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Ho visto un centrodestra…

Ho visto un centrodestra o almeno frammenti di esso, ed è già una notizia. Intendo un centrodestra non compromesso con le attuali politiche del tassa & spendi e non nazareno, ovviamente. Di Cavalieri imbavagliati dai patti e dalle circostanze (Berlusconi) e di cavalier serventi (Alfano) ne abbiamo fin troppi, e allora tanto vale l’originale, il giovin presidente del Consiglio.

No, invece sabato al Cinema Adriano di Roma c’era quantomeno un’ipotesi di opposizione, intendo di opposizione alternativa e con aspirazioni di governo, non un’allegra brigata itinerante tra Mosca e Pyongyang, non derivati del grillismo come il salvinismo. Gli amici di Sveglia il Centrodestra (organizzatori dell’evento insieme alla Fondazione Farefuturo di Adolfo Urso), al contrario di altri rodati nel lavoro distruttivo della critica, ma balbettanti appena si tratta di porre un mattone per costruire, coltivano una sana vena di realismo politico. Dimorano nella realtà e cercano in essa i semi del poi, e non hanno potuto che constatare. Non habemus leader oggi, no, non nel senso di uomo baciato dalla Fortuna (spesso sommamente ingiusta) quanto Matteo Renzi e dotato di comparabile carisma comunicativo. Habemus metodo però, e trattasi in realtà di una formidabile questione di merito: far saltare le prigioni, le satrapie, le balcanizzazioni ombelicali del centrodestra, nientemeno. Il metodo si chiama “primarie”, questo giornale lo grida da tempo, e a Roma c’erano tre capi politici dichiaratamente a favore di questa battaglia rigenerativa del consenso, tre ipotesi di futuro: Flavio Tosi, Raffaele Fitto, Giorgia Meloni. Il leghismo evoluto in liberismo federalista, e non degenerato in pseudoputinismo da osteria. Il forzismo frondista e orgogliosamente anti-renziano. Il conservatorismo fiero, ma non sequestrato dai fantasmi novecenteschi. A contorno del menù, incursioni rapide di professionisti, imprenditori, umiliati e offesi a vario titolo dal Paese senza opposizione, tra cui il sottoscritto. Che, per quel che vale, ha insistito su una parola d’ordine: facciamo il Partito Repubblicano. Il grande contenitore plurale, concorrenziale al suo interno e incalzante verso l’esterno, che dichiari la propria ambizione. Il governo del Paese, per archiviare quello che c’è e costruirne un altro. Dunque primarie, a maggior ragione, fortissimamente primarie, contiamoci e guerreggiamo e legittiamoci a vicenda, noi e i nostri rapporti di forza, tramite il consenso. Per poi lanciare granitici l’Opa sul Paese.

L’hanno fatto, i tre, hanno stretto un patto per le primarie che, forse per la prima volta, è un’oggettiva notizia politica, un passo avanti misurabile in direzione dell’altro centrodestra, quello che non ci sta al doppio canovaccio ricattatorio, Nazareno o opposizione perenne, dunque Nazareno o morte. No, si può dimorare fuori dal Nazareno e lavorare per scalzarlo, farlo implodere, “rottamarlo” direbbe la neolingua renziana. È un passo irreversibile, non si torna indietro, è un discorso sul metodo che politicamente significa: candidati scelti, a tutti i livelli, tramite primarie, specie il premier, e in era post-berlusconiana nessuno ha un diritto di primogenitura, tantomeno Salvini.

Serve la corsa, dopo il via. Serve che il temporeggiare neodemocristiano ceda il passo, quantomeno per sopravvivenza, alla rottura esplicita, alla dichiarazione di alterità irreversibile rispetto al renzusconismo. Serve che dopo il patto per le primarie ci siano i luoghi per firmare e le cabine per votare. Flavio Tosi lo ha fatto notare, intervenendo dopo un Fitto comprensibilmente, ma ormai inutilmente, prudente. Facciamo le primarie, facciamo il Partito Repubblicano, e forse faremo in tempo a non morire di tasse e Stato.

