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Matteo, e lo sciopero fiscale?

Il segretario della Lega l'ha urlato per mesi: «Il 14 novembre scioperiamo da Nord a Sud». E poi? Sarà che sfilare con Casa Pound l'ha stancato troppo. La «rivoluzione fiscale» può attendere

L.elettorale: Salvini, Lega non ha bisogno di aiutiniMa ieri non doveva essere la giornata dello sciopero fiscale, proclamato dalla Lega Nord di Salvini? La pacifica protesta gandhiana contro lo Stato predatore ci stava entusiasmando, ancora una volta. Eppure, la sensazione che proviamo adesso è un po’ quella di chi attende l’uscita di un bel film, annunciato da mesi, ma poi scopre che la produzione se l’è tenuto nel cassetto, senza un motivo conosciuto. Peggio, in questo caso: perché nel film tanto atteso i protagonisti siamo tutti noi e il finale è ancora aperto, può essere un lieto fine o una catastrofe.

Il 20 luglio, su Twitter, Matteo Salvini era stato chiarissimo: «Lavoriamo per dimostrare di poter far saltare lo Stato in novembre, non per perderci su questioni interne». Il 15 agosto successivo, a Ponte di Legno, aveva articolato maggiormente quel che aveva anticipato sui social network: il 14 novembre sarebbe stato proclamato lo sciopero fiscale su scala nazionale. «Quel giorno – tuonava Salvini – dobbiamo dire: tu Stato da me oggi non vedi niente. Io oggi lavoro per me e per la mia famiglia. Io oggi l’Iva non te la do. Tu oggi Stato, per quanto mi riguarda, muori di fame». Toni da libertario, da Tea Party, da rivoluzione americana, che non sentivamo da un pezzo, almeno dal 1992, quando fu Gianfranco Miglio a suggerire per primo, pubblicamente, l’uso dell’arma nonviolenta dello sciopero fiscale. Naturalmente, come per tutte le altre cose suggerite dal compianto professor Miglio, la Lega non ne fece nulla. Ma questa volta… Salvini aveva annunciato di avere pure un piano per la rivoluzione fiscale: giù le serrande dei negozi, acquisti senza scontrino, niente Iva, niente sigarette, niente «gratta e vinci». Roba da mettere in ginocchio anche un Impero: «Ci stiamo attrezzando. Abbiamo messo al lavoro una squadra di commercialisti che ci spiegheranno come fare molto male a questo Stato che ci sta affamando, rischiando pochissimo. Si possono pagare le tasse in ritardo, con sanzioni minimali».

Proteggersi dalla repressione è fondamentale, in questo genere di protesta. Ci si deve organizzare bene, in modo corale, con l’aiuto di seri professionisti, essere determinati e addestrati. Un lavoratore dipendente che sciopera non rischia nulla (è un suo diritto garantito dalla Costituzione), un commerciante che aderisce a una serrata o a uno sciopero fiscale, al contrario, rischia di tasca sua la perdita della sua attività. La sola mancata emissione di un singolo scontrino è punita con una sanzione da 516 euro per l’esercente. Se il negoziante risulta non aver fatto la ricevuta per più di quattro volte nell’arco di 5 anni, può subire anche la sospensione dell’attività per un periodo che va da un minimo di 3 giorni a un massimo di un mese. Di fatto, coi tempi che corrono, è costretto a chiudere. Però, se il leader di un grande partito dichiara che «ci stiamo lavorando», vuol dire che ci sta lavorando. O no?

A metà settembre, ben due governatori della Lega, in due regioni strategiche, hanno rilanciato la battaglia. Così il governatore del Veneto, Luca Zaia: «Se il governo pretenderà di tagliare la spesa sanitaria del Veneto, saremo pronti allo sciopero fiscale», perché «Siamo una delle 5 regioni italiane con un residuo fiscale attivo, lasciamo a Roma 21 miliardi di tasse, basta così. Non possiamo accettare che ci sia ancora qualcuno che non sapendo come chiudere i conti, sto parlando del governo, pensa che si debba applicare ancora un taglio orizzontale». Roberto Maroni lo seguiva a ruota: anche la Lombardia è pronta allo sciopero fiscale se lo Stato taglierà i fondi della sanità. Maroni scriveva su Twitter: «Bene Zaia, anche la Lombardia è pronta». Ma, già a questo punto, era lecito nutrire qualche dubbio. Ma come? Vuoi che lo Stato centrale ti paghi la sanità? E minacci uno sciopero fiscale locale solo per ripicca? Avremmo già dovuto alzare un sopracciglio di perplessità: lo sciopero fiscale si fa per far saltare lo Stato, costringendolo a concederti l’indipendenza o quantomeno la massima autonomia, non per indurre lo Stato a pagare ancora più soldi (del contribuente). Il 16 settembre, Salvini dava un’ulteriore interpretazione allo sciopero fiscale, con un tweet: «Ocse certifica “coma economico” dell’Italia, nel 2014 saremo unico Stato del G7 che non cresce ma perde 0,4%. RIVOLUZIONE FISCALE!». Per cosa, per la crisi? E che cosa avrebbe dovuto ottenere con lo sciopero fiscale, un maggiore o un minore intervento statale?

Sciopero fiscaleAlla fine, la mancanza assoluta di chiarezza di idee su cosa sia lo sciopero fiscale e soprattutto a cosa serva, devono aver prevalso. A ottobre non se n’è più parlato, a novembre neppure. E ieri era il 14 novembre. Qualcuno ha visto una rivoluzione fiscale? Abbiamo visto lo “sciopero sociale”, lo sciopero dei mezzi, l’assalto degli studenti all’Arcivescovado di Milano, ma nessuna protesta fiscale. La Lega, nel frattempo, in questi mesi, ha lanciato la sua protesta contro la riforma Fornero, al fianco della Fiom, per spendere più soldi del contribuente a favore dei pensionati. A ottobre ha lanciato la sua protesta contro gli immigrati, con la manifestazione in Piazza Duomo a Milano, assieme a Casa Pound. I commercianti, Salvini, li ha incontrati l’altro ieri, a Cesena, parlando di alcune cose libertarie (“via il limite di spesa di 999 euro in contanti, no all’obbligo del Bancomat, sospensione del Durc per terremotati e alluvionati”) e di altre che sembrano attinte, pari-pari da un programma neofascista (“Stop ai nuovi centri commerciali, controlli sugli orari e sui contratti di lavoro dei negozi gestiti da immigrati”), ma assolutamente niente al riguardo della rivoluzione fiscale. Per farla occorre la consapevolezza che lo statalismo, per non dire lo stesso Stato, è il vero nemico. E per un partito che è stato 8 anni al governo e ora mira a ritornarci, è quantomeno difficile capirlo.

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di on 15 novembre 2014. Filed under Politica,Senza categoria. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

23 commenti a Matteo, e lo sciopero fiscale?

  1. Liutprando Rispondi

    15 novembre 2014 at 17:03

    Proclamare lo sciopero fiscale è “fare i froci col culo degli altri”, perché poi quella carogna di Equitalia si rivale sul singolo individuo e non su coloro che lo proclamano.
    L’esperienza della LIFE di qualche lustro fa insegna: chi fece lo sciopero fu lasciato solo.
    Ci vorrebbe che la Lega (o chi per lei) proclamasse, nel caso vincesse le elezioni, la legittimità dello sciopero e l’impunibilità degli scioperanti.
    Così come i sindacati rossi fanno con i vandali che danneggiano la proprietà pubblica.

    Prima d’allora, meglio andare all’estero. Possibilmente lontano dall’Europa dei parassiti: quale migliore sciopero che evitare di rimpinguare le casse dello Stato cretino?

  2. Sergio Andreani Rispondi

    15 novembre 2014 at 17:27

    Vi ringrazio perchè era da tempo che mancava su questo Sito un articolo contro Salvini e la Lega Nord.

    Grazie per aver colmato questo vuoto.

    • Stefano Rispondi

      15 novembre 2014 at 20:01

      La Lega Nord non esiste più non sei aggiornato! Oggi c’è la grande Lega Itaglia Fascio-Nazzionala

      • Sergio Andreani Rispondi

        16 novembre 2014 at 09:13

        Grazie per la preziosa informazione.

  3. adriano Rispondi

    15 novembre 2014 at 17:31

    ” …è quantomeno difficile capirlo.”Sono contrario allo sciopero fiscale,al”via al limite di 999 euro in contanti,no all’obbligo del Bancomat”,allo “Stop ai nuovi centri commerciali”,alle manifestazioni con Casa Pound se si possono evitare, e quindi la maggior parte delle dichiarazioni o delle iniziative di Salvini non mi piacciono.Nonostante questo se si votasse domani voterei per lui.Una volta a chi chiedeva come si potesse votare Berlusconi rispondevo:è il meno peggio.Siamo sempre lì.Salvini ogni tanto dice cose che condivido,euro,immigrazione,ordine pubblico.Gli altri no e quindi alla fine mi basta.

    • Stefano Rispondi

      15 novembre 2014 at 20:00

      …pur sapendo che son solo slogan per prendere voti e basta..

  4. Stefano Rispondi

    15 novembre 2014 at 20:00

    Salvini racconta solo una marea di balle per prendere il voto dei boccaloni

    • Sergio Andreani Rispondi

      16 novembre 2014 at 09:14

      Beh , non è che i boccaloni debbano essere patrimonio esclusivo di Renzi.

      Le Nazioni sono fatte ANCHE da boccaloni : anche i boccaloni hanno diritto di voto.

    • Bortolo Rispondi

      16 novembre 2014 at 10:44

      Centrato in pieno!

  5. Albert Nextein Rispondi

    16 novembre 2014 at 09:37

    Uomo, mezzo uomo, uomo di merda, quaquaraquà.
    A quale categoria appartiene salvini?
    I napoletani avrebbero le idee chiare in merito.

    • Talita Rispondi

      16 novembre 2014 at 16:10

      Wow!
      Ispirato dalle Orsoline?

      • Albert Nextein Rispondi

        17 novembre 2014 at 15:27

        Ispirato da Fiorentino Sullo : “quello che dicono e promettono i politici vale solo nel e per il momento in cui lo dicono”.
        Salvini non è diverso.
        E di Salvini io non mi fido.
        Infine, da come la vedo io, per quanto riguarda la lega , essa è deceduta nel 1994 , quando Miglio se ne andò dopo aver subito di tutto e di più dal bossi , e quando bossi tradì il primo governo Berlusconi.

        Attendo con favore un default biblico che resetti il marcio in cui ci costringono a stare.
        Tutti i politici attuali non sono affidabili, sono obsoleti, comprimono le nostre libertà e ci derubano di tutto.
        Salvini non è la soluzione.
        E’ come gli altri.
        Vent’anni di lega hanno avuto come risultato il nulla, a parte i privilegi, i fondi, i vantaggi, le clientele di cui si sono ben pasciuti.

    • giuliano42 Rispondi

      18 novembre 2014 at 16:36

      alla tua categoria perchè di sicuro sei un saraceno!vi ruga salvini vero????? mi spiace per voi

  6. Talita Rispondi

    16 novembre 2014 at 12:00

    Beh insomma, caro Magni,
    ho letto adesso il tuo articolo e mi sembra un po’ nebuloso, un po’ intorcinato ed esclusivamente finalizzato a dimostrare che Salvini è un blateratore bugiardo.

    Ora, io non nutro eccessive speranze in Salvini, ma devo ammettere che è uno dei pochi politici che ha sempre fatto politica in mezzo alla gente, non limitandosi a scaldare la sua cadrega.
    Salvini è sempre andato in giro per piazze e mercati, parlando con esercenti, ambulanti e passanti: e questo va a merito di Salvini.

    In tutti i modi, andiamo con ordine:
    ok, la rivolta fiscale annunciata per il 14 novembre non c’è stata, e concordo con te che dovrebbe essere prioritariamente basata su una precisa e forte protezione dalla repressione statalista.
    L’altra faccia della medaglia, però, è che alcune idee devono circolare un bel po’ prima di essere attuate e che obiettivamente qualche misura contro lo Stato-vampiro occorrerà pure stabilirla e attuarla, prima o poi.
    Anzi più prima che poi, perché ormai siamo alla canna del gas.

    Allora, invece di criticare (senza costrutto, infine) un’idea, secondo me occorrerebbe apportare succo all’idea stessa, offrire collaborazione eccetera. Altrimenti ci accontenteremo sempre di esporre il “bamba” di turno al pubblico ludibrio, ma non ce ne verrà in tasca niente.

    Occorre anche ricordare che nel 1992, quando l’ISI – Imposta Straordinaria sugli Immobili, ossia una tantum… ah… ah… ah… – fu trasformata in una-semper con l’ICI (Imposta Comunale sugli Immobili) anche sulla prima casa, circolò un volantino della Lega Nord, in cui si consigliava di pagare una piccola percentuale dell’importo totale, in modo da incorrere in sanzioni minime. Mi dicono che allora un bel po’ di gente fece così, e che non ebbe particolari ritorsioni fiscali.
    Questo per dire che qualcosa si potrebbe e si dovrebbe fare.

    Intanto convinciamoci a fare il possibile:
    altro è “niente sigarette, niente «gratta e vinci»”, che ognuno di noi potrebbe eseguire senza “pericoli”,
    altro è “giù le serrande dei negozi, acquisti senza scontrino, niente Iva”.

    Insomma, il problema non è di facile soluzione, ma non limitiamoci a sputare solo su Salvini.
    E quanto a Zaia, quando dice di non volere tagli alla Sanità, a me sembra evidente che stia parlando contro i pelosissimi tagli lineari, per cui si colpiscono le Regioni virtuose a favore delle Regioni magna-magna.
    Secondo me.

    • Peter Rispondi

      16 novembre 2014 at 18:09

      Condivido!!!! Bellissimo commento.

      • Talita Rispondi

        17 novembre 2014 at 12:22

        Grazie, Peter.
        Io credo che, in questo momento tragico, l’unica salvezza stia nel buonsenso e nella buona volontà di tirare almeno un ragno fuori dal buco.
        Purtroppo gli odi e le polemiche non servono più a niente.

  7. francesco Rispondi

    16 novembre 2014 at 13:20

    Si fermi un attimo il Salvini. La sua aspirazione, e ben venga, è quella di esser Sindaco in Milano, ruolo che ben si confarebbe al suo esistere, ma non confonda oltre le acque con estremismi lepenisti, nazionalismi o statalismi inutili maldetti e falsamente perseguiti. Sarà forse che consideri gli elettori della Lega sempliciotti, ma non è che tutti si sia stupidi. Tenga le posizioni ed arrivi al punto…..Sindaco di Milano.

  8. Ruggero Rispondi

    16 novembre 2014 at 18:14

    Le critiche di questo giornale alla Lega e a Salvini equivalgono a degli endorsement pro partito unico Renzi-Berlusconi. Complimenti!

    • Giovanni Sallusti Rispondi

      17 novembre 2014 at 11:49

      Caro Ruggero, a me invece la storia pare: un’opposizione “alla Salvini” è il modo migliore per far regnare Renzi (e, finché esiste, il Renzusconi) per i prossimi vent’anni. Saluti, a presto

      • Talita Rispondi

        17 novembre 2014 at 12:20

        Appunto, finché (r)esiste il Renzusconi.
        Magari sbaglierò, Giovanni, ma secondo me dipende tutto dalle alleanze.
        E dipende tutto dai programmi, che devono essere fattibili.

        Se ci sono alternative serie, è bene che si presentino immediatamente e con CHIAREZZA, e ci dicano che cosa vogliono fare e soprattutto che cosa NON vorranno mai fare.
        Ora la “stella” di Renzi sembra in declino.
        Si facciano finalmente avanti le persone CAPACI e ci convincano della loro capacità.
        Altrimenti si continua solo a parlare:
        fino a quando ce lo permetteranno.

  9. gastone Rispondi

    16 novembre 2014 at 20:55

    gira e rigira si trova sempre qualcosa per criticare la lega . Chi non fa nulla, probabilmente nulla sbaglia. questo giornale del nord ,più che di opinione, sembra nato per sp……… la lega.Di una cosa sono però convinto, se la lega scomparisse , a roma sicuramente godrebbero di più nel vedere che più nessuno difende il nord e come dite voi anche solo a parole . Personalmente spero che la lega viva , anche per boccaloni come me.

  10. Stefano Rispondi

    17 novembre 2014 at 11:43

    Salvini ha fatto un’inversione a 360 gradi che nessun partito italiano aveva mai fatto: ha trasformato un movimento indipendentista in un partito nazionalista italiano

  11. Epulo Rispondi

    21 novembre 2014 at 07:17

    l’inversione è a 180° non 360°, sennò sarebbe tornato al punto di partenza.

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