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Napolitano se ne va. I suoi danni restano

Uno s'aspettava il guizzo finale, magari un lampo di autocritica. Macché: il discorso d'addio è un'autocelebrazione. Certo, tra grotteschi controdiscorsi (Grillo), inutili rivalutazioni di Pertini (Salvini), tweet furbetti di Renzi e il silenzio assordante di quel che furono il centrodestra e il suo leader, intorno c'è il deserto...

renziChissà perché una si aspettava il guizzo finale, qualche frase pregnante, una battuta di autocritica, una espressione di rimpianto, non dico su tre governi imposti dall’alto senza uno straccio di voto a giustificarli, non dico su una nomina di senatore a vita alla vigilia dell’intronizzazione di Mario Monti che manco Caligola col suo cavallo, non dico sui fatti iniqui del 2011 che portarono alla cacciata dell’ultimo presidente del Consiglio scelto dagli elettori, non dico nemmeno sulle riforme imposte con pugno duro e non approvate, e neanche sul fallimento dei suddetti governi nell’affrontare la crisi economica. Non dico argomenti così impegnativi e scabrosi, ma che so, almeno due parole sentite sull’ignavia e la malafede nella vicenda dei due marò sequestrati dal governo indiano. Macché, chissà quale malsano residuo di ingenua fiducia nei rappresentanti delle istituzioni ci spingeva la sera di Capodanno ad ascoltare per l’ultima volta il discorsetto di Giorgio Napolitano, re d’italia, in procinto di abdicare perché si è stufato lui e proprio non ce la fa più, non perché siano in grado i rappresentanti di quel Vietnam che è diventato il Parlamento anche grazie a lui di sceglierne un altro. Non ha detto niente non solo perché niente di sincero ha mai avuto da dire, non solo perché lui, Giorgio Napolitano, sceglie sempre il tono tronfio arrogante presuntuoso e supponente, e certo otto anni e passa di strapotere non lo hanno aiutato ad acquisire un minimo tardivo di umanità nonostante la frequente lacrimuccia senile, ma anche perché non doveva, non ne ha bisogno , non è tenuto a spiegazione alcuna nella palude melmosa in cui è caduta la democrazia italiana, i suoi rappresentanti politici, i giornali, la televisione tutta.

L’uomo della Provvidenza il 22 aprile del 2013 fece disfare le valige che aveva finto di fare, accettò in nome del drammatico allarme nazionale la rielezione, e pose le sue pesanti, incostituzionali condizioni. In realtà i tentativi di trovare un accordo erano durati in tutto due giorni, ma tant’è: la recita nazionale funzionò e pensosi commentatori, ne ricordo alcuni indimenticabili nel salottino di Vespa, ringraziarono per il sacrificio supremo, il super presidente fu in grado di dettare le sue regole, scaturite dai famosi “documenti dei due gruppi di lavoro da me istituiti il 30 marzo” ovvero alcuni Quagliariello nominati al di fuori del Parlamento, e fu anche in grado di ricattare potere legislativo e potere esecutivo con quel “Se mi troverò di nuovo dinanzi a sordità come quelle contro cui ho cozzato nel passato, non esiterò a trarne le conseguenze dinanzi al Paese”. Poi passò al governo del presidente senza più infingimenti, decidendo una maggioranza governativa di larghe intese che includeva i partiti che gli avevano consentito di restare al Quirinale, scegliendo un premier senza potere alcuno come Enrico Letta, indicando ministri amici e fidati suoi, non di Letta, come la Cancellieri e Saccomanni, come la Bonino, e come dimenticare i più fidi, come Quagliariello, uno dei famosi saggi. Di saggi quel povero Letta fu circondato, ben 35 scelti sempre sul Colle, per scrivere le riforme. L’altro protagonista della sua rielezione, il Cav, lo liquidarono i giudici una sentenza dopo l’altra, ma delle promesse che da anni gli venivano fatte di una grazia piuttosto che di una revisione della sentenza Cir De Benedetti, non rimasero che le chiacchiere di un paio di udienze concesse. Peggio, direttamente al Quirinale fu confezionata la patacca dei traditori di Ncd, una banda di miracolati di Berlusconi pronti a tutto per tenersi una poltrona.

