Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Limonare e fottere

Perdonate la ropture linguistica, ma proviamo a fare i buoni allievi. Per chiunque provi in questo Paese ad abbozzare qualcosa che assomigli al giornalismo d’opinione (pratica quanto mai dura alle nostre latitudini ipocrite e falsamente neutraliste, come ho cercato di mostrare in un manifesto liberale in libreria in questi giorni) i maestri sono, e non possono che essere, Giuliano Ferrara e la banda del Foglio. Perciò, se loro che sono cerebrali e rive-gauchisti parlano di “limonare”, noi modesti incursori d’idee dal profondo Nord portiamo il gioco linguistico alle estreme conseguenze, e nel titolo ci infiliamo anche “fottere”.

Sembra filosofia nel boudoir, mi rendo conto, e invece la “limonata” è analisi politica, e ottima, dal Foglio di oggi. “Renzi limona con il Cav e gli offre un nuovo patto su Italicum e Quirinale”. Potete buttare via i chili di carta superflui, ovvero qualunque altro giornale di oggi, perché davvero non si dà in natura una definizione migliore di queste giornate irripetibili della politica italiana. Là dove c’erano un centrosinistra malmostoso e un centrodestra crepuscolare, oggi c’è il Partito Unico, il Renzusconi liberato dai suoi infingimenti, il PdN, il nuovo Partito della Nazione, ovvero la vecchia Democrazia Cristiana (non a caso aleggia il vecchio democristiano Casini per il Quirinale). “Forza Italicum”, lo chiama il guardone, in senso tecnico, il documentatore della limonata, l’informatissimo Claudio Cerasa, e non riesce a trattenere l’entusiasmo. Euforia del resto comprensibilissima, è il trionfo della recente linea editoriale del Foglio, forse una linea ancor più cerasiana che ferrariana.

Perché fermarsi ai preliminari, però? Quando si limona, tra adulti, spesso si finisce per fottere. Spesso, c’è qualcuno che è fottuto. Ecco, questa scena erotico-politica devia un po’ dalla norma, forse bisognerebbe davvero scomodare il catalogo delle perversioni del marchese De Sade, perché mentre Renzi e il Cav limonano, fottono entrambi, e il fottuto è un terzo attore, anche se il suo ruolo è del tutto passivo. Come, chi è? Ma siamo noi, evidentemente. È chiunque si azzardi a pensare e fare ancora impresa in questo Paese, sperando fino alla fine in un’opposizione che parlasse con la sua voce, che inchiodasse il rottamatore ipotetico al suo tassa&spendi concretissimo. È chiunque vagheggi ancora un’Italia collocata nel mondo occidentale, maturata in un sano e conflittuale bipolarismo dell’alternanza, dove qualcuno governa e qualcun altro lavora per sfilargli la poltrona dalle terga, non per allevare risentimento sociale al grido di “Vaffa” (Grillo e la sua parodia, Salvini, o viceversa). È chiunque abbia creduto, e creda ancora, al berlusconismo come grande narrazione alternativa al gattopardismo italico, e alla parola d’ordine della rivoluzione liberale. È chiunque sia affezionato ad anticaglie democratiche come il vincolo di rappresentanza tra eletti ed elettori. Siamo in tanti, ad essere fottuti dalla “lingua in bocca” (cit. ancora Il Foglio) tra Renzi e Berlusconi. Avessimo il coraggio di radunarci e contarci, forse ci scopriremmo partito di maggioranza.

Condividi questo articolo!

di on 21 gennaio 2015. Filed under Editoriale. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

11 commenti a Limonare e fottere

  1. Talita Rispondi

    21 gennaio 2015 at 18:05

    Caro Giovanni,
    non ho ancora letto l’articolo che citi, quindi mi limito a commentare quello che dici tu.

    Con un ohibò preliminare.
    Dopo l’epocale svolta cattolica del “Foglio”, non mi sarei aspettata un’ulteriore immersione nel relativismo di Cl:
    comunione in tutti i sensi (vedi anche la “Compagnia delle grandi opere”, che fa comunella pure con le Coop) e liberazione alla grande.
    Soprattutto sexuale, stando a ciò che si racconta sugli allegri meeting. Ma saranno malelingue, boh!, io non ci sono mai stata.
    (Ah lo sapevi, Giovanni, che anche lì c’è una sala-vip al ristorante? Ascesi kattokomunista, praticamente.)

    Comunque, arrivando al punto, al serafico Meeting partecipa anche un gruppo ultracattolico (tra gli altri) che educa al cosiddetto “Metodo Sintotermico Rötzer”,
    nome spaventoso ma supportato da tanto di professoroni che insegnano “le basi biologiche, psico-sessuologiche ed etico-antropologiche della regolazione naturale della fertilità (Rnf)”, al fine di rispettare quella procreazione responsabile imposta dalla Chiesa.
    (Vedi anche l’esternazione-bleah! nei confronti dei conigli, pronunciata recentemente dal meraviglioso-papa2-Francesco).
    Dunque arriviamo al limonare come succedaneo del fottere, che va invece dosato responsabilmente.
    E ciò risponde alla tua domanda “Perché fermarsi ai preliminari?”.

    Quanto alla tua “ropture linguistica”, c’è niente da perdonare, perché sei/siamo già stati ampiamente anticipati da un impertinente articolo di “Tempi” ad agosto 2013, dal titolo inequivocabile “Ma al Meeting si tromba?”. Oops…

    E arrivo infine ai fottuti per definizione: ossia noi.
    Si potrebbe ricorrere a mutande di latta, a cinture di castità… eccetera, ma c’è un altro metodo, secondo me:
    perché non ci mettiamo a strillare, minacciare, spernacchiare, tirare uova marce in faccia ai nostri s/governanti fino a quando non si decidano finalmente a nuove elezioni?
    Perché non cominciamo a snocciolare PROGRAMMI precisi che invoglino la gente a tornare alle urne e a fare così una rivoluzione vera?

    Perché hai ragione:
    “Avessimo il coraggio di radunarci e contarci, forse ci scopriremmo partito di maggioranza”.
    Senza il FORSE.

  2. Albert Nextein Rispondi

    21 gennaio 2015 at 18:15

    In sintesi.
    Berlusconi non mi piace.
    Renzi non mi piace.
    Ferrara non mi piace.
    Casini non mi piace.

    Non mi fido di alcuno.
    Non voterò alle prossime elezioni.
    L’italia è uno schifo irriformabile, e ogni schermaglia politica è pura ipocrisia furtiva.
    Unici rimedi da parte del popolo direttamente :
    Rivolta fiscale
    Rivolta armata
    Emigrazione .

    E’ certo, infatti che la politica sia il problema della gente comune.
    E che la politica non molla l’osso.
    E che la politica non riformerà mai uno stato pletorico e pervasivo , illiberale e liberticida, corrotto e ladro.
    Mai.
    Al massimo la politica può vendere parole e false speranze.

    I giornalisti, invece di esser grancassa del potere, potrebbero e dovrebbero informare la gente su fatti diversi dal solito chiacchiericcio e dal gossip politico.
    Però in buona parte ricevono finanziamenti pubblici.
    E allora, si barcamena alla meno peggio.

    L’armageddon finanziario e politico è in agguato.
    E 50 miliardi al mese della Bce serviranno solo a acquistare tempo e a gonfiare bolle, modificando i segnali al mercato.

    Il punto di non ritorno è stato superato da tempo.

  3. ultima spiaggia Rispondi

    22 gennaio 2015 at 09:25

    “Là dove c’erano un centrosinistra malmostoso e un centrodestra crepuscolare, oggi c’è il Partito unico”.

    Sarà così nella forma, ma nella sostanza il “Partito unico” è nato negli anni ’60, ai tempi delle famose “convergenze parallele”, quando i politici si sono accorti che il potere paga, anzi strapaga, e hanno cominciato a comportarsi come i ladri di Pisa.
    “Centrosinistra” e “centrodestra” sono una leggenda metropolitana, in realtà esiste la CASTA, sempre più ricca, e il popolo coglione, sempre più povero… e in maggioranza.

  4. adriano Rispondi

    22 gennaio 2015 at 14:35

    Parlare ancora di “berlusconismo” non ha senso.Ormai è chiaro che è stato un abile trucco di illusione.L’unico “berlusconismo” risiede nella difesa degli interessi personali,il solo scopo della “discesa in campo”.Onore a chi l’aveva capito subito,rammarico e delusione per chi ha abboccato.Per avere un “bipolarismo dell’alternanza” occorre avere idee strategiche diverse e quindi programmi antitetici.Se si converge su tutto perchè su tutto prevalgono le proprie convenienze,è solo finzione.Oggi Salvini dice che la lega non sarà alleato con chi sostiene Renzi.Speriamo sia così perchè mi dispiacerebbe tornare a votare Grillo.

  5. Milton Rispondi

    22 gennaio 2015 at 18:14

    Potrei sottoscrivere sia l’articolo che tutti i meritevoli commenti che ne sono seguiti.
    Unica nota che non condivido, ripresa anche da Talita: “avessimo il coraggio di radunarci e di contarci, forse ci scopriremmo partito di maggioranza “.
    A mio parere è vero che nel lungo termine tutti gli italiani (salvo la Casta) sono fottuti dalle politiche del Renzusconi. Ma la stragrande maggioranza degli italiani non se ne rende conto.
    Ed anche coloro che si sentono alla opposizione si dividono in ultrastatalisti (a sinistra ed in larga parte dei grillini)ed in ultracompromissori (centristi vari e Forza Italia).
    La Lega oscilla tra liberalismo e comunismo, ed il grande gruppo dell’astensione non ha una base ideologica comune.

    Quindi Renzi vincerà e s-governerà senza una forte opposizione per lungo tempo. A mio parere fino a quando il fallimento economico del paese si tramuterà inevitabilmente anche nel fallimento sociale (entrambi già in corso) portando i disoccupati e gli affamati in piazza.

    Le idee e le ricette liberali, le uniche che possono risolvere i problemi, sono comprese e più o meno condivise al massimo da un 5 % degli italiani. Italiani che sono senza riferimenti politici.

    • Talita Rispondi

      23 gennaio 2015 at 00:18

      Caro Milton,
      io ho più fiducia di te nel non-popolo italiano.

      Assodato che lì in mezzo esiste una grande disparità per le note ragioni storiche, geografiche e sociali,
      credo tuttavia che la maggioranza si renda ben conto del caos.
      Solo che finora ha reagito con la più assoluta passività: ossia NON andando a votare.

      Ma siamo ancora quelli che nel 1994 credettero a una rivoluzione liberale.
      Oggi non c’è più un leader e non c’è più un programma potabile.
      Dovremmo augurarci la riacquisizione di questi due elementi sostanziali.

  6. morello stefano Rispondi

    22 gennaio 2015 at 22:24

    …forse ci scopriremmo partito di maggioranza diceee?…
    Per saperlo conosco solo un modo:
    -per contarci si deve votare
    – per votare ci vuole un partito di riferimento
    -il partito ” astensione ” è trasversale e se vince consegna una maggioranza bulgara a Renzi.
    – se avete un partito o un movimento di riferimento ,promuovetelo
    – se non c’è e si aspetta che qualcuno venga fuori con un programma condivisibile, beh….

    Il coraggio di radunarci diceee? Quale coraggio.. chi raduna chi?
    L’ineffabile Ferrara qualche volta questo coraggio lo ha avuto ; il risultato non conta

  7. Francesca Danzini Rispondi

    24 gennaio 2015 at 15:58

    Beh, forse le cose sono meno complicate del previsto. Per anni ho votato partiti che avevano programmi “rivoluzionari” : che delusione! Non soltanto non hanno tenuto fede alle promesse fatte in campagna elettorale ma si sono comportati peggio dei partiti che volevano moralizzare! Penso che a questo punto l’unico modo sia togliere il cibo ai parassiti dunque non versiamo più tributi e tasse! Se questo paese è destinato a morire perché procrastinare, meglio l’eutanasia. Qui sì che dobbiamo però essere solidali. Contiamoci (sono d’accordo con Talita, siamo tanti) diamoci questo unico obiettivo e agiamo. La passività e il mugugno alla fine non producono nessun risultato.

    • Talita Rispondi

      24 gennaio 2015 at 16:52

      Cara Francesca,
      il fatto è che in politica non esiste il fai-da-te.
      Occorre sempre un leader che organizzi e trascini la massa.

      Andrebbe bene anche un Masaniello, anche se poi destinato a essere fatto a pezzi e gettato nelle fogne.
      Però ci vuole sempre una strategia, ci vogliono araldi che l’annuncino strombettando e soprattutto ci vogliono mezzi chiari e convincenti per pararci il cubo contro il tritacarne togato ed equitalide, sempre in agguato per levarci pure le mutande.

      Non basta dire “rivolta fiscale”:
      occorrono metodi e protezioni adeguate.
      EquitaGlia mette perfino le ganasce alle auto dei rappresentanti di commercio che vivono e lavorano in macchina, solo perché hanno omesso di pagare due/tre centesimi.
      Figuriamoci!

      Ma un metodo c’è ed è stato già messo in pratica nel 1992, quando l’ISI – Imposta Straordinaria sugli Immobili (una tantum, dissero… 😆 ) – diventò una-semper con l’ICI (Imposta Comunale sugli Immobili).
      Anche sulla prima casa.
      Orbene, allora circolò un volantino della Lega Nord, che consigliava di pagare una piccola percentuale dell’importo totale, in modo da incorrere in sanzioni minime o anche nessuna sanzione (nel caso in cui gli auto-sconti fossero stati numerosi).
      A quanto mi dicono, fu proprio così, e un bel po’ di gente pagò il minimo e non ebbe alcuna ritorsione fiscale.

      Ecco perché bisogna esercitare la memoria e imparare sempre dal passato quanto può essere utile sia per il presente sia per il futuro.
      Ma occorre un leader. Capace e credibile.

  8. Lisa Piccolo Rispondi

    25 gennaio 2015 at 19:08

    Non condivido la presa di posizione de il Foglio e non è la prima volta che Ferrara prende un abbaglio, ricordo bene quello di Monti. Ma Ferrara è un giornalista indipendente e un opinionista che scrive pure egregiamente e tu Sallusti lo sai benissimo. Anche io sono liberale e non posso condividere certe prese di posizione, il renzusconismo mi deprime, quindi è ovvio che preferisco le letture dell’Intraprendente, ma discreditare un abbagliato gettando odio (basti leggere i commenti) e non considerando che quell’abbagliato è dalla nostra stessa parte benché sbagli, mi pare assurdo. Vuoi sapere perché in Italia i liberali sono fottuti? Il motivo è che sono litigiosi tra loro… troppo individualismo che è normale in un liberale ma è altamente nocivo per il paese.

    • Talita Rispondi

      25 gennaio 2015 at 20:51

      Scusa, Lisa Piccolo,
      puoi specificare dove vedi i GETTI DI ODIO?
      Brrrrrr….
      Detto così, sembra che i poveri commentatori qui siano assatanati!

      E, a proposito della tua predica paciosa sui liberali “che sono litigiosi tra loro”,
      tu perché SCREDITI i commenti? 😆

      (Rifletti anche sul fatto che “i commenti” = tutti i commenti.
      A parte l’odio, io mi accontenterei che si ragionasse prima di straparlare. Tu, no?!)

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *