Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Serve la cura Chris Kyle

L'avessero avuto uno sniper dietro la porta, i martiri di Charlie Hebdo. Sarebbero ancora vivi. Vedere ravvicinati l'orrore di Parigi e il capolavoro di Eastwood è straniante, ma indica anche l'unica strada per salvarsi dal terrorismo islamico...

American sniper
Col cavolo, caro Matteo Renzi, che la violenza perde contro la libertà, solo nel tuo magico piccolissimo mondo tra Rignano sull’Arno e Twitter si raccontano tante bugie. La verità è che noi abbiamo già perso, e ai morti di Parigi raccontaglielo tu che la libertà è libera di vivere. L’avessero avuto un Chris Kyle dietro la porta, disposto e pronto ad accollarsi il lavoro sporco che nessuno in Europa vuol fare, i ragazzi cattivi di Charlie Hebdo non sarebbero stati costretti a diventare martiri ed eroi di un’Europa che di martiri ed eroi non vuole saperne, a meno che non facciano il cantautore. Vedi le immagini di Parigi fresca di strage a poche ore dallo spettacolo bello di The american sniper, e capisci dolorosamente che la strada per salvarsi è solo quella che Clint Eastwood con regia da chirurgo mostra da anni ,solo quella che Charbonnier e Wolinski e gli altri disegnavano in ostinata feroce allegria e Oriana Fallaci con puntiglio fastidioso gridava, ma che non è la strada che l’Europa percorre; non l’Europa di capitali come l’Aja, dove incontri più donne a volto coperto che facce in mostra, non l’Europa che ammette la legge della shariah nei tribunali di Londra, non l’Europa che abolisce il presepe, non l’Europa che ispira il romanzo di Michel Houllebecq che è l’ultima copertina di Charlie Hebdo, una Parigi del 2022, domani praticamente, dominata dai Fratelli Musulmani, sottomessa per sempre. L’Europa sbaglia sempre, anche quando fa la faccia cattiva, ricordatevi la guerra per far fuori Gheddafi, dittatore addomesticato finalmente divenuto baluardo contro il terrorismo e argine agli sbarchi selvaggi, fatto fuori come un cane sotto le telecamere, violentato da moribondo e da morto. Quella diventò all’improvviso una guerra buona, anche se per il petrolio, accusa tremenda di solito rivolta ai Bush, protagonisti la Francia e l’Inghilterra, l’Italia trascinata per i capelli da Napolitano e Frattini, complice la debolezza di Berlusconi; oggi il gran risultato è sul campo, un Paese ingovernabile, e gli europei che appoggiano gli integralisti per tentare di fare ancora affari.

Figurarsi se si salva l’Italia dei Pisapia, Marino, De Magistris, Vendola e Crocetta, a una moschea a settimana e vai con gli imam fai da te che sono assoldatori e addestratori di manovalanza del terrore, a uno sbarco a notte e vai con i soldi profusi ogni giorno a pseudo centri di cooperazione col migrante, sempre buono. Se si salva l’Italia dei marò umiliati e offesi come assassini comuni, chi se ne frega se proteggono dai pirati le petroliere italiane e i passaggi di navi di tutto il mondo occidentale, non siamo noi quelli che vanno solo in missione di pace perché la più ipocrita Costituzione mai concepita al mondo ripudia la guerra, e quindi i militari eroi di Nassyria non hanno diritto nemmeno a una medaglia? Chiedo scusa se mi è scappata la parolaccia, eroe non si usa, è come cieco, sordo, nero, non politically correct, lo dice anche il Mereghetti, un’istituzione più che un critico cinematografico, che stroncando The american sniper ci ha spiegato che gli eroi non esistono e non servono.

Clint Eastwood e qualche altro illuminato artista insistono che gli eroi non solo servono ma che esistono, siano l’operaio sublime di Gran Torino o il cecchino della guerra all‘Iraq, e che per fortuna l’America li riconosce e li coltiva, li celebra, sventola la bandiere a stelle e strisce e canta l’inno della terra dei liberi e dei coraggiosi; gli eroi l’America li accompagna in solenne funerale tra ali di popolo grato, proprio come quelli che da noi si fanno per Pino Daniele in queste ore. Da noi se non si è supponenti come il Mereghetti, si scrive che sì, è vero che Clint è uno forte e i film belli, ma che Gran Torino in realtà celebra l’incontro fra culture, The sniper è il racconto di un rimorso e ripudio della guerra. Bugie, sempre bugie. Cialtroni, sempre cialtroni.

Ho visto The american sniper certamente con la stessa commozione di Gran Torino, uno profetico sui guasti che avrebbe prodotto la presidenza inetta di Barak Obama,infatti le fighette di Hollywood e degli Oscar non glielo hanno perdonato, quest’ultimo perentorio sulla necessità che qualcuno faccia il lavoro sporco della guerra per consentire che tra una guerra e l’altra ci sia pace, ma anche convinto che la brutta parentesi di Obama sia alla fine, che uno sniper tornerà presto alla Casa Bianca a sostenere il peso di fare il poliziotto del mondo. Il cinema migliore americano segna i momenti di caduta e quelli di affermazione, Black hawk down e 300, perché tornino gli ideali di Sparta si passa dall’umiliazione della Somalia, ma c’è una strada, e una riscossa; gli americani si consentono di tanto in tanto il cedimento buonista di un presidente democratico che tassa e spende, poi tornano al percorso solido della loro storia di mondo nuovo, Dio anche sulle banconote e libertà vera di parola e di arma. attentati

