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Perché tifo Chris Kyle. Anche quando spara al bambino

Ve lo confesso, anche se orribile: quando il cecchino del film di Clint Eastwood punta il fucile contro un ragazzino che sta per lanciare una granata ai suoi compagni sto con lui. Difendeva l'Occidente all'inferno, non in un'aula universitaria. Per me è un eroe

American sniperLa domanda che rivolgo ai lettori che hanno già visto l’ultimo film di Clint Eastwood è molto semplice. Sì o no voi reputate un eroe del nostro tempo il personaggio centrale del film, il “cecchino (interpretato da Bradley Cooper) che nella guerra in Iraq aveva colpito 160 bersagli e che poi è stato ucciso negli Usa da un ex commilitone al quale stava cercando di alleviare il rientro nella vita civile? Meglio ancora, sì o no voi lo reputate “uno dei nostri”, un eroe non solo americano ma di tutti noi occidentali? Premesso che nel mio piccolo lo avevo scritto per tempo che l’attacco all’Iraq di Saddam Hussein era una guerra sbagliata, e che era un’illusione campata per aria il pensare di introdurre una democrazia all’occidentale in un Paese dove gli uni scannano gli altri a seconda dell’etnia religiosa (sunniti contro sciiti), resta che quella battaglia (ahimé sbagliata e ahimé perduta) era parte della terza guerra mondiale scatenata da una parte dell’Islam militante contro l’Occidente.

Una guerra che dura da ancor prima dell’attacco selvaggio alle due torri newiorchesi, e che nei giorni nostri si è aggravata di quantità e di qualità da quanto è militarmente ed economicamente forte l’Isis e da quanto grande è il territorio su cui campeggia la sua bandiera di morte. Bersagli di questa guerra (di cui scrisse per primo Michel Houellebecq) siamo noi tutti occidentali.

Sono due ragazze italiane che i tagliagole siriani tengono in questo momento come ostaggi. Hanno sgozzato in diretta americani, inglesi, francesi. Hanno fatto saltare in aria treni spagnoli e bus londinesi. Non c’è luogo della terra dove siamo protetti dai loro “lupi solitari”, individui resi dementi dalla ossessività della propaganda jihadista. Vorrebbero attaccare Roma, dove se dipendesse da noi non credo incontrerebbero una gran resistenza. E del resto contro l’Isis si avventano aerei americani, noi italiani presidiamo qualche retrovia. I seals (le truppe speciali) americani erano in prima linea a Falluja, la città irakena i cui i combattimenti assursero al rango di inferno in terra, l’equivalente simbolico della battaglia di Stalingrado trasportata nelle condizioni del terzo millennio. A Falluja c’erano gli scannatoi dove i boia di al-Zarquawi hanno sgozzato e torturato e sventrato vittime di ogni genere e nazionalità, molti musulmani fra loro. In quella lotta quartiere per quartiere e casa per casa i “nostri” erano i  soldati americani di prima linea.

Ve lo confesso, anche se orribile, che quando il Chris Kyle del film di Eastwood punta il mirino del suo fucile contro un bambino irakeno al quale la madre ha affidato una granata da lanciare contro i soldati Usa, io “tifo” per Kyle. Falluja era un inferno, non un’aula universitaria dove ognuno pronunciasse il suo gusto della sfumatura intellettuale. Era un inferno come lo era stato nella Seconda guerra mondiale Dresda, bambini e donne tedesche fatti bruciare vivi pur di costringere la Germania nazi ad ammainare le bandiere. E comunque Kyle si batte in prima fila, protegge i suoi compagni («Posso rispondere a Dio per ognuna delle 160 volte che ho premuto il grilletto»), va allo scoperto pur di ammazzare “il macellaio”, il terrorista che le sue vittime le uccideva con un trapano.

Sì, per me è un eroe né più né meno di quanto lo sia per Clint Eastwood, e alle immagini finali del suo funerale mi sono commosso anch’io e avrei voluto che non solo le bandiere americane sventolassero in sua memoria. Nessun Paese e nessuna identità nazionale possono vivere senza i “loro” eroi. Provate a dimostrarmi il contrario, e fermo restando che anche Strada il medico io lo reputo un eroe.

Tratto da Dagospia

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di on 5 gennaio 2015. Filed under Spettacoli. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

28 commenti a Perché tifo Chris Kyle. Anche quando spara al bambino

  1. Luigi Rispondi

    3 gennaio 2015 at 18:36

    Proprio un bell’articolo.Ringrazio Mughini e Dagospia che mi ha permesso leggerlo.Non so se uno sia eroe per aver colpito a morte tanti soggetti,certo criminali,ma questa è la guerra voluta e desiderata da criminali terroristi.Forse dovremmo dire ancora grazie all’America che tenta ,con tutte le contraddizioni e gli interessi del caso,proteggerci da bande criminali finanziate e protette da stati canaglia.Un bravo a Eastwood.

  2. Sergio Andreani Rispondi

    3 gennaio 2015 at 21:02

    Sei come un bambino, Mughini.

    Ti hanno levato i cow boy che sparavano agli indiani per farti tifare per i marines che sparano agli islamici…

    Sei di un razzismo disperante.

    • Giovanni Sallusti Rispondi

      3 gennaio 2015 at 22:03

      Apprezzo la perseveranza caro Andreani, ma ribadisco. I terroristi islamici (e non gli “islamici” tout cuort, chi è il razzista?) ci hanno dichiarato guerra. Non è in suo potere negare la realtà. È in suo potere scegliere da che parte stare. E anche la non scelta, come insegna Chris Kyle, è una scelta. Deleteria

      • Sergio Andreani Rispondi

        4 gennaio 2015 at 15:40

        Sperare che lei si occupi di tanto in tanto del Terrorismo di Stato , come quello che gli USA hanno sparso per il mondo negli ultimi 100 anni é certamente chiedere troppo….

    • alvaro Rispondi

      3 gennaio 2015 at 23:51

      Caro Andreani,
      il disco si e’ incantato o si e’ rotto come spero?
      Sia bravo la faccia finita con il suo “razzismo” alla rovescia.
      Alvaro.
      P.S. Chissa’ se la penserebbe ancora cosi’ se………e di se se ne potrebbero scrivere una paginata, le fosse capitato qualche incidente tipo Torri Gemelle.

    • maboba Rispondi

      4 gennaio 2015 at 09:01

      Come mai sempre pronti a dare del razzista a noi occidentali che reagiamo ad una guerra, guarda caso quando si tratta di essere pro islam, a issare striscioni anti Israele (cioè anti ebrei) e mai pronti a “indignarsi contro il razzismo vero degli islamisti che concepiscono la vita degli altri valida solo se funzionale alla loro ideologia (e questo mi ricorda anche qualcun altro), mai a issare striscioni contro il razzismo dell’Isis, i massacri anticristiani di Boko Haram, mai a protestare contro le folli e filonaziste dichiarazioni antiolocausto dell’Iran, contro il razzismo anti ebreo di Hamas (nelle cui scuole gli ebrei sono definiti porci e escimmie), prontissimi a denunciare lo sfruttamento minorile da parte delle multinazionali e mai contro la abominevole pratica islamista di allevare anche i bambini di meno di 10 anni all’uso di kalashnikov e quant’altro?

    • Valerio Rispondi

      7 gennaio 2015 at 23:49

      Peccato siano saltate le righe in cui inneggia ai tagliagole “in diretta” dell’ISIS e a quei pacifici cittadini iracheni che rimpiangendo il caro Saddam costringono i bambini a fare i kamikaze

  3. luigi bandiera Rispondi

    4 gennaio 2015 at 02:17

    Parto scrivendo
    L’homo, mai stato sapiens sebbene va sulla Luna, da’ e dara’ per sempre un suo unico frutto: pianti, stridor di denti e stragi di innocenti. Amen.

    Tuttavia, considerando che in guerra ci sono delle REGOLE ESTREME, anche dei trattati internazionali per limitare (ipocritamente) i morti, le torture e insomma i CRIMINI… la GUERRA NON E’ FORSE UN CRIMINE..?
    FARISEI AL MASSIMO QUELLI CHE PARLANO DI TRATTATI PER EVITARE I CRIMINI. E vedo certi scenari al tempo dei PELLIROSSE. O delle CROCIATE… e tante altre GUERRE solitamente di conquista e non di SOLIDARIETA’. Impero romano docet.

    E dunque, in guerra ci sono due fronti: uno e’ il nemico dell’altro e VICEVERSA. Non ne vedo uno nemico e uno amico.
    GUERRA E’ e quindi anche gli animali sono sui due fronti NEMICI.
    Se un asino e’ carico di tritolo e va verso un punto particolare: lo si ammazza o lo si accompagna..?
    Un bambino, INNOCENTE, se armato fa la parte dell’asino che inconsciamente va a portare morte da qualche parte.
    Tecnicamente si fa saltare sia l’asino che il bambino.
    Si, un po’ duretta la metafora pero’ mi sembra calzi bene.
    Ecco, direi che il cecchino non e’ EROE.
    E’ un buon TECNICO DI GUERRA.
    Altrimenti quei tecnici che lavorano e in fabbrica e in mare o non so, nelle linee elettriche ad alta tensione, cosa sono..?

    Non dobbiamo fare come fa l’Italia che se uno statale si impegna bene e cioe’ fa il suo lavoro bene toh, e’ un EROE. Eroi sono i vigili che si ammalano ad orologeria. Meglio sorvolare dai…

    Per essere eroi ce ne vogliono di azioni mirate e fatte al limite dell’impossibile. Ah, mi viene alla mente Felix B. quello che dai 39Km di altezza si e’ lanciato col paracadute e prima in caduta libera… lui no..? Provare per credere. Ma si dira’: e’ il suo mestiere quindi niet eroe.

    Insomma uno che svolge un’attivita’ fa il suo dovere.
    Non ho visto quel film ma di quel tipo ce ne sono e fa inorridire quando di mezzo ci sono i bambini, GLI INNOCENTI… ecco…stragi di innocenti…

    Non mi schiero a favore di nessun FRONTE BELLICO di cui i protagonisti..!
    Non vedo nessuno DEI NOSTRI che magari arrivano a cavallo… di Furia, il cavallo del West.

    In una qualsiasi guerra NON CI SONO VINCITORI, MA SOLO PERDENTI: specie in vite umane e non solo visto che ci sono anche gli animali di mezzo e pure loro INNOCENTI..!

    AUGURI

  4. scettico Rispondi

    4 gennaio 2015 at 02:22

    Io ho già scelto, caro direttore, sto dalla parte dei cinesi, la Nazione del terzo millennio.
    Ho figli per metà cinesi.
    I nipoti degli occidentali e degli islamici saranno fortunati se troveranno lavoro come camerieri ai figli dei miei figli.

    • egenna Rispondi

      4 gennaio 2015 at 05:52

      E’ vero,i camerieri già ci sono,sono i 900 milioni di contadini che aspettano di partire per le metropoli.
      Cordiali saluti

    • Barney Rispondi

      4 gennaio 2015 at 12:25

      Proprio bella nazione del terzo millennio la Cina, che ancora si regge sui campi di lavoro forzato.
      Usa e occidente tutta la vita.

  5. gl lombardi-cerri Rispondi

    4 gennaio 2015 at 06:45

    La risposta è semplice : un soldato deve sparare e possibilmente uccidere tutti quelli che gli sparano contro.
    Punto e basta !Diversamente non è più un soldato, ma un farlocco di uomo.
    P.S.
    Andreani : il termine “razzista” ha un preciso significato anche logico.
    Non è una parola che si usa a mo’ di elastico.
    Istruirsi !

  6. Bruno Turner Oggioni Rispondi

    4 gennaio 2015 at 10:16

    Certo che Chris Kyle è un eroe. È un eroe prima di tutto americano ma quando l’ho visto al cinema la sala era completamente piena.. E dico *completamente* anche perché sono capitato in prima fila. Ho avuto la sensazione che nonostante tutta la propaganda anti-americana, anche gli altri spettatori pensassero come me in maniera molto molto alta del protagonista. Per quanto riguarda il bambino non penso sia affatto un dilemma morale. È fintamente reso tale dai sofismi “filosofici” dei moderni “intellettuali” di sinistra (anche se questo termine è riduttivo ma credo sia chiaro al fenomeno cui mi riferisco). Il bambino aveva una bomba e stava per ammazzare una dozzina o più di soldati. Chris Kyle non solo ha preso una decisione ma ha preso la decisione morale e giusta! Il fatto che sia un dispiacere doverlo fare non dice nulla sulla moralità. Non si giudica a spruzzi di sentimenti momentanei ma si giudica con la ragione. Ma la frase preferita in assoluto per quanto mi riguarda in questo film è stata quella detta allo psicologo! E anche lì, c’è stato un chiarissimo rigetto dei sofismi moderni. Lo psicologo gli chiede se si pente di certe azioni che ha preso in guerra. Kyle lo guarda una attimo e gli dice assolutamente no, sono sicuro delle scelte che ho fatto e sono pronto a rispondere delle mie azioni davanti al creatore. Ciò che lo tormentava (e qui sta la differenza!) non erano certo i morti nemici. Ciò che lo tormentava erano tutti i suoi fratelli combattenti che non è riuscito a salvare! Questo è un americano vero, questo è un uomo vero. Per me Kyle è veramente un grande eroe, eroe che mi sta ancor più vicino vista la doppia cittadinanza italo-americana.

    • Sergio Andreani Rispondi

      4 gennaio 2015 at 15:43

      Se un militare è un credente non dovrebbe perdere tempo da uno Psicologo ma affidarsi al suo Padre spirituale.

      • gl lombardi-cerri Rispondi

        5 gennaio 2015 at 06:44

        La logica formale non è uno straccio che qualunque sinistroide può sventolare nella direzione che a lui più conviene.
        Istruirsi prima di parlare !

  7. gastone Rispondi

    4 gennaio 2015 at 10:51

    non siamo noi che usiamo donne e bambini come scudi umani o come bombe umane. Per noi intendo popolo italiano.

  8. cenzino Rispondi

    4 gennaio 2015 at 11:07

    pensare che gli unici razzisti siano “gli abitanti” del primo mondo
    significa considerare il terzo mondo superiore ;
    una castroneria dal risvolto anch’esso razzista , dunque .

    ormai con l’invasione promossa da non si capisce bene chi ,
    siamo destinati all’estinzione e siamo , oggi , ad un punto di non ritorno;
    un punto leggermente piu’ grave di un lavoro da cameriere di un ristorante cinese.

  9. adriano Rispondi

    4 gennaio 2015 at 14:27

    Strada non è un eroe e neppure Kyle.Sono o erano persone che svolgono o svolgevano un lavoro in cui credono o credevano.Ognuno sceglie con chi stare in base alle sue idee.La guerra è una tragedia ma se si deve fare, la si fa.A me piace la libertà.Se qualcuno cerca di toglierla o limitarla se posso mi oppongo,se necessario con ogni mezzo.Ritengo anch’io che la guerra in Iraq fu un errore ma una volta iniziata doveva essere portata a termine con i metodi della guerra.Non so se Falluja fosse un inferno ma quando vedevo soldati americani fermarsi di fronte a civili iracheni che impedivano di proseguire perchè era proibito entrare nella città santa ho capito che la battaglia era persa.In guerra non ci sono città sante.Non ci sono luoghi inviolabili.Non ci sono civili.C’è il nemico da battere.Altrimenti si perde e perdere significa morire.

  10. Lorenzo Rispondi

    4 gennaio 2015 at 21:01

    Is America a source of pride, as Americans have long held, or shame, as Progressives allege? Beneath an innocent exterior, are our lives complicit in a national project of theft, expropriation, oppression, and murder, or is America still the hope of the world?

    New York Times bestselling author Dinesh D’Souza says these questions are no mere academic exercise. It is the Progressive view that is taught in our schools, that is preached by Hollywood, and that shapes the policies of the Obama administration. If America is a force for inequality and injustice in the world, its power deserves to be diminished; if traditional America is based on oppression and theft, then traditional America must be reformed—and the federal government can do the reforming.

    In America: Imagine a World without Her D’Souza offers a passionate and sharply reasoned defense of America, knocking down every important accusation made by Progressives against our country.

    Is America a source of pride, as Americans have long held, or shame, as Progressives allege? Beneath an innocent exterior, are our lives complicit in a national project of theft, expropriation, oppression, and murder, or is America still the hope of the world? Provocative in its analysis, stunning in its conclusions, Dinesh D’Souza’s America will be the most talked about audiobook of the year.

  11. db1956 Rispondi

    7 gennaio 2015 at 14:39

    Caro Andreani
    ma come è possibile anche solo pensare di difendere un popolo che usa i bambini come bombe umane o come scudi umani ?
    Non esistono nè scusanti nè giustificazioni di nessun tipo.
    Poveretto il bimbo ma che dire della madre che lo manda diretto verso la morte ? Io darei la mia vita senza esitare un attimo per salvare quella di mio figlio.
    La religione cattolica chiama “martiri” coloro che sacrificano la propria vita e si immolano per difendere la propria fede e non coloro che uccidono altre persone.

  12. fd93 Rispondi

    7 gennaio 2015 at 17:55

    basare i comportamenti degli iracheni (che ricordo si sono trovati invasi improvvisamente, e non è mai stato accertato un coinvolgimento dell’Iraq nell’11/09) da quello che si è visto in questo film è quantomeno “accomodante”. Il film non mostra, ad esempio, il fatto che a Falluja, in barba a tutte le leggi internazionali, gli americani abbiano utilizzato ordigni al fosforo bianco, o i metodi di tortura di alcuni soldati americani. Far esplodere il proprio figlio è un comportamento estremo attuato in guerra, abominevole sicuramente, ma estremo. Durante la seconda guerra mondiale non si mangiavano forse i cani, quando si moriva di fame? Ma poi sentire commenti moralisti sui bambini da chi appoggia una guerra FINTA, nata solo per il petrolio, fa ridere

    Ma ripeto, non ha senso basarsi su ciò che mostra Eastwood. American Sniper è un film che parla dei soldati e della loro difficoltà di reinserirsi nella società. Gli schieramenti “buoni vs cattivi” poteva (e doveva) evitarli. Le guerre reali non sono quelle del Signore degli Anelli perciò non esistono buono e cattivo in tutto e per tutto.

    per il resto, db1956, la religione cattolica non chiama “martiri” quelli che uccidono? Ah no? Ma Kyle non ha commesso 160 omicidi? Ma in giro per l’Italia non sono dedicate diverse chiese a Roberto Bellarmino, che mandó al rogo Giordano Bruno?
    Le religioni sono TUTTE sbagliate.

    Bruno, io se fossi un americano mi offenderei. Un americano con un po’ di cervello ovvio (quindi non un texano stile Chuck Norris sono il re del mondo spacco tutto). Kyle non è un americano vero. Solo uno che ha difeso la sua patria sì, uccidendo minimo 160 persone molte delle quali si stavano difendendo da una guerra finta, e si vanta di averle uccise perchè non americane. Praticamente hai dato agli americani dei neo-nazisti.
    Le sale erano piene per vedere un nuovo film creato dal genio di Eastwood, non per idolatrare quel texano pompato

  13. db1956 Rispondi

    8 gennaio 2015 at 14:56

    Caro fd93
    permetti, è passato qualche annetto dai tempi di Giordano Bruno o sbaglio ? Non è colpa nostra se l’islam è in ritardo di 622 anni…

  14. fd93 Rispondi

    9 gennaio 2015 at 22:23

    perchè noi abbiamo avuto l’Illuminismo, che ha separato la chiesa dallo stato. Gli islamici non l’hanno ancora avuto e forse non l’avranno mai. Era solo per dire che se non fosse per l’illuminismo noi saremmo uguali. E Kyle lo consideriamo comunque un eroe

  15. Jacopo Ronchi Rispondi

    11 gennaio 2015 at 23:44

    Chris Kyle, è un’ eroe, un virtuoso del suo mestiere.

    La guerra non è mai un bene, ma la pace è un utopia.

    Le culture non sono semplicemente diverse, alcune sono più avanti di altre e altre più indietro.

    Due culture con etiche diverse giungeranno allo scontro, è inevitabile.

    Come dice Sun Tsu ne “L’ arte della guerra”: “la guerra non è un bene, ma se non la combatti sarà un male”

    E quest’ uomo, cecchino dei Seals, è un’ eroe, perchè ha protetto ciò in cui crede

    è grazie a persone come lui che la sera possiamo andare a dormire tranquilli. Se non li combattiamo lì, li combatteremo qui, a casa, nostra

    Per loro siamo i miscredenti, dobbiamo pagare….
    Dio benedica Chris Kyle e i “cani pastore” come lui….

  16. wilky poggiali Rispondi

    17 gennaio 2015 at 09:01

    Ammiro Mughini per tutto quello che ha scritto. Purtroppo noi Italiani amiamo esprimere, non opinioni ma giudizi, semplicemente guardando l’accaduto dall’interno delle finestre di casa nostra. Noi siamo un popolo di chiaccheroni rincoglioniti e abbiamo la reputazione che ci meritiamo. Io sto con Mughini e con quei 50 ragazzi tra cui 25 carabinieri a Nassiria che forse non sarebbero morti se ci fosse stato un Chris Kyle a proteggerli anche se a distanza di qualche centinaio di metri.
    Ricordatevi bene, tutti, chi va in guerra è perchè crede alla propria Nazione e mette la propria vita come prima cosa avanti per proteggerla. La quasi totalità degli italiani non sono legati neppure alla famiglia e non sono comprensivi ne capaci di pensare una cosa di questa entità…
    Noi siamo un popolo di chiaccheroni e basta e chi parla troppo alla fine non fa mai niente se non, solo, giudicare.

  17. Cristian Rispondi

    18 gennaio 2015 at 12:15

    Secondo me Chris Kyle è un eroe ma non perché ha ammazzato a 160 persone ma per il motivo per cui lo ha fatto.lui difendeva

  18. cris Rispondi

    18 gennaio 2015 at 12:58

    Chris Kyle secondo me è un eroe e non perché ha ucciso 160 persone ma per il motivo per cui lo ha fatto. L’episodio del uccisione del bambino è molto significativo sotto il punto di vista della culture che regna su i paesi d’oriente soprattutto l’Iraq la Siria, paesi dove non c’è moralità, basta pensare che arruolano bambini piccolissimi alla guerra indotrinandogli un etica sbagliata della vita formandoli con la jihad che non altro è un interpretazione sbagliata del corano anche se secondo il mio parere è un interpretazione adattata agl’ideali di queste persone senza cervello che non distinguono il male dal bene … Chris Kyle ha fatto il suo dovere e lo ha fatto in modo perfetto difendendo suoi compagni che svolgevano un compito importante tanto quanto il suo. E finisco chiedendovi sarebbe stato meglio che Chris non avrebbe sparato a quella donna uccidendo tutti i suoi compagni o fermarlo e salvare la vita a dei soldati che sacrificano la loro vita per una causa giusta ??

  19. Padano Rispondi

    3 marzo 2016 at 10:29

    “Sventurata quella terra che ha bisogno di eroi.” B. Brecht.

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