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SIAMO TUTTI CURDI

Oggi, nella piana sanguinosa di Kobane, loro sono come dovremmo essere, fanno quello che dovremmo fare, l'unica cosa sensata di fronte all'Isis: premere il grilletto. E lo stanno premendo anche per noi. Inno ai peshmerga

curdi3Certo che siamo tutti curdi, non c’è mica bisogno di scriverlo o di teorizzarlo. Qui la teoria sta a zero, come sempre quando è in gioco qualcosa di decisivo, quando la storia ti catapulta fuori dal salotto.

Siamo tutti curdi al di là, o meglio ben prima, delle nostre volontà. Siamo tutti curdi perché la sola idea di qualcosa come il Califfato ci fa vomitare, fisicamente, siamo tutti curdi perché siamo uomini occidentali, per quanto spesso anti-occidentalisti, siamo tutti curdi perché siamo vivi, e vogliamo continuare ad esserlo.

Hanno dato nuovi sensi alla parola “resistenza”, gli uomini e le donne, gli eroi di Kobane, e sono sensi nient’affatto ideologici, pratici, carnali. Aggrappati a vecchi kalashnikov e a una certezza che viene da chissà dove, forse è saldata nelle loro montagne, hanno tenuto duro oltre il pensabile contro i cani dell’Isis, dotati di mortai moderni, carri armati, sempre più numerosi. Infine, ieri, l’Occidente ha reperito da qualche parte scampoli della propria coscienza, e ha iniziato a bombardare le prime linee dell’Isis, che ormai avevano messo le mani su due terzi della città. L’ha fatto l’America, ovviamente, l’America inadeguata e riluttante e frustrante di Obama, che è tuttavia pur sempre viva, l’Europa non fa niente, sono decenni che non fa niente e chissà per quanto ancora andrà avanti. Il nostro ministro Pinotti ama vantarsi di aver mandato qualche dozzina di fucili preistorici ai curdi, peraltro nella città sbagliata, come ha ricordato su L’Intraprendente Maria Giovanna Maglie. Puro surrealismo geopolitico. L’America, perlomeno, bombarda e ferma i cani, li obbliga ad arrestarsi, a retrocedere e a restituire porzioni di città ai sovrumani peshmerga, insieme a un po’ di ossigeno, ma la situazione è in evoluzione compulsiva, offensive e controffensive si susseguono.

Certo, sono combattenti particolari questi curdi, ci ricordano da più parti le anime belle inchiodate al proprio niente, alcuni sono marxisti, ma certo, filo diretto col Pkk, come no, magari in passato li abbiamo perfino definiti terroristi. Ma uscite da Facebook e andate a ripescare il sussidiario di quinta elementare, una buona volta. Settant’anni fa due signori chiamati Churchill e Roosevelt, due tizi che incarnano un bel pezzo di Novecento, non esitarono ad imbastire una temporanea alleanza con l’armata di Stalin, per cancellare il nazismo. E voi mi fate le pulci a questi eroi, a persone come Ceylan Ozalp, gente che esaurisce il proprio caricatore e infine la propria vita per tenere l’Isis lì, e non farlo deflagrare fino a casa nostra? Impiccatevi coi vostri teoremi, noi oggi siamo tutti curdi. O almeno ci piacerebbe esserlo, ci piacerebbe essere fieri, ancorati al proprio mondo, indisposti all’annacquamento valoriale ed esistenziale e consci del pericolo supremo, come loro. Perché i curdi sono come dovremmo essere, oggi, nella piana sanguinosa di Kobane, fanno quello che dovremmo fare, chiamano il Mostro come deve essere chiamato. Non è una minaccia da contenere, come pure è scappato all’amministrazione meno genuinamente americana della storia, e facciamo ancora fatica a scriverlo. Non è qualcosa da “erigere a interlocutore”, ma questo può avvenire solo in Italia, può balbettarlo solo un Di Battista qualsiasi, vada a dirlo a loro, caro vicepresidente della Commissione Esteri, vada a parlare d’interlocuzione e delle ragioni dell’Isis ai peshmerga scolpiti nella pietra che lo stanno combattendo colpo su colpo, pallottola su pallottola, vita su vita. No, l’Isis è semplicemente qualcosa da annientare, è morte che va contraccambiata con la stessa moneta, è qualcosa di ancor più profondo di uno scontro di civiltà, è incompatibilità umana. L’unica reazione degna all’Isis è premere il grilletto, e lo stanno facendo anche per noi, questi combattenti inestirpabili dalla loro terra e dalla loro ragione di vita, non assoggettarsi mai e per nessun motivo, tantomeno al Califfo nero, tenere le posizioni nonostante tutto, nonostante i numeri, le forze in campo, la tecnologia, i grandi eserciti vigliacchi come quello turco, seduto a braccia conserte sopra la propria nullità. Nonostante quest’Occidente vile, ipocrita, truffaldino. Nonostante le munizioni finite, ci sono sempre le pietre, e dopo ci saranno le mani. Venite cani, dicono in questi giorni i comandanti peshmerga, Kobane sarà la nostra tomba, ci dite qualcosa che sappiamo già, viviamo da sempre con la morte al fianco, ma sarà anche la vostra. Sì, siamo tutti curdi.

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di on 10 ottobre 2014. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

25 commenti a SIAMO TUTTI CURDI

  1. Riccardo Pozzi Rispondi

    9 ottobre 2014 at 07:02

    Si, si….. come eravamo tutti osseti, siamo stati tutti ingusceti, perfino tutti americani. In realtà non ci siamo mai spostati dall’essere tutti codardi.

  2. maboba Rispondi

    9 ottobre 2014 at 08:22

    Chiaro e nitido. Troppo per noi “occidentali”, ormai invischiati in diatribe sul sesso degli angeli. Il peggio è che anche quell'”amministrazione meno genuinamente americana della storia” si caratterizza quasi solo per il buonismo del “love is love”.

  3. Liutprando Rispondi

    9 ottobre 2014 at 10:08

    No, non sono curdo. L’occidente commette sempre lo stesso errore: voler far da padrone in casa d’altri per poi farsi ospite in casa propria.

  4. Albert Nextein Rispondi

    9 ottobre 2014 at 10:55

    Troppo entusiasmo.
    Io non mi fido dei curdi , non mi fido dei peshmerga.
    So che lottano per il loro popolo, che cercano indipendenza e vogliono riunirsi in una nazione tra Turchia, Iraq, e non so che altro.
    Bravi.
    Sparino pure ai terroristi islamici, si facciano giustizia.
    Lottino per affermarsi come popolo e nazione.
    Lo apprezzo.

    Ma non mi fido di loro.

    Io sono un italiano vessato, una specie di suddito bancomat che ha già i suoi guai che sono piuttosto diversi da quelli curdi.
    Nella mia lista dei problemi da risolvere non c’è l’isis in prima posizione.
    C’è lo statoladro.

    • Talita Rispondi

      9 ottobre 2014 at 20:13

      Caro Albert,
      in una recente intervista Antonio Martino ha fatto questa riflessione:
      _____________
      «Nel 2020, cioè dopodomani, ci saranno nel mondo un miliardo di maschi tra i 15 e i 29 anni (…) Su un miliardo, 65 milioni saranno europei, 300 milioni musulmani. La maggior parte di loro proverranno dal Medio Oriente e dalla sponda a sud del Mediterraneo: con le tecnologie militari di una volta questa sproporzione sarebbe stata sinonimo di conquista».
      _____________
      D’altra parte, quelli dell’Isis sono altrettanto eloquenti e ci mandano a dire, tra l’altro:
      “Conquisteremo la vostra Roma, spezzeremo le croci e faremo schiave le vostre donne, con il permesso di Allah”, per non parlare dei loro incitamenti agli adepti, tipo
      «Attaccate i civili. Uccidete i miscredenti in qualunque modo possibile e immaginabile».

      Ora, mica ti do torto sullo Stato ladrone, ma non vorrei svegliarmi una mattina e trovarci tutti un po’ cambiati:
      voi maschietti, con una selvaggia barba salafita; noi femminucce, mascariate e impacchettate in un burqa.

  5. Talita Rispondi

    9 ottobre 2014 at 12:07

    Bravissimo, Giovanni!
    Peccato che le parole non siano proiettili.

  6. filippo Rispondi

    9 ottobre 2014 at 12:43

    Fino a quando un’Europa che non c’è sarà chiamata a partecipare dagli schermi televisivi a questa offesa all’umanità degna del nazismo peggiore, ed oltre quel disastro vi è poco di citabile. Il ritardo evolutivo in quei luoghi in crescita democratica dovuto a storie e sistemi di governo filoreligiosi o in identificazione con essi, non giustifica il non esserci ed assistere a massacri di tal fatta ad opera di macchine disumane al servizio di poteri che non conoscono. Il terrore si batte con la guerra al terrore e la guerra si fa con gli uomini sul campo a presidiare ed anche morire. Il resto è viltà.

