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Renzusconi atto finale

Stufo delle polemiche interne e preoccupato dai sondaggi, il Cavaliere avrebbe dato via libera a Verdini sul vero piano nel caso (probabile) di voto anticipato: il "Big One", la fusione con Renzi in una lista unica. Per dirla col premier, il Partito della Nazione...

RenzusconiNubi nere si annidano nella mente di Silvio Berlusconi. Scure come le lenti degli occhiali utilizzati per proteggersi dal disagio causato dall’uveite. Stufo delle continue polemiche interne e preoccupato dai sondaggi che consegnano a Forza Italia un risultato non certo lusinghiero (sotto il 15%), l’ex cavaliere pare voglia cambiare rotta. O meglio, rendere più solida quella concertata fino a ora con il fedelissimo Denis Verdini. Un gioco di prestigio, con colpo di scena, da concretizzare la prossima primavera. È ormai opinione diffusa, infatti, che Renzi voglia andare a elezioni anticipate, verosimilmente ad aprile, per replicare il successo delle europee e mettere definitivamente a tacere le voci del suo “abusivismo” politico in quel di Palazzo Chigi.

In questo scenario Berlusconi tratta, da tempo, il suo futuro politico ma anche quello delle sue aziende. D’altra parte, per il centro-destra così combinato, battere l’ex sindaco di Firenze è, al momento, impresa impossibile. A meno di clamorosi rovesci dettati, soprattutto, dall’intensificarsi della crisi economica. Un’ipotesi, comunque, più che remota. Il tycoon milanese non può, dunque, correre il rischio di perdere il treno di un accordo che sulla carta è già disegnato. Perché se è vero che la distanza tra i due “poli”, emersa dalle recenti indagini demoscopiche, è di soli due-tre punti, è pur vero che questo contenitore politico ha esaurito, in vent’anni, la sua forza propulsiva. Non attrae e non convince più.

Inoltre, tenere uniti Forza Italia, Ncd, Fratelli d’Italia, ciò che resta dell’Udc, la Destra di Storace e lo scalpitante Matteo Salvini potrebbe rivelarsi inutile esponendo B. a nuovi insopportabili ricatti intessuti dal teatrino della politica. Qui scatterebbe, a detta di rumors romani, l’accordo con Renzi. Non solo consonanza sulla legge elettorale, da approvare entro gennaio, con strizzatina d’occhio al premier (restano sul tavolo i nodi legati ai capilista bloccati e alla candidature multiple) in cambio della salvaguardia delle aziende del Biscione, ma anche, e questo sarebbe davvero clamoroso, una sorta di Partito trasversale, una lista civica nazionale, con uomini scelti dai due leader. Una rivoluzione che avrebbe del clamoroso, a un passo dalla fantascienza, capace di destabilizzare l’impianto politico conosciuto fin qui dagli elettori.

Quanto smarrimento si potrebbe creare tra gli aficionados, sia berlusconiani sia renziani, una volta incardinata questa eventualità, è presto da dire. Non va dimenticato, però, che fu proprio l’attuale premier, lo scorso ottobre, a parlare durante la direzione “dem” di «partito della Nazione».

La minoranza Pd ha, da tempo, avvertito scosse all’interno del movimento. La forte vocazione maggioritaria di Renzi e Berlusconi potrebbe rivelarsi agli occhi degli italiani come il “Big One” della politica. Una circostanza che sancirebbe la morte definitiva della dicotomia destra-sinistra. Solo una suggestione? Basta avere solo un poco di pazienza.

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di on 21 novembre 2014. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

11 commenti a Renzusconi atto finale

  1. @MareMalf Rispondi

    20 novembre 2014 at 12:36

    Che orrore.

  2. Nicola Rispondi

    20 novembre 2014 at 12:44

    Ma di quale destra e sinistra parliamo,ma dove si è veduta questa distinzione.La storia ritorna con facce nuove ma ritorna,il bisogno del partito dei moderati,non so cosa voglia dire moderato con il massacro alla povertà di tutti che votando insieme stanno facendo,insomma la vecchia dc restaurata da facce diverse e ben vista dai tanti che hanno votato il ragazzo vivace.Assisteremo ad un po’ di scaramucce teatrali da ambedue le parti ma poi il bisogno di restare lì unira’.Prepariamoci.

  3. Marco Beltrame Rispondi

    20 novembre 2014 at 13:57

    “Opinione”, “Si dice”, “si mormora”…. Le prove dove sono? Mi bastano i complottisti del New World Order, non vorrei aggiungere questo giornale alla lista.

  4. corrado Rispondi

    20 novembre 2014 at 13:58

    Ma bene! Vorrà dire che il partito del non voto, già 1° partito con circa il 40%, arriverà al 60% (almeno)

    c

  5. adriano Rispondi

    20 novembre 2014 at 14:30

    “La forte vocazione maggioritaria di Renzi e Berlusconi” si basa sul presupposto che gli italiani siano stupidi.Dato che non è così forse avranno delle sorprese o almeno lo spero.Un 1994 alla rovescia.Quanto da lei ipotizzato è già nei fatti e comunque il comportamento di Berlusconi sembra più volto a favorire che a competere con l’avversario o presunto tale.Agli italiani andrà bene questo imbroglio?A me no e spero di trovarmi in buona e numerosa compagnia.

  6. step Rispondi

    20 novembre 2014 at 14:36

    Una cosa del genere c’è già, soprattutto qui in Toscana c’è già una spartizione del potere tra berlusconiani e post-comunisti, anche all’interno della stessa Fondazione MPS. A livello politico-culturale, poi, non si tratterebbe certo di un’eresia, dato che Renzi non è più a sinistra di Berlusconi in materia non economica, essendo cattolico, e avendo ormai constatato che il Berlusca non è liberista in materia economica. In pratica una tale ipotesi si configurerebbe come un accordo tardivo tra il vecchio pentapartito (sono le stesse persone di allora, con qualche seguace più giovane) e il vecchio PCI (anche qui sono le stesse persone, con iniezioni tecnocratiche e obamian-democristiane).

    Insomma io non la vedo come un’ipotesi che tradirebbe la dicotomia destra/sinistra, per il semplice fatto che Silvio non è mai stato di destra, diciamo piuttosto che è un’ipotesi improbabile, in quanto viene ritenuta dagli stessi attori politici poco proficua elettoralmente (la Lega, Grillo, e altri anti-sistema farebbero il pieno), ma non sarebbe così innaturale da un punto di vista programmatico. L’articolo parla di morte della coppia dicotomica destra/sinistra: forse sarebbe meglio essere più precisi e parlare di ennesima mancata nascita di una destra normale, occidentale, che con la sua stessa esistenza contribuisca a “mettere in forma” l’antagonismo sociale anti-statalisti/statalisti, opposizione questa che dovrebbe essere il cardine della proposta politica, per una reale e conseguente rappresentatività degli interessi in gioco.

  7. peter46 Rispondi

    20 novembre 2014 at 15:14

    Ma figuriamoci se potremo fare a meno di Razzi,Scilipoti,Samorì,Repetti in Bondi,Iva(tornerà….tornerà),Biancofiore…….La Santa però a sx non la vogliono….o Razzi si candiderà con Salvini?A proposito,anche Verdini no però:ieri gliene hanno ‘appioppato’ un altra dopo gli 850mila euriiii in nero,che solo in Fi possono essere considerati ‘passabili’,nel Pd,renziano o meno,proprio no.Comunque,domenica notte…la fantapolitica finirà…Che ‘scoppola’ si preannuncia.

  8. Ruggero Rispondi

    20 novembre 2014 at 15:40

    Sembra che Carlo Cattaneo auspichi l’evento. Entrambi (Renzi e Berlusconi) sono responsabili del disastro attuale. La loro unione provocherebbe quasi sicuramente una sinergia di disastri. Ma non fa orrere, a quanto pare, un’ipotesi del genere: il trionfo del pensiero unico mediante il partito unico.

    • Giovanni Sallusti Rispondi

      20 novembre 2014 at 16:50

      Caro Ruggero, tutto si può dire a questo giornale, tutto. Ma non di portare acqua al mulino del Renzusconi e del suo possibile figlioccio degenere, il partito unico. Basta una scorsa onesta e aideologica ai pezzi degli ultimi mesi. Siamo stati anche oggetto di pesante fuoco amico, per questo. Non mi lamento, ma non sto in silenzio se qualcuno mi mette in bocca il contrario di quel che dico, scrivo, penso, e che è riscontrabile ogni giorno su questo sito. A presto

      • Talita Rispondi

        20 novembre 2014 at 17:41

        Infatti a me non sembra per niente.
        E francamente non mi viene nemmeno da prendere in considerazione un commento per cui “Entrambi (Renzi e Berlusconi) sono responsabili del disastro attuale”.
        Le esagerazioni servono solo a riempirsi la bocca, e meno male che si lascia fuori la Crocefissione: magari si potrebbe pure affermare che i due vi abbiamo partecipato attivamente.

        Comunque io continuo a stranirmi sempre più, perché a forza di condizionali non ci sto capendo più niente: “AVREBBE DATO il via libera a Verdini” oppure gliel’ha data?
        Oggi “Il Giornale” dice che «Berlusconi tira dritto: “Renzi è appannato,
        rifondare centrodestra”», e almeno usa l’indicativo.
        Il problema è: a chi credere?

  9. Marco Green Rispondi

    20 novembre 2014 at 20:38

    Pare che in uno dei tavolini della Leopolda, tra una merendina, un albo da colorare, lo spezzatino con patate della ricreazione e (per i più grandicelli) una fugace strizzatina al ministro Boschi, QUALCUNO (con l’aiuto di qualcun altro, poi capirete) abbia addirittura previsto in anticipo un commento a questo articolo.

    ———————————

    Amici, non confondiamo il desiderio con la realtà: è ovvio che noi si sarebbe felicissimi di poter giungere subito (ora!) a quella semplificazione della democrazia che la modernità vorrebbe;
    con l’eliminazione di alcune distorsioni istituzionali, figlie di un secolo che non ci appartiene più, il paese potrebbe ripartire con gran vigore, riuscendo finalmente a realizzare in pieno il proprio potenziale.
    Quindi, per cominciare, via i costosi e inefficienti enti locali, le minoranze parassitarie, e i lacci e lacciuoli costituzionali che impediscono agli italiani di CREDERE, CAPIRE DI SOGNARE E POI FARE.

    Mi chiedete se ci vorrebbe il partito un…ehm…nazionale?
    Ma certo! Sarebbe indispensabile ma forse il paese non è ancora pronto a capire di sognare, perché ancora distratto dai gufi che remano contro, ostaggio di quella paura irrazionale che ti impedisce di cogliere quello che ti serve per crescere nel nome del domani ma,

    crediamoci, se siamo giunti sin QUI si può arrivare fino in fondo al LA’, cioè al partito della nazione e quindi a quella “lista nazionale” che consentirà finalmente al popolo sovrano di votare per il proprio destino, mettendo definitivamente a tacere chi, per ottusità e meschino particolarismo, è ancora rivolto al passato, piegandolo a guardare in faccia il FUTURO DEL DOMANI, cribbio!

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