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Bergoglio scomunica Charlie. Ratzinger, invece, difendeva l’Occidente così

Papa Francesco, quello osannato dall'unanimismo progressista, dice: «Non si può prendere in giro la fede. Se insultano mia madre, tiro un pugno». Un'uscita agghiacciante, a cui oggi vogliamo opporre lo splendido discorso di Benedetto XVI a Ratisbona, quando contrappose la razionalità occidentale al concetto di jihad

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Il 12 settembre 2006 Joseph Ratzinger, allora Papa in carica, tenne una lectio magistralis all’Università di Ratisbona dal titolo Fede, ragione e università – Ricordi e riflessioni, incentrata sul rapporto tra fede e ragione e fondamentale per la teologia cristiana e il pensiero contemporaneo tutto. In essa, riallacciandosi alle riflessioni del dotto imperatore bizantino Manuele II Paleologo, Ratzinger andava al cuore della grande anomalia occidentale, l’incontro tra il “logos” greco e la fede cristiana, e la metteva in relazione con il concetto di jihad islamica, che punta tutt’oggi a “diffondere la fede per mezzo della spada”. Ne ripubblichiamo oggi una parte. Sì, proprio oggi che il suo successore, l’unanimemente osannato Papa Francesco (soprattutto dall’unanimismo progressista), ha rilasciato le seguenti dichiarazioni, a proposito della vicenda di Charlie Hebdo (che poi è appunto un massacro “con la spada per diffondere la fede”): «Abbiamo l’obbligo di parlare apertamente. Avere questa libertà, ma senza offendere. E vero che non si può reagire violentemente, ma se qualcuno dice una parolaccia contro la mia mamma, lo aspetta un pugno! Ma è normale! Non si può provocare. Non si può insultare la fede degli altri. Non si può prendere in giro la fede». Non sappiamo come reagiranno a questa vera e propria teorizzazione della repressione religiosa i numerosi e sguaiati fan che Bergoglio ha nelle redazioni, nei partiti politici, nei talk show. Noi, sappiamo che l’Occidente ha avuto un grande Papa, Benedetto XVI, che ha difeso la sua eccezionalità davanti al mondo, e a maggior ragione vogliamo tornare a leggercelo. 

È per me un momento emozionante trovarmi ancora una volta nell’università e una volta ancora poter tenere una lezione. I miei pensieri, contemporaneamente, ritornano a quegli anni in cui, dopo un bel periodo presso l’Istituto superiore di Freising, iniziai la mia attività di insegnante accademico all’università di Bonn. Era – nel 1959 – ancora il tempo della vecchia università dei professori ordinari. Per le singole cattedre non esistevano né assistenti né dattilografi, ma in compenso c’era un contatto molto diretto con gli studenti e soprattutto anche tra i professori. Ci si incontrava prima e dopo la lezione nelle stanze dei docenti. I contatti con gli storici, i filosofi, i filologi e naturalmente anche tra le due facoltà teologiche erano molto stretti. Una volta in ogni semestre c’era un cosiddetto dies academicus, in cui professori di tutte le facoltà si presentavano davanti agli studenti dell’intera università, rendendo così possibile un’esperienza di universitas – una cosa a cui anche Lei, Magnifico Rettore, ha accennato poco fa – l’esperienza, cioè del fatto che noi, nonostante tutte le specializzazioni, che a volte ci rendono incapaci di comunicare tra di noi, formiamo un tutto e lavoriamo nel tutto dell’unica ragione con le sue varie dimensioni, stando così insieme anche nella comune responsabilità per il retto uso della ragione – questo fatto diventava esperienza viva. L’università, senza dubbio, era fiera anche delle sue due facoltà teologiche. Era chiaro che anch’esse, interrogandosi sulla ragionevolezza della fede, svolgono un lavoro che necessariamente fa parte del “tutto” dell’universitas scientiarum, anche se non tutti potevano condividere la fede, per la cui correlazione con la ragione comune si impegnano i teologi. Questa coesione interiore nel cosmo della ragione non venne disturbata neanche quando una volta trapelò la notizia che uno dei colleghi aveva detto che nella nostra università c’era una stranezza: due facoltà che si occupavano di una cosa che non esisteva – di Dio. Che anche di fronte ad uno scetticismo così radicale resti necessario e ragionevole interrogarsi su Dio per mezzo della ragione e ciò debba essere fatto nel contesto della tradizione della fede cristiana: questo, nell’insieme dell’università, era una convinzione indiscussa.

Tutto ciò mi tornò in mente, quando recentemente lessi la parte edita dal professore Theodore Khoury del dialogo che il dotto imperatore bizantino Manuele II Paleologo, forse durante i quartieri d’inverno del 1391 presso Ankara, ebbe con un persiano colto su cristianesimo e islam e sulla verità di ambedue. Fu poi presumibilmente l’imperatore stesso ad annotare, durante l’assedio di Costantinopoli tra il 1394 e il 1402, questo dialogo; si spiega così perché i suoi ragionamenti siano riportati in modo molto più dettagliato che non quelli del suo interlocutore persiano. Il dialogo si estende su tutto l’ambito delle strutture della fede contenute nella Bibbia e nel Corano e si sofferma soprattutto sull’immagine di Dio e dell’uomo, ma necessariamente anche sempre di nuovo sulla relazione tra le – come si diceva – tre “Leggi” o tre “ordini di vita”: Antico Testamento – Nuovo Testamento – Corano. Di ciò non intendo parlare ora in questa lezione; vorrei toccare solo un argomento – piuttosto marginale nella struttura dell’intero dialogo – che, nel contesto del tema “fede e ragione“, mi ha affascinato e che mi servirà come punto di partenza per le mie riflessioni su questo tema.

Nel settimo colloquio (διάλεξις – controversia) edito dal prof. Khoury, l’imperatore tocca il tema della jihād, della guerra santa. Sicuramente l’imperatore sapeva che nella sura 2, 256 si legge: “Nessuna costrizione nelle cose di fede”. È probabilmente una delle sure del periodo iniziale, dice una parte degli esperti, in cui Maometto stesso era ancora senza potere e minacciato. Ma, naturalmente, l’imperatore conosceva anche le disposizioni, sviluppate successivamente e fissate nel Corano, circa la guerra santa. Senza soffermarsi sui particolari, come la differenza di trattamento tra coloro che possiedono il “Libro” e gli “increduli”, egli, in modo sorprendentemente brusco, brusco al punto da essere per noi inaccettabile, si rivolge al suo interlocutore semplicemente con la domanda centrale sul rapporto tra religione e violenza in genere, dicendo: “Mostrami pure ciò che Maometto ha portato di nuovo, e vi troverai soltanto delle cose cattive e disumane, come la sua direttiva di diffondere per mezzo della spada la fede che egli predicava”. L’imperatore, dopo essersi pronunciato in modo così pesante, spiega poi minuziosamente le ragioni per cui la diffusione della fede mediante la violenza è cosa irragionevole. La violenza è in contrasto con la natura di Dio e la natura dell’anima. “Dio non si compiace del sangue – egli dice -, non agire secondo ragione, σὺν λόγω, è contrario alla natura di Dio. La fede è frutto dell’anima, non del corpo. Chi quindi vuole condurre qualcuno alla fede ha bisogno della capacità di parlare bene e di ragionare correttamente, non invece della violenza e della minaccia… Per convincere un’anima ragionevole non è necessario disporre né del proprio braccio, né di strumenti per colpire né di qualunque altro mezzo con cui si possa minacciare una persona di morte…”

L’affermazione decisiva in questa argomentazione contro la conversione mediante la violenza è: non agire secondo ragione è contrario alla natura di Dio. L’editore, Theodore Khoury, commenta: per l’imperatore, come bizantino cresciuto nella filosofia greca, quest’affermazione è evidente. Per la dottrina musulmana, invece, Dio è assolutamente trascendente. La sua volontà non è legata a nessuna delle nostre categorie, fosse anche quella della ragionevolezza. In questo contesto Khoury cita un’opera del noto islamista francese R. Arnaldez, il quale rileva che Ibn Hazm si spinge fino a dichiarare che Dio non sarebbe legato neanche dalla sua stessa parola e che niente lo obbligherebbe a rivelare a noi la verità. Se fosse sua volontà, l’uomo dovrebbe praticare anche l’idolatria.

A questo puntosi apre, nella comprensione di Dio e quindi nella realizzazione concreta della religione, un dilemma che oggi ci sfida in modo molto diretto. La convinzione che agire contro la ragione sia in contraddizione con la natura di Dio, è soltanto un pensiero greco o vale sempre e per se stesso? Io penso che in questo punto si manifesti la profonda concordanza tra ciò che è greco nel senso migliore e ciò che è fede in Dio sul fondamento della Bibbia. Modificando il primo versetto del Libro della Genesi, il primo versetto dell’intera Sacra Scrittura, Giovanni ha iniziato il prologo del suo Vangelo con le parole: “In principio era il λόγος“. È questa proprio la stessa parola che usa l’imperatore: Dio agisce σὺν λόγω, con logos. Logos significa insieme ragione e parola – una ragione che è creatrice e capace di comunicarsi ma, appunto, come ragione. Giovanni con ciò ci ha donato la parola conclusiva sul concetto biblico di Dio, la parola in cui tutte le vie spesso faticose e tortuose della fede biblica raggiungono la loro meta, trovano la loro sintesi. In principio era il logos, e il logos è Dio, ci dice l’evangelista. L’incontro tra il messaggio biblico e il pensiero greco non era un semplice caso. La visione di san Paolo, davanti al quale si erano chiuse le vie dell’Asia e che, in sogno, vide un Macedone e sentì la sua supplica: “Passa in Macedonia e aiutaci!” (cfr At 16,6-10) – questa visione può essere interpretata come una “condensazione” della necessità intrinseca di un avvicinamento tra la fede biblica e l’interrogarsi greco.

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di on 16 gennaio 2015. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

53 commenti a Bergoglio scomunica Charlie. Ratzinger, invece, difendeva l’Occidente così

  1. Giuseppe Rispondi

    15 gennaio 2015 at 19:29

    Beh certo del papà tedesco si può solo dir bene.Una levatura intellettuale impareggiabile,ma come tutti i pensieri colti ed alti difficilmente accettabili dalla massa o dai detrattori i suoi hanno incontrano un muro di gomma ed oggi li rivalutiamo.Il papa argentino sembra lontano da pensieri intellettualmente forti ma più pratico ed efficace anche se nel dire ultimo un po’ di confusione regna.Anche la storia cattolica non brilla per passati illuminati ed uno dei problemi veri dell’occidente e’ il disincanto dalle religioni.Siamo molto più laici e distaccati da questioni religiose e quindi soggetti più facili da colpire.

  2. ultima spiaggia Rispondi

    15 gennaio 2015 at 19:49

    La fede spirituale dovrebbe restare indipendente da qualsiasi discussione perché, per sua natura, non ha bisogno d’essere discussa.
    Il paradosso è che tutti dicono di agire in nome della fede, ma di fede ce n’è poca o nulla. I falsi cattolici tolgono Gesù dal presepe per guadagnare consensi; i falsi musulmani indottrinano la gente per sottometterla. L’interesse comune non è conquistare il regno dei cieli, ma più spazio e più potere su questa terra.

    • lorenzo Rispondi

      16 gennaio 2015 at 09:04

      Non capisco perchè parla di “falsi musulmani”. Il significato della parola Islam è per l’appunto “sottomissione”. Sottomissione ad Allah, le cui volontà sono state per i musulmani dettate nel Corano al profeta Maometto. Sottomissione che prevede l’uccisione degli apostati e degli infedeli, cosa che infatti è esplicitamente affermata nel Corano, e cosa che lo stesso Maometto ha messo in atto.

    • Hal Novemila Rispondi

      19 gennaio 2015 at 18:46

      Concordo con il commento di Lorenzo. L’indottrinamento e la sottomissione non sono cose per “falsi musulmani”, per per “musulmani”, perchè così insegna la vita di Maometto che è l’esempio massimo e luminoso del perfetto musulmano a cui tutti i musulmani devono ispirarsi anche se non conoscessero una sola sura del Corano.
      Invero la vita di Maometto, è forse più conosciuta tra i musulmani di quanto non sia il Corano, il quale, in verità è di dificilissima interpretazione stante che contiene enunciazioni di principi in aperta contraddizione al punto che è valsa la regola che per sapere quali di due principi contrapposti bisogna considerare valido bisogna guardare alla successione delle sure; quanto scritto nella sura successiva sostituisce e annulla quanto scritto in quella precedente se essa è in contraddizione.
      Purtroppo dobbiamo renderci conto che mentre per il Cristiano la figura di riferimento è Cristo, per il musulmano è Maometto, e tanto basta a marcare una differenza abissale e incolmabile, indipendentemente da quello viene detto che si trova scritto nel Corano o nella Bibbia Cristiana.

  3. Franco Rispondi

    15 gennaio 2015 at 21:29

    Certo che un papa che tira un pugno a chi offende sua madre non si era mai visto. La cosa tanto più sorprende visto che lui è solito porgere l’ altra guancia quando ci sono di mezzo i cristiani che vengono uccisi e torturati tutti i giorni.

  4. laura Rispondi

    15 gennaio 2015 at 21:46

    C’è un abisso tra papa Benedetto e Francesco: il secondo può anche essere spontane e di facile comprensione, ma, a mio avviso, è imprudente e impreciso. Il papa non può permettersi di parlare così.

  5. Talita Rispondi

    16 gennaio 2015 at 14:09

    Se e quando avremo saputo la VERA storia delle dimissioni di Ratzinger
    e
    la VERA storia dell’elezione del meraviglioso-papa-2 Francesco
    (vedi Antonio Socci, “Non è Francesco – La Chiesa nella grande tempesta”),
    solo allora potremo capire gli attuali deliri papalini.

    Alla faccia dello Spirito Santo che dovrebbe illuminare il soglio pontificio.

  6. morello stefano Rispondi

    16 gennaio 2015 at 16:27

    Mi sembra che sia l’articolista che i commentatori abbiano eluso il pensiero espresso dal Papa e si siano fermati alla forma ( che indubbiamente rimane comunque un dovere anche per un Papa ” sregolato” come Francesco ). Mettiamo allora che le parole fossero state : ” se offendi mia madre , io mi sento offeso ” come avrebbe commentato l’articolista la posizione del Papa sulle vignette di Charli i cui disegnatori mi sembra azzardato sostenere che seguano la dottrina della ragionevolezza di Ratzinger per convincere i misulmani a reinterpretare in maniera moderata la violenza dell’islam.

    • Talita Rispondi

      16 gennaio 2015 at 19:56

      Scusa, morello,
      ma che c’entra la madre del Papa con i terroristi che tagliano teste o mitragliano, perché s’incavolano per le vignette?

      E che dire di quelli che giustiziano per strada una donna, solo perché accusata di adulterio?
      Poi vattelappesca se è vero, perché ricordo che accusano di adulterio anche le donne stuprate.

      Personalmente io reagirei malissimo anche se si parlasse male di mio nonno, di mia zia o della mia Tata, ma ritengo tuttavia che il terrorismo fa schifo e deve essere massacrato.
      A nostra volta.

      Questo Papa, nonostante le varie papa-groupie che lo applaudono entusiaste worldwide, a me sembra il prototipo del mondo alla rovescia, tipo “Caro Pietro, su questa pietra sarà distrutta la tua Chiesa”.
      E non da ora, ma a cominciare dal suo trip a Lampedusa,
      per non parlare dei vari repulisti (?) in Vaticano, che comunque pesa ancora troppo sullo Stato itaGliano.
      Con tutte le sue ombre:
      tra cui la legislazione vaticana, tuttora operante, PER CUI È PREVISTO IL CARCERE PER I CLANDESTINI.
      Lo sapevi?

      E questo qui va a Lampedusa proprio mentre l’Italia sta subendo la madre di tutte le invasioni di migranti-camminanti-galleggianti (quanti terroristi, lì in mezzo???), regalando schede telefoniche e frignando sulle schiere di poveri che bussano alle nostre porte:
      invece i poveri italiani che ormai neanche bussano, perché in pieno marasma, possono serenamente morire di fame.

      E allora mi sembra che il meraviglioso-papa2-Francesco usi alla grande le tecniche che Chomsky ha elencato come:
      ● strategia numero 6: usare l’aspetto emotivo anziché quello razionale;
      ● strategia numero 9: rafforzare il senso di colpa e/o l’auto-colpevolezza.

      Sfiorando l’apoteosi nella seguente meravigliosa dichiarazione:
      «Riconoscere che ogni persona è degna della nostra dedizione non per il suo aspetto fisico, per le sue capacità, per il suo linguaggio, per la sua mentalità o per le soddisfazioni che ci può offrire, ma perché è opera di Dio, sua creatura»,

      Guarda, mi viene quasi da piangere per la commozione:
      perché penso a Kabobo nonché a tutte le teste che stanno rotolando a terra, poi raccolte da quelle deliziose creature di Allah:
      inclusi bambinetti che vengono fotografati con in pugno i loro giocattoli grondanti sangue.

      No, caro morello!
      Non credo di aver eluso un bel ciufolo.

      • morello stefano Rispondi

        17 gennaio 2015 at 00:02

        Cara Talita, ma cosa cavolo hai capito?
        1 la madre del Papa c’entra dal momento che è lui che l’ha presa come esmpio!
        2 cosa ti fa pensare che io abbia opinioni diverse dalle tue sul terrorismo islamico visto che ti senti in dovere di elencarmi alcune delle sue atrocità ?
        3 non era certo mia intenzione giustificare i comportamenti della Chiesa e del Papa che per me ,non credente e ateo , è solo il rappresentante di una fede religiosa che io non ho.
        Il tema di discussione sollevato dal Papa ( sicuramente direttamente interessato a difendere preventivamente la fede cattolica dalla satira) e che ,compresa tu , è stato da tutti eluso è : quella di Charli è satira o è vilipendio alla religione che, come quello alla costituzione o alla bandiera, nel nostro ordinamento giuridico è penalmente perseguibile?
        Sinceramente io , che non ho letto le vignette, non mi so dare una risposta o esprimere un una certezza su dove stia il limite fra le due cose ed è per questo che l’ho cercata invano nell’articolo e nei vostri commenti.
        Ad maiora

        • Talita Rispondi

          17 gennaio 2015 at 03:06

          Caro morello,
          torno adesso da una serata divertente, per cui sono allegra, ma non tanto da evitare di chiederti:
          che verza di risposta è la tua?

          Innanzitutto chi è CHARLI? E già qui ci avviamo ad minora.
          Poi, se adesso io prendo a esempio uno scarabeo stercorario, secondo te c’entra con il thread “Bergoglio scomunica Charlie”, perché io l’ho preso a esempio?
          Oppure la madre del Papa è una religione?
          È come se stessimo parlando di un ricettario di cucina, e io venissi fuori con “Se rubi la mia merenda, ti do un calcio in uno stinco”.

          Poi, al fine di non “eludere”, leggiamo tutte le parole papaline.
          _______________
          “La religione non può mai uccidere, non si può farlo in nome di Dio. Ma non si può provocare, non si può prendere in giro la religione di un altro. Non va bene”.
          E ancora:
          “Non si offende la religione [ma comunque] non si reagisce con violenza”.
          E ancora:
          [Sì alla libera espressione], ma se il mio amico Gasbarri dice una parolaccia sulla mia mamma, si aspetti un pugno”.

          Ragioniamo:
          1. A quanto pare, un pugno non è violenza.
          2. Se il suo amico Gasparri ne dice 2 di parolacce, 2 pugni? E se continua a dire parolacce, lo ammazza di pugni? Basta che non lo faccia in nome di Dio ma in nome di Bergoglio?
          3. Se non si può provocare e qualcuno provoca, idem? Può ammazzare, basta che non lo faccia in nome di Dio?

          Poi, basculando alla moda gesuitica, ha aggiunto:
          “La libertà di religione e la libertà di espressione sono tutti e due diritti umani fondamentali”.
          Grazie Lapa(pa)lisse, ma allora come la mettiamo?
          Se io faccio una vignetta su Maometto, per caso limito la libertà religiosa di un mussulmano?
          Se bestemmio il Dio dei cristiani, limito la libertà religiosa di un cattolico?
          Se libertà religiosa e libertà di espressione sono entrambi diritti inalienabili, Charlie Hebdo può far valere il suo diritto o no?
          E tutta questa manfrina esposta a ridosso del massacro che significa? Vogliamo ricominciare con il tribunale dell’Inquisizione? Oppure continuare a leccare il latoB dei mussulmani prepotenti e omicidi per dettato coranico?

          Perché, caro morello, quello che dici:
          “(sicuramente direttamente interessato a difendere preventivamente la fede cattolica dalla satira)
          è un’opinione TUA.
          La mia, invece, è che i Gesuiti hanno come regola subdola l’ACCOMODAMENTO, per cui il succo che si ricava dalle parole del Papa è che sì beh, quei birbantelli di terroristi hanno fatto un massacro – cattivoni! Non va bene – ma erano stati provocati: e neanche questo va bene.
          E la mia opinione è basata sui pregressi di questo pontificato, di cui ho citato uno o due punti s/qualificanti, che valgono indipendentemente dal fatto che tu sia ateo oppure un baciapile.

          Conclusione: ancora una volta, il Papa ha perso un’ottima occasione per tacere.
          Secondo me.
          Buonanotte o sogni d’oro (se stai già dormendo) e grazie della chiacchierata.

          • morello stefano

            17 gennaio 2015 at 12:38

            Ok va bene Talita , sono io fuori contesto quindi magari risponderai in occasione piu’ “azzeccata ” alla questione che ho posto non certo per scusare gli islamici che rispondono con il terrore a quelle che pretestuamente considerano provocazioni; islamici che , per rimanere sull’articolo, io ,a differenza di Ratzinger , non tenterei di convertire con la ragione ma con mezzi diciamo meno francescani.
            P.S. sono certo che ,vista la tua brillantezza e simpatia ,le cene con te devono essere senz’altro divertenti

          • morello stefano

            17 gennaio 2015 at 12:43

            “pretestuamente” naturalmente sta per pretestuosamente.
            Ciao

          • Talita

            17 gennaio 2015 at 14:46

            Su, morello,
            non fare così!

            Non ti ho mai detto che hai voluto scusare gli islamici.
            Ho negato – e nego tuttora – che si sia “eluso” qualcosa nelle parole del Papa.
            Mi sembra che l’esegesi delle stesse abbia dimostrato che non si cava un ragno dal buco volendo la botte piena e la moglie ubriaca.

            Ma, se tu non la pensi così, tranquillo!
            Io non ti darei mai un pugno :)

          • morello stefano

            17 gennaio 2015 at 19:17

            Ovvia Talita, è evidente che parliamo di ciufoli diversi e ,come ho detto, non è questa volta ma in altra occasione riusciro’ a non farti eludere il ciufolo di cui parlo io.
            Quanto al pugno , magari leggero, diciamo poco piu’ di un buffetto ,se tu lo meritassi ,io te lo darei.
            Buona serata

          • Talita

            17 gennaio 2015 at 20:35

            Caro morello,
            non ti consiglierei assolutamente di provare a darmi neanche un buffetto :roll:

            Fin da tenera età prendo lezioni di taekwondo.
            E non solo:
            per quanto riguarda la prossemica, tengo moltissimo alla distanza sociale (minimo 1,2 metri). Chiunque oltrepassi tale limite senza il mio consenso, è assolutamente in pericolo.

            Poi vedi un po’ tu, ma vorrei evitare di diventare rissosi neanche verbalmente.
            Passo e chiudo.

  7. Marco Green Rispondi

    16 gennaio 2015 at 20:01

    Evidentemente quando Bergoglio ha fatto quelle dichiarazioni non era sobrio ed è stato un grave errore mandarlo davanti a una telecamera.
    Al Vaticano sono attenti a certe cose (anzi, sono attenti…a tutto) e la cosa non si ripeterà più.

  8. Matteo Rispondi

    17 gennaio 2015 at 10:43

    “E’ vero che non si può reagire violentemente, ma se qualcuno dice una parolaccia contro la mia mamma, lo aspetta un pugno!”. Basterebbe leggere questa frase dal “principio” per non poterla interpretare come si fa qui, credo, in mala fede. Il Papa condanna ogni reazione violenza (specie in nome di Dio, aveva premesso), ma coerentemente rimprovera anche chi le provoca! Porgere l’altra guancia è la massima testimonianza del martire, anche davanti ad aggressioni brutali come quelle islamiche: il solo modo che ha Pietro per non rinnegare Cristo, riposta la spada nel fodero. Il che non giustifica chi offende. I vignettisti l’hanno fatto a norma di legge, senza “reato”, ma il “peccato” c’è tutto e forse non meno farisaico del suo doppiopetto civile.

    • Talita Rispondi

      17 gennaio 2015 at 14:41

      E infatti il Papa si ricorda di porgere l’altra guancia:
      sferrando un uppercut al suo amico Gasbarri.
      😆
      In perfetta buona fede.

      • Matteo Rispondi

        17 gennaio 2015 at 15:01

        Il Papa non ha sferrato un bel niente! Ha solo confessato che se qualcuno gli offendesse la madre sarebbe “tentato” di reagire. Sbaglierebbe se lo facesse, precisa, ma questo non assolve “moralmente” il “tentatore”… Poi, chi vuole capisca, oppure capisca come gli fa comodo per giustificare i propri risentimenti.

        • Talita Rispondi

          17 gennaio 2015 at 18:56

          No, Matteo!
          Non ha detto che “sarebbe tentato”.
          Ha detto:
          “Se il mio amico Gasbarri dice una parolaccia sulla mia mamma, si aspetti un pugno”.

          Hai presente il valore del congiuntivo assertivo?
          Altrimenti consulta una Grammatica.
          Ovviamente se vuoi CAPIRE, eh?!

          Poi, risentimenti dde che?!
          Ma siamo all’asilo? Non ti viene in mente che anch’io potrei parlare dei TUOI risentimenti?
          Però non lo faccio, sia perché non ti conosco sia perché RAGIONO prima di dare aria ai denti.
          Cerca di farlo anche tu, se ne sei capace.

          • Matteo

            18 gennaio 2015 at 01:00

            Il Papa non sa nemmeno usarli i congiuntivi (e infatti ha detto: “si ASPETTA”). Sia come sia, nessuno può in buona fede prendere alla lettera un esempio scherzoso, specie se letteralmente contraddetto dalle inequivocabili premesse. Sei una persona evidentemente colta e brillante. Farei torto alla tua indubbia intelligenza se non pensassi a un qualche pregiudizio, emotivo o ideologico, capace ci accecarla. Ma forse hai ragione tu, e io sono tanto stupido, o ingenuo, da non capirlo. Per esempio non capisco cosa ci sarebbe di “accomodante” nel dire: “quei birbantelli di terroristi hanno fatto un massacro – cattivoni! Non va bene – ma erano stati provocati: e neanche questo va bene”. Sarà una banalità fuori luogo (a cadaveri ancora caldi), ma il concetto non fa una piega.

          • Talita

            18 gennaio 2015 at 12:48

            Caro Matteo,
            e poi la finisco qui,
            purtroppo non posso ricambiarti i complimenti, perché l’interpretazione del testo è una delle più elementari capacità che ognuno di noi dovrebbe acquisire fin dalle scuole elementari.

            Ora ti spiego.
            1.
            Se il Papa ha usato l’indicativo, è ancora peggio: l’indicativo è il modo della realtà (mentre il congiuntivo è il modo della possibilità, tra l’altro).
            Comunque il senso della frase del Papa è chiarissimo, ed è assolutamente inutile che tu continui a interpretarlo prima come “tentazione”, adesso come “scherzo”.
            Per caso sei un gesuita anche tu o il tuo sport preferito è arrampicarti sugli specchi?
            2.
            Che cosa c’è di accomodante?! Ecco:
            i terroristi hanno ucciso MAAAA Charlie Hebdo ha provocato.
            Quindi pari e patta. Botte piena e moglie ubriaca.
            3.
            Pregiudizi: in 2 punti.
            a)
            A parte che non esistono pregiudizi emotivi
            (si giudica o pre-giudica sempre mediante ragionamento, anche se i presupposti fossero sbagliati),
            appartiene alle menti meschine e piuttosto rinsecchite l’uso di qualsiasi pre- anziché di argomenti. Come alcuni gay, che – se tu dici che ti fanno schifo le vomitevoli scene dei GayPride per strada, ti rispondono che probabilmente sei un gay e non lo sai o non vuoi ammetterlo.
            b)
            Sono una laureata dell’Università Cattolica, e quindi so di che cosa parlo. Conosco la dottrina e morale cattolica, perché l’ho studiata per 4 anni. Quindi vedo con estrema chiarezza le supercazzole con avvitamento a sinistra del meraviglioso-papa2-Francesco.
            Anche tu hai studiato a fondo il problema oppure ti limiti a essere un papa-boy?

            Buona domenica e addio, caro Matteo.

  9. step Rispondi

    17 gennaio 2015 at 15:12

    Preferisco Ratzinger a Bergoglio, sia come posizione teologica e sia come modo di porsi, e in ogni caso sono lontanissimo dalle idee moraliste e di sinistra oggettiva del Papa argentino. Ma in questo caso non si può non concordare. Il Papa ha detto chiaramente che la violenza va condannata, ma questo non significa lasciare che le idee più profonde in cui crediamo vengano offese, e soprattutto vengano offese in maniera stupida, senza nessuna argomentazione; in alcuni casi l’intento è solo provocatorio, diciamo la verità. In queste situazioni l’offeso fa bene a reagire, non si può lasciar passare la violenza psichica come se nulla fosse accaduto (parlo di violenza psichica perché di questo si tratta, quando si viene continuamente provocati). A parte che dei passi del Vangelo solitamente vengono presi solo quelli più “buonisti”, anche travisandoli, ma “porgere l’altra guancia” è riferito in realtà a situazioni personali, dove non è in gioco la fede, se è in gioco la fede il cristiano ha tutto il diritto di reagire (“io non sono venuto a portare la pace, bensì la spada”, Gesù disse anche questo…).

  10. Ettore Chiacchio Rispondi

    17 gennaio 2015 at 19:24

    Il kalashnikov di Torquemada

    Il gesuita finora guardingo come serpente[1]
    stavolta fa la biscia fuori dal vaso[2]
    tanto marketing[3] bugiardo ed impenitente
    finisce in concime… e pugni al naso[4]!

    Si paventa il ritorno dell’Inquisizione
    dal papa che finse una ritrovata santità
    via il copione ed è di nuovo costrizione
    da sempre imposta ad una prona umanità… http://www.sharedits.net/M-Ebooks-E-9-C-95.html

  11. Ettore Chiacchio Rispondi

    17 gennaio 2015 at 19:24

    Bergoglio:” se dici una parolaccia su mia mamma aspettati un pugno”.
    E tu che da sempre dici bestialità contro le mie due mamme, o i miei due papà, prenditi questo calcio nei coglioni!

    Uno squallido rissaiolo

    Precipita, bergoglio, che s’era innalzato sul trono
    col marketing-spettacolo, foraggiato tutto da buoi
    precipita, nella melma, con risonanza di tuono
    basiti i soggiogati d’amaro costretti agli ingoi

    Da “santo padre”, “papa buono reloaded” artefatto
    senza far tappe intermedie, questo papa pampero[1]
    scatena la rissa che pare d’avariato rum strafatto…
    dimostrando d’essere, come sempre ritenni, un “negro villero”[2] http://www.sharedits.net/M-Ebooks-E-9-C-97.html

  12. morello stefano Rispondi

    17 gennaio 2015 at 21:14

    Bravissimo nel ” rimeggiare” , meno nei contenuti espressi , nel senso che non sempre , e non mi riferisco solo a questa tua “poesiola” , sono condivisibili . Rimane pero’ un fatto : mentre il “rissaiolo” è una Tua opinione l’ìnsulto ” negro villero ” è oggettivo e , a mio giudizio , comunque inaccettabile.

    • Talita Rispondi

      18 gennaio 2015 at 19:51

      Caro Sergio,
      ti sei limitato a linkare, ma non hai espresso il tuo parere.
      Sei per la scomunica o per l’assoluzione di Charlie?

      Sono andata a leggere la “cristianofobia” che hai segnalato e ho guardato pure la vignetta.
      Certamente di pessimo gusto, ma non ricorrerei – come è tanto di moda – alle fobie. Ormai basta starnutire una volta per essere tacciati di… salutofobia.
      Il punto è:
      tu, io, il Papa o chiunque altro ha il diritto di vietare al cafone, al blasfemo, al bestemmiatore di esprimersi per quello che è?
      Non basta dirgli così?
      “O cafone (bestemmiatore, blasfemo), guarda che le tue insulsaggini sono solo ridicole e in nessun caso potranno mai minacciare le mie idee o il mio Credo”.

      La “vibrata protesta” richiesta dalle associazioni cattoliche, prima di tutto mi sembra vana;
      in secondo luogo non fa che alimentare la cafonaggine di Pinco e Pallo, che così hanno la prova di aver fatto centro e di aver scandalizzato.
      Vedo che tra le associazioni c’è pure l’ “Associazione Famiglia Domani”, il che mi fa pensare che la Famiglia di oggi ha sottoscritto un abbonamento a Charlie Hebdo, giornalaccio che circola per casa con gravissimo rischio per i figlioletti.
      Mah! Anche se fosse, un abbonamento si può sempre disdire.

      Tra l’altro, leggendo il testo della petizione, a me viene solo da ridere:
      ___________
      “Rev. Padre Lombardi,
      Si può ancora tacere? Oscenità e blasfemia si confondono nella sordida provocazione di un giornale francese, autore di una vignetta in cui per rivendicare l’unione omosessuale, violazione estrema della legge naturale, si oltraggia in modo inammissibile la Santissima Trinità, mistero centrale della fede cristiana”.

      E mi faccio due domande.
      1.
      Dove sta scritto che la vignetta voglia rivendicare l’unione omossessuale?
      A me sembra invece che voglia sottolineare l’omosessualità (e purtroppo la pedofilia) ri-purtroppo molto, troppo presente tra il clero worldwide.
      Le associazioni cristiane dovrebbero stare zitte-ma-zitte, proprio per non richiamare alla mente certe brutture.
      2.
      L’unione omosessuale è una violazione estrema della legge naturale?!
      Quale legge naturale? E secondo chi?
      Oh quanto questa cazzata mi ricorda la caccia alle streghe! Oh quanto mi fa pensare che queste brave associazioni si raccoglierebbe soddisfatte attorno ai roghi e vedrebbe di buon occhio una bella riedizione di Fahrenheit 451, con incenerimento di tanti libri all’Indice.
      Anche se a me viene in mente il medio.
      Come dito, ovviamente.

      Tu che ne pensi, Sergio?
      Sempre che ti vada esprimere il tuo parere, beninteso!

      • Talita Rispondi

        18 gennaio 2015 at 20:06

        P.S.
        Ho dimenticato due elementi:
        ● un “si” passivante: volevo diire “si vedrebbe di buon occhio”.
        ● una curiosità:
        queste brave associazioni cattoliche hanno avuto qualcosa da dire sul libro della sciura Melania Mazzucco “Sei come sei”?

        Ad aprile dell’anno scorso circolava nella sQuola-Liceo “Giulio Cesare” di Roma, tra ragazzini da 14 a 16 anni: introdotto da due cosiddetti docenti di Lettere.
        So di un esposto alla Procura dell’associazione “Giuristi per la vita”. Non so se ci siano stati altri esposti, oppure se le brave associazioni cattoliche siano state colpite da ictus ischemico.

  13. step Rispondi

    18 gennaio 2015 at 19:30

    Non penso che su certe tematiche Ratzinger e Bergoglio possano dire cose molto diverse. Comunque sia, io preferisco Ratzinger, da un punto di vista teologico culturale e anche come modo di porsi.

    Premesso questo, Bergoglio ha fatto benissimo a dire ciò che ha detto, e ha fatto bene a usare la metafora del pugno. Si possono trovare decine di citazioni evangeliche di segno opposto a quelle buoniste (“non sono venuto a portare la pace bensì la spada”), ma il vero punto è che bisogna scindere le questioni materiali e personali da quelle che ineriscono alla fede. Il frusto “porgere l’altra guancia”, ad esempio, è chiaramente circoscrivibile alle situazioni che riguardano le questioni private e materiali della persona, quelle dove non si mette in gioco la fede. Viceversa, laddove si mette in gioco la fede il cristiano ha tutto il diritto di reagire, limitando la violenza finché è possibile, ovviamente.

    Esiste anche una violenza psichica, anche più dannosa e subdola di quella fisica, violenza psichica rinvenibile proprio nel caso dei vignettisti francesi, dove la provocazione continua (e per nulla argomentata) in ordine ai principi più profondi in cui si crede è così chiara che uno degli stessi vignettisti fondatori ne ha preso le distanze. Non si può far passare sotto silenzio una cosa del genere, come se nulla fosse accaduto. È ovvio poi che questo non giustifica minimamente l’attacco di Parigi, ma dobbiamo guardare al concetto di violenza con più flessibilità e darne di conseguenza una definizione più estesa, senza che questo intacchi la libertà d’opinione, anche per una regolamentazione della “satira” che sia più precisa e non dogmatica.

    In ogni caso ritengo che né Ratzinger e né Bergoglio vogliano perseguire una “difesa dell’occidente”, come accennato nel pezzo, la visione universalista della Chiesa Cattolica non presuppone dicotomie quali occidente/oriente.

    • Talita Rispondi

      18 gennaio 2015 at 22:41

      Step,
      grazie di cuore!

      Mi hai insegnato che le vignette devono essere ARGOMENTATE.
      Ne deduco che i saggi di storiografia, filosofia, economia… devono essere svolti mediante disegnini.

      Inoltre mi puoi spiegare da che cosa deduci che il porgere l’altra guancia sia non solo “frusto” (mah!) ma anche applicabile solo a questioni private.
      Mi fai un esempio?
      Chessò… quando litigano suocera e nuora? O quando?

      Poi, per “universalismo” della Chiesa cattolica s’intende l’esclusione tassativa di ogni possibile mescolanza con altri Credo religiosi:
      in altre parole, è l’esatto contrario di “sincretismo”.
      Per la Chiesa cattolica vale solo la propria base di dogmi, su cui si fonda.
      Tu che cosa intendi per “visione universalista”?

      Infine, se ho capito bene quello che hai detto, è anche strana la tua affermazione che la Chiesa non farebbe distinzione tra Occidente e Oriente, visto che nella sua storia campeggia uno Scisma d’Oriente, che mi sembra ben tanto dicotomico.

    • Matteo Rispondi

      19 gennaio 2015 at 00:47

      Visto che la tua interlocutrice non mi ritiene più all’altezza, parlerò a suocera perché nuora intenda. La spada che tu citi a sproposito non è quella da brandire contro i nemici di Cristo e che Pietro ha dovuto riporre nel fodero, è quella che, proprio per non rinnegare chi ha porto l’altra guancia anche allo scherno di pubblicani e peccatori, non è profeta in “patria e famiglia”. Questo significa, secondo me, “chi non odia il padre, la madre, i figli e persino la propria vita per me, non è degno di me”. Estrapolando la frase dal contesto qualcuno potrebbe considerarla un attacco alla “cattolicissima” famiglia tradizionale e alla sacralità della vita. Io, siccome non so leggere e scrivere come insegnano a scuola, penso che la “famiglia cristiana” preferita anche da Francesco (quello d’Assisi, ma non porrei limiti alla provvidenza) sia quella universale (davvero cattolica) in cui “uno solo è il Padre nostro e noi siamo tutti fratelli”. Gesù voleva dire questo o “gettatiti come un kamikaze islamico contro tutti i tuoi parenti in nome del profeta”? Mi rimetto alla più rigorosa esegesi di suocera e nuora…

      • Talita Rispondi

        19 gennaio 2015 at 14:39

        Esegesi:
        sembri un figlio di Geova.

        P.S.
        Questi sdilinquimenti non m’interessano.

        • MatteoDiNenno Rispondi

          19 gennaio 2015 at 17:16

          Nessuno può “onestamente” interpretare quelle parole di Cristo in modo diverso da come le ha tradotte in pratica lui stesso o San Francesco. Giusto?! Allora perché ti scandalizzi se mi azzardo a ipotizzare che non si può dare alle parole del Papa un senso diverso da quello che tu stessa alla fine ammetti, pur supponendo che se ha detto solo un’ovvietà (“è sbagliato rispondere all’offesa con l’offesa, perché è sbagliato offendere”) non può che averlo fatto per ragioni “subdole”. Accomodante è dare ragione a tutti per non farsi nemico nessuno, non togliere per primo la trave dal proprio occhio (le pregresse incoerenze di Pietro e successori) per vedere meglio la pagliuzza nell’occhio altrui.
          Ora mi dai del “figlio di Geova” perché ti sei accorta che non posso essere un “Papa boy”. Ovviamente non sono nessuno dei due. Io ho dubitato della tua sincerità, come francamente dubito di quella di Step, solo perché mi sembra evidente che certe metafore non possono essere interpretate alla lettera (specie se il contesto non lo permette in alcun senso). Tu perché mi fai così “fazioso”?

          • Talita

            19 gennaio 2015 at 17:34

            Basta con le prediche!
            Ma tu non ti stanchi mai di ripetere sempre gli stessi concetti?

            Ti ho dato del “figlio di Geova” perché non la smetti di insistere.
            E prima ti avevo chiesto “sei un papa-boy?”
            Il punto interrogativo ha il suo perché.
            Adesso lo tolgo: “Sei un papa-boy!”. Punto esclamativo.

            Ma la locuzione non è affatto sinonimo di “fazioso”:
            tra i papa-boy ci saranno certamente i faziosi, ma ce ne saranno altrettanti sinceri.
            Io non ti conosco, quindi non posso sapere quali siano i tuoi reali scopi.
            E non faccio mai supposizioni inutili.
            Mi limito a commentare ciò che vedo scritto, se m’interessa.
            (Ma in nessun caso sopporto le prediche.)

  14. ico Rispondi

    19 gennaio 2015 at 21:15

    Le parole esatte del Papa sono : “Avere questa libertà, ma senza offendere. E’ vero che non si può reagire violentemente, ma se il dottor Gasbarri, che è un amico, dice una parolaccia contro la mia mamma, lo aspetta un pugno! Ma è normale! Non si può provocare”. Di conseguenza tutti i commenti sono viziati e strumentalizzati.

    • Talita Rispondi

      19 gennaio 2015 at 23:22

      “Tutti i commenti sono viziati e strumentalizzati”
      😆
      Eccetto quello tuo, ovviamente!

      Mi piacciono taaanto quelli che vivono a Fantasyland.

    • Matteo Rispondi

      20 gennaio 2015 at 08:51

      “C’è il diritto, ma anche l’obbligo di dire ciò che si pensa per il bene comune, ma bisogna farlo senza offendere”. Tradotto (secondo me): “legalmente si ha il diritto di dire o non dire quel che si pensa per ragioni più o meno edificanti; moralmente si ha solo il dovere di farne buon uso” (sempre non si pensi che Francesco voglia sanzionati la “reticenza d’opinione” come il vilipendio). Giuliano Ferrara, invece, riconosciuta al “Papa gesuita, intelligente e scaltro, la capacità di distinguere tra la illiceità spirituale di una vignetta, o anche solo il suo cattivo gusto e il suo scarso tatto umano, e la condanna a morte che la cancella per sempre o il suo status di reato”, conseguentemente si domanda: “Perché il Papa ha parlato in modo da essere identificabile come il tutore dell’autodifesa della dignità delle religioni invece che come il custode della sacralità della vita umana e del diritto alla libertà d’espressione?”. Tradotto (secondo me): “perché il Vicario di Cristo vuol darci uno schiaffo morale, invece di appellarsi a Pilato e Costantino per rendere a Dio quel che è di Cesare?”. Mi chiedo: Giuliano c’è o ce fa? Voi cosa pensate?

  15. adriana Rispondi

    20 gennaio 2015 at 19:40

    Ma quando capiremo che le chiese sono sistemi al top dei quali c’e’un dittatore che impone una direzione alla massa dei fedeli.
    Questi rappresentanti o autorita’religiose devono essere minimizzate fino a sparire.
    Sono un inutile controsenso.
    Sono storicamente superati.
    Una gran perdita di tempo e cibo per la stampa.
    Sempre piu stupida.
    Le comunita’religiose hanno bisogno di confrontarsi liberamente attraverso relatori non CAPI.
    UNA COSA POI MI SORPRENDE
    TREMODO
    SI PARLA SOLO DI CHIESA CATTOLOCA E DI ISLAM..
    MA VOGLIAMO SCHERZARE?????
    E DI LUTERO MAI?????
    ..

    • Talita Rispondi

      21 gennaio 2015 at 15:18

      Scherzare in che senso?!
      E che cosa dovremmo dire di Lutero?

      Se hai qualcosa da dire tu, perché non lo dici?

  16. andrea Rispondi

    20 gennaio 2015 at 19:50

    scusa te a mio parere islam vuol dire pace ma come mi sembra sia nella chiesa catolica e nel islam sia pace.

    • Talita Rispondi

      21 gennaio 2015 at 15:23

      “Islam” vuol dire “sottomissione”.
      “Salam” vuol dire “pace”.

  17. Matteo Rispondi

    21 gennaio 2015 at 00:38

    Queste sono le spiegazioni del Papa: “In teoria, possiamo dire che una reazione violenta davanti a un’offesa, a una provocazione, in teoria sì, non è una cosa buona, non si deve fare. In teoria, possiamo dire quello che il Vangelo dice, che dobbiamo dare l’altra guancia. In teoria, possiamo dire che noi abbiamo la libertà di esprimere e questa è importante. Nella teoria siamo tutti d’accordo. Ma siamo umani, e c’è la prudenza, che è una virtù della convivenza umana. Io non posso insultare, provocare una persona continuamente, perché rischio di farla arrabbiare, rischio di ricevere una reazione non giusta, non giusta. Ma è umano, questo. Per questo dico che la libertà di espressione deve tenere conto della realtà umana e perciò dico che deve essere prudente. È un modo di dire che deve essere anche educata. Prudente. La prudenza è la virtù umana che regola i nostri rapporti. Io posso andare fino a qui, non posso andare in là, in là… Questo volevo dire: che in teoria siamo tutti d’accordo: c’è libertà di espressione, una reazione violenta non è buona, è cattiva sempre. Tutti d’accordo. Ma nella pratica fermiamoci un po’, perché siamo umani e rischiamo di provocare gli altri e per questo la libertà deve essere accompagnata dalla prudenza. Questo volevo dire.”

  18. Matteo Rispondi

    21 gennaio 2015 at 00:56

    Queste sono le ovvie conclusioni tratte anche dalla redazione dell’UCCR: “Francesco sta chiaramente invitando gli uomini, cristiani e non, alla prudenza nell’uso della libertà d’espressione: è vero che il Vangelo chiede di porgere l’altra guancia ma non si può confidare sul fatto che tutti ascoltino il Vangelo, e c’è il rischio serio di provocare reazioni violente. Il discorso è talmente chiaro e cristallino che ci si stupisce di come possa essere manipolato ancora, a meno che si sia pregiudizialmente contro il Papa. Esattamente come coloro che affermano che Gesù istighi alla violenza quando disse: “Non sono venuto a portare pace, ma una spada” (Mt 10,34). Basta mettere da parte l’ideologia, contestualizzare le parole e si capisce il vero senso della frase.”

  19. Matteo Rispondi

    21 gennaio 2015 at 02:10

    Scrive Socci: “Bergoglio si è rimangiato lo scivolone sul “pugno” (forse perché è stato fraternamente criticato dall’amico Scalfari nel suo editoriale di domenica) e mi viene da ridere a pensare come faranno ora a fare marcia indietro tutti quegli zuavi pontifici che – col solito zelo – si erano messi a giustificare la reazione violenta all’insulto verbale…”. Ovviamente il Papa non l’ha mai giustificata e non s’è rimangiato un bel niente. A tutti coloro che l’hanno qui accusato o difeso a spada tratta con inutili richiami a Voltaire (a questo l’illuminismo non ha insegnato niente!) o strafalcioni autolesivi su Cristo, vorrei far notare che senza i paraocchi c’era poco da confondersi. Poteva il Papa aver citato una reazione “normale” per dargli una valenza “legale”? Pura Isteria (vuole comprimere i nostri diritti, aiuto!!!). Poteva Francesco voler avallare il terrorismo Islamico? Perché no?! è tutto peace & love… Ma soprattutto, poteva un accorto gesuita sostenere una tesi che contrasta in tutto e per tutto (teoria e pratica) più col Vangelo che con la rivoluzione francese? Siamo alle comiche finali.

  20. Matteo Rispondi

    21 gennaio 2015 at 13:58

    Socci scrive: “Bergoglio si è rimangiato lo scivolone sul “pugno” (forse perché è stato fraternamente criticato dall’amico Scalfari nel suo editoriale di domenica) e mi viene da ridere a pensare come faranno ora a fare marcia indietro tutti quegli zuavi pontifici che – col solito zelo – si erano messi a giustificare la reazione violenta all’insulto verbale…”. Ovviamente il Papa non s’è affatto “rimangiato” quello che Socci, Scalfari e zuavi (i “papa boys”) avevano frainteso. A tutti coloro che anche qui l’hanno accusato o difeso a spada tratta con inutili richiami a Voltaire (a questo l’illuminismo non ha insegnato niente!) o contraddittorie citazioni evangeliche (volevano dire esattamente l’opposto), faccio notare che c’era poco da confondersi. Facendo un esempio tanto “naturale”, il Papa poteva voler dare alla parola “normale” una valenza “legale”, premesso, senza metafore, che non stava per “morale”? Molto improbabile (e sono cauto), specie considerando che il pugno faceva a cazzotti non solo con la legge e la rivoluzione francese (almeno in teoria), ma soprattutto (in teoria e in pratica) col Vangelo. Invece una reazione isterica ha “sinceramente” creduto che Francesco volesse schierarsi col sultano contro i crociati, o tutti insieme comprimere i nostri diritti “naturali” come il modo in cui l’ha difesi solo Robespierre…

  21. Emma Rispondi

    21 gennaio 2015 at 14:20

    Socci ha scritto pure: “Tuttavia il papa argentino ha fatto la toppa peggio del buco perché – per rimangiarsi la gaffe – ha detto che “in teoria” il Vangelo dice che non si deve rispondere con la violenza: “in teoria”, ha sottolineato, mentre in pratica la vita è diversa (“siamo umani”… invece Gesù no?). E così il Vangelo diventa una “teoria” di un sognatore…”
    Per la serie: “se constato che non sono tutti santi, me meni, se preciso che dovremmo esserlo, me meni uguale… dimme che me voi menà!

  22. Beppe Rispondi

    22 gennaio 2015 at 08:34

    Ho letto con attenzione l’articolo anche se non mi sento di condividerlo, né mi sento di condividere la facilità con cui tenda a catalogare chi sia o meno, cito a memoria, un “fan” di Papa Francesco. Indubbiamente traspare l’opinione di chi scrive ed un suo preventivo giudizio sull’operato del Pontefice. Credo anch’io semplicemente, come diceva Morello,che alcune questioni siano state pretestuosa mente eluse: la frase è stata decente stilizzata, come andrebbe anche giudicato l’agire di qualcuno nel suo insieme. L’incontro con il rappresentante ebraico e musulmano in Vaticano o la mediazione tra Usa e Cuba, di qualche giorno prima (anche di là di qualunque interesse politico che la sostenesse) sono cmq risultati straordinari..come non lo è stato non incontrare il Dalai Lama. In ogni caso non mi pare che il Papa abbia detto che era giustificabile, anzi…ma questo concetto, seppure senza voler scomodare il Logos, non dovrebbe neppure essere sottolineato.Ha detto semplicemente che la RELIGIONE VA RICETTA TI. Qualcuno ha chiesto se le vignette erano offensive? Se vedere Gesù che Sodoma Dio, essendo stilizzata, a sua volta dallo Spirito Santo non lato è. ..non so cosa lo sia. Ed alcune, per stessa ammissione di Staino amico fraterno di Woli ski, erano gratuitamente offensive…offensive solo per il gusto di esserlo. Ora non è in discussione se qualcuno abbia o meno il diritto di libera espressione ( e cmq provatelo a farlo sulla bandiera, il Presidente Obama o Putin) ma sull’opportunità di farlo. Se ogni volta che faccio una vignetta un pazzo brucia 10 Chiese IO cmq evito. ..credo che vi sia anche una responsabilità morale nell’amore. …

  23. Beppe Rispondi

    22 gennaio 2015 at 08:34

    Ho letto con attenzione l’articolo anche se non mi sento di condividerlo, né mi sento di condividere la facilità con cui tenda a catalogare chi sia o meno, cito a memoria, un “fan” di Papa Francesco. Indubbiamente traspare l’opinione di chi scrive ed un suo preventivo giudizio sull’operato del Pontefice. Credo anch’io semplicemente, come diceva Morello,che alcune questioni siano state pretestuosa mente eluse: la frase è stata decente stilizzata, come andrebbe anche giudicato l’agire di qualcuno nel suo insieme. L’incontro con il rappresentante ebraico e musulmano in Vaticano o la mediazione tra Usa e Cuba, di qualche giorno prima (anche di là di qualunque interesse politico che la sostenesse) sono cmq risultati straordinari..come non lo è stato non incontrare il Dalai Lama. In ogni caso non mi pare che il Papa abbia detto che era giustificabile, anzi…ma questo concetto, seppure senza voler scomodare il Logos, non dovrebbe neppure essere sottolineato.Ha detto semplicemente che la RELIGIONE VA RICETTA TI. Qualcuno ha chiesto se le vignette erano offensive? Se vedere Gesù che Sodoma Dio, essendo stilizzata, a sua volta dallo Spirito Santo non lato è. ..non so cosa lo sia. Ed alcune, per stessa ammissione di Staino amico fraterno di Woli ski, erano gratuitamente offensive…offensive solo per il gusto di esserlo. Ora non è in discussione se qualcuno abbia o meno il diritto di libera espressione ( e cmq provatelo a farlo sulla bandiera, il Presidente Obama o Putin) ma sull’opportunità di farlo. Se ogni volta che faccio una vignetta un pazzo brucia 10 Chiese IO cmq evito. ..credo che vi sia anche una responsabilità morale nell’amore. …

  24. nereovilla Rispondi

    24 gennaio 2015 at 17:52

    Questo papa è manicomiale oppure da Bar Sport:
    http://youtu.be/FlKFSEHsVjg

  25. Nereo Rispondi

    28 gennaio 2015 at 17:20

    http://youtu.be/FlKFSEHsVjg
    http://digilander.libero.it/VNereo/il-pugno-idiota-del-papa.htm
    Bergoglio ci sei o ci fai?
    Il pugno del Papa usato per spiegare la legittima difesa è incitazione alla violenza e all’odio, oppure è una semplice idiozia da bar sport? In ogni caso è antilogica, o quanto meno un’ambiguità logica, una confusione interiore fatta passare, ovviamente da media altrettanto ottenebrati, per insegnamento o per sacra pedagogia. Infatti dimostra che è legittimo dare un pugno a qualcuno che insulta nostra madre. Certamente se qualcuno offende mia madre io posso anche ucciderlo. Ma che senso ha mettere sullo stesso piano l’offesa immateriale e l’omicidio, o il pugno materiali? L’offesa offende non in quanto contenuto materiale fatto di hertz o di onde meccaniche del suono che ascolto ma in quanto contenuto immateriale, spirituale. Ciò che esce dalla bocca viene dal cuore, ed è quello che contamina l’uomo (Mt 15,18), cioè che mi offende, ma solo se mi sento ancora legato al cordone ombelicale di mia madre, reagisco col pugno o col mitra. E questo è tipico dei jhadisti che fanno le guerre materiali perché incapaci di combattere con la spada dell’io o del Cristo.
    Ignorare la differenza fra legittimità e legalità è ignoranza crassa se è ignoranza; però se sconfina nell’arroganza di un indottrinamento o di una dottrina religiosa (vedi gli articoli 2266 e 2667 del catechismo cattolico odierno) più che ignoranza è mafia, o almeno un tipo di ignoranza tendenzialmente e potenzialmente mafiosa.
    Oggi più che mai occorrerebbe dunque riflettere sulla differenza fra legalità e legittimità, soprattutto per chi crede di essere un cristiano. Se gli odierni “osservanti” della legalità rinunciano alla loro moralità personale, barattano la responsabilità per l’ubbidienza. Dovrebbero allora chiedersi cosa accadde nella Germania nazista. Fino a che punto si può essere nazisti o “osservanti” della legalità? Cosa traccia allora la linea di demarcazione fra equo ed iniquo: la legalità? No. Perché la legalità è in tal senso l’eclisse della ragione. È l’uomo soggiogato che esprime obbedienza a regole ingiuste e che, per affermare ciò che crede suo diritto, permette in realtà la propria schiavitù. Credo che piegarsi passivamente all’autorità o accettare, senza discutere, leggi che appaiono contrarie alla giustizia e alla sopravvivenza, non sia indice di forza, né di moralità. Le leggi non sono l’ultima verità, infatti molte leggi inique furono cambiate in seguito a proteste. Se non si tiene conto della protesta pacifica e del rifiuto della legge se iniqua (epicheia cristiana), non si può che prevedere il prevalere progressivo di episodi di violenza. Ciò che traccia la linea di demarcazione fra equo ed iniquo non può dunque essere altro che l’io umano, cioè cristiano, o epicheico che dir si voglia. Chi però dal pulpito predica la pace nel mondo attraverso catechismi che non escludono la pena di morte o la guerra, non può essere un cristiano, ma solo un anticristiano in quanto antilogico.

    • Matteo Rispondi

      29 gennaio 2015 at 00:29

      In natura non c’è medicina che non sia anche un veleno, ma solo quello che si sputa può avvelenare l’anima. Allora “non temete chi può uccidere soltanto il corpo” perché è “meglio subire un’ingiustizia che farla”. Sia Gesù che Socrate hanno bevuto un immeritato calice. Ora ti chiedo: quale è stata la loro legittima difesa, posto che al diritto positivo di chi li ha ingiustamente condannati non hanno opposto alcun diritto naturale?

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