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Risultati del multiculturalismo

Greta e Vanessa, rapite in Siria a luglio, sono nei guai grazie al mainstream terzomondista e antioccidentale che le ha spinte laggiù. Speriamo con tutte le forze che tornino a casa, e che possano così testimoniare tutta la differenza tra l'ideologia e la realtà...

La buona notizia è che Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, le due ventenni italiane rapite in Siria a fine luglio, sono in vita. La migliore sarebbe che le nostre autorità riescano a portarle a casa il prima possibile. È questo l’auspicio delle persone di buona volontà. Le quali però dovrebbero anche, per il poco o tanto che è di loro specifica competenza, contribuire a diffondere una cultura diversa, più realistica e più responsabile, rispetto a quella che ha corso in certe non minoritarie fasce della nostra società. Un milieu in cui è chiaramente maturata l’improvvida decisione delle due giovani bergamasche di partire per il fronte di guerra in Medio Oriente. Più che il governo, come dicono nel breve video datato 23 dicembre e postato su youtube l’ultimo dell’anno, responsabile delle loro vite è chi ha inculcato loro certe idee facili facili, speculando sull’idealismo e la buona volontà dei loro venti anni. Pura speculazione, che conserva poco o nulla della disinteressata solidarietà cristiana, come si può facilmente intuire dai loro ideologizzati profili su Facebook, dai racconti dei conoscenti o dall’intervista rilasciata dal padre di Vanessa al settimanale Oggi e pubblicata nel numero del 13 agosto scorso («tutto era iniziato dalla partecipazione a una manifestazione»). Il brodo di coltura in cui è maturata la decisione («che dovevo fare? Legare mia figlia», dice sempre il padre di Vanessa), è quello di un pacifismo terzomondista e antioccidentale, filopalestinese e con tratti antisemiti, pronto a giustificare le nefandezze dei peggiori macellai di carne umana in nome della lotta agli efferati valori borghesi e di mercato.

È in questa cultura, assimilata senza spirito critico e senza “profondità” (che il padre di Vanessa, poveretto, confonde con la capacità di introspezione che mostrava la figlia), senza cioè la capacità dialettica di vedere che il bene non sempre, anzi quasi mai, genera il bene per semplice contagio; è in questo mainstream, in cui si muovono a proprio agio profittatori politicizzati e in mala fede, che Greta e Vanessa erano state come “rapite” da un raptus superficialmente umanitario e si erano quasi “ubriacate”. Normale alla loro età, se la società sapesse controbilanciare questa tendenza con sani anticorpi culturali. Cosa che per principio non può avvenire laddove un tardosessantottismo illiberale la fa spesso ancora da padrone. A chi le metteva in guardia dai pericoli a cui andavano incontro, le due giovani rispondevano che i combattenti siriani erano «fratelli» e non avrebbero fatto loro del male. Una responsabilità indiretta, ma non meno grande, è poi di quegli intellettuali che giustificheranno anche domani sui giornali il loro gesto “generoso”: dettato, essi diranno, da “buoni sentimenti”, cioè dalla merce che a loro più piace vendere, un tanto al chilo.

E responsabili sono anche tutti i teorici del “multiculturalismo“, pronti ad equiparare le culture e casomai a teorizzare una pacifica loro convivenza che, a lume di ragione, è semplicemente impossibile. E lo è per quello che io chiamo il “paradosso di Popper“: il liberalismo non può essere liberale con chi, servendosi del suo metodo, vuole conquistare il potere e sopprimerlo. Credo comunque che la migliore risposta all’incipiente relativismo e all’ideologia antioccidentale la sapranno dare Greta e Vanessa, una volta libere e diventate “mature” in virtù della dura forza dei fatti, sapranno aprire gli occhi, dire la verità, ne sono sicuro, a tutti coloro che vorranno emularle. La loro avventura non sarà passata invano. D’altronde, solo occhi appannati dalle ideologia possono non vedere la differenza che corre fra la gioia di vivere che emergeva nelle loro vecchie foto di spensierate ragazze occidentali e il lugubre senso di sopraffazione e di morte che trasmette oggi il loro giovane corpo fasciato dal burqa. Il loro messaggio dura solo ventitré secondi, ma è il vero messaggio di fine anno agli italiani. Di fronte ad esso, alla sua forza, tutta la retorica presidenziale scompare di un tratto, come d’incanto!

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di on 3 gennaio 2015. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

15 commenti a Risultati del multiculturalismo

  1. Albert Nextein Rispondi

    2 gennaio 2015 at 08:47

    Si trovano in quella situazione in seguito ad una decisione individuale.
    Nessuno le ha costrette.
    A meno di esser stupide, sapevano dei rischi di aver a che fare con i terroristi ed il mondo islamico.
    I giornali li leggono.

    La famiglia fa bene a darsi da fare.
    Anche rivolgendosi al ministero degli esteri.

    Ma queste due pagano semplicemente le conseguenze di atti e decisioni prese individualmente e liberamente.
    E al riscatto ci penseranno le loro famiglie.
    Magari con una garanzia statale presso le banche.

  2. Mario Rispondi

    2 gennaio 2015 at 08:53

    Una non cultura massacratrice non compresa o mal dichiarata da coloro che per induzione aiutano queste ragazzine inesperte ad andare a far bene dove bene non può esservi .Entrare in una gabbia di belve senza armi diventa pericoloso ,ma questo non viene loro detto.Le hanno combinate come combinano quelle poverette che nascono in mezzo a questa incultura senza umanità che viene spacciata per una sorta di religiosità.Un dramma dal quale non si esce senza culture umanitarie si ma protette da strutture armate.E per favore non mandate ragazzine in mezzo a questi ignoranti assassini perché ne abbiano la meglio,pur con tutti i buoni intendimenti che le fanno sentire brave e grandi.Ottimo articolo del prof.Ocone.

  3. Julien de Brissac 57 Rispondi

    2 gennaio 2015 at 12:17

    Sarò franco: della sorte di queste due Vispeterese non m’importa gran-ché.
    Quel che mi preme è che nessun riscatto, pagato dallo Stato, e quindi con soldi di noi cittadini venga offerto ai rapitori.
    In fin dei conti le due giovani terzomondiste, prodotto tipo di una certa Gauche au caviar e pashmina in cachemire griffata comme il faut hanno trovato ciò che cercavano.
    Il riscatto lo paghi la famiglia o l’Associazione “culturale” di appartenenza, magari con il contributo spontaneo di M.me Laura B., cui le due giovani sprovvedute certo s’ispirano.

  4. Franco Rispondi

    2 gennaio 2015 at 12:30

    Non sarei tanto sicuro, visti i precedenti delle due Simone e della Sgrena, che quando torneranno avranno dure parole di condanna per gli integralisti coi quali hanno tanto simpatizzato. Esistono decine di canali televisivi, quotidiani di ogni tipo, e in particolare quella grande miniera che è internet, quindi oggi non esitono scuse per non essere informati della realtà se non quella di essere seguaci di certe teorie.
    Personalmente sono contrario al fatto che in questi casi lo stato paghi dei riscatti, non tanto per il denaro speso, che è un misero bruscolino tra gli tutti sprechi e le ruberie quotidiane, ma perchè così facendo lo stato si fa complice e finaziatore degli stessi terroristi. Terroristi che useranno quei soldi per armarsi ulteriormente ed uccidere tante altre persone, le quali si magari trovano in quelle terre perchè nate lì e che non ci sono andate per cercare emozioni e per farsi belle coi compagni.

  5. Alvaro Rispondi

    2 gennaio 2015 at 13:26

    Caro Franco,
    grazie per aver citato la Sgrena, infatti cio’ mi porta ad aggiungere tornando indietro nel tempo, ai “soldini” che l’Italia paga, che la sua liberazione porto’ anche alla “morte” di Nicola Calipari.
    E che a parte quello che disse subito, forse anche da scusare poiché in preda all’emozione, la signora continua ancora oggi a distanza di anni a fare e parlare da sinistrorsa, sinistrata, al caviale.
    E, per carita’ di patria, non mi dilungo sulle gesta, sulle parole e sulle visite della Mogherini.
    Alvaro.

  6. Talita Rispondi

    2 gennaio 2015 at 13:34

    Caro Ocone,
    accusi il concetto idiota di multiculturalismo e hai ragione, ma solo in parte.
    Secondo me.

    Al padre delle due scervellate
    [aperta parentesi: vabbè che ormai siamo abituati a definire “giovani” anche i 45/50enni – ma vent’anni non sono pochi per cominciare a usare il cervello. Ove esistente, ovvio!]
    a quel padre, dicevo, risponderei che SÌ E ANCORA SÌ, avrebbe dovuto legare sua figlia. Suppongo che, se l’avesse vista in preda… chessò, di un esaurimento nervoso, l’avrebbe portata prima da un medico e poi magari l’avrebbe anche fatta ricoverare, se necessario.
    Idem per le persone che si mettono a sragionare.

    Ma, a parte questo, le due scervellate facevano parte di una ONG (IPSIA Varese) che le ha spedite come carne al macello, con il risultato di rompere ulteriormente le scatole a tutti noi.
    Perché dobbiamo anche chiederci in che modo lo Stato dovrà liberare queste due, e la risposta è: pagando un fracco di quattrini, sempre e solo sfilati dalle nostre saccocce.
    E non sto a dire che cosa io pensi delle ONG – facendo i debiti distinguo, naturalmente – se non che, quando si versano oboli su oboli e quando lo Stato finanzia, ai poveri negretti denutriti oppure alle misere popolazioni assetate o ad altri disgraziati beneficati, è grasso che cola se arriva il 10/15% di quanto s’incamera.
    Il resto serve per fare beneficenza a se stessi, per affittare o comprare sedi per se stessi, per pagare stipendi a se stessi, per fare campagne pubblicitarie pro domo sua eccetera.

    E allora io preferirei parlare dei marò, soldati che rappresentano e servono la mia Patria, eppure da anni sono abbandonati dai nostri bravi governanti passati e presenti.
    Invece ci commuoviamo tanto per i cosiddetti “volontari”, che magari credono di andare a farsi una scampagnata.

    Ultimo punto: ma siamo davvero sicuri che queste due, una volta tornate, avranno gli occhietti aperti?
    Io non lo so, ma mi ricordo bene delle Vispe Terese, le due Simone: queste facevano parte della Ong “Un ponte per” ed erano andate in Iraq a insegnare il ciclo di riutilizzo della monnezza: figuriamoci! In un Paese che non aveva monnezza, in quanto non aveva nemmeno da mangiare per tutti.
    E queste due oche giulive, una volta liberate, si presentarono in tivvù indossando il burqa e raccontando quanto erano state trattate bene dai loro “fratelli” che le avevano sequestrate. Prima di cominciare un giro promozionale in patria, ricevendo ospitalità gratuita in hotel e bettole.
    Questo è un FATTO; il comportamento delle due scervellate ancora prigioniere si vedrà.

    E allora, a proposito di martiri, per Capodanno ho inviato ad amici e conoscenti un pensiero per i nostri due marò, e il ricordo di Fabrizio Quattrocchi, che non era un volontario, ma un “mercenario” secondo i noti benpensanti:
    invece, secondo me, un uomo con le palle che ha onorato il suo e il mio Paese.

    Scusa se mi sono dilungata troppo, caro Ocone, e buon anno!

    • Alvaro Rispondi

      2 gennaio 2015 at 14:59

      Cara Talita,
      finalmente, finalmente qualcuno che parli, ormai sono diventato un “iuessei”,
      con “lingua diritta e non biforcuta” e che mi anticipi sulla questione maro’ e che parli anche di quell’uomo con la schiena diritta che disse a suoi macellai: adesso vi faccio vedere come muore un italiano.
      Grazie, grazie per quanto hai scritto nel tuo commento ma avrei piacere di conoscere anche quello che pensi di quanto detto dalla sgrena sui maro’: non paragonatemi, e chi te l’ho da’ l’onore del paragone, ai maro’ sono due delinquenti.
      Io un mio giudizio, non ne do quasi mai ma questa volta lo faccio, lo do: questa signora non e’ una cittadina “italiana” e’ cittadina del mondo, ricordando forse un’altro cittadino del mondo che non si sentiva un “mandolinista” italiano, vergogna a tutti e due.
      Alvaro.
      P.S. Le minuscole, anche quando andavano usate le maiuscole, non sono errori sono volute.

      • Talita Rispondi

        2 gennaio 2015 at 16:32

        Caro Alvaro,
        cosa vuoi che pensi di Sgrena?

        Non penso niente neanche delle foglie secche che cadono in autunno: cadono perché devono.
        Allo stesso modo le persone (?) vuote devono far sentire il rimbombo del loro nulla per convincersi di esistere.
        Un po’ come lo stomaco affamato emette imbarazzanti borborigmi.

        Piuttosto mi piace pensare al divino Poeta:
        ________
        «Fama di loro il mondo esser non lassa;
        misericordia e giustizia li sdegna:
        non ragioniam di lor, ma guarda e passa».

        Anche se io sono già oltre, a dire il vero: e quindi evito anche di guardare le sgrene.
        Figuriamoci ascoltarle!

  7. Mino Rispondi

    2 gennaio 2015 at 16:18

    Le tracce di una sinistra accattivante per chi nulla sa o vuole fare è sempre lì ad affascinare e a far danni enormi.Ma a queste culture pericolose non si oppone un’idea logica altrettanto suadente e questo è il problema.Verissimo queste organizzazioni sedicenti umanitarie alimentano loro stesse creandosi attività che pongono a rischi vite semplici e disinformate ed il paese al pagamento di somme che alimentano le vite di questi banditi.

  8. adriano Rispondi

    2 gennaio 2015 at 17:30

    No,le ragazze sono maggiorenni.La responsabilità è solo la loro.I persuasori occulti esistono se dall’altra parte c’è qualcuno disponibile a essere persuaso.Troppo comodo dare la colpa a loro.Su un altro punto dissento e mi permetto di fare una previsione.Speriamo che vengano liberate.Dato che lo stato a me chiede il ticket con l’unica colpa di essere italiano,anche loro per il resto della loro vita dovrebbero pagare parte del riscatto ma non è questo il punto.Una volta libere non daranno alcun segno di aver cambiato opinioni,come altri che le hanno precedute.Diranno di essere trattate bene,mostreranno la copia del corano ricevuto in regalo,cioè,compresa nel prezzo,e magari si presenteranno vestite come oggi.In altre parole conserveranno idee e ideologia e magari faranno pure fatica a ringraziare chi le ha liberate.Naturalmente spero di sbagliarmi.

  9. cristiano Rispondi

    2 gennaio 2015 at 21:04

    Le varie sgrene ,filippe e boldriniane fanatiche italiote mi fanno pensare a gente che,come diceva mio nonno”le gà botèp” trad:”hanno buontempo”,le samaritane care e terzomondiste ,molto buone e comprensive con tutti tranne con chi è piu vicino.Non c’è bisogno di andare in afghanistan o in siria per far del bene.Nelle periferie d’italia c’è molta disperazione e bisogno ma,naturalmente, non è trendy andare a quarto oggiaro o allo zen di palermo.Esorto tutte le signore e i signori rad-chic a fare un giro in Centrale a milano che ,se non gli fa schifo,ci sono molte persone inguaiate da aiutare,possibilmente portate un po’ di thè bollente e qualche coperta che è sempre gradita.

  10. maboba Rispondi

    2 gennaio 2015 at 22:13

    D’accordo con quanto detto nell’articolo e nei commenti. Se avessimo una classe politica adeguata e un governo altrettanto efficace questo sarebbe deliberato:
    “d’ora in poi qualora vengano “rapiti” coloro che per disposizioni o in rappresentanza di qualunque ong o organo di informazione si siano recati in paesi musulmani in guerra lo stato non pagherà alcun riscatto a terroristi/rapitori. Questo sarà esclusivamente a carico dei mandanti”
    Il problema sarebbe risolto alla radice. Nessuno più partirebbe e comunque non pagherebbero i contribuenti.
    Non avverrà purtroppo.

    • Talita Rispondi

      3 gennaio 2015 at 14:46

      Caro maboba,
      ufficialmente esiste già il divieto internazionale di pagare riscatti ai terroristi.
      C’è stata una risoluzione dell’Onu e anche un accordo firmato a giugno 2013 dai Paesi del G8 per “reprimere i pagamenti dei riscatti ai terroristi e invitare le aziende a fare altrettanto”.

      Ora, se per il settore privato occorrerebbe una legge specifica, lo Stato italiano dovrebbe sentirsi obbligato a rispettare gli accordi internazionali e formalmente li rispetta.
      Infatti gli accordi-inciuci e i pagamenti avvengono sempre in segreto – i cittadini sono solo marionette, di cui tirare i fili – e poi dobbiamo anche sorbirci le menzogne del vip-idiota di turno, e sentirlo affermare che gli ostaggi sono stati liberati con la bacchetta magica.

      Per inciso, il sondaggio on-line di Libero – “Secondo voi dobbiamo pagare il riscatto per liberare Greta e Vanessa?” – oggi a quest’ora mostra il seguente risultato:
      NO 88%
      SÌ 12%
      il che dovrebbe valere qualcosa.
      Se fossimo in democrazia.

  11. Talita Rispondi

    2 gennaio 2015 at 22:40

    Caro Ocone,
    ho appena finito di leggere qui:
    http://www.imolaoggi.it/2015/01/02/ecco-chi-sono-in-realta-greta-ramelli-e-vanessa-marzullo/
    un lungo articolo, ben documentato con notizie e foto (alcune raccapriccianti).
    Anche volendo valutare con attenzione le notizie, ci sono però eloquenti messaggi in Rete delle due fanciulline, che adesso tanto fanciulline non mi sembrano più.

    C’è anche una foto delle due che – durante una manifestazione antisiriana in Italia – mostrano un cartello in arabo, che tradotto suona così:
    “Agli eroi di liwa Shuhada, grazie per l’ospitalità e se Dio vuole vedremo la città di Idlib libera quando ritorneremo”.
    E pure il capo dell’Ong a cui appartengono afferma che è stato per loro possibile andare e venire dalla Siria, perché accompagnati dai ribelli.
    Ossia quelli che tagliano le teste.

    Non c’è alcuna ingenuità nelle precedenti azioni delle due povere “prigioniere”, che si sono variamente occupate anche dei clandestini che arrivano a frotte qui da noi, senza che possiamo minimamente appurare la loro identità e se tra loro ci siano alcuni terroristi, “eroi” delle due signorine.

    E allora ho decisamente cambiato idea:
    queste qui stanno facendo un bel teatrino, perché mi sembra assai strano che i terroristi– loro amici e accompagnatori – le abbiano improvvisamente sequestrate e travestite.
    È assai probabile che abbiano calcolato – insieme – il loro valore al chilo e che si apprestino a incassare felici e contenti i milioni in arrivo dal nostro Stato falso, arrogante e vigliacco.

  12. aaaa bbbb Rispondi

    4 gennaio 2015 at 11:52

    Greta e Vanessa non impareranno nulla, contrariamente a quello che cita l’articolo,. Chi e’ malato di ideologia non guuarisce, come ha dimostrato serena sgrena.

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