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di on 12 gennaio 2015. Filed under Editoriale. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

17 commenti a Ho visto un centrodestra…

  1. adriano Rispondi

    12 gennaio 2015 at 17:39

    Mi dispiace ma dissento su quasi tutto.Per favore,lasciamo stare “Farefuturo”.Lei ha ragione su un punto.Manca un capo.Va bene,sostituiamolo con un programma di novità.E’ da lì che bisogna partire.Scelga lei un argomento.Riforma della costituzione,revisione dei trattati europei,uscita dall’euro con indicazione di come fare,proposte per razionalizzare la spesa e eliminare gli sprechi,riforma fiscale,riforma della giustizia o qualsiasi altra cosa che serva a tentare di cambiare lo stallo attuale.Si dica almeno su un argomento in modo chiaro cosa si vuol fare,non il solito elenco di buone intenzioni nascoste nella nebbia.Dicono che il 50% degli elettori,se si votasse oggi,si asterrebbe.Si pensa di far loro cambiare idea con le primarie alla genovese?Le primarie sono un trucco che nasconde l’assenza di idee.Fra le tante inutilità che si stanno facendo c’è la nuova legge elettorale.Invece dei pasticci che si stanno cucinando si proponga il maggioritario con collegi uninominali a turno unico illustrando i benefici che ci sarebbero.Si parli dell’introduzione della democrazia diretta.Referendum propositivo senza quorum.Almeno sarebbe una votazione vera.Quella delle primarie come viene regolata?L’unico aspetto positivo di quello che lei illustra è l’apparente buona volontà di creare una nuova formazione politica.Per finire, su Salvini.Avrà tutti i difetti di questo mondo ma a me pare sia stato scelto con una votazione popolare.In questo caso il metodo “primarie” è “secondario”?

  2. Albert Nextein Rispondi

    12 gennaio 2015 at 18:20

    Non mi piacciono.
    Sono scartini di briscola.
    Mancano l’asso e il tre.

    E poi non sono liberali di formazione.
    Tutto, ma non liberali.
    Naturalmente non li voterò, mai.

  3. Liutprando Rispondi

    12 gennaio 2015 at 18:52

    Naaaaa!!!!
    Non ci siamo ragazzi. Il trio fa pena.

  4. Marco Rispondi

    12 gennaio 2015 at 23:45

    Forse non il massimo ma se nessuno ci prova non avremo mai una virata per un centro destra possibile. Forse il patto tra il vecchio e il nuovo troverà modo di separazione e magari il vecchio che è più giovane del giovane magari capirà quanto danno sta procurando a chi gli ha dato milioni di voti.

  5. peter46 Rispondi

    13 gennaio 2015 at 00:09

    Direttore Sallusti…ai tre ho fatto sapere che non sono i miei preferiti…che aspetto il prossimo che ‘tempo fa’,ricorda?,avevamo,Noi(non lei,io e qualcun altro a dx o cdx),’ordinato’ a quella ditta ‘assemblatrice’ dei singoli ‘desiderata’…spero di non essere il solo a cui hanno risposto…perchè a me,tutti e tre,hanno subito risposto…
    “che se ne faranno una ragione” hanno scritto,
    e ci creda o no mi hanno anche scritto di continuare ad aspettare,e nel frattempo di non ‘disperare’,ma “ridi che mamma farà gli gnocchi”…prima o poi.

  6. ultima spiaggia Rispondi

    13 gennaio 2015 at 09:35

    Non mi convince Fitto per il suo temporeggiare, ma Tosi e Meloni hanno idee chiare, grinta e carisma.
    Il centrodestra deve però guarire dalla berlusconite.

  7. Liutprando Rispondi

    13 gennaio 2015 at 10:45

    E a dir la verità non sappiamo che farcene di una destra o di un centro-destra: alla prova dei fatti sono identici agli altri che sono anche piuttosto stupidi.

    C’è bisogno di qualcuno che mandi al diavolo la ridicola costituzione italiana e ci liberi dalla occupazione italiana.

  8. Talita Rispondi

    13 gennaio 2015 at 12:29

    Caro Giovanni,
    il titolo del tuo articolo mi ha fatto pensare al celeberrimo monologo finale di “Blade Runner”:
    _________
    «Ho visto cose che voi umani non potreste immaginare… navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia. È tempo di morire».

    Poi, una volta dentro l’atmosfera filmica, mi sono accorta che è perfettamente IT, perché oggi corriamo tutti sul filo del rasoio, e non ci mancano nemmeno i REPLICANTI come Roy Batty:
    prodotti dell’ingegneria politico-genetica, che imitano perfettamente le fattezze umane ma sono automi fatti in serie, con etichetta “homo politicus” e meccanismo interno che ostacoli assolutamente la creatività.

    Ora, nel film Roy Batty è un unicum tra gli automi suoi pari, perché ha acquisito coscienza di sé.
    I vari gruppetti replicanti nella nostra politica, invece, non mi sembrano aver ancora raggiunto quel livello: inclusa la trimurti della leopolda blu
    (che mi fa anche pensare ai Biechi blu di “Yellow Submarine”: la fiction ha sempre anticipato la realtà).
    Domande:
    ● Convegno con FareFuturo?! Sembra che “novità” significhi ignorare l’ombra di Fini.
    ● Fitto sta già gocciolando via? Leggendo qui, la troika della Sveglia mi è sembrata una scultura di ghiaccio in via di scioglimento.
    ● Esiste un elenco dei partecipanti alla Sveglia? Soprattutto per quanto riguarda le categorie “ professionisti” e “imprenditori”, per ovvie ragioni.
    ● Si può leggere da qualche parte il PROGRAMMA puntuale del futuro Partito repubblicano? O come altro si chiamerebbe. Credo sia l’unico argomento davvero qualificante di ipotesi, propositi, chimere… ed efficace per riportare la gente alle urne. Ormai le parole sono un bel po’ usurate e l’entusiasmo per il futuribile non basta più.

    Ultima domanda:
    l’ “opposizione alternativa e con aspirazioni di governo” è cosa buona e giusta, ma il fatto è che l’attuale coalizione è tra 3 partitelli (1 partitello e due porzioncine di Partiti).
    Dunque e per esempio, se tale coalizione incassasse il 10% dei voti alle prossime elezioni politiche, farebbe opposizione seria e a sé stante oppure si sfalderebbe in tante belle quagliette svolazzanti?
    Non è argomento di poco conto, bensì profondamente METODOLOGICO: come e più delle primarie.

    E, proprio in vista delle primarie (a cui personalmente credo pochissimo, ma comunque parteciperei), occorre davvero cominciare a ragionare sulla biografia e sul curriculum della gente che si propone.
    Perché va benissimo eliminare dai propri pensieri i cavalieri imbavagliati e quelli serventi, ma è altrettanto importante non sostituirli con nuovi gggiovani similrenziani:
    quelli che “non partecipi, se hai più di 40 anni”.

    E davvero non capisco come ci si possa dare tali martellate sugli alluci, e poi pretendere voti alle primarie. Mah!

    • Alvaro Rispondi

      13 gennaio 2015 at 15:23

      Cara Talita,
      come al solito hai perfettamente ragione in buona parte della tua analisi molto scettica, per non dire molto critica, su questo centrodestra ma io allora ti domando: dobbiamo rimanere nello stallo attuale?
      Il centrodestra deve ridursi ad essere ormai la ruota di scorta di “fonzarelli” se non addirittura il suo “salvatore” pur essendo all’opposizione?
      Se nessuno inizia a costruire nulla mai nessuna casa sara’ poi possibile portare a termine, non credi?
      E’ chiaro, anzi deve essere chiarissimo, che ormai chi ha deciso di percorrere una strada diversa da quella di Berlusconi deve obbligatoriamente tagliare con il machete il cordone ombelicale che ancora lo lega al passato.
      Come deve essere chiaro che la PRIMA cosa da fare e’ preparare e poi presentare ai cittadini un programma alternativo vero, valido e sopratutto attuabile, altrimenti la solita perdita di tempo “pro domo”, non “sua” ma loro.
      Quando parli di primarie alle quali, e non ho il minimo dubbio in proposito, andresti a votare, ti faccio una domanda: le vorresti come quelle in Liguria e in altre regioni del PD o proporresti qualche controllo in più, come che ne so’, farsi accompagnare da mamma e papa’?
      Dobbiamo, anzi, dovete muovervi non potete assistere impotenti allo sfascio di questa nazione perpetrato da Matteo, i suoi “yes man” e le sue “amazzoni”.
      Alvaro.

      • Talita Rispondi

        13 gennaio 2015 at 15:36

        No, Alvaro,
        non dobbiamo rimanere né nello stallo né tantomeno nelle stalle.
        Dobbiamo PARLARE CHIARO.
        (E mi sembra operazione difficile, visto che avevo creduto di aver parlato chiaro.)

        Le parole sono la nostra magia e, come è noto nella tradizione pop, esiste la magia nera e la magia bianca.
        Io appartengo alla scuola di pensiero wicca.
        E purtroppo ritengo che per risolvere la situazione italiana ormai incancrenita, i convegni e le belle parole sono pannicelli caldi, perché ci vorranno le cattive maniere.

        Non so come, non so quando, ma almeno spero di aver parlato chiaro stavolta.

        P.S.
        A dirla tutta, mica ho capito in che cosa la tua posizione differisce dalla mia delle ore 12!

        • Alvaro Rispondi

          13 gennaio 2015 at 16:58

          Cara Talita,
          infatti, la mia posizione non differisce quasi per nulla dalla tua e volevo semplicemente farti una domanda, alla quale hai poi risposto dicendo: dobbiamo PARLARE CHIARO.
          Ma nello stesso tempo volevo anche mettere in evidenza, e ancora non so come tu la pensi, che il centrodestra deve affrancarsi dalla ormai inutile stretta “mortale” di Berlusconi.
          Alvaro.

          • Talita

            13 gennaio 2015 at 19:04

            Caro Alvaro,
            Berlusconi ormai non stringe più nulla.
            Se non i cordoni della borsa.

            Anche ‘sta menata di Berlusconi-ostacolo a una Destra che sbocci come un fiore meraviglioso è solo un alibi (eufemismo) per non ammettere l’assoluta mancanza di leader credibili.
            Oppure piacioni, come vuoi tu.
            Perché, se ci fossero competitori validi, Berlusconi potrebbe stringere qualsiasi cosa anche con una super-tenaglia, ma verrebbe comunque deposto.

            Il fatto è che finora B – a parte le iniziali idee politiche che sono andate a farsi friggere – ha sempre pagato tutto e tutti, cosicché, avendo chiuso i rubinetti, oggi mi sembrano lecite due deduzioni.

            1.
            Gli ex mercenari politicanti dell’ex Pdl o hanno già trovato o dovranno trovare altri metodi per portare a casa la michetta quotidiana.
            In questo caso, i più fortunati sono:
            a) quelli che possiedono un lavoro, ma sono rari;
            b) quelli che possiedono un minimo di pudore, e non sputano nel piatto in cui hanno mangiato a crepapelle, finché il giocattolo non si è rotto.

            2.
            Gli elettori per lo più non andranno a votare, Berlusconi o non Berlusconi.
            Comunque gli ex Pdl hanno già cambiato bandiera nelle precedenti votazioni.
            Gli affezionati berlusconiani voteranno o per Berlusconi o per Salvini.
            Ovviamente secondo me, perché non ho potuto consultare la mia sfera di cristallo.
            Quindi, salvo errori&omissioni.

  9. Alvaro Rispondi

    13 gennaio 2015 at 14:47

    Cari commentatori,
    quanti libri avete letto? Siete arrivati a 3 o vi siete fermati a 2 come afferma il “vostro” presidente del consiglio ovvero “fonzarelli” e/o “mentitore feriale” e/o “fumo di Londra” e chi più ne ha più ne metta?
    Io, onestamente parlando, poiché mi piace “viver come bruto” non ne ho letti neppure 2 e mi sono fermato a 1, chissà se ho fatto bene.
    A parte gli scherzi, se non riusciamo a sorridere ogni tanto la vita cosa sarebbe, ma può uno s/Presidente del Consiglio essere cosi’ puerile nel parlare?
    Qualche frase di Dante la conosce pure il mio cane ma per carità di patria non la recita.
    Alvaro.

    • ultima spiaggia Rispondi

      13 gennaio 2015 at 23:56

      Per capire la politica di Renzi basta aver letto le avventure di Pinocchio. Siamo fermi da mesi al capitolo in cui Pinocchio ha seminato 80 euro nel campo dei Miracoli. Bisogna aver pazienza

  10. Marco Rispondi

    14 gennaio 2015 at 00:08

    D’accordo su Salvini. Una imbarazzante deriva genetica post-leghista. Per il resto, siamo di fronte ad un ex democristiano più rotondo di una biglia, che ha esaurito la sua spinta propulsiva in una infinita militanza da delfino di scorta, una inutile post finiana spessa come una sogliola, un buon sindaco e poi un buon sindaco. Mi pare pochetto per riaccendere i motori del centrodestra, e ancor meno quelli liberali.

  11. Jolbi Rispondi

    14 gennaio 2015 at 08:49

    Sono d’accordo che le idee e i programmi passano per gli uomini… Ma ancora una volta siamo qui a parlare di ” uomini” ( leader veri o presunti, in pectore o in carriera, in boccio o sfioriti…) ma non abbiamo ancora uno straccio di idea da loro o da altri proposta per risolvere almeno uno dei nostri problemi o un pensiero di come arrivare alla soluzione!!!
    Forse il vero metodo da cambiare è proprio questo: prima i contenuti sul unici si confronta e poi le persone per sostenere questi contenuti!!

    • Talita Rispondi

      14 gennaio 2015 at 11:44

      “Prima i contenuti e poi le persone”:
      mi sembra il classico metodo per rigirare una frittata.
      Utile magari per non farla bruciare, ma sempre la stessa frittata rimane.
      Rigirare non è risolvere.

      Esempio A:
      ci si presenta un programma bombastico: sollevare il mondo e metterselo in spalla come Atlante.
      Wow!
      Però ce lo presenta un omettino rinsecchito – faccia da ebete – peso 50 kg. scarsi – muscoli non pervenuti (uno di quelli che “insegna”, appunto perché non sa fare un cactus).

      Esempio B:
      Si candida alle primarie un Ercole redivivo, con Dna incrociato a un Sansone volenteroso, che ci lascia sperare nella morte di tutti i Filistei.
      Ri-wow!
      Ma il programma è “Stiamoce tranquillini, perché alzare la voce è stancante e far crollare i templi fa troppa polvere”.

      Dunque, a parte le iperboli per semplificare, secondo me occorre un possibile leader (UNO) che dia un minimo di garanzia sulla base di ciò che ha concluso positivamente in passato e sulla base di un programma esposto con estrema chiarezza e puntualità.
      Programma di cui i punti prioritari dovrebbero essere:
      1. Giustizia
      2. Immigrazione
      3. Economia ed emostasi contro il dissanguamento (ormai emorragico) del popolo.

      Esattamente in quest’ordine.
      Secondo me.

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