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Quello strano silenzio del Papa su Brittany Maynard

Brittany MaynardLa cronaca, i duri fatti della vita quotidiana, sono il pane quotidiano di papa Francesco. Parlare, ragionare, commentare la vita di tutti i giorni è il sale del suo pontificato. Mettersi in sintonia con il vissuto popolare è il suo stile. Anche quando il tema è scottante. Ma alla notizia della morte della giovane californiana Brittany Maynard, che ha preferito evitare i tempi della sofferenza assumendo farmaci, papa Francesco non ha detto parola. Silenzio del Vaticano? Macché. Prontamente il commento è arrivato, attraverso un presa di posizione del presidente della Pontificia Accademia per la Vita, monsignor Ignacio Carrasco de Paula. Siamo sicuri che suicidarsi sia «morire con dignità»? E poi ha aggiunto: «Non possiamo sapere cosa è accaduto nella sua coscienza, ma quello che sappiamo è sufficiente per capire che il suo purtroppo è stato un suicidio come tanti altri, accettato in alcuni Stati americani tanto che le singole storie non fanno più notizia e i dati annuali vengono pressoché ignorati dai media».

Carrasco si è detto stupito che una donna come lei, piena di vita, abbia deciso di andare fino in fondo. La sua non è stata una battaglia ideologica, o l’esito di una militanza politica. Il giudizio sul fatto che fosse giunto il momento di morire è una convinzione soggettiva che lei ha ritenuto giusta: ma quante volte ci accorgiamo che ci siamo sbagliati, che scelte ritenute certe invece ci hanno portati fuori strada. Non è vero che la dignità la decido io, perché non viene mai meno: gli altri attorno a noi – i medici, i nostri cari, gli amici – sono lì per ricordarcelo, per impedirci di commettere errori di giudizio che possono rivelarsi tragici, come in questo caso. Nessun malato terminale può essere lasciato solo». Possiamo anche fermarci qui. L’avete capito. La chiesa è contraria. Anche il papa è contrario. Ma perché non ha fatto sentire la sua voce? Una sua dichiarazione avrebbe infiammato il dibattito. Alla presa di posizione di Carrasco sono seguite alcune contumelie da parte dei favorevoli all’eutanasia. La notizia della contrarietà vaticana, come quella delle repliche, è passata pressoché inosservata. Potete immaginare cosa sarebbe successo se Francesco avesse parlato e pronunciato le stesse parole? Un putiferio mediatico. Per questa ragione, c’ è da crederlo, Francesco non ha rilasciato commenti. In inglese si dice low profile. Basso profilo. Silenzio. Questa materia appartiene alla coscienza di ogni singola persona. Non abbiamo suggerimenti al riguardo da indicare. Chi scrive ritiene la vita sacra. Il più grande dei beni disponibili sulla terra. E lo studio della storia gli ha insegnato che una grande eresia del Novecento, il nazismo, era favorevole all’eutanasia. Ma rispetta anche chi la pensa in maniera diversa. E sempre chi scrive si pone una domanda: perché un papa che parla volentieri il linguaggio dei semplici in una faccenda così grande mette il silenziatore?

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di on 8 novembre 2014. Filed under Vatican Pop. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

3 commenti a Quello strano silenzio del Papa su Brittany Maynard

  1. SILVANO Rispondi

    8 novembre 2014 at 18:31

    Ma ognuno può morire come c…o,gli pare?

  2. step Rispondi

    9 novembre 2014 at 14:34

    Io, che non sono certo un “progressista”, sono rimasto inorridito dalle voci che si sono levate dalla Chiesa Cattolica relativamente a questo caso. Non ci volevo credere. Ma come si permettono di giudicare una persona che sta per morire? Non hanno neanche aspettato un po’ di tempo, e non hanno avuto l’accortezza di parlare in generale, alcuni vescovi si sono voluti “interessare” di una vicenda tragica che riguarda la vita di una persona: è una cosa mostruosa, sgradevole, ed è vergognoso che nessuno abbia reagito contro la Chiesa Cattolica (penso anche alla magistratura, poiché ci sarebbero gli estremi).

    Non è una faccenda ideologica ma di decoro e di rispetto degli altri. Come devono sentirsi i parenti quando la loro ragazza malata, e appena deceduta, viene giudicata e offesa? E questo, sempre con la tipica ipocrisia da prete, distinguendo tra peccato e peccatore, disgiunzione chiaramente sofista e pretestuosa, che pone problemi già a livelo teoretico. Tra l’altro la persona in questione avrebbe potuto seguire un’altra religione, o magari potrebbe essere stata atea: perché quindi dovrebbe adempiere ai “dettami” di un vescovo cattolico? Anche tralasciando il fatto che Gesù stesso si lasciò morire (“non siete voi che togliete la vita a me, ma sono io che la offro per voi”).

  3. lucia Rispondi

    12 novembre 2014 at 17:24

    Ma non e’ vero che si e’trattato di un suicidio come un altro!C’e’ stata induzione e assistenza al suicidio legalizzata.E’ questa la peculiarita’del caso.Finiamola di fingere che si sta parlando della liberta’di morire quando si vuole!Si parla di eutanasia.Che ci sia il permesso dell’interessato e’assolutamente ininfluente.E la chiesa della eutanasia non parla.Il papa parla dei poveri,della carita’,ma non parla della vita e della morte.E’troppo desideroso del consenso come un qualunque capo di stato.Del resto e’anche lui un papa protempore.

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