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Caprotti for President

Diamoci una botta di vita, usciamo dal minuetto stucchevole tra il Depredatore di conti correnti, Pierfurby e la solita Finocchiaro, e caliamo un asso alternativo. Qualcuno che parli il verbo dell'impresa, che stia nel mercato, che sia un rottamatore vero e non anagrafico, un avversario del sistema. Eccolo

caprotti quirinaleInsomma fabbrichiamoci delle Quirinarie tutte nostre, sarà esercizio forse ai confini dell’onanismo e senz’altro privo di qualunque parvenza di realismo politico, ma se la realtà è quella del Partito Unico renzusconiano e dell’oscena profanazione di un totem liberale come Antonio Martino ridotto a candidato di bandiera, abbasso la realtà.

Abbasso la realtà per confezionarne una migliore, ovviamente, non per farsi eremiti, anche perché non ce lo potremmo permettere, non con il Moloch dell’inefficiente statalismo italico che sta tappando qualunque refolo di vita. Diamoci una botta di vita, allora, usciamo dal minuetto stucchevole tra il Depredatore di conti correnti, quell’Amato che entra sempre Papa ed esce sempre cardinale, l’Eterno Democristiano ringalluzzito dalla comparsa della Dc 2.0, l’immarcescibile Pierfurby, e quella meno mediatizzata e quindi tanto più candidata, Anna Finocchiaro (formalmente piddina, sostanzialmente lettiana, nel senso che conta, quello di Gianni, apoteosi vivente della quota rosa e dell’inciucio istituzionalizzato).

Tutte carte a metà, lisci, al massimo “figure”. Per stare alla briscola, caliamo un asso, facciamolo incoscientemente, così come viene dal mazzo, per reazione istintiva alla piccola ragione di queste piccole cose italiche: Caprotti for president. Bernardo Caprotti, per stare alla cronaca ideatore e gestore e padre assoluto di Esselunga, ed è già tantissimo, ma volendo cacciarsi nell’immaginario modello alternativo di un’Italia alternativa. L’Italia che doveva essere, guardando con gli occhi del 1994; l’Italia che non è stata, constatando con gli occhi del 2015. Il simbolo vivente, plastico, che la “rivoluzione liberale” non è un sintagma buono per riempire gli occhielli dei giornali, una scusa per abbuffarsi di tartine in qualche convegno capitolino, ma una pratica di vita, di economia, di impresa, radicalmente opposta alla regola che la classe dirigente ha imposto al Paese, conducendolo a ballare in bilico sul proprio default. Caprotti è la negazione viscerale di qualunque corporativismo e di qualunque funzionariato e di qualunque parodia parapubblica e clientelare del capitalismo, è l’affermazione gioiosa e giovanissima, nei suoi innegabili novant’anni, che l’Italia può stare nel mercato e nel mondo avanzato e nel gioco dell’Occidente, e che se non ci sta è colpa sua. O meglio, di chi l’ha sequestrata, la stessa compagnia di giro che al Quirinale ha sempre mandato emissari della cultura cattocomunista trasversale e dominante, dopo la splendida eccezione di Luigi Einaudi.

Berlusconi si sottomette al canovaccio? Che diamine, qualcun altro di quelli che si pavoneggia allo specchio sillabando l’aggettivo “liberale” sparigli, abbia uno scarto di senso, e di dignità. Caprotti for president. Il contrario del giovanilismo nominale e astratto, quello per cui la “rottamazione” riguarda il bollo sulla carta d’identità, non il merito e la portata rivoluzionaria delle idee. Caprotti, il capitano d’industria, il novantenne Caprotti è molto più rottamatore del gattopardo twittarolo e biforcuto venuto da Rignano sull’Arno, per tacer dei suoi sgherri. Caprotti al Quirinale, ve lo immaginate? Vi immaginate un messaggio di Capodanno caprottiano, essenziale e adamantino, che infierisce a pallettoni contro il tassa&spendi di cui abuserà qualunque governo, a maggior ragione quello neo-democristiano che si prepara tra il Nazareno e Palazzo Grazioli, che incenerisce una macchina dello Stato pensata solo per soffocare i produttori, i coraggiosi, gli intraprendenti, che parla di burocrazia e di licenze ultra-decennali, che porta le ragioni dell’impresa e del benessere a reti unificate? V’immaginate tutto il codazzo dell’intellighenzia luogocomunista obbligato a chiamare “Signor presidente” l’uomo che ha dedicato la vita a combattere la Bestia sindacale, politico-cooperativa, acefala e ingorda, che ha nutrito lo stesso codazzo per decenni? Riuscite a scorgere l’orgasmo intellettuale e simbolico che ne deriva?

È un’idea così impolitica, questa di Caprotti for president, che potrebbe persino essere la carta più politica per sparigliare la tragicommedia quirinalizia.

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di on 24 gennaio 2015. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

22 commenti a Caprotti for President

  1. Marco Beltrame Rispondi

    23 gennaio 2015 at 08:06

    Direttore, capisco che nella foga complottistica del Renzusconi Lei stia cercando di arrampicarsi sugli specchi, ma al di la’ del fatto che accordo o non accordo non passera’ mai, supportare Martino al Quirinale Le pare sbagliato? Peraltro, golpista Napolitano a parte, Lei sa meglio di me che il Presidente, cosi’ com’e’, conta poco o nulla.
    Caprotti ha passato la vita a lottare contro le Coop, piu’ che lo Stato (perche’ erano quelle che facevano pressione sugli enti locali), e penso che per la sua salute e la sua eta’ e’ meglio che continui a guidare Esselunga, visto che i suoi “successori” hanno fatto solo danni.

  2. alessioXL Rispondi

    23 gennaio 2015 at 08:54

    Approfitto dell’occasione di questo articolo del direttore Giovanni Sallusti , per ringraziarlo per non aver mai fatto censurare i miei interventi su questa prestigiosa testata on line.
    Devo ammettere in tutta onestà che il direttore è un vero liberale oltre ad essere un eccellente giornalista e una persona perbene.
    Detto questo, questa volta concordo pienamente su tutto ciò che ha scritto il direttore in questo articolo.
    Amato, Casini, la Finocchiaro basta non se ne può più…di questi personaggi indecenti e scandalosi.
    Non voglio pensare ad una provocazione ma l’asso della manica questa volta lo voglio anche io.
    Per quanto riguarda Talita ed Alvaro “Veltroni Presidente” menzionato da me, non era altro che…. per rendere più frizzante la discussione politica ma vedo che i due settimini non hanno capito…

    • Talita Rispondi

      23 gennaio 2015 at 16:55

      Alessio XL,
      tu di frizzante hai zero-zero-nada:
      hai solo il vuoto pneumatico della tua testa di cavolo.

      Per quanto mi riguarda, una “prestigiosa testata” (slurp…slurp…slurp…) bisognerebbe dartela sulle gengive.

      Per il resto, sei come la “bollicina solitaria” della pubblicità-Acqua Lete, che frigna: “C’è nessuno?!”.
      Te lo dico per l’ultima volta:
      vedi di piantarla di citare Talita in OGNI tuo commento.
      Oppure beccati ogni volta un bell’epiteto.

      Il prossimo sarà “testa di cactus”, che poi potrebbe evolversi ulteriormente.
      Vedi tu.

      • Piffard Rispondi

        23 gennaio 2015 at 19:40

        Di solito non mi piaci,perché ti trovo molto compiaciuta di ció che scrivi in ogni commento – o meglio di come lo scrivi – quasi a voler dire a chi legge ” Guardate quanto sono brava e con quali parole e farsi ricercated scrivo!”

        E ti trovo anche molto prolissa.

        Però in questo caso ti faccio un applauso:hai steso XL con ironia,usando dei termini correti e non scurrili,la giusta lunghezza nel rispondere, e con un italiano non aulico e ricercato come è tuo solito.

        Spiritosa e pungente: brava,merce rara nei comment del web.

        • Talita Rispondi

          23 gennaio 2015 at 21:08

          Piffard,
          quando avrò voglia di iscrivermi al concorso “Piaci a tutti e vinci”, ti prenderò senz’altro come sparring partner.
          Contaci.

          Per il momento, mi limito a tre osservazioni:
          1.
          “compiaciuta” dillo a tua sorella: ammesso e non concesso che ti stia a sentire.
          Per quanto mi riguarda, ho ben altro di cui compiacermi.
          2.
          Risulta evidente che non hai la minima idea di che cosa sia uno stile aulico.
          Risulta altrettanto evidente che – secondo te – io dovrei parlare come te. Impossibile, credimi! Ognuno ha il suo imprinting e la sua preparazione.
          I più intelligenti, poi, evitano di trinciare giudizi sugli altri: si perde solo tempo, e invano.
          3.
          La prolissità si riferisce a un’inutile ripetitività di concetti che non servono all’argomentazione specifica.
          Non attiene mai alla lunghezza o alla brevità dell’intervento. Di solito dice di più chi ha da dire e viceversa.
          Il bello è che nessuno di noi ha l’obbligo di leggere alcunché.

          P.S.
          Che significa “farsi ricercated”?
          Scusa se te lo chiedo, ma non conosco l’esperanto.

          • Piffard

            26 gennaio 2015 at 16:39

            Talita: ho semplicemente commesso degli errori di battitura dati dalla fretta che avevo.

            Volevo alla fin fine farti notare [liberissima di fregartene,ci mancherebbe] come avessi,leggendoti,pian piano cambiato giudizio negativo su di te [sulla Talita commentatrice enon sulla persona di cui nulla so,prolissa,te lo ripeto,pregandoti di lasciare in pace mia sorella o chi ne fa le veci,come io lascio stare i parenti tuoi,grazie].

            Giudizio che invece trova nuova conferma nell’inacidita e infastidita risposta,fastidio simile a quello che provano i cavalli e le mucche quando muovono la coda per scacciare le mosche: “ma come ti permetti tu che sei un nulla al mio confronto…”

            Non è vero infine che chi più parla più cose ha da dire: a parte il fatto che “un bel tacer non fu mai scritto” che ti consiglio di tenere a futura memoria,bisognerebbe anche ricordarsi altresì che ci sono persone che qundo non hanno nulla da dire stanno zitte,altrimenti il rischio è di fare come te: parlare parlare e scrivere e scrivere senza dire nulla. Ci sono modi migliori di dare aria ai denti e sgranchire le dita,credimi e provali.

            Lasciandoti alle tue altissime disamine e analisi politico-sociali-socioligiche da gran sacerdotessa del commento politico quale tu ti senti, ti annuncio che ogni volta che troverò un tuo commento estenunate per lunghezza [quindi quasi sempre] o pleonastico [quindi quasi sempre] lo farò notare senza problemi.

            P.S. Il bello è che non sei obbligata a rispondermi né,tantomeno,a leggermi.

            Di certi lettori faccio volentieri a meno.

        • Talita Rispondi

          26 gennaio 2015 at 17:36

          Piffard,
          i tuoi consigli rivolgili alla tua badante: ammesso e non concesso che ti stia a sentire.
          Apprezzerai che lascio in pace tua sorella, anche perché poveretta…

          Ed evita le ridicolaggini da cocorito:
          che bel giochino io non leggo te e tu non leggi me 😆
          Se io avessi scritto che è obbligatorio leggere, tu avresti ripetuto che ti senti obbligato?
          Pensa, prima di farfugliare a sproposito!
          E magari specchiati, ogni tanto.

          P.S.
          Io non faccio disamine “SOCIOLIGICHE”.
          Se le fai tu, accomodati pure! Io mi limito a evitare tipetti come te.
          E adesso finiscila!

          • Piffard

            26 gennaio 2015 at 18:23

            Talita,io almeno una badante,per quanto paziente,ce l’ho.

            Pensando a te,che raminga e senza requie ti aggiri per il web senza nessuno che ti offra un posto dove far riposare le dita,sì da evitare scrivano scemenze da discorsi tra lavandaie,mi vien tristezza.

            Tanta.

            Ti ringrazio comunque per l’accostamento ai cocoriti,pennuti che preferisco alle cornacchie,specie di cui,scrivendo,riveli di far parte.

            Grazie anche per avermi corretto l’errore,il tuo ego si sarà gonfiato fino a riempire la stanza e la tua prosopopea unita la tuo compiacimento avranno raggiunto l’acme: “che bello,ha scritto “socioligiche” adesso glielo posso far notare e pesare!”

            Di pesante,ahimè,ci sei solo tu.

            Ti assicuro comunque che mi specchio,e il vetro regge,non ostante tutto: tu invece ti specchi nell’acqua come novella Narciso,innamorata di ciò che scrivi,come lo scrivi,cullandoti nella convinzione di dare il tuo sapere,il tuo profondo pensiero,talmente profondo da non avere fine come certi pozzi, al lettore bue.

            Inamorata di te stessa e delle tue analisi da lettino dello psichiatra.

            E da ovvio dei popoli.

            Una volta per le persone come te si consigliava l’asilo Mariuccia:ora,a parte il fatto che far soffrire i pargoli non è bella cosa, nel tuo caso sarebbe fatica inane: i bambini crescono,imparano e capiscono dai loro sbagli e le loro esperienze.

            Le Talita del mondo sono condannate a rimanere così come sono.

            Che brutto destino!

        • Talita Rispondi

          26 gennaio 2015 at 19:39

          PIFFERARD,

          😮 = SBADIGLIO

          Per il tuo scarso comprendonio va meglio con un disegnino?
          Ultimo tentativo:
          di più non posso fare.
          Passo e chiudo.

          • Piffard

            26 gennaio 2015 at 19:57

            Talita [non cado nel tranello di storpiare il nome,roba da infanti],ho notato che fai largo uso delle faccine/emoticon.

            Forse perché sono le uniche che riesci ad avere come espressioni?

            E l’ho notato: svicoli ogni mia osservazione,rifugiandoti nell,insulto e fingendo di ignorare.

            La lingua batte dove il dente duole: se vuoi ti lascio l’indirizzo di un buon dentista,anche se ormai dai e dai con i dolori,avrai la dentiera.

            Tu chiudi.

            Magari:purtroppo temo che perseguiterai questo sito e i suoi lettori con i tuoi commenti finto-profondi,finto-spiritosi e finto-intelligenti ancora a lungo.

  3. Jolbi Rispondi

    23 gennaio 2015 at 09:10

    Mi piacerebbe poter sognare una Italia cosi…. In cui per un momento riusciamo ed essere degni del nome di nazione dell’occidente!!! Ho la sensazione però che quand’anche questo nostro sogno potesse realizzarsi, non basterebbe a far rialzare la testa ai liberali( quelli veri naturalmente!!) perché un uomo solo al comando non può combattere contro un esercito nascosto ma assolutamente radicato e in grado di sostenersi in qualunque situazione e condizione cioe il sottobosco dei politicanti arraffoni e dei burocrati beceri!!!

  4. Michele Rispondi

    23 gennaio 2015 at 09:11

    Direttore ma Lei profetizza una nuova repubblica con uomini capaci e capaci di produrre ricchezza.Le faccio presente che siamo in Italia ed in una drammatica condizione di fallimento da spreco per spesa pubblica impazzita di cui nessuno parla.Caprotti è più che bravo e forse più che imprenditore ma qui ci vorrebbe la ricreazione,da creare non da ricreare,di uomini è tanto ci porta a guardare in alto se non piove pure li.

  5. ZampaBianca Rispondi

    23 gennaio 2015 at 12:20

    Un’Italia liberale fatta di uomini come Caprotti e Martino, che sogno sarebbe… La cruda realtà pero’ ci riporta a un incubo: un Paese dove a molti cittadini fa comodo l’assistenzialismo, il parassitismo, il clientelismo, il corporativismo ….

  6. sergio Rispondi

    23 gennaio 2015 at 12:39

    durerìa minga, al durerìa no

  7. maurizio Rispondi

    23 gennaio 2015 at 13:05

    Chissà se mai un bel giorno a quel Sig. Beltrame ,colto ed intelligente, arrivasse pure conoscenza che esiste anche uno humor stimolante e dolce. Nessuno pensa o a mai pensato Caprotti Presidente, alle volte l’ovvio non passa.

  8. Milton Rispondi

    23 gennaio 2015 at 16:51

    Sognare non costa nulla, ed è anche un sollievo necessario.
    Certo che non mi perderei mai il discorso di fine anno di un Caprotti Presidente.

    P.S. Ieri sera a Virus il Prof. Martino ha smontato da par suo le immaginifiche aspettative salvifiche del Q.E. di Draghi:
    – ininfluenti sulla disoccupazione.
    – ininfluenti sugli investimenti.
    – problematici a medio/lungo termine.

    Se avesse potuto continuare avrebbe forse aggiunto che anche questo provvedimento è nella scia dei Cresci-Italia di Monti, del Piano Junker, e delle tanto menzionate ” luci in fondo al tunnel “

  9. romain Rispondi

    23 gennaio 2015 at 17:27

    Caprotti for president, o meglio Martino for president, sono dei sogni, bellissimi, ma chissà…l’ha detto anche Martino; però se FI sostiene Martino deve farlo fino in fondo, non solo nelle prime votazioni (allora sì sarebbe oscena profanazione); quanto alla Finocchiaro non è gianni-lettiana ma del Pd (per amor di battuta l’articolo ha detto forse una…cavolata)

  10. Talita Rispondi

    23 gennaio 2015 at 18:23

    Caro Direttore della prestigiosa testata,
    :)
    hai letto qui?
    http://www.ilgiornale.it/news/politica/felici-issare-bandiera-1994-1085030.html

    Porro dice:
    “Per noi Martino non è un candidato di bandiera. È piuttosto la bandiera dei liberali non omologati in Italia”.
    Praticamente fa il vichiano dei corsi e ricorsi.

    Ma a parte ciò, perché non fate una telefonata intraprendente a Caprotti, e non gli chiedete:
    “Che cosa faresti tu, come presidente della Repubblica”?
    Potrebbe essere assai interessante.

    Ma temo che vi risponderebbe “Ofelè fa el so mestè”.
    Lui mi sembra un pratico.

  11. adriano Rispondi

    24 gennaio 2015 at 13:57

    Preferirei si parlasse di avvenimenti reali per capire questa famosa area liberale dove vuole andare.Sul presidente il partito unico propone Amato,Casini,Rutelli,nomi che fanno rimpiangere Prodi.Mi sembra di capire che i liberali presentino Cragnotti e Martino.Non sarebbe meglio cercare di concordare con chi non si riconosce nel nazareno un candidato comune?Domani in Grecia si vota.Non sono di sinistra ma spero che vinca la sinistra.I liberali cosa sperano?Un giornale prevede la ristrutturazione dei partiti fra Renzi/Berlusconi,Salvini,Grillo e quello che resta della sinistra.Di fronte al ritorno della DC,come in un fantastico gioco dell’oca,occorre trovare un accordo fra le forze rimanenti sulla base di un programma minimo comune,avendo bene in mente che l’obiettivo primario è sconfiggere la melassa indigeribile che si sta preparando.In guerra quando occorre ci si allea con chiunque.I liberali cosa ne pensano?

  12. adriano Rispondi

    24 gennaio 2015 at 13:59

    Scusate.Non so perchè ho scritto Cragnotti.Volevo dire Caprotti.

  13. Malizioso Troll Rispondi

    31 gennaio 2015 at 00:20

    Sarebbe quello che oggettivamente è responsabile di questo capolavoro?

  14. Giovambattista Rispondi

    26 aprile 2015 at 19:10

    questo vostro referendum è molto importante.
    Il mio parere è che per la nostra Republica ci
    vorrebbero uomini disposti a creare benessere
    verso il popolo. Creare leggi di sviluppo, controllare
    che non vengono sprecate risorse o utilizzate in modo sbagliato.
    Solo questo genere di uomini con questi principi etici e morali potrebbero riportare l’Italia fuori della crisi economica.
    Ad esempio Caprotti è un uomo che non ama
    delocalizzare, crea benessere per la sua impresa e per il nostro paese Italia.
    Oggi la politica è storia, Renzi mi piace ma gli mancano i collaboratori tipo Caprotti che sanno come creare valore sostenibile.

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