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La linea la detta Luxuria

Berlusconi invita a cena la trans per «prendere appunti sulle unioni civili». Dopo il patto con Renzi siamo all'ultimo step: farsi istruire da un'ex comunista dell'Arcigay, un tempo considerato il male assoluto

pascale cav luxuria«Io parlavo e Silvio prendeva appunti». Detta così, cosa c’è di male in questa frase?

In fondo segnarsi le massime di qualcuno non è un atto eccezionale, ma doveroso di fronte una persona di alto calibro. Lo fa l’alunno coi professori e i docenti universitari così come dovrebbe farlo un politico o un ministro di fronte a illustri esempi di buongoverno. Avremmo voluto vedere i nostri Craxi, Andreotti, Amato o la più recente Maria Elena Boschi andare a lezione da lady Thatcher o Ronnie Reagan oppure i nostri Poletti, Giovannini, Ferrero prendere qualche appunto da José Piñera, il ministro che in due anni privatizzò le pensioni donando al Cile uno dei sistemi più sostenibili al mondo.

Peccato che il maestro, o meglio la maestra, sia in questo caso Vladimir Luxuria. Quel politico/a che, fino a qualche anno fa, stava sui banchi opposti di Montecitorio, nel partito più a sinistra della traballante coalizione di Romano Prodi. Quel partito che, più degli altri, additava ogni due per tre Berlusconi come il Caimano di Arcore, lo Psico-nano, l’Arcinemico indegno. Certo il mondo è cambiato come del resto il vento: ora il compagno Vladimir, al secolo Wladimiro Guadagno, non si identifica più sotto l’egida della falce e del martello ma, al contrario, esprime simpatia per Forza Italia ed in particolare con la fidanzata del Cav Francesca Pascale con cui è entrata in amicizia. Perché, dice, la battaglia per i diritti civili di omosessuali e transessuali non ha confini.

«Berlusconi – ha dichiarato al Corriere della Sera – è d’accordo. Mi ha detto che sosterrà il progetto di unioni civili alla tedesca che Renzi vuole presentare, compresa la stepchild adoption». Bene, forse stupiremo e deluderemo qualche lettore ma siamo in parte d’accordo: i diritti civili ci vogliono, pur con forti riserve sull’adozione. Il problema, quindi, non è la probabile adesione di Forza Italia al progetto di legge del governo (altra stampella a Renzi) ma il mondo che Berlusconi ha iniziato a frequentare. Quello iper-ideologico e sindacalizzato dell’Arcigay, associazione di stampo sinistrorso ed estremista. Il mondo che considera ogni opinione legittima contraria al matrimonio gay come un delitto di opinione, degno di essere censurato e sottoposto a fatwa “democratica”.

Un movimento che si schiera apertamente con i centri sociali che manifestano per la scuola pubblica. «Sosteniamo le istanze dei giovani di questo Paese e dei lavoratori della scuola – come spiega il responsabile Scuola Davide Zotti – e condividiamo con loro la grande preoccupazione per un sistema scolastico fragile, che si va via via indebolendo sotto i colpi dei tagli, di un’allarmante esternalizzazione, e di una progressiva dismissione di quel patrimonio pubblico, che lo trasforma in un bene di mercato, smantellandone la rilevanza costituzionale. Abbiamo tutte e tutti bisogno di una “buona scuola”, una scuola pubblica, laica, gratuita, aperta alle differenze, capace di educare alla libertà anziché soffocarla».

Ecco il barcone con cui Berlusconi si sta imbarcando. Con buona pace della rivoluzione liberale da tempo (immemore) dimenticata.

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di on 15 ottobre 2014. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

9 commenti a La linea la detta Luxuria

  1. Ruggero Rispondi

    15 ottobre 2014 at 10:11

    Troppo buono, Matteo Borghi. I rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso devono rientrare nella sfera privata di ognuno. Così pure l’aspetto morale. La legittimazione e l’esaltazione di queste modalità di vita nascono dall’esigenza di lenire i sensi di colpa conseguenza di queste devianze. Le lobby gay hanno il potere di condizionare politica e media in questa direzione e i risultati si vedono. Nascono così leggi immorali ma anche criminali perché contribuiscono all’estinzione di una civiltà.
    Quanto a Berlusconi, è un personaggio confuso, non sa più dove appigliarsi per recuperare consensi, mi provocava rabbia, ora solo pena e non me la sento più di criticarlo.

  2. sergio Rispondi

    15 ottobre 2014 at 12:18

    « mi ha portato pure nella sala del Bunga Bunga !»

  3. Marco Rispondi

    15 ottobre 2014 at 12:39

    Un’idea liberale passa anche da una mente liberista ed il povero confusionario Berlusconi ben lo sa,proprio lui poi.Ma perché aspettare l’indottrinamento della Pascale o di Luxuria( non conosco il nome del signore citato e me ne dolgo) e non far partecipi invece i radicali,vedi l’ottimo Capezzone,ad arricchirsi di cultura vera di liberalità e liberismo.Ma tutto dipende da come si alza al mattino probabilmente.

  4. ultima spiaggia Rispondi

    15 ottobre 2014 at 13:11

    Quando uno non ci sta più con la testa dovrebbe farsi curare.

  5. Talita Rispondi

    15 ottobre 2014 at 17:21

    “Durante il fine settimana gli avvoltoi s’introdussero attraverso i balconi della casa presidenziale”:
    è l’incipit di “L’autunno del patriarca”, dove si parla anche di “putrefatta grandezza”.
    E lui, Zacarias, si ritrova a vivere l’ultima parte della sua esistenza circondato da tipastri che mendicano favori e da tipastri che sanno solo adulare per ottenere.

    Ho visto il selfie Pascale-Berlusconi-Vladimiro: che pena!

  6. luigi bandiera Rispondi

    15 ottobre 2014 at 22:39

    Non c’e’ niente da fare:

    SIAMO IN PIENA SODOMA E GOMORRA..!!!

    Auguri

  7. giovanni Rispondi

    15 ottobre 2014 at 22:53

    E’vero che ormai c’è ancora in giro di tutto e di più, Berlusconi e Luxuria compresi.Forse è giunto il momento che almeno nel caso dell’ex cavaliere qualcuno si prenda la briga di decidere il da farsi.E chi di grazia?La Magistratura? la Psichiatria? Molti propendono per il secondo caso.

    • Talita Rispondi

      16 ottobre 2014 at 10:12

      Nel caso di Berlusconi, la Magistratura – ossia quella parte di Magistratura assatanata contro il classico capro espiatorio – ha ormai fatto del suo peggio.
      E, tutto sommato, ha fallito.

      La psichiatria, poi, non c’entra per niente, e sono i FATTI a confermarlo, fermo restando che gli insulti non servono a nulla.
      Non è pazzia, è il “pro domo sua” di ciceroniana memoria. Oggi Berlusconi privilegia la salvaguarda del suo lato B e dei suoi interessi imprenditoriali.
      È quindi tutt’altro che pazzia. È una reazione assolutamente “umana”, che però non si riesce a perdonare a un’ex speranza per tutti i VERI liberali.

      • giovanni Rispondi

        17 ottobre 2014 at 16:04

        Certo,anche le più incredibili giravolte,possono essere dettate da un tatticismo al momento non valutabile (ora corre dietro a Luxuria e prende appunti!).E’già successo.Ma siamo giunti oltre ogni possibile comprensione e giustificazione.Il voto serio e ponderato non può più seguire un osceno e indigeribile vai e vieni ormai accettabile solo da chi ha smarrito anche un briciolo di dignità e di rispetto per se stesso.Non si tratta di emettere un giudizio ma le parole economia e umanità vanno lasciate alla loro dignità,cioè da parte.Lasciamolo dire e fare tutto quello che vuole ma senza esserne coinvolti.Non si tratta più di giudicare Berlusconi ma di giudicare noi stessi.

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