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Grazie per averci difeso

A maggior ragione oggi, che imbastiamo un racconto salottiero e ipocrita della guerra al terrorismo dopo l'11 settembre. Perché, al netto di possibili errori specifici, gli Usa di George W. Bush stavano difendendo il mondo libero dalla belva. Nessuno lo ricorda, lo facciamo noi

usaGrazie a George Walker Bush, alla sua amministrazione e a tutti gli apparati militari, di sicurezza e d’intelligence americani, per averci protetto dall’orrore terrorista, nell’inferno dei primi Duemila. Grazie a maggior ragione oggi, che l’amministrazione americana più scalcagnata della storia Usa (sì, Obama è peggio di Carter, già solo perché ha avuto due mandati per far danni) e, per passare dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo, la solita, scalcagnatissima stampa italiana, imbastiscono di quegli anni, e di quella guerra, perché non d’altro si parla, un inaccettabile racconto autolesionista, profondamente salottiero, ipocrita oltre ogni livello di guardia, appoggiandosi al lavoro di una Commissione d’inchiesta spudoratamente cucito sull’istinto di rivincita democratico dopo la batosta del mid-term.

Solo che qui si tratta di qualcosa in più, non solamente delle faglie di rottura in perenne movimento della politica interna americana, pur decisive per il loro riverbero sul mondo. Qui si tratta, appunto, di una guerra, e tutt’affatto particolare. Un attacco portato al cuore dell’Occidente da una belva interessata solo a sterminare, e a sterminare civili innocenti a caso e il più possibile, che nel solo primo giorno di operazioni fece cinquemila morti. 11 settembre 2001. Mi rendo conto che si tratta in gran parte di morti americani, che non vanno molto di moda nel Paese dell’anti-americanismo trasversale e compiaciuto, nessuno ci organizza manifestazioni o veglie come avviene per ogni singolo ferito a Gaza, ma allora la paura ci attanagliava tutti e ci azzerava le edificante griglie concettuali, tutte europee, in cui tredici anni dopo ci siamo di nuovo rintanati. Ricordate? Soli, magari davanti alla televisione con tutta la famiglia, ad illuderci che fosse spettacolo, ma palpabilmente soli, a fare i conti col Terrore e col non-senso rannicchiati dentro di Sé, dentro ciascuno di noi. E chiedevamo una cosa sola, quel giorno, ancora prima di realizzarlo. Chiedevamo che il nostro mondo, quel territorio anzitutto della mente che ha le sue soglie limite, l’innegabilità della vita umana e l’esistenza di qualcosa chiamato persona, insomma quel che scolasticamente chiamiamo Occidente, reagisse, si scuotesse dal terrore, combattesse la belva. E poteva farlo solo l’America, ancora una volta, come nel secolo breve e lunghissimo. L’America ferita, colpita in casa come mai prima, ma l’America eroica dei suoi pompieri che s’infilano sotto le Torri sapendo che probabilmente non torneranno, e sì, l’America di un presidente che la sera stessa chiude il suo discorso strozzato così: «L’America ha già fronteggiato dei nemici e lo rifarà ora. Nessuno di noi dimenticherà questo giorno, eppure andremo avanti nella difesa della libertà».

Un presidente americano, in tutta la semplicità e abissalità del termine, un presidente che si chiamava George Walker Bush e che sì, da allora è andato avanti nella difesa della libertà. Ha combattuto la belva. Ha placato anche il nostro terrore. Anche con tutto il peso e l’efficienza e il chiaroscuro procedurale garantiti dal più grande servizio segreto del mondo, ovvio (a differenza di quanto gli rimproveravano i miseri giornali italioti che oggi strillano per le azioni della Cia, mentre allora accusavano l’uso eccessivo della forza militare al posto dell’intelligence. Miserie antimericane variabili, direttamente dall’attico di casa). Per cui noi, qui oggi, granello di polvere saldamente piantato nel mondo che allora Bush difendeva, non ci stiamo, e gli ribadiamo il nostro grazie. Perché non ci riesce proprio di commuoverci, se a Khalid Sheikh Mohammed, mente dell’11 settembre, artefice dei cinquemila morti, è stato praticato il waterboarding, magari qualche volta in più del dicibile nella buona società, di Washington, di Roma, di Milano. La buona società poteva proseguire a riunirsi perché qualcuno stava praticando il waterboarding alla belva, questa è la verità nuda ed elementare, che oggi non trovate nei titoli, negli occhielli, nei pezzi. La Cia in alcune occasioni ha esondato, ci sono atti specifici riconducibili a responsabilità specifiche chiaramente individuabili come inutilmente crudeli? Queste responsabilità saranno chiamate a risponderne, come spesso è accaduto in quel sistema sanamente imperfetto e storicamente dotato della capacità rigenerativa dell’autocritica che è la democrazia liberale americana.

Ma questo racconto vigliacco no, questo rovesciamento doppio e subdolo, che vuol ritrarre i difensori della libertà come le belve che volevano macellarla, non ce lo possiamo permettere, dobbiamo contraddirlo, lo dobbiamo a noi stessi, a ogni volta che siamo saliti su un treno, abbiamo preso un aereo, abbiamo esercitato l’elementare libertà di movimento in qualche capitale europea, e sapevamo che la belva poteva essere dietro l’angolo, come è stato tra le altre cose a Madrid e a Londra, ma sapevamo anche che qualcuno la stava combattendo, e la stava combattendo anche per noi. Grazie ancora, George Walker.

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di on 11 dicembre 2014. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

38 commenti a Grazie per averci difeso

  1. Marco Beltrame Rispondi

    10 dicembre 2014 at 15:20

    Certo, bisogna ringraziare Bush Jr. di due campagne lasciate a meta’, che hanno creato solo instabilita’ (l’Afghanistan e’ sua responsabilita’, mentre per l’Iraq la colpa e’ divisa con Obama), di un pessimo provvedimento contro la liberta’ che e’ il Patriot Act, che sebbene non sia niente in confronto alle oscenita’ delle dittature del mondo, non e’ qualcosa di cui andar fieri, del bailout (con soldi statali! Dove e’ il liberalismo, Direttore?) alle banche, di concerto con Obama…
    No, io non ringrazio un pessimo presidente, al pari di Obama.
    La campagna in Afganistan e’ stata lasciata a meta’ per inseguire (fallendo) il conflitto in Iraq, permettendo quindi la continua instabilita’ che e’ presente nella regione. Per cui, caro Direttore, non solo la battaglia per la liberta’ e’ stata fatta male, ma non e’ servita a nulla.

    • Giovanni Sallusti Rispondi

      10 dicembre 2014 at 15:38

      Tutto perfetto, caro Beltrame. Non ci resta che consegnarci al Califfo, e farla finita

      • Marco Beltrame Rispondi

        10 dicembre 2014 at 16:24

        A differenza Sua io non credo che dare soldi ai terroristi per poi essere costretti a bombardarli perche’ fanno di testa loro sia una buona idea.
        Ma invece di glissare, mi giustifichi il Patriot Act o le National Security Letters. Un liberale vero puo’ accettare roba simile? La risposta e’ semplice: no.

        • Giovanni Sallusti Rispondi

          10 dicembre 2014 at 16:52

          Non glisso, anzi vado al sodo: l’essenza del sistema americano è l’imperfezione, in cui rientrano alcune delle derive che lei con ottima correttezza puntigliosa cita. L’essenza dei sistemi in lotta con esso da un secolo è la Perfezione, la maggior fabbricatrice di cadaveri della Storia. Quando questa precipita, come nell’11 settembre 2001, c’è chi, come lei, come me, può dedicarsi al puntiglio. E chi deve agire

          • Marco Beltrame

            10 dicembre 2014 at 20:28

            Le sue “imperfezioni” sono inaccettabili a chiunque voglia la liberta’, quella vera, non quella dei comunisti. Peraltro cosa hanno prodotto? Un teatrino di sicurezza (non c’e’ modo di verificare che gli “attentati sventati” siano stati veramente tali) che non ha prodotto alcun vantaggio.
            Tra l’altro, le National Security Letter violano il Quarto Emendamento… ed e’ stato detto nel 2004, non oggi.
            Franklin diceva “Those who would give up essential Liberty, to purchase a little temporary Safety, deserve neither Liberty nor Safety.”
            Lei che cosi’ adulatore degli Stati Uniti l’ha dimenticato? Si tolga gli occhiali deformanti. Non e’ cannoneggiando il mondo che si risolvono i problemi, e vale sia per gli Stati Uniti sia per la Russia.

      • Luca Beltrame Rispondi

        10 dicembre 2014 at 17:46

        In effetti sono stati proprio gli Stati Uniti a “consegnarci” il Califfato. La “primavera” araba (tranne per la Libia, causata da uno sciocco presidente francese) e l’interferenza in Siria da chi sono partite?

        Per questi casi la responsabilita’ sta ad Obama, ma Bush e’ stato comunque un pessimo presidente. Al di la’ del teatrino di sicurezza da lui imbastito (leggi: non serve a niente se non a creare un falso senso di sicurezza), il PATRIOT Act, le NSL, le intercettazioni senza mandato (cominciate con lui e perpetuate da Obama), le no-fly list… Bush ha fallito anche in economia (il caso antitrust Microsoft e’ l’esempio principale, finito con buoni di acquisto… per prodotti Microsoft), nell’istruzione con il pessimo “no child left behind” nelle scuole… e potrei continuare.

        Nel nome del cielo, tra lui e Obama, dove possiamo trovare qualcosa di positivo?

        • Stefano Magni Rispondi

          10 dicembre 2014 at 18:46

          La primavera araba e l’interferenza in Siria NON sono partite dagli Usa, in effetti. Mi domando, piuttosto, da dove sia partita questa vulgata complottista che attribuisce agli Usa qualunque male del Medio Oriente, dalle primavere arabe all’Isis, passando per lo scoppio della guerra in Libia. Credere che le primavere arabe, prodotto di decenni di frustrazioni politiche, sociali, economiche, culturali delle popolazioni nordafricane, del fallimento dell’ideologia nazionalista araba e della crisi economica, ebbene credere che tutto ciò sia frutto di un “piano” americano (ma sarebbe irrealistico un “piano” di chiunque, in questo contesto) dimostra, quanto meno, una grande ristrettezza di vedute. Credere che leader dell’Isis, seguaci della più antioccidentale delle ideologie islamiche, possano accettare anche solo un dollaro dagli Usa, senza finir subito all’Inferno, dimostra, come minimo, una mancanza totale di cognizione sulle persone di cui stiamo parlando e sul loro retroterra culturale. Lei mi potrà ora citare tutti i Blondet, Chiesa, Foa, Kadmon e cianfrusaglia complottista varia che purtroppo riempie la rete, ma la invito solo a guardare con buon senso (non dico tanto: basta il buon senso) alla realtà che la circonda.

          • Luca Beltrame

            10 dicembre 2014 at 20:34

            “La primavera araba e l’interferenza in Siria NON sono partite dagli Usa, in effetti.”

            Infatti. C’e’ stata pero’ una “spinta” (tranne in Libia) da parte di organizzazioni americane. Quanto all’Isis… beh, che gli Stati Uniti abbiano finanziato gli allora “ribelli siriani” (mostrando pochezza di vedute, con la complicita’ o l’ignavia degli Stati arabi – si tratta di un concorso di colpa) e’ invece abbastanza noto (e chi aveva finanziato i talebani in funzione anti-russa? Certa gente non impara proprio dalla storia).

            Quello che conta e’ che “esportare la democrazia” a questo modo non serve a niente (ma non e’ servito a niente nemmeno al tempo della Guerra Fredda, se e’ per questo).

        • Lorenzo Rispondi

          10 dicembre 2014 at 21:24

          Non esistevano ancora i talebani durante l’occupazione sovietica idiota.

          • Lorenzo

            10 dicembre 2014 at 21:46

            E soprattutto Bin Laden e Al Qaeda furono creazioni della famiglia reale saudita (uno dei mentore di Bin Laden era tra i fondatori di Hamas) e del governo pakistano, gli Stati Uniti centrano poco o nulla. Piuttosto il grave errore fu quello di fidarsi troppo di questi “alleati”. Come potevano sapere che un giorno che questi paesi amici li avrebbero pugnalati alle spalle, nonostante i miliardi di dollari in armamenti dati, coccolandoli e viziandoli, e riempiendoli di ricchezze? Mica avevano la sfera di cristallo e soprattutto un vero alleato non ti farebbe questo contro di te! Tant’è che persino le vittime dell’11 settembre vollero citare in giudizio la famiglia reale saudita per complicità, ma il giudice rifiutò di perseguire i sauditi. E comunque il vero colpevole fu Bill Clinton, che perse tempo nei Balcani e nei sui scandali sessuali, che avrebbe potuto ucciderlo come e quando poteva. Si deve ricordare che Bin Landen lanciò la jihad contro gli USA nel 1996, all’America di Clinton.

  2. peter46 Rispondi

    10 dicembre 2014 at 15:59

    Direttore Sallusti…’chiacchiero’ fra me e me,se possibile e se è permesso.
    Leggo che qualcuno sta insinuando che senza accorgercene,dal 2001 post ‘torri gemelle’,eravamo sotto tutela(militare e d’intelligence,ma non nel senso di essere ‘occupati’militarmente solo ‘discretamente’ protetti,per il nostro bene oh!)americana o per meglio dire di quel Bush figlio,culo e camicia del nostro PDC di allora,”Lui”,per non avere ‘ritorsioni’ come successo a Londra e Madrid…e non è successo.Come sarebbe potuto succedere,ma non è successo,anche dopo se siamo ancora ‘rimasti’ in Irak e siamo andati,fino a ieri o fino a fine anno,nel peggio del peggio dell’Irak,l’Afganistan emanazione diretta di tutte le AL-Qaeda del mondo…ma le nostre metrò sono solo di suo(o di nostro come politica italiana)…terremotate.Che,prima di andarsene,il nostro amico Bush,si sia raccomandato,di tutelarci,sia con Clinton sia con Obama?Ed anche quando governava la sx,se è vero come è vero che anche a sx(qualche mosca bianca è inevitabile)si dicono tutti americani…e ne è passata di acqua sotto i ponti da allora.Ma da quando dobbiamo partire per ringraziare ‘sti americani che non ci hanno,come in casa loro ed in altri luoghi a noi vicini,portato gli ‘effetti’ della loro geo-politica(si dice così?)?Prima o poi deve anche esserci un termine,o no?Vita natural ed ereditariamente dopo dai nostri padri anche per i nostri figli?E…senza ‘atomica’ in previsione…possiamo camminare da soli,per provare,almeno per un po’?Ci avessero condonato il debito in obbligazioni che hanno in mano,dato che loro,oltre che difenderci,’stampano’,per liberarci dell’unica cosa preoccupante:il debito con l’estero e lo spread:interceda,lei.Per il resto ‘ndran…niente,basta ed avanza il ‘ripianamento del debito’in loro possesso.

  3. Albert Nextein Rispondi

    10 dicembre 2014 at 16:48

    Un imperialista a mezzo servizio.
    In altri tempi non avrebbero lesinato le bombe atomiche.
    Tanto per sbrigarsi e non impelagarsi in guerre di durata eccessiva e troppo costose sotto ogni punto di vista.

    Naturalmente io sono per la non ingerenza in affari altrui.
    Ma posso capire ed accettare l’autodifesa.
    Ma si tratta di autodifesa, sempre?

    Gli americani ,a suon di scuse una più miserabile dell’altra, attuano da quasi 100 anni una politica di ingerenza netta in affari di altri paesi.
    Sia sottotraccia, che palesemente con ripetute guerre.

    Se davvero , e io nutro dubbi , sono minacciati direttamente non devono tirarla per le lunghe.
    Azione come medicina a dosi massime.

    Ritengo però che se rimanessero a casa loro farebbero e starebbero meglio.
    Qui in europa ci sono eserciti e mezzi a sufficienza per ogni eventualità.

    • Franco Rispondi

      10 dicembre 2014 at 18:37

      “Qui in europa ci sono eserciti e mezzi a sufficienza per ogni eventualità”
      Grazie! Mi ha fatto ridere per cinque minuti, dopo una giornata faticosa e un poco noiosa.
      Probabilmente, beato Lei, vive su una montagna alta e incontaminata, nell’ aria pura e fra le nevi eterne.

      • Albert Nextein Rispondi

        11 dicembre 2014 at 13:57

        Ho piacere che tu ti sia divertito.
        Evidentemente non hai capito un cazzo.

        • Franco Rispondi

          11 dicembre 2014 at 19:44

          continuo a ridere !

          • peter46

            11 dicembre 2014 at 20:58

            Comunque le è andata bene:normalmente il suo secondo intervento inizia sempre per “Ti sei bevuto il cervello?”:siamo già arrivati a due…pensavo che lei fosse il terzo…sarà per un’altra volta.Però…ha ragione,a mio parere,a proprio ragione lui.Se,insieme,Inghilterra,che per aver seguito SEMPRE gli USA in tutte le guerre(da allora-allora,non da ieri)qualcosa avrà pur appreso,o no?,Francia che quasi sempre ha partecipato o ‘iniziato’,Italia che da neutrale per ‘Costituzione’ se le è fatta ‘tutte’ anche lei e le altre Nazioni Europee,almeno portaborracce se non in prima linea,non sono in grado di
            “calmare” nazioni o movimenti a cui hanno ‘loro’ fornito gli armamenti…non c’è proprio speranza,dunque?E neanche,a suo parere appena ci ‘consegneranno’ gli F35 con quel costo?Allora saremo ‘servi’ per sempre e ‘dovremo’ pregarli,gli americani,di non abbandonarci?

    • Franco Rispondi

      11 dicembre 2014 at 21:00

      La Russia può mettere in campo venti milioni di uomini compreso i riservisti. Senza gli americani come li fermiamo ?
      E poi, senza le truppe e le atomiche americane chi potrebbe impedire che gli stati europei stessi non si rifacciano una guerra tra loro ?
      Chi potrebbe impedire alla germania di riarmarsi ?
      Come diceva Confucio, un male può proteggere da un male dieci volte peggiore.

  4. Lorenzo Rispondi

    10 dicembre 2014 at 18:08

    Questo di sicuro non è stato un grande presidente tra annoverare nell’olimpo della storia e con un fratello minore idiota (secondo me il padre a aveva più appeal, anche se fu eletto solo mandato, sia per colpa sua, ma anche perché correva c’era Ross Perot a sfidarlo nel 1992 con Clinton) , si è dimostrato insensibile ad alcune cose molto care ai conservatori (piccolo governo, tassazione bassa, la burocrazia del TSA), ma ha eletto il primo segretario di stato nero al governo, ha tentato di privatizzare la previdenza sociale senza successo, ha approvato i contestati sgravi fiscali ai ricchi, e soprattutto, a differenza di Obama, non disdegna di partecipare ai raduni dei veterani. Bisogna dire che solo il primo mandato di Bush fu neoconservatore, il secondo mandato fu più dettato alla prudenza. Comunque avreste preferito lui, o Al Gore, ambientalista bugiardo, strapagato e predatore sessuale.

    • Lorenzo Rispondi

      10 dicembre 2014 at 19:03

      Aggiungo anche che un suo altro errore sia stato di non prendere mai le distanze dal suo predecessore, anzi addirittura sono anche amici. La crisi del 2008, in cui prese la folle decisione di salvare le banche (come Nixon creò l’Amtrax e salvo dalla bancarotta Lockheed Corporation a causa della concorrenza della Boeing, ma quest’ultima almeno fu una buona decisione, perché non fu come l’Amtrak un nazionalizzazione anche se Lockheed non costruì più aerei civili dopo gli anni ottanta) fu colpa delle politiche abitative di Clinton. Già nel 2005 i repubblicani volevano intervenire contro le famigerate agenzie immobiliari da cui partì la crisi (Fannie Mae e Freddie Mac), con la contrarietà dei democratici, che pure erano minoranza all’epoca, e poi stupidamente quest’ultimi vinsero, i repubblicani non insistettero, e non se fece più nulla. Fu uno sbaglio fatale.

  5. Sergio Andreani Rispondi

    10 dicembre 2014 at 18:12

    Nenache Mario Platero scriverebbe un articolo del genere.

    Anche i servi hanno un po’ di dignità.

    Le auguro di provare i trattamenti di Guantanamo.

    Saluti.

    • Giovanni Sallusti Rispondi

      10 dicembre 2014 at 18:51

      Se mai venissi accusato di terrorismo internazionale, proverò i trattamenti di Guantanamo, come lei simpaticamente invoca, e sarà giusto. Mi permetta di dirle che tendo ad escluderlo… Saluti

    • Franco Rispondi

      10 dicembre 2014 at 18:59

      Che piacciano o meno, il mondo ha le sue regole, da sempre. Una di queste recita: a un brigante un brigante e mezzo.
      Per la semplice ragione che bisogna parlare la stessa lingua per intendersi, come avviene in tutte le cose.
      Se ai tempi del vecchio Adolfo si fossero usati i guanti di velluto e il politicamente corretto oggi noi tutti vestiremmo la camicia bruna.

      • Sergio Andreani Rispondi

        11 dicembre 2014 at 07:25

        …se mia nonna avesse le ruote, sarebbeuna carriola.

        • Franco Rispondi

          11 dicembre 2014 at 19:46

          Quasi sempre le carriole, specialmente se sono nonne, hanno più sale in zucca dei nipoti

    • Talita Rispondi

      10 dicembre 2014 at 19:33

      Caspita, Andreani!
      Ma tutti i tuoi argomenti si riducono ai “servi”?

      Che poi non ti viene in mente la proprietà transitiva:
      se uno che dice “bianco” è servo… mettiamo, della Regina delle nevi,
      perché uno che dice “nero” non dovrebbe essere servo di qualcun altro?
      Perché???

      • Sergio Andreani Rispondi

        11 dicembre 2014 at 07:27

        Quando un rapporto ufficiale informa che torturare decine di persone non è servito a nulla e qualcuno si mette anche ad applaudire, come lo chiameresti ???

        • Talita Rispondi

          11 dicembre 2014 at 15:16

          Domande:
          Qual è il rapporto di cui parli?
          E quali prove ci offre sul fatto che le torture non siano servite a nulla?
          Chi è che applaude alle torture?

          Mi sembrava di aver capito che a mali estremi sono giustificabili misure estreme.

          Risposta:
          uno che applaudisse le torture in quanto tali, lo chiamerei sadico.
          Che c’entra il servo?

  6. SiDai Rispondi

    10 dicembre 2014 at 20:59

    George W Bush.

  7. Francesco Rispondi

    10 dicembre 2014 at 21:53

    Nella libertà’ è nella sua continua ricerca si commettono errori e tanti forse,ma i destini degli uomini migliorano.L’attribuzione di servitù a chi persegue e sostiene questa linea di pensiero e vita rifugge da liberalità ed è il segno di quel mondo statalista che ha distrutto e distrugge dignità e merito rendendoci tutti più poveri anche intellettualmente oltre che ostili ad oltranza con chi pensa ” diverso” in piena illiberalità.Si può essere antiamericani e parlarne male ma ogni tanto questi perbenisti ricordino sempre che se danno dei servi agli altri in lingua italiana lo devono anche a quei prepotenti d’oltreoceano che ci hanno protetti e liberati magari più di una volta.

  8. renato della " Gens Sallustia " Rispondi

    10 dicembre 2014 at 21:53

    grande Giò. così si pubblicizza un prodotto.

    18 POLLI HANNO ABBOCCATO.

    • peter46 Rispondi

      11 dicembre 2014 at 10:34

      Zio Rena…18 hanno abboccato,però nessuno(più o meno)si è fatto ‘infilzare’:lo spiedo su questo tema rimane ‘sempre vuoto’:come mai?Io invece mi preoccuperei,altro che ‘abboccare’….

  9. Francesco_P Rispondi

    11 dicembre 2014 at 02:02

    Oggi Obama scarica i suoi fallimenti sulla CIA, minando la sicurezza nazionale dopo aver creato guai in mezzo mondo e sminuito il buon nome dell’America. Può darsi che alcuni agenti della CIA abbiano oltrepassato il limite e per questo devono essere rimossi dai loro incarichi, ma senza clamore.
    Pensiamo invece cosa avviene nelle carceri cinesi e in quelle del “democratico” Putin, non solo nei confronti di terroristi conclamati. Forse è meglio un sistema che ha la capacità di auto correggersi che non quello che vorrebbero instaurare i vari “complottasti”, basato sulla delazione e sull’ossequio ai peggiori dittatori.
    E poi, anch’io che di norma sono garantista fino al limite, invoco il carcere islamico per i terroristi islamici e i loro fiancheggiatori. Altro che il waterboarding e Guantanamo!
    Bisogna rendersi conto che la guerra iniziata il 9 settembre 2001 con l’uccisione del Leone del Panshir da parte di Al Qaeda, è una guerra contro l’occidente e per il nostro sterminio. La pace si vince con l’intelligenza e la tolleranza, le guerre le vincono con le armi e con la ferocia.
    I terroristi avevano premeditato gli attacchi che partirono due giorni dopo; sapevano che l’America avrebbe reagito e pertanto decisero di uccidere il Comandante Massud che avrebbe potuto unire il popolo afghano contro i talebani e i qaedisti. Obama e i radical chic, dimenticandosi la storia, sono gli “utili cretini che aprono la porte dell’occidente agli assassini.
    P.S.
    @renato della ” Gens Sallustia ”
    Sono contento di essere il 19° pollo che ha abboccato perché ho avuto modo di dire quello che penso.

  10. gl lombardi-cerri Rispondi

    11 dicembre 2014 at 06:50

    Il “politicamente corretto” sembra quasi che sia stato inventato in Italia, tanto è stato foggiato a giustificare i fifoni e coloro che non si vogliono assumere nessuna responsabilità se non qualla di parlare.
    Oltretutto questi ragionamenti hanno portato l’Italia nella attuali condizioni di gran lunga peggiori di quelle di uno Stato del quarto mondo.
    Ed ecco levarsi le voci a difesa del Presidente USA più vicino alla mentalità italiota.

  11. Talita Rispondi

    11 dicembre 2014 at 09:36

    Buongiorno, Giovanni.
    Mi è appena caduto l’occhio sui “18 POLLI HANNO ABBOCCATO” di quel furbone di Renato qui, che però deve avere un po’ di confusione in testa: se i polli abboccano, i pesci becchettano?
    Comunque – dopo aver raccolto l’occhio – non me la sono proprio sentita di lasciarti senza nemmeno una gallina.

    E allora ringrazio anch’io, mediante un’osservazione tra le righe, che può sembrare banale e invece è piuttosto allarmante per i Dem americani.
    Rewind:
    quando là fu acclamato il Presidente abbronzato, come da tradizione Hollywood esultò.

    [Aperta parentesi:
    In seguito, Oprah Winfrey esultò un po’ meno, perché la signora Michelle ne rifiutò l’aiuto che aveva offerto per pubblicizzare le attività “healthy” della First lady, dicendo:
    “Non intendo affidarmi a una grassa negra”.
    Eccezionale dimostrazione dello stile mefitico proprio della Sinistra a tutte le latitudini, anche confermato da quel socialistone di Hollande, che definisce i poveri “sans dents”, ossia sdentati.
    Chiusa parentesi.]

    Dunque Hollywood esultò per lungo tempo, ma poi le cose sono cominciate a cambiare per tanti avvenimenti (e non-avvenimenti), tra cui i più recenti sono la clamorosa gaffe di Jonathan Gruber sull’Obamacare e sulla “stupidità dell’elettore americano”,
    le balle raccontate a riguardo da Nancy Pelosi (in nomen omen)
    e le rivelazioni della giornalista Sharyl Attkisson sulla cosiddetta “stampa libera” locale.
    Insomma un bell’ambientino obamiano, che mi fa dire che in fondo tutto il mondo politicante è paese.

    E adesso Hollywood sta producendo “House of Cards”, che è il primo esempio in assoluto di fiction in cui i cattivoni sono i Democratici!!!
    E, a parte che il nostro gran premier usa la fiction americana per studiare politica (l’ha detto lui, eh?!), mai un fatto del genere era accaduto prima, e anzi è noto che il film “The American President” (1995) di Rob Reiner diede una bella mano a Clinton per arraffare il secondo mandato, nonostante i noti scandali di sesso&bugie.

    Bene, adesso anche Hollywood si è messa a narrare i vizietti e l’inconcludenza dei Dem, con un personaggio-Presidente che sembra proprio inconsistente come Obama.
    E questo è il contributo con cui anch’io ringrazio Ronald Reagan
    (da brava gallina che ha abboccato).

    • Renato della Gens Sallustia Rispondi

      11 dicembre 2014 at 21:17

      Mi correggo: i Polli sono 32 (quorum ego naturalmente) + 1 PESCE

      • Talita Rispondi

        11 dicembre 2014 at 22:39

        Posso proporti di cambiare in:
        MENATO dalla Gens Sallustia?

        ( 😮 = sbadiglio)

  12. adriano Rispondi

    11 dicembre 2014 at 14:15

    A mio parere le guerre sono più di una,proseguono sottotraccia,riemergono per poi scomparire di nuovo.Una è la guerra al capitalismo,allo”sfruttamento dell’uomo sull’uomo” con il consueto elenco di allegati retorici.L’altro è l’islam religione con la pretesa di sostituirsi alla società e di rappresentarne tutti gli aspetti.La democrazia per entrambe le ideologie è il nemico perchè delega le decisioni ai popoli mentre invece loro vorrebbero imporla in base ai sacri principi.L’America,una delle democrazie più antiche ,è quindi il bersaglio principale da battere per raggiungere la perfezione dell’utopia.I primi la combattono a parole,i secondi hanno deciso di usare altri mezzi.Gli USA hanno cercato di reagire con risultati purtroppo discutibili e incerti ma questa volta la soluzione non è semplice perchè la guerra vera non si può fare.Questo fino a quando e se chi le userebbe non entrerà in possesso di armi proibite.In quel caso tutti dovranno decidere chiaramente con chi stare perchè temo finirebbero le abitudini delle mezze misure.

  13. Dario Rispondi

    11 dicembre 2014 at 18:17

    Applaudo il lucido commento di Adriano

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