Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Dio benedica l’ (altra) America

"American Sniper" è campione d'incassi sia qui che negli Usa. Perché mostra, oltre il mainstream obamiano e isolazionista, gli States che non lasciano indietro nessuno, che ci hanno liberato da nazismo e comunismo, che non abdicano all'idea che il mondo possa essere un posto migliore. E di cui abbiamo bisogno come non mai...

clintChris Kyle è oggi l’icona dell’altra America, American Sniper il suo manifesto programmatico. E Clint Eastwood è il nuovo maestro della controcultura.

Gli Stati Uniti non sono mai una cosa sola: di ogni cosa – di ogni fenomeno, di ogni idea, di ogni prodotto – fabbricano sempre anche il suo opposto, oltreché una gamma pressoché infinita di variazioni intermedie. La complessità del reale è anche la migliore strategia di marketing, e la democrazia politica, intrinsecamente pluralista, si sposa alla democrazia economica, necessariamente concorrenziale. È la perpetua divisione interna il motore incessante che muove l’America. Negli anni Sessanta il concetto di “altra America” nacque per definire quella parte di opinione pubblica schierata all’opposizione, per i diritti civili e contro l’intervento militare in Vietnam. Martin Luther King, Jr. e Joan Baez rappresentavano i “buoni”, il Ku Klux Klan e Nixon erano i “cattivi”. La sinistra qui da noi s’innamorò di questa rappresentazione, che riusciva a tenere insieme l’antiamericanismo e l’amore per il rock, dimenticando che ogni America è un’“altra” America, perché l’America è tale proprio perché ce ne sono tante. Il Primo emendamento, con quel che ne consegue, è una cosa molto seria.

Oggi l’America mainstream è incarnata da Obama, democratico, nero e, soprattutto, isolazionista. Non è una posizione nuova, e spesso è stata maggioritaria: senza Pearl Harbour non avremmo probabilmente avuto nessun “impero americano” (avremmo avuto il Reich millenario, ma questo è un altro discorso). L’isolazionismo è scritto nel codice genetico degli Stati Uniti, è parte integrante dell’ideologia dei Padri fondatori. In fondo, osservava una volta un amico americano, noi siamo quelli che se ne sono andati dall’Europa con l’intenzione di non averci più niente a che fare.

Tutta la politica estera di Obama si fonda sull’assunto che gli Stati Uniti non hanno nessun destino manifesto da realizzare, nessuna missione da compiere, nessuna battaglia da ingaggiare se non quella per la propria difesa in caso di attacco. Dunque il compito del commander in chief è oggi quello di ritirarsi entro i propri confini, e qui restare. Per questo Obama non era a Parigi: preché Parigi non è in America. Molti repubblicani la pensano allo stesso modo (gran parte del Tea Party, per esempio), molti democratici dissentono (Hillary Clinton, per esempio): la corsa alla Casa Bianca, per noi che americani non siamo, è tutta qui.

Chris Kyle, con la forza che gli deriva dall’essere vero e dall’essere l’eroe di un grande film di Hollywood campione d’incassi e pluricandidato all’Oscar, è oggi qui a dimostrarci che l’altra America – l’America che non lascia indietro nessuno e che trova nella difesa della libertà la propria bussola e la propria stessa natura – può ancora vincere e riprendere in mano, per quanto le è consentito, il corso della storia, così che “l’idea di un governo del popolo, dal popolo, per il popolo, non abbia a perire dalla terra”.

Chris Kyle è un cane da pastore, proprio come gli aveva insegnato suo padre nella scena che apre il racconto della sua vita: si occupa di difendere le pecore dai lupi. Si prende cura. Protegge, aiuta, salva. Protegge i suoi compagni in missione, e li protegge quando tornano a casa mutilati o impazziti (sarà uno di loro ad ucciderlo). Proteggendo i suoi compagni protegge la sua famiglia, e con lei l’America, e con l’America il mondo intero – anche i milioni di musulmani vittima del fondamentalismo, e forse soprattutto loro.

