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Cronache dal martedì nero delle tasse

Le interminabili code fuori da Equitalia non lasciano dubbi: il famigerato martedì nero è oggi. Quel giorno in cuigiorno tasse gli italiani sono chiamati, quasi tutti, a pagare la bellezza di 44 miliardi di euro di tasse. Un giorno non certo felice non solo perché pagare le tasse non è mai un evento che infonde gioia (al contrario di quel che dice qualcuno) ma anche per la difficoltà oggettiva di pagare le imposte in un Paese come l’Italia.

Per questo abbiamo pensato di immaginare tre storie, fra le migliaia che sarebbero in grado di raccontarci le persone che in fila a quello sportello. Storie non vere, ma di fatto più che reali nella loro capacità di elencare le difficoltà con cui ci si trova ad avere a che fare.

Gianni ha sessantacinque anni ed è un piccolo imprenditore di Bergamo. Deve pagare l’Imu e la Tasi sul capannone, ben 3.500 euro di terza rata per un totale di oltre undicimila. È da ore in fila  all’Agenzia delle Entrate per pagare il bollettino non solo perché con internet non ha molta familiarità ma anche perché vuole accertarsi che la cifra richiesta sia quella giusta: è già capitato, l’anno scorso, che il Comune avesse sbagliato il calcolo dell’Imu e gli chiedesse 1.300 euro in più non dovuti. Mentre è in coda Gianni pensa al figlio Riccardo che, da oltre dieci anni, vive negli Stati Uniti: lì la tassa sull’abitazione (peraltro molto più bassa) si paga firmando un assegno precompilato che il Comune ti spedisce a casa. La tassa si calcola in modo semplice e di errori non se ne sentono mai. Ma il nostro imprenditore ha anche pensieri più pressanti: quest’anno ha chiuso il bilancio in rosso, ha ritardato di due mesi il pagamento degli stipendi e ha dovuto dire ai suoi otto dipendenti – con la voce rotta dall’imbarazzo – che quest’anno non sarà in grado di garantir loro la tredicesima. Eppure l’Imu la deve pagare, per non rischiare il pignoramento dei conti e dell’azienda.

TasseGiuseppe, artigiano, ha fatto una scelta diversa. Lui i 1.500 euro di conguaglio di Imu-Tasi non ce li ha proprio: aspetta ancora il pagamento di alcuni lavori che tarda da quasi due mesi. Quest’anno non andrà certo in vacanza e per Natale e Capodanno festeggerà a casa, senza troppi fasti (niente salmone, meglio qualche patatina e un sobrio arrosto con patate). Vedrà di pagare le tasse a gennaio, sfruttando il ravvedimento: quello breve se avrà i soldi entro il 15 gennaio o lungo se a quella data non avrà ancora i soldi che gli devono i clienti. Dovrà pagare di più, certo, ma a indebitarsi per pagare le tasse non ci pensa neppure.

Marco vende polizze assicurative, ed è una partita Iva. Poche, ne vende, di questi tempi in cui i clienti gli ripetono sempre la stessa cosa: “Dopo aver pagato le tasse, le spese condominiali, il bollo, l’assicurazione della macchina, la scuola per i figli e la spesa credi abbia soldi da accantonare per la mia vecchiaia? Certo dovrei pensarci in qualche modo, ma come posso farlo se il mio problema è arrivare a fine mese?”. Non solo: la tassa sui fondi pensione di Renzi non lo aiutano certo. Al contrario di Gianni e Giuseppe Marco non deve pagare l’Imu ma solo una piccola parte della Tasi, perché vive in affitto. Come libero professionista deve però saldare l’Irpef, per 12mila euro. Anche lui non è ancora stato del tutto pagato, ma le tasse deve anticiparle coi (pochi) soldi che ha messo da parte negli anni.

Proprio ieri a cena suo figlio Luigi gli ha raccontato che a scuola gli hanno insegnato che le tasse sono bellissime. Lui, toccandole con mano, ne ha un’opinione un pochino diversa.

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di on 16 dicembre 2014. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

3 commenti a Cronache dal martedì nero delle tasse

  1. albertob Rispondi

    16 dicembre 2014 at 18:24

    Che idioti!! Ci stanno impoverendo ammazzandoci di tasse e per l’anno prossimo è ormai data per scontata una bella patrimoniale. Che idioti!! Continuiamo a pagare di tutto ed ogni anno di più e qualcosa di nuovo sempre in più. Che idioti!! E noi continuiamo a pagare. Un bel giorno ci siederemo sui gradini fuori dalle nostre case o aziende senza più un soldo, senza un tetto, senza un lavoro. E ci diremo che abbiamo sempre pagato le tasse, tutte. Che idioti!!

  2. Albert Nextein Rispondi

    16 dicembre 2014 at 19:07

    E che problema c’è?
    Basta smettere.

  3. Carlo Rispondi

    17 dicembre 2014 at 03:35

    Aumentare le tasse senza aumentare le entrate dei lavoratori e’ come mungere una mucca dandogli sempre meno da mangiare … quando il latte finisce allora si muore di fame …

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