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Auguri sinceri a chi Intraprende

Un augurio di buon Anno nuovo a chi intraprende, davvero, nel senso più ampio, ovvio.

Non solo a chi fa impresa, si danna per fatturare, prova a tenere, osa addirittura rilanciare, per quanto soprattutto questa gente incarni l’eroismo al tempo della crisi, e alle latitudini italiche. Anche a chi intraprende facendo leva sul proprio lavoro, lo offre a un mercato quanto mai martoriato e tiene duro anch’esso, poca Camusso e tanto sudore, al massimo 80 euro di mancia che secondo il premier che ci è toccato in sorte dovevano riaccendere la miccia dei consumi (non esattamente un Nobel dell’Economia, il nostro) e invece hanno voluto dire, forse, i libri per la scuola dei figli. Un augurio alle titaniche partite Iva, gente che lavora senza nessuna tutela o paracadute pseudosindacalese per pagare le tasse che questo bandito impersonale con sede a Roma, lo Stato, gli impone oltre ogni ragionevolezza. «Faremo un provvedimento ad hoc nei prossimi mesi», dice sempre il Nobel mancato, qualcuno gli spieghi che per molti di loro i “prossimi mesi” sono antimateria, non hanno consistenza. Un augurio vero, col cuore e con la mente, un augurio di fralleanza, a chiunque abbia sospesi o procedimenti in corso con la burocrazia. Al confronto, il povero Sisifo si trovava in una situazione confortevole. Augurio esteso ovviamente a chi avanza crediti, da lorsignori, dovevano essere un ricordo del passato il 21 settembre, lo aveva detto il guappo fiorentino nella sede più solenne possibile, il salotto di Bruno Vespa, eppure nessuno sta lì a chiedergliene conto, tantomeno quell’altro, il Cavaliere ormai ridotto a rango di spalla del capocomico, l’oppositore ipotetico che si sta piegando a tutto, anche all’ennesimo cattocomunista al Quirinale, l’importante sono gli ascolti attuali di Mediaset e un’improbabile grazia futura.

Tanti, tantissimi, ancor di più auguri a tutti quelli che sono costretti a interagire col Fisco italico, cioè a tutti noi contribuenti, vera classe sfruttata del terzo millennio. Almeno risparmiateci la beffa, la propaganda oltraggiosa sulle belle tasse e le inversioni spericolate del senso, come quella della capa dell’Agenzia delle Entrare Rossella Orlandi, che è arrivata a spacciarci le parole d’ordine dei primi coloni americani come argomento a favore del Fisco. Via, la quinta elementare ce l’abbiam tutti, dottoressa.

Auguri infine e soprattutto a voi, cari lettori Intraprendenti, che coprite tutte le categorie menzionate e che ci avete assicurato un 2014 da ricordare, di battaglia ma anche di estrema soddisfazione. Perché, nonostante tutto quanto ricordato sopra, voi sapete per primi che intraprendenza vuol dire giocarsi in ogni caso, sbilanciarsi verso il futuro, scommettere sulla rottura della stasi che ci sta intrappolando. Anche per questo, non finiremo di ringraziarvi. Auguri.

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di on 23 dicembre 2014. Filed under Editoriale. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

5 commenti a Auguri sinceri a chi Intraprende

  1. Albert Nextein Rispondi

    23 dicembre 2014 at 18:47

    Intraprendere in italia è autolesionismo puro.
    A meno di farlo di nascosto.
    Se si entra nel girone infernale del fisco si muore.

    Attualmente, poi, è demenza pura.
    A meno di operare in una nicchia iperspecializzata con margini tanto elevati da permettere una sopravvivenza al taglieggiamento fiscale.
    Una nicchia di moda, una nicchia di status.
    Altrimenti non c’è pezza che tenga.

    Agli intraprendenti io auguro di aprire gli occhi e chiudere i cordoni della borsa al fisco.
    Se siete giovani imparate bene una lingua straniera, meglio l’inglese.
    Viaggiate e guardatevi attorno.
    Progettate la vostra esistenza fuori da italia e ,forse, anche europa.

    L’italia è morta.
    A meno di sconvolgimenti più che importanti e certamente dolorosi che la rivoltino come un calzino, l’italia è persa.
    Non basteranno alcuni decenni ed alcune generazioni per migliorare un pochino le cose.
    Una specie di dopoguerra in salsa liberale.
    Col catto-socialismo siamo tutti morti.

  2. Talita Rispondi

    23 dicembre 2014 at 18:57

    Caro Direttore,
    tantissimi auguri anche a te e a tutta la tua Redazione.
    E un grossissimo grazie per avermi fornito molti spunti di riflessione e la possibilità di dire la mia anche qui.

    Non è poco, per cui vi auguro anche un 2015 che sia di crescita altrettanto soddisfacente.

  3. Giuseppe Rispondi

    23 dicembre 2014 at 23:02

    Auguri a Voi Tutti dell’Intraprendente.Siete bravi e liberali davvero a sopportarci come fate.Meritate un grandissimo numero di lettori.

    • Talita Rispondi

      24 dicembre 2014 at 14:11

      SOPPORTARCI?! 😯

  4. Gabriele Rispondi

    24 dicembre 2014 at 13:51

    Auguri a Lei, direttore, alla sua redazione e ai suoi collaboratori. Fornite quotidianamente stimoli e spunti di riflessione interessanti, come dovrebbe fare un quotidiano di opinione che si rispetti. Ormai il Giornale e Libero, purtroppo, sono dei Don Chisciotte fuori tempo massimo: sono fermi al 94, ripetono le stesse cose da venti anni e non capiscono che il mondo attorno a loro è cambiato; i conti dei loro bilanci, infatti, sono in rosso e i lettori diminuiscono sempre più, peccato. Gli editoriali e i commenti pubblicati su questo giornale online, invece, rappresentano nel mio piccolo un riferimento importante in termini di idee liberali, completamente assenti dal dibattito pubblico e dalle politiche di questo Paese. Forza Intraprendente, un augurio di un 2015 pieno di soddisfazioni per questa bella avventura editoriale.

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