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Socci: «Perché non è Francesco»

Le regole forse violate durante il Conclave. L'elezione di Bergoglio nulla, e la grande rinuncia di Ratzinger, che pure ha voluto restare Papa emerito. L'autore cattolico ci dice tutto del suo ultimo libro. E non solo...

Papa Francisco«Vi state sbagliando, chi avete eletto non è, non è Francesco». Si potrebbe sintetizzare così, parafrasando il verso di una celebre canzone di Lucio Battisti, il nuovo libro del giornalista e scrittore Antonio Socci (Non è Francesco. La Chiesa nella grande tempesta, Mondadori, pp. 296, euro 18), dedicato a Papa Benedetto XVI, rivolto a Papa Francesco e destinato ai tanti lettori, credenti e non, desiderosi di saperne di più sull’inedita convivenza tra due pontefici in Vaticano. Secondo l’autore, Jorge Mario Bergoglio non è Francesco in un doppio senso: atteggiamenti pastorali e scivoloni dottrinali lo tengono distante dal modello di vita e dall’ortodossia cattolica di san Francesco; e soprattutto – ed è qui lo scoop del libro – irregolarità procedurali durante il Conclave renderebbero nulla la sua elezione al pontificato, privandolo in sostanza anche del nome Francesco.

Socci, partiamo dal primo aspetto. Bergoglio – Lei sostiene nel saggio – porta il nome del fraticello d’Assisi, senza però emularne né la vicinanza agli ultimi né la fedeltà alla dottrina. Ci spieghi meglio.

«In un capitolo riporto le lettere di san Francesco a governanti, magistrati, laici e sacerdoti del suo tempo e suggerisco un paragone tra i due Francesco: il semplice confronto fa percepire la diversità dei due approcci. San Francesco, ai potenti, non parlava di pace o ambiente, ma li esortava a professare la fede cattolica, per la salvezza delle loro anime e dei loro popoli. Allo stesso modo, rivolgendosi ai preti, non faceva alcun cenno alla retorica sociale di sostegno alle classi popolari, ma diceva che la cosa fondamentale era tributare il massimo onore “al santissimo corpo e sangue del Signore nostro Gesù Cristo” e amministrare bene l’Eucaristia. Questo è il san Francesco vero, non quello delle figurine, l’icona mediatica inventata nel ‘900. Quanto alle frequentazioni, mi pone almeno qualche interrogativo che Bergoglio riceva costantemente Scalfari, telefoni a Pannella e trovi tempo da dedicare a Maradona, ma non accolga il capo dei Francescani dell’Immacolata – ordine di cui anzi ha deciso il commissariamento – , faccia saltare la visita all’ospedale Gemelli, con i malati in attesa sotto il sole, e non risponda agli appelli di una madre, come Asia Bibi, che marcisce in un carcere pakistano per la semplice “colpa” di essere cristiana».

Quanto al secondo significato del titolo del saggio, quali sono le ragioni che invaliderebbero l’elezione di Bergoglio?

«Premetto che nel libro non intendo emettere sentenze, ma porre problemi. Non voglio decidere io chi sia il Papa e chi no, perché il responso ultimo lo può dare solo la Chiesa. Mi chiedo tuttavia se, essendosi verificate alcune circostanze, si possano configurare i termini di applicazione dell’articolo 76 della Universi Dominici Gregis (la Costituzione apostolica che stabilisce le regole del Conclave, ndr), il quale afferma: “Se l’elezione fosse avvenuta altrimenti da come è prescritta nella presente Costituzione […], essa non conferisce alcun diritto alla persona eletta”. Ebbene, nel caso dell’elezione di Bergoglio, secondo me ci sono state almeno tre violazioni della procedura. Uno: la votazione precedente a quella in cui è stato eletto Bergoglio – come raccontato dalla giornalista Elisabetta Piqué e poi confermato da alcuni cardinali – è stata annullata perché un porporato aveva involontariamente deposto nell’urna due schede attaccate (una con il nome del suo prescelto e una bianca). Ebbene, quell’annullamento dello scrutinio non doveva avere luogo perché l’articolo 69 della Costituzione apostolica stabilisce che in nessun caso può essere annullata la votazione “qualora nello spoglio dei voti gli Scrutatori trovassero due schede piegate in modo da sembrare compilate da un solo elettore”. Due: durante la conta seguita a quella votazione le schede sono state aperte, al punto da scoprire un foglietto vergato e l’altro bianco. Ciò è impedito dalle norme, che prevedono che le schede vengano aperte solo durante lo scrutinio. Tre: dopo l’annullamento della suddetta votazione, quel 13 marzo 2013 si è proceduto a una quinta votazione (proprio quella in cui è stato eletto Bergoglio), laddove la Costituzione apostolica prevede che si debbano fare solo quattro votazioni al giorno, due al mattino e due al pomeriggio. Vorrei chiarire che non si tratta di semplici cavilli, ma di questioni sostanziali, che determinano la realtà, cioè l’elezione o meno di un Papa. Su queste basi fondate, mi domando: “Possiamo ritenere l’elezione di Bergoglio non valida?”. E di questa situazione, ci tengo a sottolineare, Bergoglio non ha alcuna responsabilità. Semmai ne è la parte lesa».

Segue a pagina 2

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di on 6 ottobre 2014. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

29 commenti a Socci: «Perché non è Francesco»

  1. ultima spiaggia Rispondi

    4 ottobre 2014 at 12:27

    Le osservazioni di Socci mi sembrano più che fondate. Le regole quando ci sono si osservano. Se non le rispetta un papa chi le dovrebbe rispettare?
    D’altra parte, come fa notare Socci, se un papa piace agli anti-cattolici, piace ai non credenti, nega i miracoli di Gesù, che razza di papa è?
    Sicuramente Francesco è un nome troppo impegnativo per Bergoglio.

  2. Stefano Rispondi

    4 ottobre 2014 at 14:02

    Davvero innovativa questa intervista per noi che di cotali regolamenti,elezioni e dimissioni vaticane poco possiamo interessarci accettando tutto quello che da millenni ci raccontano ed impongono e dove non ci spiegano mettono il dogma.Bergoglio sembra un brav’uomo e per chi vuol crederci……

  3. adriano Rispondi

    4 ottobre 2014 at 14:18

    La soluzione va cercata nelle procedure,qulora siano previste.Invece di scrivere libri e soprattutto venderli,si faccia ricorso esponendo i fatti presunti.Il problema forse è individuare l’organo di cassazione.

  4. Marco Beltrame Rispondi

    4 ottobre 2014 at 14:36

    Non sono sicuramente un fan di Bergoglio (come non lo ero di Ratzinger), pero’ Socci (che rappresente l’ala “oltranzista”, se si puo’ usare questo termine, del cattolicesimo) non puo’ tirar fuori tesi complottiste senza prove – ah gia’ ci sono “testimonianze”, scusate.

    • Lorenzo Rispondi

      4 ottobre 2014 at 17:06

      Be’, io non mi esprimo, bisognerebbe chiedere a Marco Respinti, lui su queste cose è molto preparato ed esperto.

  5. polos Rispondi

    4 ottobre 2014 at 17:02

    Su un blog di lingua inglese ho letto: “…this book is a godsent…”, e sono perfettamente d’accordo. Socci è un giornalista quasi razionalista (come lui stesso diceva una volta in un’intervista), e va preso molto sul serio. Purtroppo la gente comune è troppo superficiale per distinguere tra lucciole e lanterne…

  6. Carlo Rispondi

    5 ottobre 2014 at 00:15

    Fa niente. Il prossimo Papa sarà, dopo 3 stranieri, di colore e la Chiesa si avvierà verso la fine.

  7. Albert Nextein Rispondi

    5 ottobre 2014 at 09:11

    Io me ne fotto all’ennesima potenza di queste fregnacce.
    Bergoglio è una brava persona.
    La burocrazia è un cancro, anche in Vaticano.
    Si tratta di regole anacronistiche.
    Un papa lo si può , forse lo si dovrebbe , eleggere per semplice alzata di mano.
    Altro che balle.

  8. Quodvultdeus Rispondi

    5 ottobre 2014 at 10:43

    Leggendo la Costituzione Apostolica un certo problema applicativo delle disposizioni invocate da Socci si pone. il vero problema e’ che nessuno potrà mai accertare cosa accadde in Conclave (poiché come tutti sanno la procedura e’ coperta dal segreto) se non gli stessi cardinali elettori che si dovrebbero riunire in una sorta di SuperConclave extra ordinem convocato (da chi?) per giudicare ed eventualmente invalidare il precedente!!! Credo che questa volta lo Spirito Santo farà acquiescenza. E penso che se Dio e’ acquiescente anche Socci divra’ rassegnarsi!

  9. Quodvultdeus Rispondi

    5 ottobre 2014 at 10:55

    D’altronde semmai cio’ dovesse avvenire sarebbe l’anticamera di uno scisma. Sono cattolico e rispetto il Romano Pontefice ma anche io riscontro difficoltà ad accettare il magistero di Francesco in alcuni punti. E comunque il primo vicario di Cristo sulla terra e’ quello che ognuno ha nel cuore, cioe’ la coscienza. Lo diceva il Cardinale Newmann ( canonizzato da Benedetto XVI) per cui la coscienza rettamente formata e’ il Vicario Primitivo di Cristo!

    • cesare Rispondi

      2 settembre 2015 at 11:45

      Il problema è che il Signor Bergoglio, incontra la simpatia di che auspica una chiesa come una istituzione umanitaria, senza dogmi. Perdonare tutti accogliere tutti, indultare tutti, riconoscere l’amore di tutti per chiunque compreso il cane, è un pensiero politico di comodo che fa proselitismo in chi vuole sfuggire alla dottrina per rifugiarsi in un sistema di collettivismo fuori da Dio. Io convivo e sono angosciato per non poter ricevere la confessione, ma lo sarei ancora di più se questo sacramento mi venisse elargito in forma buonistica, perchè perderebbe il valore del riconoscimento dei doveri cristiani in rispetto a Gesù

  10. step Rispondi

    5 ottobre 2014 at 14:34

    Sulla questione dell’elezione di Bergoglio non mi esprimo: nessuno può sapere come sono andate veramente le cose, tra l’altro occorre dire che ci sono sempre state nella storia notizie su irregolarità procedurali, immagino che in passato fosse persino peggio di oggi. Insomma è una questione su cui non avremo mai risposte e soluzioni definitive. Sta di fatto che Socci, pur restandomi simpatico, mi sembra che ultimamente abbia “sbarellato”. Ho letto un suo libro su un ipotetico miracolo riguardante una persona a lui cara… mah… veramente non so che dire.

    Socci fa bene a criticare gli aspetti più ipocriti del clero ultra-progressista di oggi, ma lo ritengo una persona che ormai si è giocata la credibilità (anche scrivendo cose su Fatima o sul sangue di San Gennaro, ad esempio). Comunque sia, è bene precisare che Socci si innesta pur sempre nel filone modernista, non è certo uno che critica tout court il Concilio Vaticano II, non è un lefebvriano né un sedevacantista, ma neanche un semplice tradizionalista che preferisce la messa in latino. Socci può essere un “oltranzista” a parole o nel contrastare con veemenza una certa cultura, ma a livello dottrinale Socci è un modernista, non è un cattolico integrale (esalta Giovanni Paolo II quando bacia il Corano, fa il mea culpa per l’inquisizione e per le crociate, preferisce il messale moderno a quello in latino, ecc.).

  11. SILVANO Rispondi

    6 ottobre 2014 at 20:50

    E un bel chi se ne frega,possiamo dirlo.

  12. Luigi Bonsignore Rispondi

    6 ottobre 2014 at 22:19

    Io direi, invece di farsi prendere da frenesie varie, di analizzare lucidamente i fatti.
    Da dove partono le teorie di Socci? Dalla circostanza (non provata) che, durante il conclave che elesse Papa il Cardinale Bergoglio, un Cardinale scrutatore abbia rinvenuto nell’urna due dei fogli che fungevano da scheda elettorale rimasti attaccati tra di loro, dove su uno era espresso il voto ed uno era bianco.
    A questo punto, secondo il racconto di Antonio Socci, il Conclave avrebbe interrotto lo scrutinio delle schede, e dichiarato nulla la votazione.
    Forte di questo (presunto) disguido, Socci bolla come nullal’elezione a Papa del Card.Bergoglio citando l’articolo 69 della Costituzione Apostolica “Universi Dominici Gregis”, che regola il Conclave, che testualmente dispone:
    «Qualora nello spoglio dei voti gli Scrutatori trovassero due schede piegate in modo da sembrare compilate da un solo elettore, se esse portano lo stesso nome vanno conteggiate per un solo voto, se invece portano due nomi diversi, nessuno dei due voti sarà valido; tuttavia, in nessuno dei due casi viene annullata la votazione».
    La prima violazione delle norme che Antonio Socci pensa di individuare è quindi l’annullamento una votazione che, secondo lui, doveva essere ritenuta valida e scrutinata.
    Peccato però che qui siamo di fronte a un fatto completamente diverso: non siamo in presenza di due schede votate, ne con nomi uguali ne con nomi diversi, ma ad una votata ed una bianca e quindi siamo in presenza di una circostanza imprevista e non codificata, e quindi l’unica via era dichiarare nulla la votazione.
    Per rafforzare la sua teoria Antonio Socci indica una seconda violazione: poiché dopo l’annullamento del voto si è subito proceduto con una nuova votazione, la quinta di quel giorno, detta quinta votazione (proprio quella che ha eletto Bergoglio) non sarebbe valida perché l’articolo 63 della Costituzione Apostolica “Universi Dominici Gregis” prescrive che si debbano fare quattro votazioni al giorno, due al mattino e due al pomeriggio.
    Vero è che vi erano già state quattro votazioni, ma poiché l’ultima era stata annullata è come se non fosse mai avvenuta, un po’ come un matrimonio dichiarato nullo dal Tribunale Ecclesiastico, per cui ne consegue che la votazione che ha eletto Papa Bergoglio in effetti era la quarta.
    È qui che a mio parere naufraga definitivamente tutto il teorema costruito da Socci: anche se l’articolo 76 della Costituzione Apostolica “Universi Dominici Gregis” che lui cita stabilisce che «Se l’elezione fosse avvenuta altrimenti da come è prescritto nella presente Costituzione o non fossero state osservate le condizioni qui stabilite, l’elezione è per ciò stesso nulla e invalida, senza che intervenga alcuna dichiarazione in proposito e, quindi, essa non conferisce alcun diritto alla persona eletta», come ho spiegato poc’anzi l’elezione del Card.Bergoglio è perfettamente legittima.
    La mia impressione è che siamo in presenza di una gigantesca operazione di marketing per pubblicizzare un libro che, forse, in pochi avrebbero letto.

    • Federico Rispondi

      12 ottobre 2014 at 12:00

      Domanda: e che cosa sarebbe successo se un cardinale, giunti i conclavisti alla quinta votazione, per bloccare l’elezione di Bergoglio o per favorirla, cioè bloccando un altro cardinale, avesse nuovamente inserito due schede anziché una sola?
      Si sarebbe annullata la quinta votazione e proceduto ad una sesta?
      E se il cardinale furbacchione, non raggiungendo il suo scopo, avesse inserito nell’urna nuovamente due schede anziché una?
      Si sarebbe andati alla settima votazione?
      … In realtà la tesi sostenuta dal Socci regge più di quanto si voglia far credere, con buona pace di tutti i bergogliani di questo mondo.
      E’ ovvio che Antonio Socci non ha bisogno di difensori, sa farlo benissimo da sé e coraggio ne ha da vendere, come dimostra questo stesso libro, del resto, comunque non sarà male ricordare che “la circostanza (non provata)” del rinvenimento d’una scheda in più all’interno d’una scheda votata, non è una fantasia del Socci: le sue fonti sono Vatican Insider e addirittura l’Osservatore Romano che hanno recensito un libro che parla dell’episodio, scritto da un’autrice sudamericana, per la precisione argentina (ma tu guarda!), tale Elisabetta Piqué, che per prima ne ha parlato.
      Ed entrambi le recensioni, quella su Vatican Insider e quella sull’Osservatore Romano, non smentivano certo la circostanza.
      Ma forse c’è un di più: nessuno dei cardinali che han partecipato al conclave del 2013 ha ancora smentito Socci.
      Federico B.

      • Luigi Bonsignore Rispondi

        8 novembre 2014 at 01:28

        Caro Federico B., le rispondo volentieri a distanza di tempo (volutamente, le dirò in seguito il perchè)cercando di dare una risposta ad ogni sua obiezione.
        PRIMO PUNTO:
        Ed allora mi permetto di domandare al Sig. Bonsignore: che cosa sarebbe successo se un cardinale, giunti i conclavisti alla quinta votazione, per bloccare l’elezione di Bergoglio o per favorirla, cioè bloccando un altro cardinale, avesse nuovamente inserito due schede anziché una sola?
        Si sarebbe annullata la quinta votazione e proceduto ad una sesta?
        E se il cardinale furbacchione, non raggiungendo il suo scopo, avesse inserito nell’urna nuovamente due schede anziché una?
        Si sarebbe andati alla settima votazione?
        RISPOSTA:
        Si, anche all’ottava, nona, ecc., fino a quando i Sigg.ri Cardinali conclavisti non avessero ritenuto di sospendere. Davanti a situazioni non codificate (e quella della scheda votata insieme ad una bianca non è stata prevista) si adotta la decisione al momento migliore. Le ribadisco, poi, che una votazione nulla è come se non fosse mai esistita (come il matrimonio dichiarato nullo come ebbi già a dire) per cui, nel caso specifico, una votazione ottenuta per assurdo al ventesimo tentativo sarebbe stata comunque la quarta. La tesi del “Cardinale furbacchione”, poi, non regge: valutando la sua ipotesi, dovrà convenire che non è un singolo voto che blocca o favorisce l’elezione di un Pontefice.
        SECONDO PUNTO:
        … In realtà la tesi sostenuta dal Socci regge più di quanto si voglia far credere, con buona pace di tutti i bergogliani di questo mondo.
        E’ ovvio che Antonio Socci non ha bisogno di difensori, sa farlo benissimo da sé e coraggio ne ha da vendere, come dimostra questo stesso libro, del resto, comunque non sarà male ricordare che “la circostanza (non provata)” del rinvenimento d’una scheda in più all’interno d’una scheda votata, non è una fantasia del Socci: le sue fonti sono Vatican Insider e addirittura l’Osservatore Romano che hanno recensito un libro che parla dell’episodio, scritto da un’autrice sudamericana, per la precisione argentina (ma tu guarda!), tale Elisabetta Piqué, che per prima ne ha parlato.
        Ed entrambi le recensioni, quella su Vatican Insider e quella sull’Osservatore Romano, non smentivano certo la circostanza.
        RISPOSTA:
        partendo dal presupposto della buona fede del Dr.SOCCI, non mi è difficile dire che la questione del rinvenimento di una scheda in più non sia una sua fantasia ma sicuramente avrà raccolto quelle di qualcun altro si. Difatti è arcinoto che nella Cappella Sistina, durante il Conclave, sono ammessi solo i Cardinali elettori e nessun altro: Vatican Insider e l’Osservatore Romano, che hanno recensito un libro che parla dell’episodio, non hanno smentito l’episodio semplicemente perchè non potevano! Nessuno dei loro inviati era all’interno della Cappella Sistina e quindi non potevano certificare nè smentire con credibilità e sicurezza assoluta fatti e circostanze sconosciute a tutti, loro compresi. La stessa autrice del libro, l’argentina Elisabetta Piqué, non poteva aver cognizione diretta dei fatti per gli stessi motivi precedentemente esposti, con che prove avanza questa tesi? Mistero! Ma vi è di più: dopo ogni votazione, terminato lo spoglio, le schede vengono immediatamente bruciate (di qui le fumate: nera o bianca), su e con che cosa i “teorizzatori del complotto” basano le loro teorie?
        TERZO PUNTO:
        Ma forse c’è un di più: nessuno dei cardinali che han partecipato al conclave del 2013 ha ancora smentito Socci.
        Federico B.
        RISPOSTA:
        Molto semplice: è notoriamente risaputo che i Cardinali elettori sono vincolati al segreto sullo svolgimento del Conclave con giuramento prestato prima del suo inizio. Per questo motivo non confermano nè smentiscono le teorie di Socci.
        Egregio Federico B., le spiego ora perchè le ho volutamente risposto a distanza di tempo dall’uscita del libro del Dr.SOCCI: volevo vedere l’impatto che avrebbe avuto sul grande pubblico. Penso che avrà avuto modo di constatare da solo, come ho fatto io, che a poco più di un mese dalla sua uscita, del libro non ne parla più nessuno! Questa è la conferma vi è stata una gigantesca operazione di marketing per pubblicizzare un libro che, ribadisco, forse in pochi avrebbero letto.

    • Pier Luigi Tolardo Rispondi

      13 ottobre 2014 at 08:53

      Gentile Signor Bonsignore, La Ringrazio Moltissimo per la lucida, implacabilmente rigorosa spiegazione del perchè il teorema Socci non sta in piedi. Grazie di cuore.

    • cesare Rispondi

      2 settembre 2015 at 11:25

      Resta il fatto che con la eliminazione e prigionia di benedetto 16°, le cose stanno cambiando radicalmente, con la vittoria della componente gesuito massonica, ora vediamo dove finiamo. Un appunto, le votazioni in conclave sono stabilite in numero, per effetto del fatto che più di 4 sono giudicate eccessive per la lucidità, la sincerità, del voto cardinalizio, come se in un numero superiore l’efficienza fisica e l’innocenza spirituale potesse venir meno. Quindi se facessero 4 votazioni nulle, sarebbe esaurito il numero, altrimenti non ci sarebbe senso di questa norma non crede? che facciamo 100 votazioni nulle!

      • Luigi BONSIGNORE Rispondi

        3 settembre 2015 at 15:07

        Egregio Sig.Cesare,
        vorrei farle notare solo due piccole cose:
        1) – Papa Benedetto XVI° non è stato “eliminato” ma si è volontariamente e pubblicamente dimesso. Come avrà potuto notare durante l’annuncio della sua rinuncia al soglio petrino non aveva coltelli puntati alla gola, non era circondato da uomini con grembiulino bianco alla vita, incappucciati, e squadra e compasso in mano;
        2) – è assolutamente falso che il Papa Emerito Benedetto XVI° sia tenuto in prigionia, tant’è che ha scritto un’enciclica “a quattro mani” con Papa Francesco, è libero di girare per il vatgicano e di farsi fotografare;
        3) – non è sorvegliato da gurdie armate e le persone al suo servizio entrano ed escono liberamente sia dai suoi appartamente che dal territorio vaticano. E’ prigionia questa? Ma per favore!;
        4) – come ho avuto PIU’ VOLTE modo di dire, ogni votazione dichiarata nulla E’ COME NON FOSSE MAI ESISTITA (come ho già detto è come il matrimonio dichiarato nullo: non è mai esistito) quindi, ipoteticamente, anche se si giungeva al 100esimo tentativo sarebbe stata la quarta votazione!!
        Basta con queste tesi complottiste campate per aria e senza prove!

  13. Pietro Guerrieri Rispondi

    7 ottobre 2014 at 08:00

    Scrive Politi sul Fatto di oggi: “Un gua­sta­tore mili­tante come il ciel­lino Anto­nio Socci ha lan­ciato – giu­sto alla vigi­lia della riu­nione – il finto scoop di pre­sunte irre­go­la­rità com­messe al con­clave. Una palla. Per­ché era a tutti noto che una vota­zione, in cui risul­tava una scheda in più, era stata imme­dia­ta­mente annul­lata e si era pas­sati alla seguente. Ma l’obiettivo era di ali­men­tare la cam­pa­gna di dele­git­ti­ma­zione ai danni di Fran­ce­sco in corso da mesi.” Sicuramente marketing per vendere ma forse anche qualcosa di più da parte di Socci..

  14. carmelo dini Rispondi

    7 ottobre 2014 at 13:55

    Affaritaliani 7 ottobre 2014 (Editoriale)

    “Non è Francesco” non è la canzone di Battisti

    “Non è Francesco” non è la canzone di Lucio Battisti cantata da una donna o da un omosessuale, è il nuovo libro di Antonio Socci. Al giornalista, questo papa buono e intelligente non va a genio, non gli piace.

    Il 27 aprile del 2008 Antonio Socci, in un articolo su Libero, riferì che rilasciando un’intervista su padre Pio al New York Times, rimase colpito dalla reazione sbigottita di Ian Fisher”, suo collega del giornale americano. Ma chi, conoscendo il Vangelo e il significato del sacrificio cristiano, non si meraviglierebbe sentendosi dire da Socci che padre Pio “primo (e unico) sacerdote stigmatizzato dopo Gesù Cristo…è un alter Christus”? A Socci sfuggivano due sostanziali differenze. A Gesù le ferite (nei polsi, non nel palmo delle mani) furono inflitte dagli uomini. A Padre Pio le dolorose ferite (nel palmo delle mani) sarebbero state inflitte dal Signore, il che è un po’ come bestemmiare. Il sacrificio di Cristo aveva uno scopo preciso e necessario (cfr Lc 17, 25): la salvezza dell’umanità. Il “sacrificio” di padre Pio non era necessario ed era perfettamente inutile. Forse Socci potrebbe comprendere la differenza (ma non è facile) se pensasse, tanto per fare un esempio, al sacrificio di San Massimiliano Kolbe, il quale ad Auschwitz offrì la sua vita in sostituzione di un padre di famiglia. Tra il fine del sacrificio di Cristo e il fine del sacrificio di padre Kolbe c’è somiglianza reale.

    Nel marzo dl 2011, Antonio Socci, in un articolo sempre su Libero, certissimo che le ragazzine di oggi abbiano ancora pregiudizi medioevali, e siano persuase che sessualità (soprattutto se femminile) e peccato s’identifichino, decise che la brutta vicenda della sventurata tredicenne di Brembate fosse identica a quella di Maria Goretti. In realtà, la santa si difese perché temeva di fare peccato, e occorre davvero tanta fantasia per immaginare che una ragazzina dei tempi d’oggi, rifiuti le prepotenze di un uomo perché teme che Dio non voglia. Significa offendere la loro dignità. Le donne, fatte oggetto di prepotenze da parte degli uomini, difendono la propria persona. Ma Socci, che difficilmente ne azzecca una quando affronta temi religiosi, arrivò a scrivere: “E’ eroico oggi essere cristiani. Come è eroica la purezza”. Capito? Yara non difese la sua persona, ma la sua purezza!

    Ora, uno che scrive queste cose, uno persuaso che santi e Madonne accompagnino i loro miracoli con profumi di viola, lavanda e gelsomino, uno che crede alle apparizioni della Madonna “postino” (definizione data da papa Francesco) di Medygiugorje; uno che scambia le corbellerie di tre pastorelli analfabeti per profezie, uno, insomma, che del Vangelo ha capito poco, come può scrivere un libro per criticare Papa Francesco? Come può scrivere, nella Premessa al libro, riguardo a questo papa buono e intelligente: “Ma come dobbiamo interpretare il segnale dato al mondo di lassismo e di resa nei confronti dei nuovi costumi sessuali della società e dello sfascio dei principi morali e delle famiglie?”

    Renato Pierri

  15. Carlo Rispondi

    7 ottobre 2014 at 22:37

    Socci secondo me invece ci ha azzeccato quando ha affermato che il Pontefice non può mantenere il munus papae liberandosi del mero ministerium papae. Francesco non è papa perché era semplicemente invalido il Conclave apertosi dopo le dimissioni (non l’abdicazione, si noti) di Benedetto XVI.
    Che poi Bergoglio non sia assistito dallo Spirito Santo, beh questo è un fatto che è sotto gli occhi di tutti i veri cattolici.

  16. Michael Rispondi

    28 ottobre 2014 at 18:11

    “Però, a quanto sembra, ama essere amato da tutti e star bene con tutti, così che un giorno può pronunciare un discorso in tv contro l’aborto e il giorno seguente, nella stessa tv, apparire benedicendo le femministe pro-aborto nella Plaza de Mayo; può pronunciare un discorso meraviglioso contro i massoni e, un’ora dopo, cenare e brindare con essi al Rotary Club”

    http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV621_Lettera_a_Papa_Francesco.html

    Jorge M. Bergoglio, 17 maggio 2013, Città in Vaticano: “(…) In particolare in quello dei pani e dei pesci, i quali “non si moltiplicarono” – ha spiegato – ma “semplicemente NON FINIRONO, come non finì la farina e l’olio della vedova. Quando uno dice ‘moltiplicare’ può confondersi e credere che faccia una MAGIA…

    http://www.associazionelatorre.com/2014/04/bergoglio-nega-il-miracolo-della-moltiplicazione-dei-pani-e-dei-pesci/

    e la non MAGIA ritorna:

    “Dio non è stato un MAGO”. “Quando leggiamo nella Genesi il racconto della Creazione rischiamo di immaginare – ha osservato Papa Bergoglio – che Dio sia stato un mago, con tanto di bacchetta magica in grado di fare tutte le cose.

    Ma NON è così.

    Egli ha creato gli esseri e li ha lasciati sviluppare secondo le leggi interne che Lui ha dato ad ognuno, perché si sviluppassero, perché arrivassero alla propria pienezza. Egli ha dato l’autonomia agli esseri dell’universo al tempo stesso in cui ha assicurato loro la sua presenza continua, dando l’essere ad ogni realtà. E così la creazione è andata avanti per secoli e secoli, millenni e millenni, finché è diventata quella che conosciamo oggi”.

    http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2013/10/09/AQsLaqc-vaticano_mistero_spezzati.shtml

    basterebbe chiedersi perché il Cardinale Burke è stato spedito a Malta o come mai nessuno abbia il coraggio di parlare dei Francescani dell’Immacolata…

  17. Giulio Rosati Rispondi

    6 novembre 2014 at 21:01

    Io ringrazio Antonio Socci per il coraggio che dimostra a perseguire la verità e a renderla di dominio pubblico.

    Sono in cattiva fede e superficiali quelli che lo accusano di perseguire finalità speculative. Forse è proprio chi lo dice che lo fa o lo farebbe.

    E’ certo ( anche per un idiota, in buona fede però ) che se si voleva fare bella figura con il pubblico cattolico e non, sarebbe stato più strumentale parlar bene di Papa Francesco invece che andare a pubblicare i suoi gravi “errori”. E non solo i suoi, ma quelli di una certa sconcia deriva cattolica.

    Quindi di coraggio Socci ne dimostra tanto. E chi ha il coraggio di perseguire la verità e di lottare perché questa emerga è sicuramente dalla parte di Dio.

    Circa Papa Francesco, risponderà, come tutti noi, con i suoi meriti e le sue colpe al Nostro Grande Giudice.

    Ma è bene che i fedeli ( e non – chiunque interessato a conoscere la verità ) abbiano la possibilità di conoscere i retroscena oscurati da un cattolicesimo deviato che prima o poi farà i conti con Nostro Signore.

    Molti, per orgoglio personale, quindi peccando, pensano di poter interpretare il Vangelo e l’insegnamento di Nostro Signore, come gli fa comodo per ottenere consensi e simpatie.

    A Nostro Signore interessava la Verità di Dio ( di Abba Nostro Padre Creatore ) e non farsi simpatizzanti.

    Per essere amici basta rispettare la Legge e i Nuovi Insegnamenti. A Gesù non interessa essere simpatico.

    Nostro Signore lo sa che non tutti ci salveranno. Ma non perché Lui non lo voglia, piuttosto perché alcuni non se lo meritano. Tutto qui. Basta leggere la Sua Parola. Quella non sono riusciti a contraffarla. Gli ha detto male, poverini ! E’ rimasta intatta e rimarrà intatta fino alla fine dei tempi.

    Non le fa Papa Francesco le regole. Non le fa la Chiesa Cattolica. Non le fanno i teologi o i giornalisti. Le regole di questo gioco le ha fatte Uno Solo. Lo sapete a chi mi riferisco? E sono quelle, solo quelle. Sono immutabili.

    Guardate che fine hanno fatto quelli che hanno pensato di potersele cambiare a loro favore : Satana e compari e quei simpaticoni dei nostri progenitori Adamo ed Eva.

    Dio è grande. Vede tutto. E state certi che giustizia sarà.

    Intanto, c’è chi si schiera dalla Sua Parte e chi ( senza nemmeno rendersene più di tanto conto ) contro.

    Ma non poteva essere altrimenti. Dio sa già tutto. E tutto è già stato esposto nel Vangelo. Avete presente il grano e la zizzania?

    Sta a ognuno di noi capire da che parte schierarsi per stare dalla parte della Verità ( l’unica che esiste ) e quindi di Nostro Padre e non dalla parte di tutto il resto.

    Buona scelta e buona ricerca.

    Giulio Rosati ( un semplice fedele )

  18. Giovanna e Angela Rispondi

    7 novembre 2014 at 15:34

    Antonio SOCCI,ero e ripeto ero una assidua lettrice dei tuoi libri, con l’ultimo libro “Francesco non è Francesco” mi hai profondamente deluso, ciò che hai scritto non è una semplice critica ma un vero e proprio attacco al Santo Padre e a tutta la chiesa. Mi sembra che il Santo Padre non ostenti ricchezza vivendo a Santa Marta e i soldi dati ai meno abbienti non sono uno sperpero ma è solo carità cristiana come ci ha insegnato Dio Padre. E poi non mi piace la frase: (San Francesco, ai potenti non parlava di pace o ambiente, ma li esortava a professare la fede cattolica; rivolgendosi ai preti non faceva Alcun accenno alla retorica sociale di sostegno alle classi popolari, ma diceva che la cosa fondamentale era tributare il massimo onore al Santissimo Corpo e Sangue del Signore e Amministrare bene l’Eucaristia). Leggendo tutto ciò, penso tu ti sia bevuto il cervello, il primo a parlare di pace è stato Gesù, ha offerto la sua vita per amore dell’umanità: L’ambiente è stato creato da Dio, e San Francesco non ha fatto altro che salvaguardarlo insegnandoci a rispettarlo, come oggi sta facendo Papa Francesco. Ricordati che solo con la pace e con il dialogo tra le varie religioni si salva l’umanità, l’ambiente e sopratutto le nostre anime compresa la tua, o forse non ti piacciono le classi popolari?

    UNA TUA EX LETTRICE DALLA SARDEGNA

    • Michela Rispondi

      4 dicembre 2014 at 16:48

      Brave Giovanna e Angela, condivido in vostro pensiero. e anche io sono una ex lettrice di Socci.
      Michela da Ceriale (Savona)

  19. Anna Maria Rispondi

    16 novembre 2014 at 17:55

    Vorrei ricordare ad Antonio, che pure stimo e di cui condivido molte preoccupazioni, un messaggio recente della Madonna a Mejugorie:
    Messaggio del 17 agosto 2014 (Ivan)
    Cari figli oggi in modo particolare vi invito a pregare per la pace. Apritevi allo Spirito Santo cari figli, che lo Spirito Santo vi guidi: in modo particolare, cari figli in questo tempo pregate per il mio amatissimo Santo Padre, pregate per la sua missione,la missione della pace. La Madre prega insieme a voi e intercede presso Suo Figlio per ciascuno di voi. Grazie cari figli perché anche oggi avete risposto alla mia chiamata.

  20. fabrizio Rispondi

    2 dicembre 2014 at 20:57

    Le tesi di Socci sono state smentite da canonisti e giuristi e considerate quisquilie dal Conclave ( unico a poter giudicare).
    Se Socci voleva fare il Dan Brown italiano, c’è riuscito. Se voleva fare una opera seria, no.

  21. Mary Rispondi

    19 dicembre 2014 at 01:50

    Ho da poco intrapreso la lettura dell’ultimo libro di Socci, premesso che nutro una profonda stima per lui, lo seguo e sono certa della sua buona fede, ammiro il coraggio che molti non avrebbero mai avuto: andare contro una grande realtà come il Vaticano, inoltre ha fatto ricerche e si è documentato prima di iniziare un lavoro così impegnativo e rischioso. In questo difficile momento di difficoltà sia per la popolazione italiana che per la Chiesa, sono felice di trovare un uomo che si batte per la verità in modo concreto! Anche a me sono venuti molti dubbi sul nostro Papa Francesco, ultimamente elogia e consola tutti tranne gli italiani cristiani, mi sembra abbia a cuore i musulmani, gli zingari, e dei poveri Italiani che vivono serie difficoltà ad arrivare a fine mese, per chi ha un lavoro, immaginiamo per chi non ce l’ha più, la disperazione degli imprenditori che presi dallo sconforto hanno scelto di farla finita, di fronte a tutto questo niente, nessuna parola di conforto. Questo fa male al cuore di chi crede nel capo della S.Chiesa. Chissà quali sono i progetti di Dio, solo Lui sa trasformare e stupire l’uomo con le sue opere. Preghiamo insieme per la Chiesa ed i suoi pastori. Gesù può tutto, apriamo il nostro cuore a Lui e non perdiamo mai di vista le sue parole che sono Verità e vita. Un abbraccio fraterno a Socci, coraggio e continua a tenerci informati. Grazie, pregheremo per te. Mary (Bs)

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