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La peggio gioventù

Uno è un buon battutista e crede solo in se stesso, l'altro è più serioso e crede in una consolidata tradizione criminale (il comunismo). Giovanilismo e statalismo allegro sono le loro parole d'ordine. L'obiettivo comune è procrastinare a oltranza il banchetto pubblico a spese di chi produce. E chi s'oppone è un figlio di Troika...

renzi tsiTu prendi una popolazione del Mediterraneo, drogala di pubblico danaro, indebitala fino al collo, raccontando sempre che tanto non sono soldi veri, ma un semplice trucco contabile (e se così non fosse in ogni caso li pagheranno altri, i figli dei figli dei tedeschi …). Nel frattempo, in meno 20 anni, attua il più grande trasferimento di risorse della sua breve storia dal settore privato a quello pubblico. Se qualcuno obietta lanciagli contro l’accusa di liberista selvaggio, egoista e senza cuore. Appena si diffonde la notizia che la ricchezza accumulata nel corso di generazioni e di miliardi di ore di lavoro si sta bruciando a ritmi vertiginosi, fai balenare l’idea (e martellala ogni sera in tivù, con o senza Paragone) che la colpa è dei banchieri, della finanza fuori controllo, della Germania, del Bilderberg, del capitalismo senza regole. Poi incomincia a promuovere una serie di consultazioni popolari. In realtà lo devi fare per forza. Vivi in un’area nella quale le “elezioni a liste concorrenti” sono l’unica via per giustificare l’esproprio (pare chiamino queste elezioni spesso con un altisonante nome che ricorda l’età di Pericle). Insomma, cerca di vedere se il popolo ha creduto alla favola della Merkel cattiva, della porca Troika e del capitalismo smodato.

A questo punto la storia dei due Paesi si biforca ma di poco. Quello che possiede l’alfabeto latino è convinto di poter ancora spolpare un piccolo nucleo di produttori asserragliato in un ridotto fra le Alpi e il Po. Vota e finge di aver fiducia in un buffone che promette che cambierà tutto perché nulla deve cambiare. Per chiarire bene il punto dà il benservito a uno che non ha una Cotta per lui e che esaminava la spesa pubblica come fosse troppa (il 57% di ciò che viene prodotto, che sarà mai?), e riparte con il torchio fiscale. Perché preoccuparsi dei lamenti e dei suicidi dei produttori quando ci sono ancora tanti forestali da salvare e da assumere?

Un po’ più giù e verso dove sorge il sole, il popolo che non ha l’alfabeto latino non ha neanche lombardi e veneti sui quali coltivare sogni di tosatura: i soldi degli altri sono finiti da un pezzo e il socialismo incomincia ad aggredire le sostanze di tutti. Ormai son ridotti a un bellissimo Mezzogiorno con feta e cetrioli, ma senza cassa, né Agensud. A questo punto è chiaro a tutti: i tedeschi non saranno i lombardi d’Europa e il piagnisteo diventa inutile. E allora votano un personaggio buffo che promette tutto gratis per tutti e la fine dell’austerità. “Un comunista ossessionato dalla crescita”, così lo descrivono i notiziari. Si ricorda della cuccagna che il maestro annunciava (a dire il vero però dopo la fine del capitalismo) – “da ognuno secondo le sue capacità e a ciascuno secondo i suoi bisogni” – e decide di promettere la cuccagna fin da subito. Attraverso quale strumento? Ma è ovvio, lo Stato, quale altra istituzione potrebbe mai creare e distribuire la ricchezza?

Una Lombardia in più è l’unica vera differenza fra i due Paesi. Ed è tutta a vantaggio di chi non ce l’ha, visto che si tratta di una mera illusione: anche se lavorano, pagano tutto e mugugnano poco i lombardi son troppo pochi per continuare a finanziare il sontuosissimo pasto pubblico. Per il resto le analogie sono sconcertanti: il comunista ha preso esattamente quanto il buffone avrebbe negli ultimi sondaggi. Uno fa ridere ed è un battutista discreto, l’altro pare sia più serioso, ama il Che, Keynes, Marx e Roosevelt e ha chiamato il figlio Ernesto. Il primo non crede che in se stesso, l’altro ha una solida fiducia in una tradizione criminale, ma declinata moderatamente.

Il buffone e il comunista sono nati alla metà degli anni Settanta, si fingono giovani oltre ogni ragionevole limite, visto che hanno quaranta anni. Ma la gioventù è la ruota sulla quale hanno costruito tutte le loro fortune. Falsa gioventù e comunismo farsesco son le ultime cartucce sparate da due Paesi ingrigiti che fingono di credere di poter usare i vecchi arnesi della politica per procrastinare sine die la fine del banchetto pubblico. Prima di appender fuori dalla porta il cartello “chiuso per Stato” continueranno a raccontare in tutta la sponda nord del Mediterraneo che sono gli scambi e l’economia ad uccidere. Mentre è la mano pubblica scambiata per economia.

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di on 28 gennaio 2015. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

11 commenti a La peggio gioventù

  1. Milton Rispondi

    26 gennaio 2015 at 15:30

    Ottimo articolo che centra perfettamente il nodo dei problemi e la caratura dei due personaggi.
    Ma è alquanto stonato il riferimento a Lombardia e Veneto che finanziano un “sontuosissimo” pasto pubblico.
    Perché se è vero che il differenziale fiscale colpisce particolarmente queste due regioni oramai i pasti sontuosi rimangono solo per le Caste e nemmeno le popolazioni meridionali non hanno alcunché da festeggiare.

    P.S. sono un lombardo del nord da molte generazioni.

    • peter46 Rispondi

      26 gennaio 2015 at 21:57

      Tranquillo,Milton…verso i tuoi il P.S.è d’obbligo,meglio avere le spalle coperte,non si sa mai.Noi,senza bisogno di P.S.,col solo leggere diamo il ‘giusto e meritato’ valore ai ‘significativi’ commenti.Ci ricorderemo …’in positivo’,quando si faranno i ‘conti’….

  2. Francesco Rispondi

    26 gennaio 2015 at 15:35

    Il Prof. Bassani mi esalta.Potrebbe riscrivere i ” Comandamenti”,non so se dieci o quindici.Disamina dura ma attenta e veritiera con postilla finale mancante….”quando avremo distrutto e derubato la classe produttiva e saremo stracolmi di debito non pagheremo usando terminologie quali”rinegozieremo il debito” e stupidaggini di questo tipo.La Grecia è in condizioni pessime tanto quanto il nostro sud abbandonato ed infarcito da centocinquan’anni di denaro regalato che arriva dal nord.La Grecia è il fotoromanzo di cui presto saremo attori anche noi.

    • lucano Rispondi

      26 gennaio 2015 at 17:31

      150 anni???? rifaccia bene i conti per favore e dall’inizio

  3. Guglielmo Piombini Rispondi

    26 gennaio 2015 at 16:16

    Geniale!

  4. adriano Rispondi

    26 gennaio 2015 at 17:29

    Stato e mercato sono complementari,non antitetici.Chi in nome delle ideologie demonizza l’uno o l’altro sbaglia.Dove vale l’efficienza meglio il privato,dove non conta c’è solo il pubblico.Privarsi per scelta di una delle due possibilità è irrazionale.I due ragazzi possono essere come lei li descrive ma il loro difetto principale è un altro ed è comune a tanti.Nessuno dei due riconosce il peccato originale della moneta unica.Un sistema a cambi fissi non funziona e qualsiasi cosa si faccia non può risolvere il problema della crisi.Se non si ammette,prima di qualsiasi altro ragionamento,questa semplice realtà a mio avviso si perde solo tempo.E denaro.

    • gagliano Rispondi

      27 gennaio 2016 at 08:34

      Mi scusi ma anche Austria e Olanda hanno la moneta unica ma non stanno ne staranno mai alla canna del gas. Evitiamo le baggianate Grilline o di no euro, no tav, no civiltà, no tutto.

    • gagliano Rispondi

      27 gennaio 2016 at 08:34

      Mi scusi ma anche Austria e Olanda hanno la moneta unica ma non stanno ne staranno mai alla canna del gas. Evitiamo le baggianate Grilline o di no euro, no tav, no civiltà, no tutto.

  5. Ernesto Rispondi

    26 gennaio 2015 at 19:14

    E il Vaticano si complimenta. Abbiamo un papa che è sostenitore della peggiore ideologia criminale del ventesimo secolo. I cattolici non si vergognano?

    • Corrado Rispondi

      26 gennaio 2015 at 19:53

      Molti e sempre più e sempre di più sì, assai!
      Bravo Bassani, ho girato il Suo articolo sul Blog di A. Martino,
      un saluto a tutti!

      c

  6. sergio Rispondi

    26 gennaio 2015 at 21:37

    Bravo! … Grazie!

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