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Flirtare con Putin ci serve

Caro direttore,

ho letto con gran divertimento l’editoriale su Putin pubblicato da L’Intraprendente. Però devo confessare che il colbacco che mi hai piazzato in testa mi va un po’ stretto e fa pure caldo, nonostante siano giorni di maltempo. Mi piacerebbe restituirtelo, ma penso che lo terrò. Anche perché mi sembra poco utile a rinfrescare le idee, cosa di cui ci sarebbe molto bisogno. Una delle grandi lezioni dell’America, che l’Intraprendente ammira tanto, è l’utilizzo della realpolitik, in tutte le forme e i modi, anche i più feroci. Non tiriamo in ballo i valori, la democrazia, l’Occidente e tutte le belle parole che servono a consumare carta. Basterebbe la realpolitik a convincerci che non possiamo fare a meno di Vladimir Putin.

Putin, l'angelo del gasMatteo Salvini dice bene, quando sostiene che l’idea europea delle sanzioni è folle. Perché ci penalizza. Ci fa perdere milioni. Ci preclude un mercato – e mi sembra che voi lo amiate, il mercato – fondamentale per le nostre aziende. In televisione vediamo immagini di agricoltori strangolati dalle tasse e dai vincoli europei, costretti a distruggere i loro raccolti. Vediamo imprese che scappano all’estero o dimezzano gli stipendi. E noi ci permettiamo di perdere la Russia? Abbiamo davvero le forze per rifiutare le commesse che ci potrebbero venire da Mosca? Salvini ha citato un dato non indifferente: il solo Comune di Mosca ha a disposizione 20 miliardi da spendere in opere pubbliche. Renzi, a proposito di manovra, parlava di 24-25 miliardi. Ci rendiamo conto delle proporzioni? Delle possibilità che ci sarebbero? Il discorso potrebbe essere concluso così: siamo alla canna del gas, abbiamo bisogno di soldi e bisogna prenderli dove ci sono. Ma noi le rifiutiamo in nome di chissà quali ideali. Siamo pronti a berci qualunque porcheria antirussa: Putin che discrimina i gay, Putin che incarcera le Femen… Già, quelle che vanno a protestare (per chissà cosa) sul sagrato di una chiesa senza vestiti. Probabilmente finirebbero in galera anche qui. Diciamo che Putin è antidemocratico, che è un dittatore, che strappa i cuori degli oppositori a mani nude. Siamo liberi di crederlo. E di preferire Obama, uno che viene scaricato anche da quelli che fino a un paio di anni fa giuravano di morire per lui.

Spesso l’Intraprendente si occupa – giustamente – dei pericoli del terrorismo islamico. Ancora una volta, bisogna dare ragione a Salvini. Putin è un alleato nella lotta all’islam radicale. Basta vedere quello che stanno combinando gli americani tra Siria e Iraq. La loro gestione non ha fatto altro che dare impulso al Califfato islamico. Ha compattato il fronte estremista, riavvicinando al Nusra, l’al Qaeda locale, allo Stato islamico. Eppure, fino a pochi mesi fa, le due fazioni erano in lotta. Anzi, i famosi oppositori di Assad – tanto supportati dagli Stati Uniti, anche in funzione anti russa – si dicevano disposti ad allearsi persino con i qaedisti, piuttosto di far fuori “il tiranno”. Vogliamo continuare? Non mi sembra il caso. Se la scelta è fra un’Europa che volontariamente, da anni, porta avanti politiche che hanno come unico scopo quello di impoverire la popolazione – in primis i privati – e che causano morie di imprese, e Vladimir Putin, beh… Tutta la vita con il secondo. Sarà brutto e cattivo, puzzerà pure. Ma la sua faccia è preferibile a quella della morte certa (economica, e non solo, purtroppo) che ci presenta questa Europa.

Tovarish

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di on 15 ottobre 2014. Filed under Senza categoria. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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