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Cattivi maestri/2- Fedez e l’invito a non reagire (troppo)

Quello che segue vuol essere un caloroso invito a Fedez. Un rapper sicuramente bravo, che fa appassionare migliaia se non milioni di appassionati delfedez genere.

Peccato che condivida, con molti colleghi, il classico brutto vizio degli artisti. Forse l’alcol, la droga o l’ossessione di un fisco perfetto e palestrato? Per niente. Il viziaccio consiste nel fatto di dover dire la propria, per forza, su tutto. Anche su quegli argomenti su cui non si ha alcuna competenza e che diventano perciò un viatico di castronerie. Così, dopo le varie tirate a favore del Movimento 5 Stelle, il buon Fedez ha affidato a Twitter il suo pensiero su Charlie Hebdo: «Una pagina triste è stata disegnata. Ma strumentalizzare politicamente certi accaduti lo è ancor più #JeSuisCharlie».

Come commenta il sito Tze Tze, legato a doppio filo Beppe Grillo: «Fedez ha anche pubblicato un’immagine che rimanda agli attentati dell’11 settembre. Le torri sono sostituite da dalle matite, gli strumenti dei vignettisti uccisi. Quasi un fedezavvertimento, quello di Fedez, alla classe politica mondiale: l’episodio è tragico, ma non prendete decisioni affrettate e non strumentalizzate quanto accaduto».

Trattasi insomma di un fine commento politico contro quella deriva interventista degli Stati Uniti di era bushiana che non deve in alcun modo essere ripetuta. Così Fedez, unendosi al coro dei buonisti, invita alla prudenza, alla moderazione. Perché, si sa, le reazioni possono essere spropositate. Il che è tecnicamente possibile.

Di certo c’è che, senza una reazione forte, l’Occidente rimarrà sempre in balia del terrorismo che si alimenta – per definizione – delle debolezze altrui. Come le Br o i nuclei neofrascisti degli anni Settanta puntavano a fare in modo che lo Stato cedesse di fronte ai ripetuti attacchi. Ed invece la reazione decisa (unita all’indignazione popolare) fu l’unico baluardo contro la destabilizzazione della democrazia. Concetto che forse sfugge ai grillini appassionati di teorie del complotto e della strategia della tensione ed amenità varie.

Ecco perché ci permettiamo di dare un solo consiglio a Fedez: faccia il rapper che lo sa fare bene. Sicuramente (molto) meglio dell’opinionista.

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di on 8 gennaio 2015. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

3 commenti a Cattivi maestri/2- Fedez e l’invito a non reagire (troppo)

  1. Mario Rispondi

    8 gennaio 2015 at 16:36

    Ma un niente come questo va citato?Che tosse ha questo intellettuale rapperista.

  2. Ernesto Rispondi

    8 gennaio 2015 at 22:40

    Se io fossi interessato a sviluppare un mio modello di società, magari islamica, fossi molto ricco e influente al punto da poter manipolare la selezione degli “influencer” (parola di moda), selezionerei cretini di ogni genere, darei loro fama, ricchezza e influenza. Poi, non dovrei proprio manipolarli: ci penserebbero loro a dire idiozie. Ma questa, ovviamente, è solo un ipotesi… “Serenata rap, serenata metropolitana”. Tutti compagni, chissà perché…

  3. cristiano Rispondi

    9 gennaio 2015 at 22:50

    il fedez-pensiero omologato e conformista…ma lui non lo sa!

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