quella storia, quella cultura e quella lingua sono denegate, nascoste e insultate da uno stato che li ha invasi e sottomessi; se questo accadesse, allora sarebbe l’inizio di una rivoluzione culturale. Alla quale conseguirebbe naturalmente una rivoluzione politica, pacifica ma inesorabile, attraverso la generazione di una serie di soggetti politici lombardi federalisti e indipendentisti, chiusi ai meridionali e alla loro cultura: i meridionali hanno gli squallidi partiti pulcinella italiani. Esistono le persone ed esiste la lucidità culturale di farlo, in territorio vessato e vittima di un tentativo di genocidio culturale?

      • Matteo Rispondi

        5 febbraio 2015 at 19:54

        Non concordo, Ernesto.

        Cominciamo col precisare che non si può essere “federalisti” e “indipendentisti”.
        Tra questi termini c’è una contraddizione ancora più netta di quella che separava Nordisti e Sudisti nella Guerra di Secessione.
        Col l’Unione vinse appunto l’istanza federalista contro quella dei confederati.

        Anche durante i moti risorgimentali fu il Nord Sabaudo a imporsi sul resto del territorio Italiano, ma fu scelta la soluzione centralista rispetto a quella devolutiva di un Cattaneo.

        Il principio federativo consiste nell’unire diverse “etnie” sotto l’egida di una comune etica costituente.

        Il rapporto tra governo federale e governi statali, tutelati dalla stessa Costituzione nel dirimere eventuali conflitti, è articolato in modo da impedire, a ogni livello, la concentrazione di poteri tipica delle sovranità nazionali assolute, proteggendo anche i diritti fondamentali di tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro identità etnica e culturale (enfatizzata, viceversa, dai tragici nazionalismi del secolo scorso).

        Proprio oggi che il federalismo andrebbe attuato a livello europeo, con gli Stati Uniti d’Europa, la Lega di Salvini passa da un ignorante (nel senso etimologico del termine) “nazionalismo padano” all’attuale e più diffuso “nazionalismo italiano”.

        No, Ernesto.

        Questo, secondo me, è il peggio del peggio.

  2. Albert Nextein Rispondi

    4 febbraio 2015 at 17:37

    Chiudere baracca.
    E ognun per sé.

  3. adriano Rispondi

    4 febbraio 2015 at 17:51

    La Nuova Forza Italia non è morta.Non è mai nata.E’ stato solo un ridicolo espediente.Come il Nuovo Centro Destra.Amen.Purtroppo le parole di Fitto non sono sufficienti e nello stesso tempo eccessive.Dovrebbe semplicemente dire :”Caro Berlusconi in questi anni hai sbagliato tutto.Devi andartene.”Se non si riesce a cacciare l’ex capo lo dovranno fare gli elettori e per avere la speranza di ricostituire una opposizione di elezioni ne occorreranno due.Con la prima si dovrà eliminare chi fa solo danni.Con la seconda tentare di costruire qualcosa di nuovo.

  4. ivana Rispondi

    4 febbraio 2015 at 17:51

    Continuare a dare fiducia a Berlusconi, nonostante le delusioni recenti.Azzerare tutto e ripartire.Tagliare i rami secchi che imperversano. Sarà complicato e difficile ma io non posso continuare a sopportare il pinocchio toscano.Sono avvilita per non dire altro…

  5. federico Rispondi

    4 febbraio 2015 at 19:02

    Non è un bel giorno nemmeno questo per chi vorrebbe un’anima liberale e liberista forte. I paesi con minore burocrazia e statalismo sono colpiti di rado da corruttele e da ruberie.Oggi abbiamo riconsegnato, anche grazie all’insipienza politica dei Verdini ed altri scaltroni, un paese ad un arcaico veterocomunismo strisciante infarcito di vecchiume democristiano. La Lombardia e le aree dove il lavoro è ricchezza per tutti saranno massacrate ancor più di quanto oggi sia raccontabile. Bravo Berlusconi.

  6. giulio Rispondi

    4 febbraio 2015 at 19:15

    Ma come potrà fare il Cavaliere a rimettere nel recinto gente cui tutto aveva affidato da sempre come i Verdini, i Romani ed i tanti cerchiolini magici che si sono a lui attorniati in venti anni. E con chi dovrebbe sostituirli a parte Fitto che le ha indovinate e predette tutte insieme a Capezzone, mente unica ed irripetibile, Martino e compagnia fiorentina come Biancone. Un bel rompicapo.

  7. ultima spiaggia Rispondi

    4 febbraio 2015 at 19:54

    Gli elettori del centrodestra dovrebbero porsi almeno due domande:
    Berlusconi, scaltro imprenditore e amico di Craxi, per quale motivo s’è scoperto filantropo e grande statista?
    Perché dopo Monti e Letta ora appoggia anche Renzi, che non perde occasione per umiliarlo?
    Mi sbaglierò, ma penso che il Berlusconi “salvatre dell’Italia” sia il più grande bluff della politica all’italiana.

  8. ultima spiaggia Rispondi

    4 febbraio 2015 at 21:15

    Ecco la stuazione italiana senza veli, scritta in minuscolo per un paese minuscolo:
    1) la commissione ue ha lasciato invariata la crescita (ipotetica) dello 0,6 per il 2015. (dove cazzo andiamo con lo 0,… ?)
    2) la disoccupazione, come volevasi dimostrare, è aumenta.
    3) «il “patto del nazareno” è rotto», dice toti. «meglio così!» risponde secco il terzo governo non legittimato, umiliando il popolo sovrano (e coglione)
    4) alfano, inconsistente come numero, sostiene… la poltrona.
    5) chi ha un po’ di dignità tra gli zzurri minaccia l’azzeramento dei vertici… ma poi si appecorona. anche gli “azzurri” tengono famiglia.
    6) berlusconi manda giù l’ennesimo rospo offerto su un piatto d’argento da renzi… ma trattiene il piatto.
    7) renzi promette le riforme che dovrebbero salvare il paese, ma, come tutti sanno, saveranno solo la sua poltona.
    buonanotte, popolo!

  9. angela piscitelli Rispondi

    5 febbraio 2015 at 15:46

    Riposi in pace:morta, mortissima, che più morta non si puo’:E’ sulla rinascita, che siamo assai scettici:Si potrebbe fare la rivoluzione liberale con Fitto?Sarebbe come mettere lo zucchero’ nel ragù doc, quello delle portinerie di Napoli.Perchè ad uccidere la creatura del Cav è stato il dmocristianismo:e che facciamo?Un altro creaturo avvelenato in pancia dallo stesso veleno?Qui ci vuole roba forte e non se ne vede.Restano i liberali, meravigliosamente minoritari,fulgidamente ribelli e integralmente autoironici.Una presenza, una bandierina,il certificato di un’esistenza in vita di un sogno durato vent’anni.
    Il cattocomunismochetrionferà impazza e occupa tutto.Pero’, attenzione, è già mezzo morto pure lui.Se si votasse,apparirebbe chiaro. il bulletto fiorentino, che era simpatico a tutti, sta rapidamente perdendo charme, lui e la sua banda di improbabili.Vero è che non è stagione per il popolo sovrano.Non resta che applicare alla lettera il proverbio cinese:se lo si prende dietro, meglio non muoversi,fa più male.

  10. ANTONIO DONNANNO Rispondi

    14 giugno 2015 at 11:54

    Tutti beccamorti ! ! ! Questi soloni della politica e cassandre de borgata dovrebbero cambiare il cervello sostituendolo almeno con un di gallina. Forse hanno vissuto all’estero in qualche sperduto villaggio della Papuasia dove non arrivano i giornali e non si vede la televisione. Berlusconi, anche se trafitto da 60 strali avvelenati (tanti sono stati i processi), è ancora l’unico STATISTA in grado di guidare una nazione come l’Italia fuori dalle paludi dove l’hanno cacciata i “sinistrati” e la magistratura politicizzata in combutta fra di loro e con i poteri forti. Non si vede all’orizzonte un altro “leader” in grado di farlo. I Fitto gli Alfano, i Fini, i Follini i Salvini i Grillo e i Renzi, sono solo dei parolai inconsistenti, incapaci e senza passato né futuro di qualche spessore. CONVERTITEVI !!!!!

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