L’uomo della Provvidenza quando si rifiutò di prendere atto che invalidando il Porcellum e con ciò il Parlamento e dunque anche il presidente della Repubblica, la Consulta aveva aperto l’unica strada di nuove elezioni, non si aspettava che si sarebbe ritrovato un Matteo Renzi tanto presto sulla sua strada. Si è irato come un re offeso, poi si è adattato, e ora lo sta salutando con un viatico complice. Capiremo nelle prossime settimane che accordo abbiano raggiunto e se reggerà all’urto con la palude del Parlamento, ma anche con la crisi che si mangia gli italiani.

King George, comunista solo a fascismo caduto, migliorista a favore dell’invasione di Budapest, moderato che volle la cacciata di quelli del Manifesto, senatore a vita pronto a rioccupare lo scranno di quella che ora definisce una Camera superflua, nemico del bicameralismo perfetto nel quale ha prosperato acriticamente per sessant’anni , se ne va da anti italiano quale è sempre stato, molto contento di sé. Contenti sono certamente gli amici tedeschi e americani che ha ben servito, la troika e l’austerità che ha onorato più della bandiera. Gli italiani dovrebbero riflettere e chiedere che cambi qualcosa, ma non so perché tra un grottesco controdiscorso di Grillo, un’inutile rivalutazione di Pertini a opera di Salvini, i soliti tweet menzogneri di Matteo Renzi,il silenzio assordante di quel che furono il centrodestra e il suo leader, e gli spifferi che vogliono l’abdicante ben deciso a intervenire nella nomina del successore anche perché i figli so piezz’e core, non mi sento per niente bene.

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di on 14 gennaio 2015. Filed under Editoriale. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

27 commenti a Napolitano se ne va. I suoi danni restano

  1. Mario Rispondi

    1 gennaio 2015 at 18:03

    Uno storico antitaliano,giusto il termine,e vecchio comunista finalmente lascia.Si porta dietro il nulla determinato ed i guasti enormi evidenziatii dalla a lucidissima Maglie ben prima della cacciata del Cav. e la nomina a senatore del bocconiano e figliocci a venire.I discorsi glieli producono burocrati di prim’ordine per cui non deve occuparsi neanche di questo.Chissa’ nella classifica di merito dove collocheremo questo sinistrorso presidente,prima o dopo Scalfaro?

  2. Albert Nextein Rispondi

    1 gennaio 2015 at 19:00

    Il 99% dei politici italiani di tutti i tempi hanno contribuito al degrado e alle miserie attuali.
    Sono stati tutti parassiti che hanno munto la vacca finché si è potuto.
    Loro e la burocrazia, i vari gradi amministrativi, banche centrali e commerciali, e congreghe internazionali di ogni genere, si sono occupati solo di aumentare le tasse , di incamerare benefici per sé e famiglie oltre che per le clientele, di spendere senza limiti, di comprimere le libertà della gente in nome di patria e democrazia.
    Sempre irresponsabili di fronte a tutto e a tutti, hanno regolarmente creato problemi di ogni genere per imporsi poi come unici soggetti atti a risolverli.

    E siamo al default attuale non dichiarato, al degrado diffuso, al cittadino-suddito-bancomat, ai barconi , all’europa unita, al sovra-stato pervasivo e totalitario.

    Dall’unità d’italia, atto imposto a popoli che non ne volevano sapere con la forza e con la menzogna, è stato un crescendo.
    Solo il progresso tecnologico, quando non contrastato o inquinato dalla politica, ha migliorato le condizioni delle nostre vite.

    Ecco, Napolitano, da come la vedo io , è uno di questi 99%.
    Non ho mai ascoltato discorsi di fine anno.
    Sono balle ipocrite, conformismo puro.
    Sono un’offesa a chi produce ricchezza da parte di chi consuma e spende il frutto delle rapine fiscali.
    Sono il panettone di parole che ci vendono e che noi paghiamo a fine anno.

    Ho un assoluto disprezzo per tutti i politici italiani.
    Per tutti i politici di professione.
    Ne diffido da sempre.

    Per questo ho iniziato una stagione di non voto che si prolungherà per molto tempo.
    Io non intendo più partecipare al gioco truccato cui i politici pretendono di farci giocare.
    Non partecipo ad un’asta preventiva di beni rubati.

    Affanculo loro e chi loro crede e dà fiducia.

    Auguro alla politica ed ai responsabili del disastro attuale ogni male possibile per il 2015.

  3. polino Rispondi

    1 gennaio 2015 at 19:15

    Napolitano un grande vecchio comunista e riformista.
    Speriamo che il suo posto venga preso dal prof. Romano Prodi, un altro grandissimo che per 2 volte su 2 ha stracciato il cavaliere nella competizione elettorale.
    Il cavaliere nel suo inarestabile declino dalla scena politica, è costretto di comune accordo con il premier Renzi (Nazareno) , a votarlo ed è l’unica cosa intelligente fatta dallo stesso in 20 anni di politica del centro-destra.
    Con questa mossa salva tutto il cucuzzaro.

    • domenico Rispondi

      14 gennaio 2015 at 18:37

      Dio ci scansi e liberi da Prodi! Se oggi siamo in questa situazione dobbiamo ringraziare Romano Prodi e il suo cambio lira-euro……

  4. maboba Rispondi

    1 gennaio 2015 at 19:49

    Mai ascoltato discorsi di fine anno di questi ultimi cinquant’anni. Tantomeno di questo presidente di cui l’autrice si è dimenticata l’appoggio e la difesa (certo insieme al suo partito) per alcuni anni del regime di Pol Pot contro la propaganda imperialista della stampa borghese !
    D’accordo sul taglio e contenuti dell’articolo.
    Renzi si lamenta della mancanza di fiducia di noi “sudditi”, ma che fra poco l’Italia si riprenderà. La fiducia è figlia della sicurezza e noi italiani brava gente s’era pensato che la casa per noi e i nostri figli fosse la cassaforte per un più sicuro avvenire. Costoro ci hanno preso a cannonate e ora pretendono che s’abbia fiducia?
    Come farà poi l’Italia a riprendersi con questo diluvio di tasse e questo casino che continuiamo a chiamare Stato, istituzioni, magistratura etc?
    Affinché ci fosse la ripresa dovrebbero tagliare la spesa pubblica e quindi anche le tasse, compreso quelle sulla casa. C’è qualcuno che pensa che faranno minimamente una cosa del genere?
    D’accordo quindi sul commento di Albert Nextein, che di primo acchito sembra eccessivamente catastrofico, ma che invece purtroppo corrisponde alla realtà. Non sono arrivato ancora all’astensionismo, perché ho pensato che questi governerebbero da impuniti anche col 10% dei votanti, ma certo che con questo sistema allo stato attuale votare chiunque appare ormai un’azione a perdere (e forse è stato così anche in passato).

  5. ultima spiaggia Rispondi

    2 gennaio 2015 at 09:50

    Il guizzo finale l’ha fatto. Ognuno salta come può.
    Durante i primi anni della seconda guerra milita ufficialmente nel fascismo… ma guarda all’antifascismo. Finita la guerra si scopre comunista. Approva la repressione sovietica in Ungheria… successivamente la condanna. Chiude felicemente la sua carriera politica da monarca.
    È un italiano vero.

  6. Talita Rispondi

    2 gennaio 2015 at 11:49

    Cara Maria Giovanna,
    siccome condivido anche le virgole di quanto hai scritto, ho poco da aggiungere, se non che mi spiace che tu abbia dovuto ascoltare il blablabla-commiato di Napolitano.

    Mi viene solo da ricordarti quel grand’uomo di Napoleone Colajanni junior, un comunista cosiddetto “migliorista”
    – e quindi della stessa kompagnia di Giorgio –
    ma prima ancora Uomo con iniziale maiuscola, colto ed esperto di Economia, e soprattutto sprezzante nei confronti del pensiero debole, demagogico, approssimativo, stupidamente massimalista.

    E proprio per questo, quanto Giorgio è stato mitizzato per la sua inoffensività pratica all’interno del klub,
    tanto Colajanni fu considerato persona scomoda per il suo Partito melmoso, cosicché, nei suoi ultimi tempi, i suoi bravi kompagni
    – ossia gli stessi kaporioni komunisti che tuttora cercano di darcela a bere –
    lo accusarono di ESTREMISMO SENILE, per la nota serie bolscevika “o stai ad angolo retto o sei pazzo”.

    Ricordo qui Colajanni per una sua sconvolgente definizione di Napolitano, di cui disse “è un uomo vile e un cane da grembo”.
    Giudizio suo ovviamente, ma è vero che non ricordo alcun atto di coraggio del PdR uscente, soprattutto nei confronti del Csm, che avrebbe dovuto presiedere.
    E vorrei tanto che Colajanni fosse ancora tra noi, per aggiornare uno dei suoi libri profetici, intitolato “I riformisti senza riforme”. Assolutamente attuale.

    Buon anno, carissima Maria Giovanna!

  7. adriano Rispondi

    2 gennaio 2015 at 14:06

    Premesso che non ho ascoltato nessuno dei discorsi ma ho guardato i cartoni animati,Napolitano è stato eletto.Se ha commesso errori chi lo ha fatto ne ha commesso di più.Le vicende politiche che gli vengono attribuite sono interpretabili a piacere ma ognuno deve prendersi le responsabilità proprie.Quando Fini cambiò idea Berlusconi non doveva far finta di niente e cercare di tirare a campare ma chiedere elezioni anticipate.Non importa se sarebbero state negate.La linea politica doveva essere coerente con il mandato ricevuto.Invece si fece il contrario e si continua a farlo.Napolitano avrà la responsabilità delle sue decisioni,altri di avergli permesso di prenderle non opponendosi ma collaborando.Anche su Renzi non capisco cosa significhi “se reggerà l’urto”.Reggerà qualsiasi urto fino a quando gli italiani lo votano.Finora dopo il 40% ha stravinto le regionali.L’astensione non conta.Chi non vota dimostra di non gradire nessuno ma contemporaneamente di accettare chi c’è già.In un sistema in cui sono previste le elezioni comanda chi le vince e quello che fa dopo non è solo colpa sua ma anche di chi lo ha mandato al potere e di chi astenendosi ha contribuito a farlo.

    • peter46 Rispondi

      2 gennaio 2015 at 23:24

      Ha proprio ragione,Adriano…
      “in un sistema in cui sono previste le elezioni comanda chi le vince e quello che fa dopo non è solo colpa sua ma anche di chi lo ha mandato al potere e di chi “astenendosi” ha contribuito a farlo”.
      Perfetto.E se…il sistema è truccato in partenza ha senso andare a votare?
      Le racconto una storiella.
      Anno 2003.Collegio di Frascati.Muore il senatore precedentemente eletto è si va ad elezioni suppletive.
      (facciamo nomi e cognomi,tanto la storia è nota)
      Come candidato del csx(Margherita)viene proposto Luigi Zanda,l’attuale capogruppo al senato del PD.Per facilitare l’elezione(mai smentito l’accaduto)si mosse il Pres.Cossiga,che pregò Berlusconi allora premier di non ostacolare l’elezione del suo pupillo.Il Cavaliere,per la “magnanimità” d’animo italicamente e mondialmente riconosciuta,fece far finta al cdx di non aver trovato le firme per la candidatura di un candidato di cdx e Zanda rimase l’unico candidato in lista:anche senza scomodare chicchessia s’intuisce chi è stato il vincitore e soprattutto,senza alcuna vergogna,dopo che la “percentuale dei votanti” nel collegio era stata del 6,46%(seivirgolaquarantaseipercento):domanda per coloro che ‘masticano’ democrazia col voto:per chi diavolo avrebbe dovuto andare a votare nel collegio un elettore di cdx o di dx se l’unico candidato era di sx?Prendersi per il c… ed andare ad ‘imbrattare’ la scheda elettorale sapendo che quelle(e tutte)erano “”truccate””in partenza?
      Questo era voto di scambio alla ‘memoria’,altro che lagnarsi per la preferenza ad un ‘amico del mafioso’ che,anche se eletto,senza il ‘permesso’ del partito di appartenenza,non andrà da nessuna parte pur avendo portato migliaia e migliaia di preferenze.
      Esempio limite?

      • peter46 Rispondi

        2 gennaio 2015 at 23:41

        Mi ero dimenticato.
        Stava per succedere la ‘reiterazione’ del “reato”:la Polverini ha ‘sparigliato’ le carte,purtroppo facendo però gioire i ‘congiurati’:non poteva tenere a ‘bada’ Fiorito?
        Stava per succedere a Fir….,là è bastato un candidato di ‘terza linea’.
        Starà per succedere in Pugl…non candidarti Fitto:occhio.

      • adriano Rispondi

        5 gennaio 2015 at 13:21

        No,esempio sbagliato.Mi riferivo alla fisiologia del sistema,non alla patologia.Se quello che lei dice è vero i protagonisti andrebbero cancellati dalla vita politica.Se fossi stato un elettore,qualora il candidato fosse stato unico e non gradito,avrei votato scheda bianca ma avrei votato.Se si ha un diritto e non lo si usa si autorizza qualcuno a toglierlo se ha convenienza a farlo.E per quanto mi riguarda il voto è l’unica espressione libera che mi rimane,non intendo rinunciarvi e mi dispiace se c’è qualcuno che lo fa pensando di averne un vantaggio..

        • peter46 Rispondi

          5 gennaio 2015 at 15:11

          Sbagliato?Certo che potrebbe essere sbagliato,—“”Prendersi per il c… ed andare ad ‘imbrattare’ la scheda elettorale sapendo che quelle(e tutte)erano ‘truccate’ in partenza?””…ma se fosse l’unica volta.Ma non è l’unica volta,anzi il sistema(legge elettorale)lo ‘implica’ il trucco:astenersi vuol dire che chi tiene a dx o cdx(sempre coalizzati)non gli va di votare il ‘fango’ fritto che gli viene presentato.Non votare oltre che il partito di Berlusconi,anche Berlusconi che presenta(esempio fra centinaia)GianStefano Frigerio indagato per tangentopoli e sotto il solo nome di Stefano Frigerio lontano dalla regione di residenza(Lombardia)presentandolo in Puglia ed appena eletto arrestato.Non si sapeva chi fosse?Vogliamo anche ‘addentrarci’ su e per quale altro motivo è avvenuta la sua candidatura ed elezione?E per un elettore di sx o csx sostituisca il nome di Frigerio ed arriva il ‘fango’ lesso,dato che dai tanti commenti postati non si può minimamente pensare che–adriano–non conosce le loro ‘peculiarità’:che sia Penati o Mose o MPS(per stare in alto,e se scendiamo in basso….).E sulla lega(i socialisti nel campo gli fanno un ‘baffo’)e sui piccoli stendiamo un velo pietoso:é una colpa fra fango fritto o fango lesso scegliere di non mangiare semplicemente …Fango?E poi,in democrazia ha sempre ragione la maggioranza,o no?E l’astensionismo è o non è maggioranza?Dunque….
          NB:io non ho precedentemente scritto che non può o non deve andare a votare,figuriamoci…io ho solo voluto dire che non può permettersi di impormi se andare o meno a votare:nè,eventualmente e ‘presuntuosamente’ ,volermi “imparare”.
          NB:Se quello che io dico è vero sull’esempio del commento?
          http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/zanda-rianda-fedelissimo-cossiga-maramaldo-anti-cav-77432.htm

  8. Milton Rispondi

    2 gennaio 2015 at 15:46

    Caro Adriano,
    a me sembra che ti contraddici: scrivi che chi ha eletto Napolitano ha commesso più errori (eleggendolo) di lui stesso. Poi accumuni chi vota e chi si astiene nella colpa di eleggere dei parlamentari.
    E’ vero che i mille parlamentari vengono eletti anche con una astensione del 60%, ma a noi sudditi quale possibilità rimane ?.
    Votare il meno peggio è come scegliere tra zuppa e pan bagnato, quindi preferisco astenermi, con la piccola speranza che il grande vuoto del non-voto venga prima o poi riempito da una proposta rivoluzionaria diversa (sperabilmente autenticamente liberale).

    E comunque posso dire che mi rapinano (di soldi, di libertà e di opportunità) ma almeno senza il mio consenso.

    P.S. condivido al 100% il post di Albert Nextein

  9. Talita Rispondi

    2 gennaio 2015 at 16:39

    Io invece – limitatamente alla riflessione sull’astensione – condivido al 200% il discorso di Adriano.
    Tanto per riequilibrare un po’ la statistica.

  10. Vincenzo Rossi Rispondi

    2 gennaio 2015 at 17:20

    Siete i soliti fascisti,voi di OK notizie così come lo sono il fascioleghista Salvini che,come una foglia di fico,va a scomodare il partigiano Pertini che fu l’esatto opposto di quello che è la Lega.O come quel guitto arricchito di B.Grillo; o vogliamo parlare della Meloni o di quel mentecatto evasore di Brunetta?Questi tutti rigorosamente anticomunisti (ciò di cui è colpevole Napolitano per esserlo statp 5o anni fa…).Dovreste solo vergognarvi.

    • ultima spiaggia Rispondi

      2 gennaio 2015 at 19:01

      L’Unità d’Italia è stata fatta, lo Stato Pontificio ha capitolato nel 1870, il fascismo è caduto nel 1943.
      Da SETTANT’ANNI, a spartirsi soldi, privilegi e potere ci sono gli “ANTIFASCISTI”.
      Prima di scrivere altre cazzate, cerca di smaltire la sbornia.

      • Emilia Rispondi

        2 gennaio 2015 at 22:27

        Ben detto!
        Ma oltre a spartirsi soldi e privilegi fanno pure le vittime;
        E’ il bue che chiama cornuto l’asino.

  11. Vincenzo Rossi Rispondi

    2 gennaio 2015 at 17:41

    Dimenticate che Napolitano non è il Presidente di una repubblica presidenziale e quindi privo di poteri reali ed esecutivi. Solo l’ignoranza di certi buzzurri e trogloditi (Salvini,Meloni,Brunetta, il comico genovese che non fa più nemmeno ridere ecc.) che non conoscono neanche l’ABC della Costituzione italiana,può pensare il contrario;l’incultura dei “ragionieri” Matteo Salvini e Grillo forse li può scusare,ma preferisco stare in compagnia di Vendola,Pannella,Renzi che almeno rispettano un uomo mai sfiorato da una chiacchiera.L’euroassenteista (al 98 %) Salvini prima di ruttare dovrebbe mettersi la mano davanti alla bocca prima di vomitare le sue solite scemenze in difesa degli evasori del Nord.Est.Non difendo acriticamente Napolitano di cui posso anche dissentire su tanti punti di vista;ma difendo un antifascista ed un laico dagli attacchi rozzi ed immondi di questa paccottiglia che ogni giorno in Tv (compreso il comico genovese che si è collegato da una delle sue cantine delle ville liguro-toscane o della Svizzera,o dalla residenza di Porto cervo).E da quei networks che spandono offese ed insulti ai vertici dello
    Stato con il solito qualunquismo populista permeato di trucida ignoranza.

    • Talita Rispondi

      2 gennaio 2015 at 18:10

      Scusa, non ho capito.
      Chi sarebbe l’ “uomo mai sfiorato da una chiacchiera”?
      Tu che non sei fascista, adesso dovresti sentire il dovere di precisare.

      Poi gentilmente dimmi che cosa ti sei fumato oggi e/o quanti fiaschi vuoti vedi sul tuo pavimento:
      gli EVASORI DEL NORD-EST???

      😆 😆 😆

      Io non ti dico di vergognarti, perché la vergogna implica l’essere pienamente in sé.
      Ripigliati!

    • peter46 Rispondi

      3 gennaio 2015 at 14:20

      Egr…benvenuto innanzitutto,sempre se Rossi non sia stato Bianchi o Verdi o …Però(parlo al presente)avrei preferito un nuovo commentatore che mi portasse qualcosa di nuovo nelle idee e nei giudizi e non le ‘solite’ trite e ritrite considerazioni(alcune condivisibili,oh!);o che almeno le sue considerazioni,non rafforzassero la convinzione che sempre ho avuto.Cioè:
      come la ‘varechina’…”sbianca” i tessuti,
      l’antifascismo…”sbianca” la ‘qualunque’di quella parte ‘comportamento’un politico possa aver tenuto nell’arco della sua vita.
      Ora si dia il caso che il ‘suo’ Preeeesidente(non voglio entrare su casi particolari di comportamento “”inevitabili””…come capo ‘Migliorista’ del suo ex(in quel cavolo di partito nessuno dei ‘rimanenti’ riconosce di essere stato mai ‘comunista’,ed hanno titolato dei libri,anche) partito d’appartenenza)tanto lei rimarrà sempre sicuramente uno dei tanti ‘mordi e fuggi’ dei blog,ma…come fa a difendere uno che si è permesso di affermare che l’invasione Ungherese è stata ‘salutare’ per evitare danni maggiori alla stessa Ungheria ed al mondo intero?
      Lei lo giudichi come meglio crede,io…senza il suo permesso…ogni tanto entro in qualche chiesa,come si raccomandò un carissimo signore ed amico,per ringraziare tutti coloro che
      nel 1919–dopo il congresso di Bologna del Partito Socialista,che ‘sanzionò’l’inizio della lotta per l’introduzione anche in Italia dei valori della rivoluzione bolscevica–,non permisero che i nostri nonni ed i nostri padri potessero diventare gli ‘antesignani’ di quello che sono diventati i nonni ed i padri di
      Lettonia,Estonia,Lituania,Polonia,Ungheria,Cecoslovacchia,Bulgaria,Romania,Jugoslavia ed Albania per rimanere nel campo Europeo.
      E da non credente,anche…sicuramente “LUI” per un caso del genere accetta anche le preghiere dei non credenti.

      • Emilia Rispondi

        14 gennaio 2015 at 11:16

        Peter, non perdere tempo con certi tipazzi

        • peter46 Rispondi

          14 gennaio 2015 at 12:15

          Emilia…11 giorni dopo,ma è comunque un gran piacere…tornare a vedere se c’è posta ‘inevasa’.

  12. Sperella McDonald Rispondi

    2 gennaio 2015 at 18:45

    Cara Maria Giovanna:
    Lei forse non lo ricordera’ ma alcuni anni fa ci incontrammo da
    Bloomingdale NY dove entrambe (lei da giornalista e io da italiana
    sposata ad un americano trasferita in USA) e facemmo una lunga
    chiaccherata sui problemi dell’Italia…
    Da allora, quando ho potuto, l’ho sempre seguita anche in televisione
    I suoi interventi sono sempre magnifici e non ultimo questo articolo
    su Napolitano. Veramente bravissima!!!!

    Sperella

  13. Giampaolo Mercanzin Rispondi

    3 gennaio 2015 at 10:05

    Chi dice che Napolitano è persona onesta, dimentica i rapporti eonomici con l’URSS, ma soprattutto anche le piccole cose, quali i rimborsi spese da deputato europeo, che danno la reale consistenza di un uomo si interessava anche delle piccole cose. Poi naturalmente tutto si insabbia.

  14. FEMINE Rispondi

    4 gennaio 2015 at 15:55

    M.G.M. grazie di esistere!
    Secondo il concetto espresso dal “Vincenzo Rossi” lei è feccia fascista poiché osa criticare il superlativo Napolitano illustrandolo quale politico (uomo) infame come, invece, egli si merita.
    Sono anch’io del Nordest e da decenni mi devo subire la classifica di far parte degli evasori per definizione. E’ un falso conclamato e un ingrato trattamento verso chi ha, non solo versato una montagna di balzelli al patrio stato che regolarmente ha via, via buttato nella fornace ardente, ma ha sempre sudato e faticato in proprio, messo tutto a rischio ( anche il campetto dei nonni), dato lavoro e paghe a tante famiglie che, finchè la barca stava a galla, vivevano una vita discreta; l’indomani era quasi sempre migliore del giorno prima e c’erano brioches per tutti… La comoda vulgata dei nordisti evasori è stata ed è ancora alimentata da tanti sparvieri dell’informazione in appoggio ai politicanti mai stanchi di dividere per imperare alla grande facendo strame della verità e dell’onestà. Per merito ( si fa per dire…) di gentucola come Napolitano e compagnia varia che mena la danza “antifascista” da plurimi decenni, ora la barca economica non va più, definitivamente affondata per opera delle teste emerite già menzionate, ancorché da molti votatissime a ripetizione ottusa. Chissenefrega di quei macachi evasori dice praticamente il politicume che nemmeno sa far di conto e non sa vedere quanto il mancato apporto lavorativo di quei rozzi lassù contribuisce molto al segno negativo del mitico Pil. Intanto inneggia biecamente al suddetto re dei re ladro di verità e onestà, appunto.
    Gli evasori territoriali, sfregiati da sempre con la menzogna,ormai non hanno nemmeno più i soldi per farsi la dentiera e al posto delle brioches vanno bene le croste di pane che cadono dai tavoli imbanditi delle grandiose mense partitiche; ammollate con l’acqua di rubinetto, sono altrettanto morbide per chi non ha denti.

  15. Talita Rispondi

    14 gennaio 2015 at 17:35

    Tra i danni, anche alcune SPESUCCE correnti.

    Dal “Giornale”, oggi:
    ___________
    Benefit che per legge sono garantiti a tutti gli ex capi di Stato italiani e mai soppressi nonostante le promesse di spending review.

    ● la scorta sarà fissa sotto casa e lo seguirà nei suoi spostamenti
    ● per Napolitano lavorerà uno staff che potrebbe arrivare a contare fino a quindici persone. Solo la segreteria da neo senatore a vita sarà, infatti, formata da almeno dieci persone
    ● A Sant’Ivo alla Sapienza, proprio di fronte a Palazzo Madama, Napolitano avrà un ufficio di oltre 100 metri quadri. Si tratta dello stesso ufficio che ospitò Oscar Luigi Scalfaro. “Qui – spiega l’Huffington Post, potrebbero lavorare un capo ufficio, due addetti ai lavori esecutivi, due a quelli ausiliari, tre funzionari generici, e un consigliere diplomatico”. I funzionari saranno pagati (ovviamente) dal Senato
    ● i funzionari del Senato andranno ad aggiungersi a quelli messi a disposizione del Quirinale. Secondo voci vicine all’ex presidente della Repubblica, a seguire Napolitano saranno un segretario personale, un “addetto alla persona” e un guardarobiere. Più, ovviamente, l’autista personale che lo seguirà in ogni spostamento
    ● IL BENEFIT DELL’AUTO E DELL’AUTISTA NON SPETTERÀ SOLO A NAPOLITANO, MA ANCHE AL FIGLIO PRIMOGENITO GIULIO

    Napolitano ha rinunciato all’indennità di fine mandato. Quindi niente vitalizio che solitamente si portano a casa gli ex parlamentari.
    SI LIMITERÀ A INCASSARE I CIRCA 15MILA EURO AL MESE DESTINATI AI SENATORI A VITA.
    “A questo – racconta l’Huffington Post – si aggiungeranno linee telefoniche protette che gli consentiranno di avere un filo diretto sia con il Quirinale sia con il Viminale, canali televisivi in bassa frequenza, collegamenti con agenzie e banche dati riservate”.
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    😯
    Napolitano se ne va:
    il popolino invece è obbligato a rimanere.

    • Alvaro Rispondi

      15 gennaio 2015 at 06:26

      Cara Talita,
      Giulio chi?
      Il “principino” che ha permesso con una conoscenza, diciamo cosi, “personale” che gli italiani abbiano avuto in dono un “ministro” che invece di essere in “massello” e’ di “truciolato”?
      A proposito poi della “scorta” mi piace raccontare qualcosa di quella di Oscar Luigi Scalfaro, uno con un nome cosi’ era logico diventasse s/presidente della repubblica.
      Quando spesso passavo, se ricordo bene in Via di Bravetta, ci mancava solo il tavolino e un passante avrebbe potuto scambiarli per : quattro amici al bar.
      Poi una domanda ma questa volta seria: che la nazione italica a nostra insaputa stia diventando una Monarchia e a Re Giorgio, in un giorno neppure troppo lontano, succederà il “principino” Giulio?
      Sti sinistri, che a quanto si dice hanno da sempre strizzato l’occhio agli “iuessei”, cari miei IUESSEI, certo che in trasformismo sono imbattibili.
      Alvaro.
      P.S. Quando parla e’ ancora imbattibile ma poi……..arriva Dudu’.

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