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La Francia reagisce. L’Italietta nega

Che differenza tra la piazza di Parigi e quella di Milano. Là, un Paese si mostra unito contro l'attacco terrorista. Qua, la solita commedia sinistrorsa e islamofila: nessuna condanna della jihad, nessun accenno ai morti ebrei, nessuna consapevolezza dello scontro di civiltà....

Charlie  FranciaC’è una bella differenza fra le due piazze, quella di Parigi dell’11 gennaio e quella di Milano del 10 gennaio. Dopo quella che è già nota come la “Battaglia di Parigi” (la strage della redazione del Charlie Hebdo, il lungo inseguimento e il doppio assedio agli jihadisti) Parigi è stata invasa da centinaia di migliaia di persone, francesi cristiani, atei e musulmani, convinte del loro motto “Je suis Charlie”. Anche prima della manifestazione dell’11, fin dalla sera stessa dell’attentato, la gente era già in piazza, nonostante la vera battaglia in corso. La Francia si è mostrata unita contro l’attacco che ha subito. A Milano è andata in piazza una parte della sinistra e una parte della comunità musulmana. Nel corso della manifestazione: nessuna condanna agli jihadisti, nessun accenno ai quattro cittadini ebrei francesi uccisi il 9 gennaio, nessuna presa di coscienza di quel che è realmente accaduto a Parigi. Nella sua pagina Facebook, il radicale storico Alessandro Litta Modignani scrive in diretta (e viene subito rilanciato dal consigliere Giulio Gallera, di Forza Italia): “Sento la necessità di scusarmi con tutti voi. Mi sono completamente sbagliato sulla manifestazione di questo pomeriggio a Milano. E mi sono pentito di esserci andato, facendomi ingannare dallo slogan dei convocatori. Si è trattato di una manifestazione estremamente ambigua, nella quale la condanna del fondamentalismo islamico non è stata espressa chiaramente da nessuno, nella quale la riprovazione è stata genericamente diluita in ecumenici appelli alla pace e alla condanna delle guerre “ovunque”. Solidarietà a Charlie Hebdo, ma nemmeno una parola di cordoglio per gli ebrei assassinati nel supermercato di Parigi. Poche centinaia di persone, abilmente trincerate dietro le bandiere di Emergency e simili. Sono rimasto lì in disparte per una mezz’ora, poi me ne sono andato”.

La manifestazione di Milano rientra nella categoria “rimozione della realtà”. C’è infatti una parte della sinistra, non solo italiana ma anche francese, che continua a vivere nel proprio schema. Non considera che ci sia un movimento totalitario, religioso, che intende applicare la sharia su scala globale e punisce con la morte i blasfemi, ovunque essi si trovino. Non riesce a vedere che, nello stesso giorno, jihadisti francesi ammazzano blasfemi francesi, aguzzini sauditi frustano un blogger saudita, milizie jihadiste nigeriane massacrano 2000 cristiani e “apostati” nigeriani, sempre nel nome della stessa identica legge. La sinistra continua a voler vedere un mondo in cui sono tutti fratelli, dove gli unici che spezzano l’armonia naturale dell’umanità sono i capitalisti. “L’unico Dio che ammazza è il Dio denaro” scrivono i 99 Posse su Twitter e tanti compagni la pensano come loro. Gli unici movimenti che spezzano l’armonia universale sono quelli di destra, che solo una sinistra comunista può ancora vedere come “emanazione del grande capitale”: movimenti popolari come Pegida in Germania o partiti come il Fronte Nazionale in Francia. Sarebbero loro, nel mondo di fantasia della sinistra, i veri istigatori dell’odio islamico. Non la sharia, non l’interpretazione letterale e intransigente del Corano, non la legislazione vigente in gran parte del mondo islamico, ormai applicata (più o meno apertamente) anche dalle comunità musulmane in Europa.

bambinoPurtroppo, questi tre giorni di massima concitazione, ci hanno fatto capire che non solo la sinistra si rifiuta di vedere la realtà. Facebook e Twitter sono degli strumenti diagnostici per capire lo stato di salute mentale dell’opinione pubblica. E il quadro clinico è desolante, anche a destra. Ci sono sempre, e sono tanti, quelli che “il terrorismo islamico è stato creato dagli Usa”, “i terroristi islamici sono armati dagli Usa”. Certo, lo sentiamo fin dall’11 settembre questo ritornello ossessivo. Ma ormai i complottisti sono arrivati alla patologia, vedono un singolo fotogramma di un singolo filmato amatoriale e da lì “deducono” che tutto il gigantesco dramma di Parigi sia una “false flag”, un’operazione coperta, dei servizi segreti francesi, o americani, o israeliani, a seconda delle versioni.

Abbiamo già visto alcuni esempi delle peggiori reazioni nel mondo cattolico, ma il panorama dei commenti, sui social network si sta espandendo giorno dopo giorno. Per esempio, il sito dell’Unione dei Cristiani Cattolici Razionali, solitamente molto lucido nelle sue analisi, in occasione di questo attentato lancia un messaggio doppiamente sbagliato: no alla libertà “illimitata” di satira e non consideriamo i terroristi come veri islamici. Il titolo del loro articolo, “Noi non siamo Charlie Hebdo e quelli non sono veri musulmani” potrebbe essere degno del sito dell’Ucoii. Non è un caso unico, l’hashtag “Je ne suis pas Charlie” su Twitter circola più fra i cattolici che fra i musulmani d’Italia. A ulteriore dimostrazione che anche nel mondo cattolico, non solo in quello islamico, esiste un grave deficit di libertà, oltre a una grande difficoltà a relazionarsi con la realtà.

La “destra”, quella che si ispira a Putin e alla Le Pen, non denota una lucidità molto maggiore, a giudicare dalle reazioni spontanee sui social network. Perché ci sono quelli che “Assad è la soluzione per il terrorismo” e dimenticano che Assad è il dittatore, in guerra con Israele che continua a cooperare con il programma nucleare dell’Iran, non certo per puro amore di scienza. E’ il dittatore che arma la mano di Hamas (tutti i razzi sparati dai terroristi di Gaza erano di fabbricazione siriana) ed Hezbollah. I terroristi pagati da Assad, sono più civili dei terroristi dell’Isis e di Al Qaeda? Ma stiamo scherzando? Poi ci sono quelli che colgono l’occasione per ribadire “fare come Putin!”. Certo, lo stesso Putin che il 7 gennaio ha dichiarato la sua solidarietà ai francesi per dei giornalisti uccisi, è quello che ha reso la Russia il paradiso della libertà di espressione, il luogo dove i giornalisti sono più al sicuro. Anna Politkovskaja non lo può più testimoniare, purtroppo. E dicono che l’unica diga sono Salvini e la Le Pen, che si ripromettono di “fare come Putin”. Anche nei confronti dei giornalisti d’opposizione, suppongo. Ed è questa gente che oggi sfotte (giustamente) le teorie del complotto dei grillini, ma fino a ieri diffondeva urbi et orbi le teorie del complotto russe, non meno assurde, non meno anti-occidentali. E ci dovremmo fidare?

Ma poi c’è anche una parte remota e oscura del paese, una sorta di cuore di tenebra che si esprime solo sui social network, nella maggior parte dei casi solo dietro pseudonimo, che capisce, giustifica, in alcuni casi apprezza l’atto criminale degli jihadisti. Sono quelli che: “se la sono cercata, perché chi la fa l’aspetti”, comunque e in ogni circostanza, dalla donna in minigonna al vignettista troppo sboccato. Perché “la vita è fatta solo di rapporti di forza, piaccia o meno”, quindi se disegni una vignetta di un certo tipo, sul tuo giornale, a casa tua, devi “sapere che rischi” e ti devi armare di conseguenza. Non esiste civiltà, non esistono regole, dunque: solo rapporti di forza. E nel mare magnum della rete, il 9 gennaio, un losco figuro scrive anche: “perché abbiamo paura di questi islamici? Perché tengono le donne a casa mentre gli uomini fanno la guerra, riscoprendo i giusti ruoli di uomo e donna? Perché puniscono, giustamente, chi ride di cose su cui nessuno deve permettersi di ridere? Perché aboliscono la democrazia? Ma è quello che dovremmo fare noi! Ci vogliono piegare al pensiero unico del relativismo, ma nell’uomo è sempre scorso sangue assolutista”.

Questo è il rumore di fondo che si ode dietro alle altisonanti dichiarazioni ufficiali di solidarietà alla Francia. Stiamo attenti che non diventi mainstream, prima che sia troppo tardi.

fedezE non rassicura affatto vedere tutti questi intellettuali di sinistra che oggi dicono all’unisono “Je suis Charlie”, ma fino a ieri volevano far arrestare Oriana Fallaci e Magdi Allam per “islamofobia”, fino a ieri censuravano le vignette su Maometto, fino a ieri trovavano normale che un imprenditore venisse multato fino alla rovina per aver pronunciato una sola frase in pubblico (“l’evasione non è un reato grave”), fino a ieri trovavano giusto che un senatore venisse condannato per aver pronunciato una frase contro il presidente della Repubblica e un altro senatore per una frase contro la bandiera, trovavano normale che dei ragazzi ventenni venissero ricercati in tutta Italia, braccati dalla polizia postale e accusati di un reato (penale, si intende) per aver lasciato dei commenti su Facebook sul presidente della Repubblica. Ebbene, tutta questa gente, tutta questa intellighenzia, che trovava “normale” tutto ciò, che lo considerava addirittura “giusto”, oggi con che faccia si schiera dalla parte della sacrosanta libertà di espressione? Ci dobbiamo fidare di loro?

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di on 12 gennaio 2015. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

12 commenti a La Francia reagisce. L’Italietta nega

  1. Marco Rispondi

    12 gennaio 2015 at 07:59

    Questo è.In Italia ,paese comunista a tutti gli effetti,sosterremo mentendo sempre questi assassini .Tutte le riunioni nelle varie città avevano gli striscioni colorati della pace.Chidiamoci dove sia la destra .Questi portatori d’odio ci sovrasteranno è già oggi siamo meno liberi e più impauriti di ieri e domani?

  2. ultima spiaggia Rispondi

    12 gennaio 2015 at 09:22

    Parete grande, grande pennello. Marcia grande, grande pensiero: “I nostri valori sono più forti delle loro minacce” Lo avrebbe detto il premier Matteo Renzi, rottamatore ieri, grande pensatore oggi. E avrebbe aggiunto: “Io sono Charlie” e “Sono anche ebreo ed europeo”.
    Potrà essere anche Pinocchio, ma deve specificare quali sono i valori che si attribuisce… perché a me vien da ridere.

  3. Franco Rispondi

    12 gennaio 2015 at 09:29

    Quanta gente alla manifestazione per la libertà di satira! Quando la satira la fece Calderoli con la sua maglietta fu costretto a dimettersi in mezzo alla riprovazione dei benpensanti. Non sono un indovino ma ho la certezza che se la strage fosse stata compiuta fra i giornalisi della Padania o del Giornale o di Libero o fra la redazione dell’ Intraprendente (toccatevi i gioielli di famiglia per prudenza) non ci sarebbe stata nessuna manifestazione. Si sarebbe detto che se la sono cercata. Ma i giornalisti di Charlie facevano parte della sinistra …..
    Beh, io non amo la violenza e sono contrario all’ invasione dell europa da parte di gente fra cui forse solo il cinque per cento sono veri profughi, ma “io non sono Charlie”.

  4. Lorenzo Rispondi

    12 gennaio 2015 at 09:42

    La libertà come la vuole la sinistra puzza di doppio standard: tutti per la libertà di espressione in Francia, ma avendo il governo di F. Hollande legalizzato i matrimoni gay, chi difende la famiglia tradizionale rischia grosso. Poi in un altro paese, la Svezia, impediscono a uno famiglia americana-svedese di fare homeschooling con la loro figlia perché la bambina non può stare in casa e non andare a scuola, quando negli Stati Uniti è una cosa normale e non un’anomalia. Eppure la Svezia si vanta di essere difensore dei diritti umani.

  5. Alessandro Litta Moldignani Rispondi

    12 gennaio 2015 at 10:03

    Per amore della verità e per onestà intellettuale. Come ho scritto, dopo una mezz’ora dall’inizio di quella manifestazione me ne sono andato. (Saranno state presenti al massimo 500 persone. Nel corso del pomeriggio ne sono arrivate molte altre. Fra gli altri, ha preso la parola Maryan Ismail, somala e musulmana, che ha ricordato con dolore gli ebrei vittime dell’attacco di Parigi, suscitando (mi dicono) la più grande ovazione unanime della serata. Anche altri hanno condannato il fondamentalismo islamico, a modo loro. Tutto ciò rettifica in parte quanto ho scritto, derivante dalla mia impressione iniziale, ma non modifica il mio giudizio sulla iniziativa nel suo complesso. E’ stata una manifestazione tipica del pacifismo di sinistra, con i suoi riflessi condizionati e i suoi tic, le sue idealità e le sue contraddizioni. In queste tragiche circostanze, serviva altro. Io credo che il PD in questo caso abbia voluto dare l’adesione con una certa superficialità, per evitare guai peggiori.