  7. Marco Beltrame Rispondi

    9 ottobre 2014 at 13:11

    Caro Direttore, il suo editoriale guerrafondaio mi lascia di stucco, anche perche’ Lei afferma che sostanzialmente se alcuni di questi curdi sono terroristi non e’ un problema perche’ tanto ammazzano l’ISIS.
    Le ricordo: i talebani andavano bene in funzione antirussa, l’ISIS andava bene in funzione anti Assad (per non parlare dei soldi dati dal Qatar che adesso e’ contro di loro!).
    La “temporanea alleanza” che Lei cita per la Seconda Guerra Mondiale ha portato alla cortina di ferro, senza contare che si e’ formata solo perche’ Stalin e’ stato tradito da Hitler…
    Per me questa “guerra” e’ una tragedia perche’ frutto di decisioni di geopolitca completamente miopi, e adesso si deve, purtroppo, risolvere con la violenza.
    Ma non mi dica che l’unica soluzione e’ premere il grilletto. Ce ne erano altre di soluzioni, prima, che pero’ gli Stati Uniti e l’Europa hanno distrutto finanziando quelli che adesso vogliono il califfato islamico. Ormai e’ tardi, purtroppo, ma io non gioisco nel vedere la gente che si ammazza tra di loro, pur non essendoci altre scelte.

    • Laura S Rispondi

      9 ottobre 2014 at 13:39

      L alleanza tra Russia e Stati uniti ha in primis portato alla sconfitta del nazismo enon è poco, meglio la cortina di ferro dell Europa in mano ai nazional socialisti.
      Anche a me è sempre piaciuto ripetermi di essere contro le guerre e contro molte lo sono stata, arriva però un momento, come giustamente ci ricorda il direttore Sallusti, in cui bisogna scegliere da che parte stare al di là di ogni ragionevole dubbio ed agire di conseguenza. Questo a mio avviso è quel momento storico, e io ho scelto, l is va fermato per tutto quello che fa e rappresenta, a qualsiasi prezzo.

    • Talita Rispondi

      9 ottobre 2014 at 15:28

      Marco Beltrame, mica ho capito il succo del tuo discorso.
      Dunque:
      – non ti piace l’editoriale guerrafondaio, ma infine dici che adesso non c’è altra scelta;
      – usi una serie di imperfetti indicativi (quelli andavano bene allora e quegli altri pure): ciò significa che oggi non vanno bene per niente. O sbaglio a interpretarti?
      – per te questa guerra è una tragedia: invece per gli altri è una festa?
      – poi dici che purtroppo la situazione “si deve risolvere con la violenza”, ma a stretto giro redarguisci “Ma non mi dica che l’unica soluzione e’ premere il grilletto”.

      Scusa, Beltrame, ma qual è allora la soluzione secondo te?
      Magari offrire anche la tua testa ai tagliagole?

      • Luca Beltrame Rispondi

        9 ottobre 2014 at 20:56

        La soluzione non e’ piu’ praticabile: evitare di immischiarsi negli affari degli Stati esteri con il pretesto di importare democrazia, ma con il solo scopo di aumentare la propria influenza. Cosa che gli Stati Uniti hanno fatto benissimo (e che la Russia sta facendo altrettanto).

        L’Isis l’abbiamo creato noi (inteso come l’Occidente supino) con la complicita’ doppiogiochista degli Stati arabi. Quindi l’azione degli Stati Uniti e la guerra contro l’Isis sono errori che si sommano.

        Prima i “ribelli” andavano bene perche’ combattevano Assad, poi la situazione e’ sfuggita di mano, e di colpo sono diventati cattivi (lo sono sempre stati, ma sono stati armati!) In piu’, i “santi curdi” rischiano di essere una mina uguale (ricordo che ci sono membri del Pkk tra le loro file).

        Nessuno sembra aver imparato dai tempi della Guerra Fredda…

        Da ultimo, la guerra e’ solo miseria e morte (cosa c’e’ di giusto in questo?), perche’ e’ cio’ che rimane quando questa finisce (non sempre c’e’ un piano Marshall). Ideali o meno, alla fine si conteranno solo i morti. E chiunque e’ stato responsabile dello scempio (sia l’Isis che lo stolto Occidente, per non parlare della non esistente Europa) sara’ doppiamente colpevole per questa strage.

        Anche la II guerra mondiale, tanto cara a questo giornale, e’ stata innanzitutto una tragedia, non una lotta per la liberta’, e tra i vincitori vi era anche un dittatore crudele e spietato quanto (se non piu’) Hitler.

        • Talita Rispondi

          9 ottobre 2014 at 22:43

          Beltrame, io non ti voglio sfinire, ma la mia domanda è tuttora inevasa:
          detto tutto ciò che hai detto, qual è la soluzione secondo te?
          Facciamo i pacifisti e ci arrendiamo?

          • Marco Beltrame

            9 ottobre 2014 at 23:59

            Purtroppo adesso che la frittata e’ fatta, la forza e’ l’unica opzione. Tuttavia, a differenza di questo articolo, non ne sono felice.

    • Giovanni Sallusti Rispondi

      9 ottobre 2014 at 20:24

      Caro Beltrame, lei parla con lo stesso puntiglio e la stessa giustezza formale che ostentavano Chamberlain e Daladier a Monaco. Può farlo, perché il suo mondo, come il mio, è quello del privilegio. Ma lì, di fronte al nuovo nazi-islamismo, valgono solo le parole di Churchill. «Lacrime e sangue». Dio, o chiunque per lui, ci conservi i peshmerga

      • Marco Beltrame Rispondi

        9 ottobre 2014 at 21:31

        Lei goda pure nel veder morire i nemici. Io non la fermero’ perche’ non sono certo un pacifista “progressista”. Ma non posso certo pensarla come Lei. Soprattutto perche’ l’Occidente e’ responsabile di aver creato questo mostro, che adesso deve combattere perche’ gli e’ sfuggito di mano.
        Morti su morti nel tentativo di “esportare la democrazia” senza metodi pacifici…e il brutto e’ che ormai non si puo’ fare altro che sparare.
        Se Lei veramente crede in quello che dice, dopo la fine dell’Isis, se ci sara’, cerchi di lavare via il sangue dei morti e della distruzione, di entrambe le parti.

        • Talita Rispondi

          10 ottobre 2014 at 15:08

          Un tempo, un’oca giuliva che si credeva assai spiritosa fece una sciocca parodia di Oriana Fallaci, prima deridendone il cancro e poi facendole dire: “Amo la guerra, perché mi fa sentire viva”.

          La risposta di Oriana fu:
          ____________
          «Giovanotta, essendo una persona civile io le auguro che il cancro non le venga mai. Così non ha bisogno di quell’esperienza per capire che sul cancro non si può scherzare. Quanto alla guerra che lei ha visto soltanto al cinematografo, per odiarla non ho certo bisogno del suo presunto pacifismo. Infatti la conosco fin da ragazzina, quando insieme ai miei genitori combattevo per dare a lei e ai suoi compari la libertà di cui vi approfittate».

          • Luca Beltrame

            10 ottobre 2014 at 17:01

            Se permette, Oriana Fallaci non ha nulla a che vedere con l’Occidente che ha creato l’Isis che adesso sta cercando di eliminare.

          • Talita

            10 ottobre 2014 at 17:49

            Domanda:
            Luca Beltrame e Marco Beltrame sono un duo intercambiabile?
            Sto andando in confusione.

          • Marco Beltrame

            10 ottobre 2014 at 18:39

            Non scomodi la Fallaci. Lei e’ contenta che si uccida per evitare di essere invasi? Non c’e’ altra scelta, ma secondo Lei io dovrei essere contento della guerra? O di dover foraggiare gente che magari tra 2-3 anni fara’ le stesse cose dell’Isis?

            La Fallaci voleva la completa distruzione di certi Stati arabi dopo l’11 settembre, opinione rispettabilissima alla quale pero’ io non ero per nulla d’accordo (infatti si e’ visto come ha funzionato bene con i tentativi fatti a meta’ in Afghanistan e Iraq).

  8. peter46 Rispondi

    9 ottobre 2014 at 14:34

    Due sole osservazioni,Direttore.
    La prima è che bisognerebbe mettere un po di “bavaglio” ad una parte dell’informazione ed a una parte di internet:una bandiera issata sul tetto di un palazzo a qualche kilometro dal centro di Kobane non si dovrebbe far passare per giorni nei media come la ‘caduta di Kobane’.E questo affermato da fonti Curde.
    La seconda è che se i DUE SIGNORI del Novecento “Churchill e Roosevelt non esitarono ad imbastire un’alleanza con Stalin per…”come mai ‘due signorini’ del nuovo millennio non devono non “imbastire una nuova alleanza per debellare il nuovo nazismo”?(che è sempre a seguire il suo ragionamento…forse è anche la seconda volta che lo scrivo in un suo articolo,forse…).(Certo,se mentre uno sta per cadere…arriva qualcun altro(nemico,s’intende ma alleato dell’altro)dietro le spalle a dargli il colpo di grazia….ma non è il momento).C’è l’isis…e speriamo non la geopolitica americana.

  9. adriano Rispondi

    9 ottobre 2014 at 14:43

    “..quando la storia ti catapulta fuori dal salotto.”Ho letto con amarezza alcuni commenti incomprensibili al suo articolo precedente sull’argomento che condividevo totalmente ,come questo.Che importanza abbia se i curdi sono comunisti non si sa.Oggi come ieri di fronte ad una minaccia mortale non si fanno distinzioni con chi è disposto a combatterla.A me poi i curdi,politica a parte,sono sempre stati simpatici perchè portatori di una richiesta di libertà sempre negata con la violenza.Anch’io oggi mi sento curdo e vorrei poter fare qualcosa di più che qualche chiacchiera inutile.Spesso,quando si credeva di poter vivere in pace,mi sono chiesto come si fa ad accettare di morire in guerra e per quale causa.Eccola.E’ là.

  10. Antonino Arconte Rispondi

    10 ottobre 2014 at 00:37

    Sono rassegnato a sentire discorsi ambigui su situazioni chiare come questa. Condivido l’articolo. Siamo tutti Kurdi, senza se e senza ma, altrimenti saremmo tutti musulmani integralisti e farabutti, come l’ISIS o Al Qaeda! Non c’è altro da scegliere!

  11. Talita Rispondi

    10 ottobre 2014 at 20:35

    Marco Beltrame, se mi prometti che a breve non si materializzeranno anche gli altri due evangelisti Beltrame, ti rispondo tranquillamente.

    Prima di tutto io scomodo chi mi pare.
    In secondo luogo, il punto NON è Oriana Fallaci, ma il concetto da lei espresso sui pacifisti blablaisti: concetto che avrebbe potuto esprimere anche una Fallacia Oriani, purché intelligente.

    Mi spiego meglio: non mi sembra molto interessante chi, come o perché abbia creato Isis. Isis esiste.
    Allora mettiamola così: immaginiamo che uno scienziato pazzo abbia creato l’Hiv.
    Che dobbiamo fare? Cerchiamo una cura o no? Oppure ci lasciamo infettare per non uccidere il virus?
    E qui saluto caramente sia te sia il tuo doppio, perché non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

    • Luca Beltrame Rispondi

      11 ottobre 2014 at 09:14

      Prima che lei dica “evangelisti”: sono due nomi diversi, quindi si suppone siano due persone diverse, no? (Infatti siamo fratelli)

      Ammette o no il rimpianto per questa guerra che si’, si poteva evitare? Il nocciolo della questione e’ questo: rammarico (e anche odio per la guerra, se permette) perche’ si e’ arrivati a questo disastro. Essere realisti (ammettere che non c’e’ alternativa) non significa approvare, o men che meno *lodare* questo stato di cose, o ammantarlo di ideologie inesistenti (chi e’ la’ lotta per sopravvivere, non certo per la “liberta”‘).

  12. Giorgio Di Egidio Rispondi

    14 ottobre 2014 at 22:00

    Condivido toto corde il contenuto dell’articolo.
    L’Europa, imbolsita ed inutile, si è accovacciata sull’orlo della fossa comune nella quale saranno sepolti l’orgoglio ed il coraggio dei combattenti Kurdi !!!
    Tralascio le considerazioni sugli USA,troppo impegnati a cercare di uscire dall’ennesimo looping di insipienza strategica per poter uscire dalle paludi del Califfato salvando la faccia.
    Mi permetto una modesta considerazione sul ruolo della Turchia : mai, dai tempi del massacro di Srebrenica, si è visto un comportamento talmente vergognoso. I turchi attendono comodamente seduti nei loro tanks che l’ISIS stermini i Kurdi ( cosa che, per altro,loro stessi fanno in modo efficiente da anni) . Come dire, hanno appaltato a terzi il lavoro !!! E Bruxelles li blandisce per entrare nell’Ue !!!!
    Che pena !!!!

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