Non è così per l’Europa, già pronta al distinguo sulla satira eccessiva, dunque provocatoria anche dell’atto violento, pronta a definire una qualunque sana reazione alla strage di Parigi come islamofobia, questa sì che è una parola appropriata. Guai a noi islamofobi. Sfilano in tv tristi figuri di ogni specie, le Padovanì e i Chaouki, i professori che fanno delll’Islam un business, rappresentanti di Fratelli Musulmani e Ucoii, nemici a volte mal mimetizzati spacciati per interlocutori e perfino per educatori. Passano le imbarazzanti immagini di un Papa naturalmente popolare perché populista e terzomondista che scalzo in moschea prega in arabo accanto al gran muftì, spettacolo terribile, l’altro che osò a Ratisbona rammentare all’Occidente da dove viene e che cosa dovrebbe come fortezza presidiare, se n’è dovuto andare, era una voce nel deserto. Si ricorda doverosamente il fervorino sulla grande cultura e civiltà islamica che darà un contributo all’umanità pronunciato dal presidente Napolitano che, incontrando il corpo diplomatico in Italia, come sempre due parole sui fucilieri di marina e sul comportamento illegale dell’India se le risparmia, da comandante delle forze armate che sa che qui dei militari non frega niente a nessuno e loro stanno zitti, ma l’Islam gli sta veramente a cuore. Non c’è niente da fare se non hai cresciuto almeno un Chris Kyle.

Condividi questo articolo!

di on 9 gennaio 2015. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

34 commenti a Serve la cura Chris Kyle

  1. Vincenzo Rispondi

    8 gennaio 2015 at 08:32

    MM = Mitica Maglie

  2. Libero Rispondi

    8 gennaio 2015 at 09:16

    Maglie bella,brava e con la schiena dritta come dovrebbero essere giornalisti e politici veri e di razza.Siamo diventati un popolo ignorante e telecratico,votiamo una classe politica incapace e vile.La menzogna sistemica funziona sempre con un popolo di questa ignoranza.Saremo poveri tutti ed islamizzati per i vigliacchi che ci parlano di uguaglianza nella ridistribuzione di ricchezza e corbelleria di questo tipo e noi giù a votare questi cretini da cretini quali siamo.Cominciamo a comprare i veli ed i burka per le nostre bambine e le bare per i nostri ammazzati da questi guerrafondai che gridano al dio quando ammazzano innocenti.

  3. ultima spiaggia Rispondi

    8 gennaio 2015 at 10:14

    Dopo aver seguito i commenti di certi politici, di certi conduttori, di certi “opinionisti” e di certi fotografi (mancano solo i cuochi) mi sono reso conto che la società malata è la nostra e che i complici del terrorismo siamo noi, che in un decennio abbiamo cancellato la cultura di duemila anni.
    Un popolo senza un’identità storica è un corpo senz’anima e senza cervello. Renzi rappresenta il prodotto della cultura all’italiana.

  4. spago Rispondi

    8 gennaio 2015 at 10:38

    Ma leggere cosa dice Clint stesso no? Non mi sembra proprio che questo articolo e l’interpretazione della filmografia di Eastwood presenta siano intellettualmente onesti. Eastwood è un libertario, contrario alle guerre, contrario all’imperialismo americano e a favore di un governo estremamente limitato e sicuramente non interventista. La sua critica è corentemente verso tutti non semplicemnte verso i democratici di Obama. Invece l’articolo di Maglie lo usa per dire tutt’altro.

    http://www.movimentolibertario.com/2015/01/clint-eastwood-libertario-non-un-becero-oscurantista/

    http://ilmanifesto.info/clint-eastwood-linutile-lezione-della-guerra/

    Una parte dell’intervista:

    E il suo rap­porto col patriottismo?

    Quando è scop­piata la seconda Guerra mon­diale avevo undici anni. Nella mia vita ho assi­stito a molti cam­bia­menti di opi­nione riguardo al patriot­ti­smo. Durante la seconda Guerra non si discu­teva nem­meno: tutti erano patriot­tici, a favore della guerra «giu­sta» com­bat­tuta per assi­stere le nazioni euro­pee. Si andava al cinema a vedere i cine­gior­nali sul Paci­fico e l’invasione di Iwo Jima — tutte cose che mi sono ricor­dato quando ho fatto i film. Quindi pro­vengo da una gene­ra­zione in cui il patriot­ti­smo era un arti­colo di fede. Solo quat­tro anni dopo era­vamo di nuovo in azione in Corea. Ricordo di aver pen­sato che la situa­zione pre­sen­tava una strana iro­nia: ci ave­vano appena finito di dire che non ci sareb­bero state più guerre, e di colpo eccomi reclu­tato. Era il 1951 e ci chie­de­vamo cosa dia­volo ci stes­simo a fare lag­giù. Col Viet­nam poi se lo chiese anche un muc­chio di altra gente: per­ché con­ti­nua­vamo a com­bat­tere? E quando sarebbe finita una volta per tutte?

    Invece non è ancora finita.

    Già. Non sono mai stato d’accordo con la guerra in Iraq, e le ragioni erano sem­pre le stesse, che mi hanno spinto in pas­sato a essere con­tra­rio all’intervento in Corea e agli altri che sono seguiti. Noi che siamo cre­sciuti con la seconda Guerra abbiamo cono­sciuto la sof­fe­renza, e a un certo punto diventa ine­vi­ta­bile chie­dersi quale sia il fine di tutto questo.

    E quindi l’Iraq?

    Ricordo che era­vamo sul set di Mystic River quando hanno deciso di riman­dare le truppe in Iraq per la seconda volta. All’epoca di Bush padre molti ame­ri­cani si erano schie­rati a favore dell’intervento mili­tare nel Golfo, ma in quel momento tanta gente era con­tra­ria. Sad­dam non era certo popo­lare qui in Ame­rica, ma se si devono pren­dere deci­sioni simili in base all’antipatia il rischio è di non fer­marsi più. Il mondo è pieno di antipatici.

    Oggi cosa pensa?

    La prima Guerra mon­diale doveva met­tere fine a tutti i con­flitti, invece sap­piamo come è andata. A un certo punto ti viene da chie­derti se l’umanità sia dav­vero capace di vivere in pace, una cosa che non sem­bra essere nel nostro Dna. Non sem­bra che la Sto­ria stia dalla parte della pace, non certo almeno a giu­di­care dalla pro­pen­sione che abbiamo ulti­ma­mente di andare a espor­tare la demo­cra­zia in paesi che non ne vogliono sapere. È tra­gico che sia così, ma credo anche che quando fai un film sulla guerra impari qual­cosa su te stesso, cominci dav­vero a riflet­tere sulla guerra e in defi­ni­tiva sul ruolo che il tuo Paese ha nelle guerre.

    Kyle, il cec­chino del suo film, impara?

    Per­lo­più sono altri per­so­naggi quelli che pon­gono inter­ro­ga­tivi sulla mora­lità della guerra, lui è costan­te­mente nella posi­zione di giu­sti­fi­care il pro­prio ope­rato, e a furia di difen­derlo arriva al punto in cui non ne è più così certo. La scena in cui alla fine dice allo psi­chia­tra che è pronto ad affron­tare il Crea­tore senza rim­pianti mostra in realtà l’esatto contrario.

    • Alvaro Rispondi

      8 gennaio 2015 at 12:20

      Quotidiano comunista: Il Manifesto:
      Ma ancora esiste un “giornaletto” del genere?
      Comunismo: ma ancora c’e’ chi parla di comunismo?
      Vergogna: ma non esiste più in questo paese?
      Una ideologia che ha ucciso decine di milioni di persone, che ha portato alla fame centinaia di milioni di persone e ce qualcuno che vuol dare lezioni.
      Ma di che cosa volete dare ancora lezioni, forse di “politicamente” corretto che si sta rivelando come un “cancro” per l’Occidente?
      Riuscite a tirare per la giacchetta tutti ma questa volta, credo, e spero che abbiate fatto la cacchetta fuori dal vasetto.
      Siamo in guerra per la libertà, scriveva Oriana Fallaci, tanti anni fa e aveva pienamente ragione, altro che buonismo, che giustificazioni alla Santa Maria Boldrini da Macerata, lotta dura e senza quartiere.
      Altro che accuse agli americani di aver maltrattato, poverini, i terroristi a Guantanamo e d’intorni, tanti Kyle altro che.
      Alvaro.

      • spago Rispondi

        8 gennaio 2015 at 13:16

        Lei è purtroppo un cretino. Infatti ha letto solo il titolo del quotidiano e ha sparato una filippica inutile. Io non sono comunista, sono anti-comunista e liberale. Ma ciò non toglie che il Manifesto abbia intervistato Clint Eastwood, che è un libertario, sul senso del suo film e sulla sua visione delle cose.. visto che l’articolo dell’Intraprendente parte dall’interpretazione del film e del pensiero di Eastwood, direi che è pertinente! Più c’è in giro gente che parla e agisce pavlovianamente (“Manifesto!” “Bau!”), più tutto andrà a puttane. Purtroppo lei pensa che chi cita il Manifesto sia un comunista, e mi raggruppa in un improbabile “voi” che mi fa solo pena. Poi delira su vari argomenti di cui non ho detto niente.

        Su quello che pensava Oriana Fallaci lei può avere ragione, ma su quello che pensa Eastwood ha ragione Eastwood. Ciascuno prenda le posizioni che vuole, ma siete lei e questo articolo che tirate Eastwood per la giacchetta: basta leggere cosa dice e magari guardare il video sotto l’articolo, basta sapere che Eastwood è un libertario. I libertari sono contro la guerra, contro l’imperialismo, contro le misure invadenti di controllo dello stato verso i suoi cittadini e sono critici sia con i democratici che coi i repubblicani.

        Se le interessa l’onestà intellettuale bene, se la ritiene un inutile orpello perchè siamo in guerra e quindi è il momento della propaganda indiscriminata, pazienza.

        • Lorenzo Rispondi

          8 gennaio 2015 at 14:09

          Lei non sa di cosa sta parlando a proposito di libertari. Barry Goldwater era un libertario, odiava il conservatorismo sociale (e stato lo stesso comunque sempre amato da loro dato che queste opinioni le espresse quando ormai era anziano) ma era un falco in politica estera (ha fatto la legge Goldwater-Nichols e non faceva sconti ai sovietici). Stessa cosa per Eastwood. Anche Ayn Rand aveva avuto sentimenti di falco. Bruce Willis è un libertario, ma manda messaggi alle truppe all’estero. Il mondo libertario è molto variegato al suo interno, non è fatto solo di anti guerra come Ron Paul o Murray Rothbard.