Nell’affettuoso, tenero, persino ingenuo prendersi cura di Chris Kyle c’è tutta la nobiltà dell’altra America, l’America che ci ha salvato dal nazifascismo e dal comunismo, l’America che spende miliardi di dollari per proteggere le libertà di cui allegramente (e giustamente) godiamo per dileggiarla e insultarla, l’America che non rinuncia all’idea che il mondo possa essere un posto migliore, cioè più sicuro.

Condividi questo articolo!

di on 21 gennaio 2015. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

19 commenti a Dio benedica l’ (altra) America

  1. Alvaro Rispondi

    20 gennaio 2015 at 09:17

    Caro Fabrizio,
    e gia’ so quanti commenti contro potrei avere, e Lei con me, ma voglio dirle Grazie.
    Grazie per aver ricordato a qualcuno che se in Italia e in Europa siamo nelle attuali condizioni lo dobbiamo “anche” agli Stati Uniti e, forse, sopratutto agli Stati Uniti d’America.
    Non dovremmo mai dimenticare tutti i guai, di ordine politico ed economico, che il comunismo ha portato nei paesi dell’Est europeo, dopo la seconda guerra mondiale, e di quelli che avrebbe potuto portare il nazismo in caso di una sua vittoria.
    La memoria questa sconosciuta per molti, troppi europei italiani compresi, dovrebbe essere invece un punto fermo dalla quale ripartire in una nuova visione della liberta’ di noi tutti verso il nuovo nemico rappresentato dall’islam.
    Alvaro.
    P.S. Forse sbaglio, anzi, sicuramente sbaglio ma non vedrei male una nuova CROCIATA.

  2. morello stefano Rispondi

    20 gennaio 2015 at 10:14

    E’ vero , ci sono tante americhe ma l’America che si prende cura degli altri non esiste . Se lo fa è solo perche’ cio’ è funzionale ai propri interessi.
    Kyle ama la patria e si prende cura dei compagni americani ,punto e basta .
    Noi godiamo del fatto che qualche volta prendendosi cura di se ne abbiamo vantaggio anche noi . Lo dice anche Lei a proposito di Pearl A.E Dio solo sa se non sono grato ai giovani americani morti per combattere i nazisti e i giapponesi. Ma dove è l’America che si prende cura degli altri,nella scampata 3a guerra mondiale per Cuba? nelle primavere arabe che hanno destabilizzato il Mediterraneo? Nei consumi smodati che hanno inquinato il mondo ? o nell’uso inconcepibile delle risorse idriche per il fracking ?
    L’America sa prendersi cura dei propri interessi ,cosa che noi non sappiamo fare ed è per questo che l’ammiriamo e vorremmo essere Americani

    • Alvaro Rispondi

      20 gennaio 2015 at 11:01

      Ma dov’è l’America che si prende cura degli altri, nella scampata terza guerra mondiale per Cuba?
      E si, proprio, l’ha salvato dalla dittatura comunista che le avrebbe impedito addirittura di scrivere quello che sta scrivendo oggi non crede?

      Nei consumi smodati che hanno inquinato il mondo?
      Potrebbe gentilmente spiegare di quale inquinamento Lei sta parlando?
      Ideologico, culturale, o puramente e solamente materiale?

      O nell’uso inconcepibile delle risorse idriche per il fracking?
      Inconcepibile perché in questo modo si stanno sottraendo ai ricatti dei paesi arabi?
      E che mi dice del prezzo del petrolio che si sta abbassando, ed anche Lei ne sta avendo un vantaggio, proprio per il “fracking”?

      Ed ancora, si e’ mai domandato il perché l’America riesce a fare i propri interessi e noi no?

      Alvaro.

      • morello stefano Rispondi

        20 gennaio 2015 at 12:46

        Caro Alvaro vedo che dopo aver contrapposto a dati di fatto informazioni politiche ed economiche strampalate o ignoranze inaccettabili ( cause dell’ inquinamento del globo ), alla fine riconosce che l’America fa i propri interessi Le motivazioni del fatto che noi non ne siamo capaci non aggiunge e non toglie niente all’affermazione

        • Alvaro Rispondi

          20 gennaio 2015 at 15:06

          Chiedevo una risposta sull’inquinamento e l’ho avuta: l’inquinamento del globo dipende dagli Stati Uniti.
          E pensare che io credevo, che ignorante che sono, che anche la Cina facesse la sua parte, senza parlare dell’India, del Brasile, dell’Indonesia, della Russia ecc, ecc, e invece no secondo il nostro Morello Stefano.
          Sulla mia risposta con informazioni politiche ed economiche strampalate le faccio una domanda: gentilmente mi dimostri dove e perché sono strampalate, troppo comodo cercare di mandare tutto in “caciara”.
          E per finire le ricordo che: attendo ancora una risposta alla mia ultima domanda perché dalla stessa si possono poi evincere altre cose.
          Grazie.
          Alvaro.

    • Lorenzo Rispondi

      20 gennaio 2015 at 11:53

      Il fracking è un’ottima invenzione. È grazie ad esso che se l’america si regge ancora in piedi.

    • Giovanni Comini Rispondi

      20 gennaio 2015 at 13:21

      sono pienamente d’accordo con te. Il male di questa epoca è il dio danaro e conseguentemente il consumismo di cui gli Stati Uniti sono la rappresentazione massima. Per ottenere il loro scopo , poi, non si accontentano di invaderci coi loro prodotti, ma vorrebbero imporci anche la loro presunta cultura, tagliare le nostre radici imponendoci la loro lingua è così l’italiano vorrebbero che diventasse una lingua morta. Vorrebbero farci diventare un enorme gregge di pecore, per poterci gestire meglio. Mi spiace, io non ci sto. Sono fiero di essere fuori dal gregge.

      • Giovanni Sallusti Rispondi

        20 gennaio 2015 at 13:40

        Caro Comini, libero di pensarla come vuole (è il vantaggio del modello americano-occidentale), ma le devo una precisazione di cronaca: oggi il “gregge”, per mera evidenza quantitativa, è anti-americano. È un gregge trasversale, che unisce la sinistra terzomondista e la destra nazionalista, è un gregge che adora l’autocrate Putin, invoca più protezionismo e più Stato, un gregge fondamentalmente socialista (come lo erano i due totalitarismi novecenteschi, prodotti tutti europei sconfitti dagli americani) e ossessionato dalle teorie del complotto e dall’odio per l’Occidente. Si rassegni, è in maggioranza. A presto

      • peter46 Rispondi

        20 gennaio 2015 at 17:49

        Egr.Comini…lei è fiero di essere fuori dal gregge?Faccia un altro sforzo,esca fuori dal ‘recinto’,anche…non in ‘disparte’ dal gregge,completamente fuori.Perchè ci è stata data la possibilità di pensarla come vogliamo…siamo stati dei ‘privilegiati’.Siamo stati,però…il privilegio di poter ‘consigliare’ come va il mondo ci è precluso,però:e che diamine con quel peccato originale cosa possiamo pretendere di più del pensarla,e,soprattutto,come vogliamo?Oggi è stata l’America,ieri,in altri articoli,Winston e necessariamente i loro/suoi discendenti.Come ci si può permettere di poter criticare ‘certi’ comportamenti che tutti sanno che hanno determinato altri comportamenti e che determineranno altri comportamenti.E quando mai i discepoli possono permettersi d’insegnare ai maestri…che abbiamo scoperti,anche?E soprattutto quello che dà più fastidio è dover dare ragione a ‘quella’:quando finirà il pagamento del mutuo?Possibile che solo noi abbiamo trovato la banca che ha erogato un mutuo ‘sessantennale’:se sono state già conteggiate le more e gl’interessi,altrimenti…
        Noi comunque,proprio per i comportamenti che determinano altri comportamenti,malgrado Angelino Alfano e Maroni ,allora,nei rispettivi ministeri,questo non l’avremmo permesso:
        http://www.corriere.it/cronache/08_febbraio_26/allam_tribunali_islamici_londra_dbb4fSc4-e433-11dc-9486-0003ba99c667.shtml

        Chissà se Magdi verrà ad informarci che,oggi,è già tutto diverso?

  3. alessioXL Rispondi

    20 gennaio 2015 at 11:20

    Alvaro, ti vedo bene insieme a Talita in testa al gruppo……a fare questa nuova crociata…per recuperare le pecorelle smarrite ahahahahahahaha!!!!!!

    • Lorenzo Rispondi

      20 gennaio 2015 at 11:51

      Quanto spreco di tastiera del computer…

    • Alvaro Rispondi

      20 gennaio 2015 at 12:44

      Er grillo zoppo.
      Ormai me reggo su ‘na cianca sola.
      – diceva un grillo – Quella che me manca
      m’arimase attaccata a la cappiola.
      Quanno m’accorsi d’esse priggioniero
      col laccio ar piede, in mano a un regazzino,
      nun c’ebbi che un pensiero
      de rivola’ in giardino.
      Er dolore fu granne… ma la stilla
      de sangue che sorti’ da la ferita
      brillo’ nel sole come una favilla.
      E forse un giorno Iddio benedira’
      ogni goccia de sangue ch’è’ servita
      pe’ scrive la parola Libberta’.
      E non aggiungo altro perché’ sarebbe una perdita di tempo.
      Alvaro.
      P.S. Se l’invidia fosse febbre ecc, ecc.

  4. gino Rispondi

    20 gennaio 2015 at 13:09

    La libertà concessa dall’America a noi tutti è da sempre lottata e sempre lo sarà, ma è nel senso che da alle nostre vite. Anche il fracking che rende autonoma l’America da paesi terzi è lottato .L’Opec terrà basse le tariffe dei barili per rendere industrialmente non conveniente l’estrazione di gas e petrolio con quel sistema. La guerra continua. L’America difendendo se stessa continuerà a difendere pure noi soprattutto dopo Obama.

  5. alessioXL Rispondi

    20 gennaio 2015 at 13:48

    per Alvaro
    “la lumachella della vanagloria che era strisciata sopra un obelisco guardò la bava e disse già capisco che lascerò una impronta nella storia..”

  6. Alberto Rispondi

    20 gennaio 2015 at 14:36

    Certo Rondolino, poteva fare a meno di spoilerare che fine fa il protagonista del film, visto che magari molti lettori (come me) non l’hanno ancora visto…

  7. romain Rispondi

    20 gennaio 2015 at 15:27

    caro Rondolino, apprendo ora che il regista (comunista) Moore si è scagliato contro il film, ulteriore definitiva conferma che il film è bello, che Clint Eastwood è un grande

    • Talita Rispondi

      20 gennaio 2015 at 19:27

      Ottima osservazione.

      Ma il pachiderma no-global deve essere assai nervoso per il divorzio in corso dalla sua ben gentile.
      Comprendiamolo, se delira!
      Tra l’altro, uno dei rischi più gravi per ogni XL è proprio la demenza.

      E comprendiamo pure che genere di no-global è questo qui.
      A giugno scorso, il sito “The Smoking Gun” ci raccontò che i coniugi Moore appartengono all’1% dei super-paperoni americani.
      Bello sputare sopra un Paese che te lo permette, eh?!
      Quindi adesso i due si devono spartire il forziere, e il pachiderma non baderebbe a spese: infatti starebbe pagando a peso d’oro due investigatori privati di Hollywood perché trovino qualcosa di compromettente sulla sciura.

      Ma nel frattempo twitta:
      ___________
      “Mio zio è stato ucciso da un cecchino nella Seconda Guerra Mondiale. Ci è stato detto che i cecchini erano codardi, che sparavano alla schiena. I cecchini non sono eroi”.

      Ne deduco che i veri eroi, per niente codardi, sono quelli che sparano alla schiena delle ex-mogli 😆
      Metodi da no-global puro, insomma…

      • Lorenzo Rispondi

        20 gennaio 2015 at 21:32

        Dopo aver criticato Eastwood per il film sul controverso superdirettore del FBI J. Edgar Hoover, il diretto interessato disse che se Moore si fosse presentato vicino all’uscio di casa sua con la sua troupe gli avrebbe sparato!

        • Talita Rispondi

          20 gennaio 2015 at 22:51

          😆
          Quando si dice parlare chiaro!
          Stanotte lo sognerò.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *