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Abbiam voluto l’acqua pubblica. Ora la paghiam (molto) cara

L’abbiamo voluta (pubblica) e ora la paghiamo cara: il 9% in più in due anni. Parliamo dell’acqua che, con un referendum del 2011, si è stabilitoTassa acqua  non dovesse essere gestita da privati.

I toni di quella campagna li ricordiamo tutti: dal Pd ai Verdi, dai comunisti ai post-fascisti fino ai grillini, era tutto un sollevarsi di grida di dolore contro il malefico intervento delle imprese private. Venivano dipinti scenari a dir poco drammatici in cui i capitalisti avrebbero ridotto tutti alla sete, con tariffe tanto alte da obbligarti ad aprire un mutuo in banca per pagare la bolletta; per non parlare delle immagini da futuro post-apocalittico in cui il malvagio imprenditore di turno avrebbe avvelenato gli acquedotti del concorrente per farlo fallire. È stato così che il 95% dei votanti (il 54% degli aventi diritto) ha optato per l’acqua pubblica. Con risultato che i nostri acquedotti continuano a perdere due miliardi e mezzo di metri cubi d’acqua l’anno, il 30% del totale.

Ma almeno – dice qualcuno – l’acqua costa poco ed è accessibile a tutti, anche ai più poveri. Falso. Dopo i rincari in giro per l’Italia ora ci tocca il maxi-aumento su scala nazionale: l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico ha infatti dato il via libera alla revisione delle tariffe con un metodo omogeneo in tutta Italia per “favorire gli investimenti” fatti dalle aziende del settore. Aziende rigorosamente pubbliche, come hanno stabilito i referendum. Quelle municipalizzate inefficienti con buchi dappertutto, non solo nella rete idrica ma anche nel bilancio.

acqua_pubblica_5029È così che, in cerca di un modo per ripianare le perdite, è intervenuta l’autorità del settore prevedendo aumenti sostanziali (+3,9% nel 2014 e +4,8% nel 2015) nelle bollette di ben 34 milioni di italiani. Secondo un calcolo dell’Adusbef ogni famiglia pagherà di media 130 euro in più in bolletta per un totale 4,5 miliardi di euro. A vedersi ridurre la bolletta fino al 10% invece saranno – fa notare Oscar Giannino su Radio 24 – sei milioni di utenti le cui aziende pubbliche non hanno comunicato i dati all’authority.

Al di là dei pochi fortunati (peraltro vengon premiate le aziende meno zelanti), per tutti gli altri sarà una bella stangata che si aggiungerà al canone Rai che, dall’anno prossimo, sarà inserito nella bolletta elettrica. Una scelta che l’Istituto Bruno Leoni definisce senza mezzi un «mostro giuridico» che oltre ad occultare il canone presupporrebbe automaticamente il possesso del televisore.

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di on 25 novembre 2014. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

2 commenti a Abbiam voluto l’acqua pubblica. Ora la paghiam (molto) cara

  1. gl lombardi-cerri Rispondi

    26 novembre 2014 at 07:07

    Mi scusi , ma lei in che Stato vive ?Se si dovesse privatizzare l’acqua alla tariffa attuale,che genera un guadagno che i Comuni considerano ormai intangibile, si aggiungerebbe il guadagno del privato.
    Volete risolvere veramente il problema ? Come in Svizzera sottoporre le tariffe e i servizi a referendum popolare .

  2. Albert Nextein Rispondi

    26 novembre 2014 at 09:27

    Tutti parlano di libero mercato, spesso a sproposito.
    Una volta che si presenta l’eventualità di praticarlo , in regolare regime di concorrenza, ecco che gli stessi che ne parlano accampano ragioni men che demenziali per impedirlo.
    Coi risultati che si realizzano e che vediamo.

    Allora, hasta la miseria, siempre.

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