          • spago

            14 gennaio 2015 at 20:16

            Lorenzo so abbastanza bene di cosa sto parlando. Si legga Rothbard, Rokwell, Ron Paul, Block, Hoppe, e tutti gli altri, vedrà che sono contro la guerra, anti-interventisti e che la filosofia libertaria che è anarcoindividualista si basa sul principio di non aggressione.

            Tanto per dire: http://antiwar.com/

            La Rand non era invece propriamente libertaria ed era in polemica coi libertari.

        • Alvaro Rispondi

          8 gennaio 2015 at 14:14

          Sono ben felice di sapere che lei e’ un anti-comunista e un liberale mentre, e mi dispiace doverlo dire, e’ anche un “maleducato”.
          Io non mi permetterei MAI di dare del CRETINO, come fa invece Lei, a chi non la pensa come me o che al limite ha sbagliato nel pensare sulla mia appartenenza o meno a qualche ideologia.
          Il mio commento voleva essere una critica e una constatazione di come ancora oggi possano esistere “giornaletti” come Il manifesto e non altro.
          Ho sbagliato nel accomunare Lei al “giornaletto” e Le chiedo scusa mentre per il resto rimango della stessa mia idea precedente: siamo in guerra.
          Alvaro.
          P.S. Non mi sono limitato a leggere solo il titolo ma ho letto tutta l’intervista e ho tratto da questa le mie conclusioni che, se permette e concede, possono anche essere diverse dalle sue, no?

          • spago

            14 gennaio 2015 at 20:19

            @Alvaro Mi scusi se lei mi dà del comunista mi incazzo, se lei mi butta in faccia “decine di milioni di morti” mi incazzo, se lei mi assimila a quell’ideologia lì e a quei crimini lì mi incazzo. In confronto darle del “cretino” è come mettere un fiore in un cannone.

        • Talita Rispondi

          8 gennaio 2015 at 14:41

          Spago,
          scusa l’intrusione e accetta un altro punto di vista che non sia il tuo o quello del Manifesto-bau
          (Pavlov non vale solo per le opinioni opposte, eh!).

          Secondo me, il mondo è già andato a puttane: a cominciare da chi dà del “cretino” a una persona sconosciuta, solo in base a un unico commento più o meno azzeccato e pertinente.
          Alvaro sbaglio a desumere che tu sia un comunista; tu sbagli a presumere che Alvaro sia un cretino.
          Siete alla pari: BAU E MIAO.

          Poi “libertario” lo dice il titolo del Manifesto, che ci ha abituati a ben altre menzogne, quindi fa niente.
          Mi interessi tu:
          spiegami dove vedi il “libertario” nelle parole che hai copia/incollato, e che quindi hai scelto come espressamente dimostrative della tesi. Quali sono i concetti specificamente libertari?
          Oppure ti basta il titolo?

          Quindi siccome chiedere è lecito e rispondere è cortesia, adesso rimango in attesa della tua esegesi personale.

          • Ernesto

            8 gennaio 2015 at 15:10

            Sono preoccupato per la crescente popolarità dell’Intraprendente. Fino a ieri venivamo lasciati in pace, fra noi quattro cretini, a raccontarcela fra di noi, ognuno col suo parere. Non sembrava vero, in un paese dove il PD spende milioni di euro all’anno per tenere in piedi una struttura di influencer professionisti, che da mattina a sera hanno come unico compito quello di inondare di dottrina di partito, ossia di liquame, ogni forum e ogni bacheca di commento di qualsivoglia importanza. Da qualche giorno non è più così. Come lo so? E’ la teoria dello stampino. Da Travaglio in avanti, il CMQC (Comunista Militante Quinta Colonna) usa sempre la medesima premessa, prima di sragionare spruzzando letame: “io non sono comunista” (var. “io non sono di sinistra”). Segue: “ma tu sei un cretino”. Senza var. E, siccome siamo cretini, ovviamente dobbiamo credere non solo a un articolo del manifesto (ed è moltissimo), ma anche che il manifesto sia lettura citata o citabile da un non comunista. Infine, dobbiamo credere che Eastwood non è proprio di sinistra, ma in fondo è comunista senza sapere di esserlo. Non siamo abbastanza cretini, temo. E, caro compagno CMQQ, si rilassi, e prenda atto del fatto che Clint Eastwood è di destra. MOLTO di destra. Basta aver visto che quel bellissimo film che ha fatto su quell’immenso eroe americano chiamato J. Edgar Hoover per capirlo. Su, adesso cannettina, due appuntini sui “reazioni dell’Intraprendente”, e poi di nuovo al lavoro, che il Partito è fede e militanza.

          • Alvaro

            8 gennaio 2015 at 16:22

            Cara Talita,
            come tu sai sono un po, forse anche un bel po, ignorante, e conosco poco dei vari movimenti filosofici/politici esistenti ormai da qualche anno e si differiscono fra loro vedi libertarismo di sinistra, di destra e potrei aggiungere di centro, centro destra, centro sinistra e cosi via giocando un po ma non troppo.
            E allora ti domando: ma dove stra scritto che un “libertario” debba essere per forza anche uno contro la guerra?
            E che centra l’imperialismo?
            E sia ben chiaro che queste mie domande non hanno spirito polemico alcuno, forse, ma servono a farmi capire meglio visto il mio essere “cretino”.
            Alvaro.
            P.S. Grazie per il tuo intervento, ancora una volta mi sono fatto fregare.

          • Talita

            8 gennaio 2015 at 16:59

            Caro Alvaro-bau,
            tagliamo la testa al toPo:

            oggi le etichette, le appartenenze ai club, i vari -ismi servono solo a chi deve accodarsi perché non ha sufficiente sale in zucca per scegliere da sé.
            E usare i propri occhi, orecchie e buonsenso.

            Non è questione di ignoranza su questo o quell’argomento, che si può tranquillamente risolvere informandosi in merito;
            è questione di preferire la pappa pronta e predigerita, in modo da non sforzarsi a pensare; e non solo: in modo da sognare di vivere nel mondo dei buoni, dei migliori per definizione.

            Gente così, meglio lasciarla cuocere nel suo brodo.
            E chiedere la ricetta della sbobba solo quando pretendono di importela a pranzo o a cena.
            Te capì, Alvaro?

          • spago

            14 gennaio 2015 at 20:27

            @Talita Eastwood è notoriamente un libertario, si è autodefinito così molte volte, ed è comunemente riconosciuto tale. Le sue idee critiche verso la guerra le ha espresse tante volte e sono in linea con i libertari, che sono antiinterventisti, contro la guerra e si basano sul principio di non aggressione. Se uno non è d’accordo ed è a favore della guerra, ottimo, ma non è libertario: tutto qui.

            E per il resto, come ho già scritto non credo di essere così incivile se rispondo con “CRETINO” a chi mi dà del comunista e mi butta in faccia morti e crimini dell’ideologia.

            Si può trovare su il Manifesto un articolo interessante, come da qualsiasi altra parte ed è sciocco fermarsi al titolo: è una reazione automatica. Dovremmo liberarci da questi automatismi e pensare che di cose interessanti e intelligenti, condivisibili o meno se ne può trovare dovunque.

        • Giovanni Sallusti Rispondi

          8 gennaio 2015 at 15:35

          Piccolissimo intervento, da innamorato fisso di Eastwood. Clint è un libertario vero, certo, dunque ben altra cosa anche dal talebanesimo libertario, assai di moda in Italia, che è un’altra variante dell’odio di sé e dell’anti-occidentalismo. Che Clint creda nell’eccezionalismo americano, nella felice anomalia politica, esistenziale, morale dell’America, è fuori di dubbio. Che critichi quelle che considera guerre sbagliate dell’America, pure. Libertari lo si è nell’intelletto e nelle azioni, non nell’adesione acritica alla Chiesa libertaria.

          • Talita

            8 gennaio 2015 at 16:03

            E qui il discorso potrebbe ingarbugliarsi al massimo, perché la domanda è: che vuole un libertario vero?

            In merito, le scuole filosofico-politiche sono varie e praticamente vanno da un polo all’altro della questione, dalla proprietà comune dei beni basilari, al socialismo, all’assoluta libertà dei mercati (e di chi li sa manovrare alla grande, aggiungo io).

            Detto ciò, mi è sembrato che Spago abbia inteso “libertario” come contrario alla guerra e alle intrusioni eccessive da parte dello Stato:
            che però – guarda caso – è l’unico delegato alla difesa di un Paese, per cui discutere della specifica intrusione è come parlare del sesso degli angeli.
            In questo senso, anche Lapalisse avrebbe detto “La guerra non è bella, perché lì si muore”, ma poi occorre distinguere tra una guerra difensiva e le guerre imperialistiche e affini.
            Io le distinguo: sono libertaria o no? Mah!

    • Marco Green Rispondi

      8 gennaio 2015 at 14:00

      Ma lei lo ha visto il film?
      Eastwood rappresenta, con l’onestà intellettuale che gli è tipica (ed è confermata, vista la posizione critica che vi manifesta, anche dall’interessante intervista che lei ha riportato), quello spirito di giustizia che secondo l’autore ha spinto gli Stati Uniti a partecipare alle ultime guerre, dalla Corea in poi.
      Quando il padre di Kyle ragiona con lui sul ruolo che uno può scegliere di avere nella vita (pecora, lupo o cane da pastore), “imponendo” quello che comporta maggior rischio e responsabilità, Clint sta appunto riportando quello spirito americano che guiderà Kyle fino in fondo; spirito che, secondo me è indubbio, almeno per chi ha visto il film, è comunque condiviso e rispettato anche dal “dubbioso” Clint.

  5. mastro Rispondi

    8 gennaio 2015 at 10:38

    Giovanna meno male che ESISTI!!!!
    Tù si che sei una GIORNALISTA!

  6. peter46 Rispondi

    8 gennaio 2015 at 14:49

    Egr.Maglie…solo per la completa informazione e per non dare l’impressione’ che scrivere su questo giornale comporta ‘attenersi’ a certe ‘apparenti'(ripeto ‘apparenti’) ‘convinzioni'(che non potrebbero mai far parte dell’onestà intellettuale,sia chiaro,di nessuno in particolare)…diciottesima riga,dopo il punto:
    “Quella diventò all’improvviso una guerra buona,anche se per il petrolio,accusa tremenda di solito rivolta ai Bush,protagonisti la Francia e l’Inghiltarra,l’Italia trascinata per i capelli da Napolitano e Frattini,complice la debolezza di Berlusconi….”.Non c’erano,’anche'”i nostri”?The american?
    Eppure:
    “L’intervento francese,fu seguito qualche ora più tardi,dal lancio di 112 missili da crociera tipo ‘tomahawk’da unità navali statunitensi(cacctorped Stout e Barry e sottomarini nucleari Providence,Scranton e Florida)…..nell’operazione USA “Odyssey Dawn” e inglese sotto ‘egida’ Usa “Ellamy”.Salvo,indubbiamente che quei missili,quelle navi,quegli aerei…Usa,non fossero stati ‘affittati’ dalla coalizione europea per l’occasione.
    19 marzo 2011:che non stia partendo tutto da quel giorno?