  6. Alessandro Litta Moldignani Rispondi

    12 gennaio 2015 at 10:03

    Per amore della verità e per onestà intellettuale. Come ho scritto, dopo una mezz’ora dall’inizio di quella manifestazione me ne sono andato. (Saranno state presenti al massimo 500 persone. Nel corso del pomeriggio ne sono arrivate molte altre. Fra gli altri, ha preso la parola Maryan Ismail, somala e musulmana, che ha ricordato con dolore gli ebrei vittime dell’attacco di Parigi, suscitando (mi dicono) la più grande ovazione unanime della serata. Anche altri hanno condannato il fondamentalismo islamico, a modo loro. Tutto ciò rettifica in parte quanto ho scritto, derivante dalla mia impressione iniziale, ma non modifica il mio giudizio sulla iniziativa nel suo complesso. E’ stata una manifestazione tipica del pacifismo di sinistra, con i suoi riflessi condizionati e i suoi tic, le sue idealità e le sue contraddizioni. In queste tragiche circostanze, serviva altro. Io credo che il PD in questo caso abbia voluto dare l’adesione con una certa superficialità, per evitare guai peggiori.

  7. Ernesto Rispondi

    12 gennaio 2015 at 12:27

    La manifestazione di Parigi ci racconta perfettamente una verità: esiste, in questo momento ed in Europa, un “comitato” marxista che pretende, completamente a torto, di rappresentare i valori più alti e nobili della democrazia. Questo gruppo di “Illuminati Comunisti” incanala qualunque cosa, anche le tragedie generate dalla violenza religiosa; qualunque cosa accada viene masticato, predigerito e poi offerto “alle masse” in una forma plausibile per continuare a fare propaganda marxista. L’acriticità (e la malafede) della stampa mainstream permettono a costoro, attraverso la vasta rete di appoggi di cui godono, di piegare qualsiasi evento. Viviamo, in pratica, DENTRO all’incubo distopico di Orwell, e tragicamente mancano voci che lo denuncino. La sinistra marxista tutto piega a se stesso. Riscrive presente e passato, in nome di un futuro ancor più distopico del presente, dove solo i maiali, loro, sono davvero uguali. E se per questo futuro non bisogna inimicarsi gli assassini islamici, perché dalle parti del mondo arabo ci sono i rubinetti da cui scoore petrolio e scorrono petrodollari, allora si chiamano “le masse” piene di buone intenzioni in una manifestazione che sembra quello che non è. Sembra una reazione ai vigliacchi assassini, ma è invece uno show muscolare contro chi si oppone al marxismo imperante, come a dirgli: “Visto? Non solo facciamo credere alla gente ciò che vogliamo, ma persino vi impediamo di venire in piazza a manifestare, dopo che è accaduto esattamente quello che voi prevedevate”. Tutti a cercare la malattia europea, e nessuno la chiama col suo nome: comunismo! Ci sono due interessi convergenti che si intrecciano contro l’Europa che conosciamo. Il primo, quello di un islam oppressore e conquistatore che vuole occupare e conquistare il “vecchio mondo”, per imporre l’islam, che non è religione ma regime assoluto, almeno nell’interpretazione salafita-wahhabita che dal 1930 ha spazzato via qualsiasi altra. Il secondo, quello del comunismo; il comunismo sconfitto nella strategia novecentesca delle “rivoluzioni”, che ha tolto il manganello e indossato il doppiopetto, ed elaborato una strategia per arrivare al potere attraverso i “salotti buoni”. Ma l’ideologia sottostante è la stessa, marcia e violenta, è l’ideologia che vuole privare chiunque della libertà in nome di un egualitarismo di facciata che nasconde la dittatura violenta di pochi. E’ evidente, o dovrebbe esserlo, che i due mostri, islam e comunismo, stanno convergendo su strategie comuni. Riescono a nasconderlo perché controllano di fatto integralmente il mondo dell’informazione. Un’ultima riflessione. Per l’Italia Prodi, Monti e Renzi.Le tre facce, cronologicamente, della presa del potere del marxismo in Italia. La costante? Tutti e tre hanno finto per una vota, e fingono, di non essere comunisti. Il più spregevole dei tre, quel Mario Monti che, con la giusta divisa addosso, altri non è se non il “compagno generale” che narra in flashback la storia del dottor Zhivago: arido, falso anche con se stesso, spregiudicato approfittatore cattocomunista e avido assetato di potere.

  8. adriano Rispondi

    12 gennaio 2015 at 14:17

    Non mi fido di loro ma non mi piacciono i ragionamenti troppo complicati.Il nazismo fu battuto da paesi governati da sistemi diversi che però riconoscevano,non importa perchè,il nemico comune.E’ questo che conta.La Francia ha dimostrato di non essere unita.Inutile chiedersi perchè ma la signora Le Pen non era gradita e non c’era.A me non piace come non piacerebbe Stalin ma all’occorrenza non la bandisco se c’è un obiettivo comune.L’obiettivo comune oggi dovrebbe essere fermare l’islam.Non c’è unità su questo perchè in realtà quasi per nessuno è l’obiettivo.Mancando questo tutte le altre considerazioni,vere o false,perdono di significato e non hanno valore.Troppe sfumature di grigio ci faranno diventare neri.

  9. step Rispondi

    12 gennaio 2015 at 14:48

    La sinistra europea, soprattutto quella italiana, sa benissimo quello che fa, non è che “non riesce a vedere” bensì usa tattiche strumentali e pretestuose, come ad esempio è strumentale tutto il discorso sulll’antifascismo: il fascismo è un socialismo, quindi in realtà è sinistra, ma i socialcomunisti italiani lo hanno sempre prefigurato come a loro opposto, ed essendo il fascismo il male assoluto la sinistra risulta automaticamente il bene assoluto. La sinistra italiana, poi, è ancora più ipocrita e più incisiva di altre, avvantaggiata da decenni di predominio culturale, predominio dovuto a una destra ridicola o inesistente e dovuto anche a una Chiesa di Roma ormai su posizioni di estrema sinistra morale.

    Comunque, la “politicità” in senso schmittiano, diciamo più in generale il tasso di conflittualità, fatto uscire dalla porta rientra dalla finestra, basti pensare all’esclusione del Front National dalla manifestazione: il FN, che certamente non mi piace, rappresenta pur sempre milioni di persone: la sua esclusione indica che le “buone intenzioni”, ammantate di retorica dell’universale, creano e accentuano gli antagonismi, esasperano le posizioni diverse e quindi confermano che la politica sarà sempre polemos, per quanto le anime belle ne dicano o ne pensino.

  10. Albert Nextein Rispondi

    12 gennaio 2015 at 18:23

    C’è tempo per dare giudizi ben fondati e sereni.
    Lasciamo che il tempo curi le ferite.
    E che altri attacchi terroristici si manifestino.

  11. cristiano Rispondi

    12 gennaio 2015 at 21:17

    Ho sentito una rappresentante del”piddì” dire che i barconi non portano terroristi…ne ho sentito un’altro dire che l’islam non ha niente a che vedere con gli assassinii in Francia,ne ho sentito un ‘altro ancora dire che dobbiamo abbracciare i nostri amici mussulmani…Ecco,questo è il pensiero progressista che ci sta ammorbando e mettendo in pericolo.Io maledico quei personaggi che negano la realtà terribile che si sta presentando alle nostre porte, e il giorno(spero mai)che succederà qualche brutta storia anche qui in italia,spero che qualcuno chiami in causa quegli sprovveduti e che vengano chiamati alle loro gravi responsabilità. Le persone “ideologicamente ottuse”sono un pericolo per la società.

  12. maurizio Rispondi

    13 gennaio 2015 at 08:16

    Dobbiamo considerare che il Comunismo e quindi la sinistra Italiana , si base su un ideologia falsa e ipocrita.
    Essendo i popolo Italiano un popolo di disonesti , non possiamo meravigliarci che i sostenitori della sinistra Italiana , siano così numerosi e si comportino così.
    Disonesti nel pensiero e nei fatti.

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