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Caro Garante dei contribuenti, da contribuente quel vitalizio…

Egregio Donato Giordano, Garante dei contribuenti,

mi rivolgo a Lei in qualità di persona degna della sua tutela. Sono, infatti, sfortunatamente, contribuente di questo Stato cui verso – tramite il mio datore di lavoro – quasi una metà di quello che guadagno. Una bella sommetta che, a mio giudizio, vale nettamente di più dei servizi che ne ricevo in cambio.

Ora se le scrivo è perché penso che Lei potrebbe fare qualcosa per me, anzi per noi contribuenti. Onestamente non ho idea delle azioni che Lei abbia intrapreso in questi nove anni, remunerata dalla Regione ben centomila euro l’anno: molto o poco non lo so, non sono informato. Quel che so per certo è che ora potrebbe fare un bel gesto per rendere felici tutti noi che paghiamo le tasse. Repubblica ci informa che proprio Lei in questi giorni ha depositato un «ricorso contro Regione Lombardia perché la nuova legge vieta di poter cumulare lo stipendio con il proprio vitalizio da 40mila euro annui». Ebbene son qui a chiederle, umilmente, di rinunciare per sempre a quel ricorso. E non per una generica lotta agli sprechi e alla casta, ma per un preciso interesse di noi che paghiamo le tasse.

Come lei saprà meglio di tutti il vitalizio è pagato con quei soldi pubblici che la grande Margaret Thatcher definiva più precisamente «soldi dei vitaliziocontribuenti». Sì, proprio noi che ovviamente saremmo contenti di pagare di meno. Anche perché, come lei sempre saprà, i soldi del vitalizio sono calcolati in maniera ampiamente retributiva: non solo i contributi che Lei (come Mario Capanna&Co) ha versato nel corso degli anni derivano da soldi pubblici, ma la somma di quei contributi è nettamente inferiore al vitalizio che lei prende parametrato sull’aspettativa di vita.

Ergo nel vitalizio che le veniva versato, per cui Lei secondo il giornalista di Repubblica ha espresso «indignazione per il “diritto” soppresso», era integrato con (altri) soldi pubblici. Denaro che arriva direttamente dalle tasche di quei contribuenti che magari in pensione ci andranno a 67 anni se non di più, con meno di quello che hanno versato.

Ecco la ragione dell’opportunità di rinunciarvi. Non è obbligato a farlo, è ovvio, ed in effetti visti i precedenti ci sono buone possibilità che la magistratura le dia ragione. Però può farlo spontaneamente in segno di reale difesa del contribuente, anche contro i suoi interessi. Renderebbe davvero onore al suo ruolo di Garante.

Cordiali saluti

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di on 13 febbraio 2015. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

5 commenti a Caro Garante dei contribuenti, da contribuente quel vitalizio…

  1. Albert Nextein Rispondi

    13 febbraio 2015 at 09:20

    E’ la figura del Garante dei contribuenti che è perfettamente inutile e da sopprimere subito.
    Si tratta di un’infame, miserabile e somma ipocrisia statalista.
    Una vera e propria beffa a spese dello stesso contribuente.
    Un controsenso totale.
    La retroattività incontestata di molte norme tributarie lo dimostra ampiamente.

  2. Francesca Danzini Rispondi

    13 febbraio 2015 at 10:41

    Grande Borghi, vediamo cosa risponde! Sono curiosa

  3. Mauro Rispondi

    13 febbraio 2015 at 14:39

    Il garante si garantisce che i contribuenti paghino e lui ne prenda un pezzo,se no che garante sarebbe.

  4. FEMINE Rispondi

    13 febbraio 2015 at 18:02

    Non ho dubbi che la “magistratura” accoglierà il ricorso e lo farà “proprio” in salvaguardia del suo eventuale interesse personale futuribile…Stessa faccia stessa razza di spudorati mantenuti che rivendicano per sè stessi la manna del diritto acquisito con la frottola (Capanna) che così facendo difendono gli ex-diritti acquisiti della massa che, però, intanto è obbligata a svenarsi per riempir loro le tasche di moneta sonante non meritata ancorchè dovuta in forza di legge che gli stessi imbroglioni matricolati si sono fatta.

  5. Corrado Rispondi

    14 febbraio 2015 at 10:52

    Grande sintesi, se posso, di A. Nextein! Esattamente!
    “vale nettamente di più dei servizi che ne ricevo in cambio.” io ritengo che qualsiasi somma ESTORTA con la forza per un servizio inutile e/o NON RICHIESTO è sempre esorbitante le mie tasche. Ciò detto mi pare ovvio quindi che il punto non è “spendere meno in tasse”, ma che io possa spendere meglio i MIEI soldi scegliendo cosa comprare o meno, E’ LO STATO CHE DEVE SPENDERE MENO facendo solo ciò che gli compete: 1/sicurezza “barbaros turbatores et delinquentes intramoenia” 2/difesa “barbaros ad portas” 3/amministrazione stato di diritto (Riva et similia) e non “wel”fare, per esempio il dottore!(caliamo un velo pietoso e piangiamo), diciamo solo che comunque vuole 3500 euri a cranio più il tuo culo per darti la supposta privata di stato ed anche in regime di monopolio ( gli scvizzeri ridono di noi sul punto), poi non deve fare il maestro (Di Pietri vari) o il trasportatore alitalie, FFSS, ecc. ecc., Mi pare ci fosse un Tizio illustre che usava dire che “lo stato per sua natura non saprebbe gestire nemmeno un chiosco per le acciughe” e siccome pare avesse ragione era anche in buona compagnia, ora i Primo dei Due dovrebbe essere Don L. Sturzo il secondo Luigi ve lo lascio immaginare. Massì, aiutino, faceva il PdR.

    CHICREDENELWELFARESTATEAVVELENAANCHETEDIGLIDISMETTERE

    c

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