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C’è un asse Putin-Islam

Per Aleksandr Dugin, ideologo del Cremlino, il matrimonio vero è quello con gli estremisti islamici. Scopo: combattere l'Occidente. Non a caso la Russia è il maggior sponsor del programma nucleare iraniano. Ma per gli intellò nostrani va tutto bene...

Rouhani-PutinSecondo la vulgata della nuova destra italiana, o stai con Putin o stai con l’Islam. Lo si legge dappertutto, dai social network ai commenti nei giornaloni del centrodestra. La Lega ne ha fatto la sua bandiera, sin dall’inizio della sua battaglia contro l’immigrazione e Mare Nostrum: con Putin contro l’Islam. E questa contrapposizione è ormai talmente comunemente accettata che, gratta gratta, chi si oppone a Putin adesso sono soprattutto i filo-islamici, i giustificazionisti, i multiculturalisti di sinistra. Insomma, stare con Obama vuol dire essere filo -islamici, stare con Putin vuol dire essere contro l’Islam. Ci credono gli uni e ci credono gli altri. Una parte di questa equazione è vera: Obama ha dimostrato di fare ben poco contro gli integralisti islamici. Anzi, si è alleato con loro in Egitto (e mal gliene incolse) e fa il duro più con Israele che non con Hamas. Ma è solo in parte vera, questa equazione, perché chi, attualmente, sta combattendo contro l’Isis è solo l’America. Anche se è l’America di Obama. E dopo tre mesi di bombardamenti mirati, sta iniziando a piegare l’offensiva dei jihadisti.

Dall’altra parte dell’equazione, invece, c’è un’affermazione falsa: Putin non è un nemico dell’Islam. Non è un baluardo contro l’Islam. Anzi, possiamo ben dire che sia un cavallo di troia dell’Islam peggiore, quello che vuole dotarsi di bombe atomiche e distruggere Israele. La prova? La teoria e i fatti. La teoria prima di tutto, perché la politica segue sempre una linea teorica. E la teoria della politica estera russa include anche un’alleanza organica e strategica con l’Islam, religione tradizionale, contro un Occidente “materialista” e “decadente”. Non esiste una teorizzazione completa del Putinismo, ma c’è chi la rappresenta meglio di altri: Aleksandr Dugin, ospite d’onore della Lega Nord, l’estate scorsa, a Milano. Dugin non è un cialtrone qualunque. Lo era, fino a non molto tempo fa: dissidente ai tempi dell’Urss, poi convertitosi al fascismo, poi al nazional-bolscevismo, infine approdato all’eurasiatismo, la vecchia idea imperiale di una Russia estesa da Vladivostok a Lisbona. Nei circoli militari è sempre piaciuto. Nelle accademie russe leggono il suo Fondamenti di geopolitica. In politica era un personaggio estremo e secondari o, finché c’era Eltsin e finché Putin si mostrava come un riformatore liberale, Dugin era ininfluente. Ma almeno dalla metà degli anni 2000, quando è iniziata una politica più assertiva da parte del Cremlino e soprattutto dal 2008, quando la Russia ha invaso la Georgia, elementi di eurasiatismo sono entrati anche nella politica ufficiale del Cremlino. Tuttora non è dato sapere quanto Dugin sia influente nei circoli di Mosca, la politica che Putin sta seguendo nella crisi ucraine sembra attinta, pari pari, dai libri del filosofo eurasiatista.

In ogni caso, Dugin è indubbiamente il maggior sponsor dell’alleanza fra la Russia e l’Islam. Secondo il filosofo, infatti, la Russia deve tornare ad abbracciare un modello di società tradizionale, fondandosi su un collante di valori della Chiesa Ortodossa (per quanto riguarda la difesa della famiglia tradizionale e il valore della procreazione: figli alla patria, questo è lo scopo) e della storia imperiale, che include, indifferentemente, gli zar e Stalin. L’alleato naturale, per Dugin, è l’altro grande nemico dell’Occidente, dunque l’Islam. Più che alla costruzione di una nuova società, la teoria di Dugin sembra mirare alla distruzione di quella avversaria. La sua teoria è infatti un insieme di condanne al modello di società aperta dell’Occidente liberale. Anche i suoi propositi (tradizione, autoritarismo, imperialismo) sono ricavati a contrario dalla critica della società aperta e del liberalismo. Per questo, un’alleanza con l’Islam è possibile contro gli Stati Uniti e i loro alleati. Nella sua recente conferenza “Contro il mondo post-moderno”, Dugin individua varie famiglie di Islam contemporaneo. Si tratta comunque di una classificazione arbitraria, che non tiene conto delle reali sette e ramificazione della religione musulmana, ma mira ad un unico obiettivo: vedere quali parti dell’Islam si possono alleare con la Russia contro l’Occidente. Per esempio considera “importante” il carattere messianico dell’Islam sciita e la sua contrapposizione radicale al “mondo post-moderno” (l’Occidente, ndr).PutinRitiene “particolarmente ben sviluppato” un “sentimento escatologico anti-globalizzazione, anti-americano, anti-moderno e anti-postmoderno nel popolo musulmano” preso nel suo complesso. Sull’Islam “salafita”, Dugin esprime pareri sia positivi che negativi. Da un lato contesta l’ambiguità di quella parte del salafismo che si fa strumentalizzare “da Brzezinski e dalla Cia, sin dai tempi della guerra (sovietica, ndr) in Afghanistan”. Dall’altro, invece, plaude al ruolo attivo dei salafiti “nella lotta alla globalizzazione e negli attacchi alle forze degli Usa”. “Quale sarà il ruolo dei salafiti nella battaglia contro il Dajjal?” si chiede Dugin e lascia aperta la risposta. Per Dajjal, Dugin intende niente meno che l’Anticristo. E l’Anticristo, secondo Dugin (che ha ereditato questa visione dalla tradizione nazionalista slava, sin dai tempi di Dostoevskij) si trova nel materialismo della società aperta, liberale, occidentale. “L’Islam non va confuso con la Tradizione – conclude Dugin – La Tradizione può non essere islamica. Se i musulmani lo accettano, accettano i termini della multi-polarità, accettano un dialogo attivo e una stretta cooperazione, anche militare, contro il mondo post-moderno e l’Anticristo/Dajall, allora (l’Islam, ndr) deve essere incoraggiato”.

I fatti seguono le parole. La Russia è il maggior sponsor del programma nucleare e missilistico della Repubblica Islamica dell’Iran. E’ il maggior sponsor di Hamas. E’ il maggior sponsor di Hezbollah. E non disdegna gli integralisti islamici, come il presidente ceceno Ramzan Khadirov, quando sono alleati di Mosca. Né disdegna le milizie islamiche pro-russe, della Cecenia e del Daghestan, quando combattono contro i cristiani ucraini e georgiani, nel nome della Russia. Allora, cara vulgata di destra: stare con Putin e con l’Islam vi piace?

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di on 28 novembre 2014. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

10 commenti a C’è un asse Putin-Islam

  1. Liutprando Rispondi

    28 novembre 2014 at 12:15

    Allora, cara vulgata di destra: stare con Putin e con l’Islam vi piace?

    Sicché si ritiene che criminalizzando, a torto o a ragione, Putin e criminalizzando, a torto o a ragione, l’Islam, costoro si farebbero piccoli, piccoli e accetteranno di piegarsi ai desideri occidentali? Fico.

    Vorrà dire che resto a vivere ben lontano dall’Europa degli aspiranti suicida.

    Auguri.

  2. adriano Rispondi

    28 novembre 2014 at 13:39

    Articolo magistrale di come sia possibile dimostrare tutto e il suo contrario.Manca solo la Cecenia.A me questa storia della Russia Imperiale da Lisbona alla Luna fa ridere.La Russia per contratto deve cercare di far finta di essere una grande potenza ma lo è solo negli hangar dei missili,se funzionano.Per il resto la storia anche per loro è finita.Con 140 milioni di anime,in calo, devono guardarsi dall’estinzione altro che espansione.Comunque quelli che sono le strategie di Putin le sa solo lui e ricamarci sopra immaginando ciò che si vorrebbe serve a poco,tranne a dimostrare tesi precostituite.Sembra che non vogliate capire che chi auspica la collaborazione e non la ricerca dello scontro con la Russia lo fa per ragioni pratiche essendo un paese dalle grandi risorse naturali.Cosa facciamo,rinunciamo al gas dopo aver dimostrato che Putin è alleato dell’Isis?Bisognerebbe essere conseguenti.Se poi Putin preferisce altri partner,pazienza.Per noi saranno più problemi che per lui.Dietro ai rapporti fra i paesi si nascondono interessi che possono cambiare inaspettatamente.Costruirci sopra fantasiose congetture strategiche finalizzate ad abbattere l’Occidente mi sembra comico.Il nemico non è Mosca ,è l’Islam.Anche per i russi perchè ,come noi,sono infedeli da eliminare.O da ieri è cambiato anche il Corano?

  3. Franco Rispondi

    28 novembre 2014 at 17:36

    Nel 1917 il kaiser ebbe una intelligente pensata. Dato che Lenin era in quei tempi in esilio a Zurigo gli fornì una forte somma di denaro e lo fece entrare in Russia attraversando la Svezia e la Finlandia. Ovviamente il kaiser fece tutto questo non per simpatia verso Lenin, ma solo perchè una volta in patria avrebbe organizzato la rivoluzione e distrutto dall’ interno la Russia che in quel momento combatteva contro la Germania. Il piano riuscì perfettamente, tranne che poi la rivoluzione venne esportata anche in Germania, già in cattive acque, e questo fu il colpo di grazia che causò la sua sconfitta.
    La morale: se fosse vero che i Russi vogliono distruggere l’ Europa mediante l’ islam, si troverebbero successivamente nella stessa situazione del kaiser una volta che l’ europa fosse diventata islamica.
    Inoltre una Europa riunita nella fede islamica sarebbe comunque troppo forte rispetto alla Russia, che dovrebbe in un modo o nell’ altro soccombere.

  4. Talita Rispondi

    28 novembre 2014 at 21:09

    Caro Stefano Magni,
    ho preso atto del tuo punto di vista.
    Adesso te ne indico uno diametralmente opposto al tuo, qui:
    http://www.salon.com/2014/11/13/what_really_happened_in_beijing_putin_obama_xi_and_the_back_story_the_media_wont_tell_you/

    È un lungo articolo di Patrick L. Smith, che come vedi s’intitola “Che cosa è realmente accaduto a Pechino: Putin, Obama, Xi e i retroscena che i media non vi raccontano”.
    Avendo la pazienza di leggerlo tutto, alla fine non si può dare torto all’autore. Ma i passi salienti per “l’asse Putin-Islam” e per l’altro tuo punto “Non a caso la Russia è il maggior sponsor del programma nucleare iraniano” sono i seguenti.

    1.
    «Kerry ha appena finito in Oman, dove si è tenuto un giro di incontri sulla questione iraniana appena prima del 24 novembre, scadenza stabilita per trovare un accordo. A un tratto, il ruolo della Russia in questo dialogo è diventato potenzialmente assai importante. Per superare l’impasse sul numero di centrifughe dell’Iran, Mosca si offre di prendere gran parte dei depositi di uranio non processato e di rendere il combustibile arricchito quando l’Iran ne avrà bisogno per sviluppare il suo programma di energia nucleare.
    Ciò riprende un’idea proposta per la prima volta cinque anni fa, e questa volta Teheran la trova accettabile, almeno in via provvisoria.
    Ora si aggiunga al contesto: con l’immediata prospettiva di mettere fine a 35 anni di ostilità inutili, questo sembra il momento giusto per aggredire la Russia il più duramente possibile con sanzioni, interventi a suo danno nei mercati e, chi può dirlo, magari militarmente in Ucraina?»
    [Poi aggiunge: “You start to think Washington simply cannot help itself” – Tu cominci a pensare che Washington semplicemente non possa farne a meno.]

    2.
    A quanto risulta dall’articolo, l’asse non è tra Putin e Islam, ma piuttosto tra Putin e Cina. Così:
    ___________
    «Xi e Putin quest’anno avevano già stretto un enorme, epocale accordo sul gas da 400 miliardi di dollari. Come si sarà sentito Obama, quando i due – durante la sua visita – hanno annunciato di averne stretto un altro, stavolta da 325 miliardi?
    Dettagli: Il gas arriverà dalla Siberia mediante un gasdotto ancora da costruire. PetroChina acquisirà il 10% di una sussidiaria di Rosneft, azienda del gas russa. Entro il 2020 la Cina riceverà un quarto del suo fabbisogno di gas dalla Russia; e i russi venderanno alla Cina più gas di quanto ne vendano oggi all’Europa».

    3.
    Poi Smith racconta di uno scambio d’idee al Forum economico di Pechino tra il giornalista Ken Courtis e Putin.
    Courtis chiede se la Russia eventualmente fornirebbe garanzie di sicurezza alla Corea del Nord, se quest’ultima rinunciasse alle armi nucleari.
    Putin risponde:
    ___________
    «La sua domanda è troppo intelligente. Questo non è ancora il momento di trattare la questione e tanto meno di rispondere in merito. Spesso il problema nel mondo non è che i piccoli Paesi, che si sentono assediati, non siano disposti a cambiare. Piuttosto è che i Paesi più grossi stanno facendo i prepotenti come bulli nel cortile della scuola, e non sanno quando smettere».

    Tranchant, mi sembra.
    Più un’espressione arguta di Patrick L. Smith, che – rivolgendosi ai suoi lettori – dice: “Listen to the sound of the world turning”.
    Poi magari ognuno di noi vorrebbe che girasse da una parte o dall’altra, ma quello gira sempre come gira.

  5. Guido Rispondi

    28 novembre 2014 at 23:38

    Chi sa che cavolo ha in testa Putin?

    • Talita Rispondi

      29 novembre 2014 at 15:06

      Difficile sapere che cosa c’è nella testa di ciascuno di noi.

      Per quanto riguarda Putin, ti posso ricordare il video minaccioso che l’Isis gli ha indirizzato lo scorso settembre, in cui un tagliagole dice:
      ____________
      «Questo è un messaggio per te. Gli aerei che hai inviato a Bashar al Assad, noi li invieremo a te. Libereremo la Cecenia e tutto il Caucaso, se Dio lo vuole».

      E la Cecenia non è stata evocata per caso, visto che ai tempi Putin si scagliò contro il terrorismo islamico pure verbalmente, dicendo: «Vi staneremo, vi daremo la caccia anche nei vostri cessi».
      Ovviamente con grande scandalo e mal di pancia del boldrinume worldwide.

      Ti posso anche ricordare il discorso che Putin indirizzò alla Duma nel 2013:
      ___________
      «In Russia vivono i russi. Qualsiasi minoranza, da qualsiasi luogo, se vuole vivere in Russia, per lavorare e mangiare in Russia, dovrebbe parlare russo, e dovrebbe rispettare le leggi russe.
      Se preferiscono la legge della Sharia, allora noi li consigliamo di andarsene in quei Paesi dove questa è la legge dello Stato.
      La Russia non ha bisogno di minoranze. Le minoranze hanno bisogno della Russia, e noi non concederemo loro privilegi speciali, o provare a cambiare le nostre leggi per soddisfare i loro desideri: non importa quanto forte urleranno ‘discriminazione’. (…)
      Gli usi e le tradizioni russe non sono compatibili con la mancanza di cultura o dei modi primitivi della maggior parte delle minoranze.
      Quando questo onorevole corpo legislativo pensa di creare nuove leggi, dovrebbe avere in mente prima l’interesse nazionale, osservando che le minoranze non sono russi».

      Ok, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Ma visti i tempi che corrono, già il dire è qualcosa.
      In Italia ci limitiamo a boldrineggiare. E assai pelosamente, secondo me.

      • gastone Rispondi

        30 novembre 2014 at 12:22

        giusto Talita , alcune cose vanno ricordate. Se devo scegliere tra politici italiani che permettono l’invasione islamica dell’Italia e Putin ,io scelgo il presunto filo islamico Putin. Un discorso come quello di Putin noi è probabile non lo sentiremo nel nostro parlamento e se qualcuno lo pronunciasse è pronta l’ accusa di RAZZISMO ,.

  6. aaaa bbbbb Rispondi

    1 dicembre 2014 at 15:49

    Il presidente Putin e ‘ uno statista. Noi siamo rzppresentati da pulcinella.

  7. max Rispondi

    25 febbraio 2015 at 21:41

    Scriveva un commentatore riferendo le parole di Putin: i paesi più grossi stanno facendo i bulli.

    Proprio come lui. Che non rispetta confini che il suo Paese riconosce dal 1991.

    La libertà prima di ogni altra cosa. Oggi, quella degli ucraini. E di sicuro non posso sentirmi protetto da uno così contro l’Is.

  8. Andrea Alquati Rispondi

    23 agosto 2015 at 14:19

    cosa c’entra l’Iran con l’Islam terrorista e aggressivo dei fondamentalisti sunniti?????

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