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Abbiamo finanziato 500 attentati come quello di Charlie

Il ministro Gentiloni smentisce senza troppa convinzione, ma il prezzo del riscatto per Greta e Vanessa potrebbe avere esiti devastanti. Si pensi che il massacro di Parigi è costato ai terroristi 20mila dollari: potenzialmente, si parla di un numero di vittime maggiore delle Torri Gemelle...

imageQuanto ci costano, Greta e Vanessa. E quanto ci costa averle liberate. Qui non si tratta di privilegiare la Borsa alla Vita, o di monetizzare il peso di una vita umana, che ha valore e non può avere prezzo. Si tratta semmai di capire se i soldi – a quanto pare, pagati per il riscatto delle nostre due cooperanti rapite in Siria – potessero essere non versati, e soprattutto di capire in quali mani (sporche di sangue) adesso siano finiti. Secondo molte voci, che il ministro Gentiloni ha provveduto a smentire senza molto credito, la liberazione delle due giovani dalla prigionia dei jihadisti vicini all’Isis avrebbe comportato al nostro Paese una spesa di ben 12 milioni di dollari, in pratica circa 10 milioni di euro. 20 miliardi delle vecchie lire, insomma.

Ora, l’attentato a Charlie Hebdo messo in atto dai fratelli Kouachy è costato ai terroristi circa 20mila dollari, i dollari che Al Qaeda avrebbe fatto giungere loro dallo Yemen per comprare armi e munizioni utili all’attacco. Un’operazione sanguinosissima e spietata, la loro, quasi a costo zero, che ha avuto nondimeno una pesantissima ricaduta in termini di vite umane: 12 le persone uccise solo durante quell’azione. Su questa base, attraverso un calcolo amaro dei soldi spesi e una contabilità dolente delle vite spezzate, noi vorremmo provare a capire quanti attentati potrebbero compiere i terroristi siriani, con i denari che generosamente abbiamo concesso loro per liberare Greta e Vanessa. Con 10 milioni di euro, i miliziani dell’Isis riuscirebbero a mettere in atto circa 500 attentati come quelli realizzati dai fratelli Kouachy. E dunque, moltiplicando, potrebbero fare fino a 6000 vittime. Il doppio di quelle morte nella strage delle Torri Gemelle, per capirci.

Riassumendo, la liberazione – necessaria, quanto mai opportuna e vivaddio senza conseguenze, sia chiaro – delle nostre due cooperanti potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio, andando a versar soldi proprio nelle tasche di chi li usa per comprare armi, formare milizie e compiere attentati. In sostanza, con questi riscatti onerosi, noi finanziamo il nostro nemico. Gli diamo le munizioni per combattere e i mezzi e i denari per continuare a uccidere e a minacciare i cristiani (e non solo) in Medio Oriente. Siamo i migliori alleati dei nostri più acerrimi avversari. E questo per la solita accondiscendenza all’italiana, tipica di un Paese che non riesce a usare il pugno di ferro e a stabilire come principio irrevocabile «nessuna trattativa con i terroristi»; ma ogni volta si adegua e scende a compromessi, in base alle contingenze, al contesto, alle minacce, ai pericoli di ritorsioni, e alla sensibilità più o meno scellerata di questo o quel governo. Così finiamo anche noi succubi dei nostri sequestratori e ricattatori. Senza accorgerci che, dietro ogni riscatto, si cela un ricatto bello e buono.

Siamo tutti prigionieri dell’Isis, dunque, ora che le nostre due cooperanti sono state liberate con soldoni pubblici che armeranno il terrorismo. Ciò non toglie nulla alla bellezza del fatto che Greta e Vanessa siano vive e siano tornate finalmente a case. Ma fornisce ulteriori conferme al fatto che noi siamo tanto deboli e imbelli, e loro invece – i terroristi, i nostri nemici – sono forti e seducenti, al punto da essere riusciti a tenere sotto scacco il nostro Paese e a plagiare, con molta probabilità, le due ragazze. Nell’ultimo video dalla prigionia Greta e Vanessa comparivano in vesti islamiche e oggi, appena arrivate in aeroporto, parevano nascondere sotto abiti occidentali, qualcosa che assomigliava a vesti e veli scuri, capaci di coprirle quasi fino al volto. Forse sarà una suggestione, ma a pensar male non si sbaglia mai. E, a volte – ahinoi, sia che si parli di soldi sia che si parli di abiti che fanno il monaco – ci si azzecca pure.

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di on 16 gennaio 2015. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

5 commenti a Abbiamo finanziato 500 attentati come quello di Charlie

  1. alessandro Rispondi

    16 gennaio 2015 at 19:03

    Le scemette incoscienti progressiste che si mettono nei guai andrebbero perseguite, visto che non e’ la prima ne la seconda volta, perché di questi tempi rappresentano una fonte di entrata inesauribile per i terroristi che hanno capito dov’e’ il ventre molle dell’occidente. Proprio per questo penso che l’Isis e compagnia non abbia interesse a fare attentati qui da noi perché c’e’ un governo non ostile; mi verrebbe da dire che c’e’ piu’ di uno quasi simpatizzante.

  2. ultima spiaggia Rispondi

    16 gennaio 2015 at 19:17

    Nessuno rapisce la gente per nulla, figuriamoci i terroristi. Le motivazioni possono essere: arruolamento nel corpo dei miliziani; separazione della testa dal busto; ricco riscatto.
    Il ministro ci illumini

  3. andrea Rispondi

    17 gennaio 2015 at 11:17

    A vent’anni si dovrebbe giustificare qualche fesseria ma queste sono proprio irragionevolmente stupide e mettono a rischio noi tutti. Una volta salvate a nostre spese rinchiudetele da qualche parte finchè ragione, magari non influenzata da ideologizzazione arrivi, e che non facciano altri danni a loro stesse.

  4. Giuseppe Rispondi

    17 gennaio 2015 at 14:06

    A vent’anni tanto può esser perdonato fesserie comprese.Ma qui si tratta d’altro ,è andare a farsi rapire in zone dove le canaglie sono pronte ed altro non aspettano.Questo fare comporta un rischio per tutti noi.Se un mitra costa duemila euro pensiamo che assortimento offriamo a questi assassini grazie ad una insensata idea di cooperazione priva di protezione.

  5. Giorgio Rispondi

    17 gennaio 2015 at 17:25

    Gli Stati Uniti non pagano riscatti e sono uno stato democratico, a noi gli cooperanti ultimamente ci sono costati 60 milioni di euro,per non parlare dei migranti in albergo agevolati in tutto ci costano di mantenimento, spese sanitarie,danni di delinquenza,siamo costretti a chiuderci in casa come negli anni di piombo e ora se li mettiamo in carcere gli sarà corrisposto 7 euro il giorno per non incorrere in sanzioni Europee Ma sti maiali di politici sanno solo rubare?

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