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Da Milano a Napoli. Tutte le “bakery” che spopolano in Italia

california bakeryDa quando gli americani ci liberarono dai nazisti con la libertà, dal Nuovo Mondo, sono arrivati la Coca Cola e gli hamburger, gli hot dog e i cookies. In men che non si dica, ci siamo ritrovati a festeggiare Halloween e ad invadere le Bakery delle principali città d’Italia.

Negli Stati Uniti – secondo quanto pubblicato sul rapporto online “Food Manufacturing” del Bureau of Labor Statistics del 2008 – l’industria legata ai prodotti da forno e della panificazione fornirebbe ricavi per circa 28 miliardi di dollari. Se il significato propriamente anglosassone del termine: “forno”, richiama le nostrane panetterie, le Bakery in Italia, hanno consentito una più ampia declinazione del termine. Qui infatti, oltre a ordinare dolce e/o salato si può anche scegliere fra una centrifuga energizzante e un cappuccino. Prima, ad inaugurare questo nuovo modo di stare insieme, è Milano. Qui nasce l’ormai nota: California Bakery.

Nel 1995 Carol, aristocratica americana, apriva le porte del suo piccolo negozio di torte in Corso Concordia. Qui Marco, entrato per assaggiare una fetta di cheesecake – costatagli 15 mila lire – inizia la sua avventura. Secondo quanto riportato sul sito californiabakery.it quando Carol si ritira, lui ne rileva l’attività. Smessi i panni di direttore marketing e intrapreso un viaggio fra New York e San Francisco, visita 48 Bakery, apprendendo i segreti della pasticceria americana. Rientrato a Milano, inaugura dapprima 5 piccoli punti vendita take away e successivamente grazie anche all’incontro con quella che oggi è la moglie Caroline, darà il la alla fortunatissima catena California Bakery (8 store e circa 200 dipendenti). Un progetto che grazie al successo riscosso fra i propri clienti, lo scorso 22 settembre 2014, è sbarcato persino su La5 con un docu-reality: Il mondo di California Bakery. In televisione la cuoca Michela mostra i segreti degli impasti e delle ricette offerte dal menù.

Dalla passione e dall’amore di Marco e Caroline a Milano al sogno e al legame di Salvatore e Renata che a fine 2012 inaugurano a Napoli Birdy’s Bakery. «Il nostro sogno è sempre stato quello di trasferirci a New York, ma legati dall’amore per la nostra città, abbiamo deciso di aprire qui una Bakery». Queste le parole riportate sul sito birdysbakery.com, da Salvatore Lettiero, proprietario insieme alla moglie Renata, della Bakery di Vicoletto Belmonte. Qui le doti di Renata con il cake design e il supporto del marito hanno contribuito a creare un ambiente nuovo, dove gustare un pasto veloce e in perfetto American style. A fianco ai classici sandwiches, bagels e muffins imperdibile è la Red Velvet Cake farcita con crema. Novità assoluta quest’ultima, rispetto alla ricetta originale che prevede una farcitura yogurt e formaggio.

bagelNessun matrimonio d’amore ma una passione coltivata nel tempo per i dolci made in Usa, ha invece ispirato la nascita nella capitale della Bakery House. Come la Birdy’s Bakery della città partenopea, la Bakery House romana – rispetto all’ormai decennale California Bakery meneghina – ha aperto i battenti da 2 stagioni. Grazie al boom di prenotazioni che ha letteralmente invaso il piccolo spazio di Corso Triste, lo scorso 4 settembre è stato inaugurato il secondo store in zona Ponte Milvio (cuore della movida capitolina). Per l’occasione in via Riano 11 – all’ingresso del locale – è stato organizzato un flashmob inserito successivamente sul canale Youtube Bakery House Roma. Canale che ospita la rubrica Delicious, dove vengono inserite e spiegate le video ricette made in Bakery House.

Grandi vetrine colorate dalla glassa degli americanissimi cup cake e dalla doratura delle apple pie e ancora pareti a strisce bianche e verdi, grossi cesti di paglia che scendono dal soffitto e porcellane bianche. Questo è lo stile delle Bakery made in Italy.

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di on 11 dicembre 2014. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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