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Non solo tasse. Le piccole grandi vessazioni del Fisco italico

Quando si pensa alle imposte che paghiamo ci viene sempre in mente l’Irpef e le odiatissime Imu, Tasi, Tari che colpiscono la casa. Poi ciVessazione ricordiamo che su tutti i prodotti o i servizi che acquistiamo – ma proprio tutti – paghiamo l’Iva, che sui carburanti ci sono pesanti accise e che su ogni atto pubblico o documento dobbiamo versare una serie di imposte di registro costosissime (come se le tasse non dovessero servire proprio a coprire i servizi pubblici).

In questo bailamme di vessazioni ci dimentichiamo, a volte, delle altre piccole grandi tasse occulte che ci tocca versare. Quelle sui passaggi di proprietà, ad esempio. E, in un certo qual modo, la bolletta dell’acqua che – gestita dalle società pubbliche – diventa sempre più cara. Proprio in questi giorni c’è una non proprio graziosa novità per farcele pagare a forza, almeno se vivi a Roma. È stato formalizzato un accordo fra Acea, municipalizzata romana dei servizi idrici, ed Equitalia che consentirà a quest’ultima di mettere le ganasce all’auto del cattivo pagatore in ritardo con la bolletta. L’associazione di consumatori Codici ha già fatto ricorso contro quella che giudica, dal nostro punto di vista a ragione, un abuso di diritto.

Clamped CarE in particolar modo fa specie pensare come in un periodo in cui imprenditori, professionisti e dipendenti non sanno mai quando prenderanno i propri soldi, lo Stato continui a cautelarsi in modo tale da non rischiare mai – neppure per errore – di perdere un solo euro o di riceverlo in ritardo. E come pensi a spillarne di nuovi. Sempre in questi giorni è uscita la notizia che la Corte di cassazione ha deciso di rivedere la durata del semaforo “giallo” da quattro a tre secondi. Scelta che farà fioccare le multe a chi passerà col rosso senza accorgersi, senza contare il potenziale rischio di creare maggiori incidenti (uno frena di colpo per evitare il rosso, quello dietro gli va addosso).

Ma tanto l’obiettivo è chiaro: permettere ai Comuni, depauperati dallo Stato (che tassa e spende di più), di recuperare i soldi con le multe a scapito dei cittadini. Tanto quelle le devi pagare come ben sanno quei cittadini che, a fronte di sanzioni da poche centinaia di euro, si son visti pignorare la casa. La notizia di una signora quarantenne cui venne pignorata la casa per 300 euro che fece scalpore già nel 2005, non è stata certo l’unica.

Perché – si sa – in Italia se guadagni dieci euro gran parte la devi allo Stato. Con quello che ti avanza, se ti avanza, puoi dar da mangiare ai tuoi figli.

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di on 21 gennaio 2015. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

5 commenti a Non solo tasse. Le piccole grandi vessazioni del Fisco italico

  1. ultima spiaggia Rispondi

    21 gennaio 2015 at 09:45

    Gli italiani vogliono illudersi di vivere in un sistema democratico perché ogni tanto viene concesso loro di decidere da chi “vorrebbero” (il condizionale è d’obbligo) essere rappresentati. Questo è il terzo presidente del consiglio imposto da un comunista della prima ora.
    Recentemente è stato negato un referendum, unico strumento di democrazia diretta.
    Uno stato vessatore, inadempiente, spendaccione e a volte pure ladro, è una dittatura di fatto.
    La democrazia in Italia è stata cancellata dalla nascente “casta” nel 1965 , cambiando la legge n. 1265, che disciolinava l’indennità spettante ai membri del parlamento.
    Le rapine a norma di legge sono iniziate da lì.

  2. Francesca Danzini Rispondi

    21 gennaio 2015 at 12:13

    Possiamo fare tutti assieme lo sciopero fiscale. Se non hanno nulla da mangiare perfino i parassiti muoiono!

    • ultima spiaggia Rispondi

      21 gennaio 2015 at 17:24

      Non ci speri. Ogni politico accantona ricchezze per almeno tre generazioni. Su “Liberoquotidiano” di oggi c’è un articolo interessante: “Giorgio Napoiltano e gli investimenti sul mattone”

    • Albert Nextein Rispondi

      22 gennaio 2015 at 16:15

      E’ autodifesa fiscale libertaria.
      Perché non inizi?
      Così saremmo già in due.

  3. fulvio cristiani Rispondi

    1 agosto 2015 at 18:48

    Io sto cercando un sito al quale rivolgersi per aiuto e/o a scopo divulgativo delle tentate estorsioni perpretate dall’Agenzia delle entrate ai danni di noi contribuenti. Fanno degli accertamenti FANTASIOSI, stratosferici e poi ti costringono a venire a patti o a sostenere salate spese per parcelle di prefessionisti per andare in commissione tributaria. Se anche vinci le spese le hai comunque sostenute. Domanda: in caso di vittoria, si può citare per danni il responsabile dell’accertamen to farlocco?

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