  7. maria giovanna maglie Rispondi

    8 gennaio 2015 at 16:39

    Non replico quasi mai ai commenti sui miei articoli per rispetto, perché spesso una scrive “dove vai” e il dibattito vira su “porto pesci”,e infine perché il web è infestato di finti commentatori di professione a senso unico. Se qualcuno comincia ad affacciarsi all’Intraprendente, però, è buon segno per il giornale e per chi lo fa, vuol dire che comincia a dare fastidio.
    Intervengo questa volta perché la situazione è estremamente grave, non è questione di capire un film o un artista, ma di dire due parole chiare sul rischio tremendo che l’Occidente corre, parole quasi certamente inutili ma tant’è, almeno la coscienza è netta.
    Quando ho scritto di bugie e di cialtroni che tirano Clint Eastwood per la giacchetta, mi riferivo proprio a interviste come quella di Luca Celada per Il Manifesto.Lo preciso per Spago.
    Clint Eastwood si considera un liberale che difende i diritti civili ma che odia il politically correct, è iscritto al partito repubblicano dal 1951, ha appoggiato le campagne elettorali di Arnold Schwarzenegger, famoso il suo discorso ironico alla convention repubblicana del 2012 in cui interloquiva con Barak Obama, ovvero con una sedia vuota.Si è fermamente pronunciato contro la chiusura del carcere speciale di Guantanamo e contro la fine delle misure straordinarie per combattere il terrorismo islamico. Considera la guerra una necessità faticosa e dolorosa per mantenere la pace, un dovere per gli americani il ruolo di poliziotti del mondo, l’Islam un pericolo tremendo. Ecco, è quanto basta per definire un patriota americano e insieme un grande artista. Da noi o fai recitare Toni Servillo o sei un fascista,e non è un altro discorso, è parte della tragedia.
    A Peter: forse non ho capito il senso dell’intervento, ma non intendevo escludere gli Us dalla sciagurata guerra in Libia, solo sottolineare che il ruolo di alcune nazioni europee conferma che non ci sono anime belle su guerra e pace.
    Grazie infine e una volta per tutte agli estimatori di quello che scrivo.Consola, il web pullula di calunniatori, animati da risentimento sociale e “fancazzismo”.
    mgm

    • franz stirner Rispondi

      11 gennaio 2015 at 19:42

      Purtroppo carissima Maglie … la francia e’ persa la germania e’ persa (forse) l’inghilterra e’ persa i paesi scandinavi sono sempre stati antisemiti ed estremamente stupidi (sara’ il freddo) e non ci sono mai stati.Gli strumenti finanziari dei beduini islamici preponderano e se qualche benevolo sceicco ci chiedera’ di levare un crocifisso di non fare un presepe di costruire una moschea e di salvare una delle nostre tante aziende decotte e distrutte dai parassiti statalisti noi non saremo certo ad opporci per cosi’ poco .Cosi’ sta finendo e finira’
      un continente di coglioni che non capiscono e non vogliono capire educati alla debolezza assenti di valori di qualunque tipo
      L’europa e’ persa non resta che emigrare e lasciarli a adorare un dio e una religione di morte

    • spago Rispondi

      14 gennaio 2015 at 21:19

      Grazie della risposta.. però.. ” non è questione di capire un film o un artista, ma di dire due parole chiare sul rischio tremendo che l’Occidente corre”. Hai impostato l’articolo a partire da una interpretazione del film, quindi capire il film c’entra.

      Immagino che sia un po’ scandaloso per te intrattenersi su simile questione mentre l’Occidente è in guerra, ma io non sono convinto della tua interpretazione del film, ed è su questo che ho fatto polemica.

      Secondo me il tuo pensiero e il Clint-pensiero non coincidono. Le intepretazioni dei film sono cose anche personali, questioni di sensibilità, sono senza dubbio contendibili e forse rinfacciarsi tirate di giacchetta gli uni con gli altri è sterile, non so. Tuttavia a me sembra assente dal tuo articolo la dimensione faticosa e dolorosa della guerra, per usare la tua espressione.

      Mi sembra che tu non abbia reso affatto quanta repulsa Eastwood prova per la guerra, quanto orribile, ingiusta e costosa gli sembri. Quanto vorrebbe poterne fare a meno (dal che discende il fare meno guerra possibile converrai). Anzi mi pare che tu abbia calcato la mano in senso opposto, il tuo articolo mi sembra una concitata chiamata alle armi.

      Lui dice: “Non sono mai stato d’accordo con la guerra in Iraq, e le ragioni erano sem­pre le stesse, che mi hanno spinto in pas­sato a essere con­tra­rio all’intervento in Corea e agli altri che sono seguiti. Noi che siamo cre­sciuti con la seconda Guerra abbiamo cono­sciuto la sof­fe­renza, e a un certo punto diventa ine­vi­ta­bile chie­dersi quale sia il fine di tutto questo.”

      E poi di Kyle: “Per­lo­più sono altri per­so­naggi quelli che pon­gono inter­ro­ga­tivi sulla mora­lità della guerra, lui è costan­te­mente nella posi­zione di giu­sti­fi­care il pro­prio ope­rato, e a furia di difen­derlo arriva al punto in cui non ne è più così certo. La scena in cui alla fine dice allo psi­chia­tra che è pronto ad affron­tare il Crea­tore senza rim­pianti mostra in realtà l’esatto contrario.”

      Io non colgo questa dimensione in ciò che hai scritto tu. Leggendoti sembra quasi che il film anzichè caricare di dubbi la guerra, l’eroismo, il patriottismo e il resto, i dubbi li risolva e li risolva con un sì convinto, con una convinta approvazione della guerra e dell’eroismo. E perciò ritengo che tu abbia tradito il suo pensiero nello scrivere questo articolo.

      Lui nel video riconsoce di essere un libertario. Allora lui potrà anche essere un libertario non dogmatico e sulla guerra essere meno categorico, ma se il pensiero a cui si rifà è più o meno quello, ne converrai, i libertari americani sono per il diritto di difendersi, ma visceralmente antiinterventisti e contrari alla guerra. Hanno criticato la presenza di basi americane fuori dall’America, la dimensione assunta dall’industria militare, la militarizzazione della polizia, le torture a Guantanamo, l’abitudine di proteggere coi soldati gli interessi economici, etc.. Se uno si dichiara libertario, per quanto atipico, meno idealista e più realista, deve pur avere un legame con tutto questo, per lui la guerra sarà sempre qualcosa di orrendo e da minimizzare (la filosofia libertaria è una filosofia sull’uso legittimo della forza).

      Io questa coscienza penso che Eastwood ce l’abbia e la ritrovo nelle sue parole, ma proprio non la vedo nel tuo articolo.

      Avrò frainteso. O avrò una sensibilità che non riesce a incastrarsi con la tua, non so. Ma la mia impressione è assolutamente questa. Mi dispiace.

  8. Talita Rispondi

    8 gennaio 2015 at 16:43

    Devo dirlo, da cretina a cretino:
    caro Ernesto, il tuo commento (ore 15,10) è da incorniciare :)

    Solo che i promoter mordi-e-fuggi, lancio-l’insultino-ed-evaporo, mi-lasci-stare-e-mi-dia-del voi…
    sono praticamente inutili alla propria causa, e portano acqua al mulino opposto.

    Basta limitarsi al film di Eastwood:
    Hollywood vuole bocciarlo? I levogiri si mettono a sputazzare? Bene! Immediata pubblicità e per di più gratuita.

    Comunque, bravo Ernesto!

  9. ultima spiaggia Rispondi

    8 gennaio 2015 at 18:21

    Purtroppo stiamo discutendo d’una tragedia annunciata.
    Ecco cosa leggo su “il Giornale”:
    “… La polizia ha avvertito che i fratelli, di cittadinanza francese e poco più che trentenni, con possibili legami ad al Qaeda, sono armati e quindi pericolosi. “I servizi li conoscevano e per questo li controllavano – ha dichiarato il premier Manuel Valls – affrontiamo una minaccia terroristica senza precedenti…”.
    Viene da domandarsi come li controllavano, ma, soprattutto, perché non li aveva espulsi o arrestati.
    Non prendiamoci in giro! Di questi “fratelli” sarà piena l’Europa. Tanto per cominciare non sappiamo quanti siano, dove siano e di quante armi e collaboratori dispongono, per cui possono colpire quando vogliono, come vogliono e dove vogliono.
    Con la “massima allerta” dei nostri politici, i terroristi ci si puliscono il c…

  10. ultima spiaggia Rispondi

    8 gennaio 2015 at 18:39

    Ecco come i nostri politici combattono il “terrorismo”: sottraendo soldi. L’ultima toccherà milioni di famiglie:
    I possessori di un’arma per uso di caccia pagano già una tassa governativa ed una provinciale. Per far cassa hanno deciso di far pagare anche chi a caccia non ci va.
    Con un provvedimento per la “salvaguardia della sicurezza pubblica” si inventano una nuova imposta:
    “Verifica di possesso dei requisiti psico-fisici ed attitudinali dei detentori di armi”. Euro 14,46 da sottrarre a tutte le famiglie che conservano la vecchia doppietta arrugginita del nonno.
    Il provvedimento non colpisce i rapinatori di professione né i terroristi, per i quali il kalashnikov e la 9mm parabellum rappresentano i ferri convenzionali del mestiere.
    W l’Italia!

  11. peter46 Rispondi

    8 gennaio 2015 at 21:27

    Maria Giovanna Maglie…il senso del mio commento era nell’ultimo interrogativo.E lei,a mio parere,lo ha interpretato benissimo con quel ‘non volevo escludere gli Us’….e comunque(non essendo neanche il mio primo commento su suoi articoli)vuol mettere l’onore’ della sua ‘menzione’?

  12. Alvaro Rispondi

    8 gennaio 2015 at 23:23

    Mi prendo un “cretino” da “spago”, e me rode pure un ber po, ma poi vedo che una parte del mio commento e’ esattamente quello che intendeva dire Maria Giovanna Maglie autrice dell’articolo, che spettacolooooooo.
    Mi prenderei volentieri un “cretino” al giorno se ogni volta riuscissi a capire al meglio l’intendimento del giornalista di turno.
    Alvaro.
    P.S. Sempre che non sia uno de “Il Manifesto”.

  13. Emilia Rispondi

    9 gennaio 2015 at 00:49

    Grazie Maria Giovanna!

  14. Riccardo Pozzi Rispondi

    9 gennaio 2015 at 07:33

    Bravissima Maglie.

  15. gl lombardi-cerri Rispondi

    9 gennaio 2015 at 07:57

    Se uno si domanda perchè (l’intimo perchè) l’Italia tutta sta andando a donne di malaffare è sufficiente che mediti su gran parte del dibattito che è seguito all’articolo dell’ottima Maglie.
    Il desiderio troppo frequente non è quello di contribuire a risolvere i problemi, ma di dimostrare che si è l’unico genio in mezzo ad un branco di cretini.

  16. adriano Rispondi

    9 gennaio 2015 at 10:06

    Esistono infinite sfumature di grigio,L’altro ieri alla manifestazione un ragazzo,probabilmente di destra,gridava:”Bisogna cacciare i musulmani dalla Francia!”.Gli altri dimostranti,probabilmente di sinistra o di centro,lo hanno subito zittito e cacciato.Poverino,nei suoi occhi si leggeva l’incredilo stupore della sorpresa.La destra è un nemico più pericoloso dell’islam per molti.Non sono solo i rappresentanti ad avere un approccio morbido ma anche i rappresentati.Si va dalla considerazione che il sistema politico sociale denominato islam è incompatibile con i diritti dell’uomo e come tale va soppresso.Nel termine letterale.Si finisce con il considerare l’attentato di ieri come un piano della CIA.Non sto farneticando.Ci sono blog di austeri giornali di destra condotti da autorevoli giornalisti in cui si legge questa ipotesi e dove ormai si dà come scontato che l’attentato alle torri sia stato fatto da Bush.Fra le due posizioni ci sono le altre.Nessuna,tranne la prima che prevede la guerra totale,è risolutiva.Ai cittadini la scelta.Ricordo un racconto di famtascienza.Il titolo mi pare fosse:”Per una buona causa”.Narrava le persecuzioni che un profetico politico doveva subire per la sua posizione favorevole alla guerra con una razza aliena che respirava vapori di cianuro.”Siamo incompatibili.Oloro o noi.”Prigione,esilio,isolamento prima di scoprire i piani degli altri per la trasformazione dell’atmosfera terrestre secondo i loro bisogni.Seguì quindi la guerra che nella novella buonista fu naturalmente vinta ed alla fine al politico in questione furono attribuiti i giusti onori.Dicono che la fantascienza a volte preveda il futuro.Non so se lo sarà per la fine ma certamente lo è per l’inizio.

  17. franz stirner Rispondi

    11 gennaio 2015 at 19:56

    La soluzione e’ semplice e sta oltreoceano … si chiama 2nd amendment il secondo emendamento della costituzione americana
    Certo i sinistri storceranno la bocca parleranno di pericoli di maniaci (che ovviamente esistono) e di assassini seriali
    Ma e’ un rischio inferiore a essere feriti uccisi violentati da persone che fanno della violenza credo e mestiere
    Non e’ bello a dirsi non e’ proprio della societa’ perfetta che ovviamente dovrebbe essere senza violenza e senza armi ma la realta’ e’ differente (non so se si sia notato) prenderne atto e’ solo aderirvi anche e per cambiarla.
    E se un pazzo o un militante islamico o comunista o grillino o di una qualunque setta sanguinaria o demenziale usa un arma circondato da persone di buonsenso parimenti armate vedrete che fara’ strada breve.
    Sono convinto che in america ogni buon gestore di supermercato ha un arma sotto il banco e un altra in magazzino
    Questo non perche’ ami la violenza delle armi ma perche’ a volte accade che la violenza ci entri in casa e sia insensata … allora e purtroppo o si e’ santi e si ci fa martirizzare o si reagisce
    Il fatto che lo stato sia il monopolista e l’amministratore della violenza e’ una demenza essenzialmente europea Io certo non amo le armi ma al gennaio 2015 in un mondo attraversato da sanguinari occorrera’ farsene una e imparare ad utilizzarla … purtroppo.

  18. Alessandro Rispondi

    21 marzo 2015 at 15:40

    Clint Eastwood è da sempre un Repubblicano dichiarato, non ne ha mai fatto mistero, alle Presidenziali ha sempre votato per il GOP, tranne nel 1992 dove appoggiò Ross Perot,ha votato per i Dem rarissimamente e solo a elezioni minori ( ad esempio nel 1998 e nel 2003 quandò appoggiò Gray Davis come Governatore della California).E’ però un repubblicano sui generis, vicino alla corrente anarco-libertaria del partito,quindi falco sui temi economici ma colomba sui temi etici( si è sempre dichiarato favorevole ad aborto, nozze gay ecc) e sopratutto isolazionista in politica estera( da sempre i libertari vedono le guerre come inutili e costose).Dire che Clint sia favorevole alle guerre è sbagliato, però è innegabile che questo film un po’ lo sia, visto che si basa sulla biografia di un uomo, Chris Kyle, certo non propriamente moderato..

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *