Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Squadristi democratici

Centri SocialiViva viva la democrazia, solo se la tua opinione non si oppone alla mia. I militanti radunati in una riunione di centri sociali e Arcigay (ma quest’ultimo successivamente ha preso le distanze da ogni forma di violenza) ieri hanno attaccato a Bologna le Sentinelle in Piedi, che manifestavano pacificamente in piazza a difesa della famiglia naturale e della libertà di espressione. A fronte della compostezza e della civiltà da questa parte, dall’altra sono presto volati slogan e sfottò, e poi ancora urla, spintoni e accerchiamenti. Se questa è democrazia, viene da dire. Se questa è la promozione dei diritti civili, che loro stessi richiedono.

Qui infatti non sono tanto in ballo il contenuto dell’una e l’altra manifestazione, né la convinzione personale di ciascuno. Qui è in questione soprattutto la pretesa di una parte di avere ragione sull’altra. E l’impossibilità, per l’altra parte, di esprimere liberamente la propria opinione, come pure avrebbe diritto. I manifestanti pro-famiglie gay hanno infatti dimostrato, agendo in tal modo, di sentirsi depositari dell’unica verità, di avere la facoltà di irridere e sbeffeggiare chi si batte sul fronte opposto solo perché la pensa diversamente, e perfino di offenderlo e minacciarlo fisicamente, se questi non accetta l’intimidazione e non tace. In altri tempi questo atteggiamento lo avremmo chiamato squadrismo. È quindi paradossale che gli intolleranti e i violenti dei centri sociali abbiano dato dei «fascisti di m…» ai membri delle Sentinelle. I veri fascisti infatti sono loro: autoritari, non disposti al dialogo (semmai agli insulti) e convinti di stare sempre dalla parte del giusto, come si addice a chi vuole promuovere la dittatura del Pensiero Unico.

Il pericolo, come si può notare, è quello stesso per il quale le Sentinelle scendono in piazza: il rischio che nel nostro Paese venga meno il diritto fondamentale alla libertà di espressione. La minaccia viene proprio da un progetto di legge che le Sentinelle provano a contrastare: il ddl Scalfarotto, il quale prevede, per chi non si adegui alla tirannia del pensiero gay friendly, addirittura la carcerazione di un anno e mezzo. La spacciano come reato di omofobia; ma non è altro che il tentativo di impedire che qualcuno possa ancora essere contrario a matrimoni e adozioni gay. E opporsi così alla deriva del mondo, ormai supino ai voleri e i poteri dei gruppi LGBT. Se questa è democrazia…

L’altro problema è che, a questa macchinazione per delegittimare ogni possibile ostacolo sulla strada del trionfo delle famiglie arcobaleno, contribuiscono in buona parte gli organi di stampa. Anche quelli che, per genesi, natura e finalità, dovrebbero fare un serio e neutro servizio pubblico. Basti ascoltare il contributo video mandato in onda sul Tg1, a proposito degli scontri di Bologna. Non c’è una parola, una sola, di condanna verso i vili aggressori dei centri sociali e dell’Arcigay. Anzi, la prospettiva è addirittura ribaltata. I manifestanti delle Sentinelle in Piedi vengono definiti, in senso denigratorio, «guardiani della Tradizione», «ultracattolici» (poi ci spiegheranno cosa voglia dire essere un cattolico «ultras», quasi la fede fosse una questione di tifo da stadio) e finanche «postfascisti», solo perché alla manifestazione ha preso parte uno sparuto numero di membri di Forza Nuova.

Sentinelle-in-piediPer la cronaca, vorremmo ricordare alla redazione del Tg1 che le Sentinelle in Piedi sono un gruppo di opinione assolutamente laico, che si batte per la difesa di due principi costituzionali, quali la difesa della «famiglia naturale come società fondata sul matrimonio» (art. 29) e la possibilità per tutti di «manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione» (art. 21). E che pertanto non difendono, per partito preso, la Tradizione – quasi fossero i custodi nostalgici di un mondo ormai perduto – né l’ortodossia cattolica – all’interno delle Sentinelle figurano anche atei e persone di altre religioni – né tanto meno il fascismo – solo per dirne una, fa parte del movimento anche l’onorevole di sinistra Mario Adinolfi – né infine giudicano o discriminano l’orientamento sessuale di qualcuno – ne fanno parte, ad esempio, anche diversi omosessuali. Lo scopo dell’azione delle Sentinelle è difendere piuttosto – con uno stupendo mezzo di difesa della libertà di parola, che è il silenzio, e con una meravigliosa forma di movimentismo, che è lo stare fermi in piedi, e con una gandhiana protesta non-violenta che è il non rispondere alle offese e aggressioni altrui – i principi su cui si basa il diritto naturale (la complementarietà e la duplicità dei sessi, il fatto che ognuno di noi, con qualsiasi tecnica e in qualunque modo, sia comunque sempre figlio di un padre e una madre), l’identità di ogni essere umano e la sopravvivenza, civile prima ancora che biologica, della nostra società.

Per carità, la si può pensare diversamente e sostenere che il diritto naturale improvvisamente non è più valido e che perfino il diritto del nostro Paese, che ha il suo perno nella Costituzione, è diventato carta straccia.  Ma, allo stesso tempo, è sacrosanto permettere che altri continuino a ribadire quei principi, dovesse rimanere anche solo un uomo a pensarla così. A un grande pensatore, laico, razionalista, mangiapreti – insomma né un ultracattolico, né un guardiano della Tradizione – come Voltaire, la biografa Evelyn Beatrice Hall ha attribuito questa frase memorabile: «Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo». Ne facciano tesoro i “democratici” di casa nostra, prima di dare spintoni e giocare a fare i piccoli squadristi.

 

Condividi questo articolo!

[wpca_cookie_allow_code level="4"]
[/wpca_cookie_allow_code]
di on 6 ottobre 2014. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

5 commenti a Squadristi democratici

  1. Michele Fiorini Rispondi

    6 ottobre 2014 at 18:48

    Teniamo presente che i resoconti più indecenti sono stati quelli dell’ANSA, che poi vengono ripresi senza esame critico da molti giornali, specie locali.

    • Ernesto Rispondi

      6 ottobre 2014 at 19:05

      Il controllo dell’informazione, attraverso l’occupazione delle redazioni da parte di militanti giornalisti, è sempre stato uno dei primi passi nell’instaurare le dittature comuniste. I fascisti chiudono i giornali e censurano. I comunisti, più evoluti, ne occupano le redazioni, di fatto usando l’autorità della testata per portare avanti le loro battaglie liberticide. Corriere della Sera anyone?

  2. Lorenzo Rispondi

    6 ottobre 2014 at 19:04

    Questi sono solo animali. Se mi fossi trovato davanti a loro gli avrei detto: “E un bene che non voi non siate al potere, perché quando non lo siete riempite di insulti quelli che non la pensano come voi, e se lo foste ci passereste sotto le armi come nella migliore tradizione comunista (ma in questo caso si viene riempiti di piombo!).

  3. Marco Beltrame Rispondi

    6 ottobre 2014 at 20:58

    Gia’ ho avuto modo di litigare con “pensatori tolleranti” (solo delle opinioni simili alle loro, s’intende…) su questi argomenti. E’ la cosiddetta dittatura del pensiero unico, dove non e’ concesso pensarla in modo “sbagliato”.

  4. Fiero Evasore Rispondi

    7 ottobre 2014 at 09:41

    comunismo=nazismo=statoladro. Sempre detto e sempre dimostrato dai fatti.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *