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Lettera a un’eroina di Kobane

Ti era rimasta solo una pallottola, splendida diciannovenne curda, e l'Isis era a pochi metri. Li hai combattuti finché hai potuto, e oltre. E poi, fai questo atto immenso: ti spari. Perché loro non ti avranno mai, perché fanno schifo, e perderanno. Se ora non faremo qualcosa, Ceylan Ozalp, sputaci addosso per l'eternità

islamNon c’è nessun modo accettabile di iniziare questo pezzo. Eppure va scritto, è il massimo che qui possiamo fare, anche se è ampiamente sotto la soglia del minimo.

Perciò lo inizierò così, cara Ceylan Ozalp, come se ti conoscessi e mi potessi permettere di evocarti anche ora, che non sei più. Ma non è vero neanche questo, tu sei sempre lì, splendida, ritta di fronte all’Orrore, e alla nostra coscienza sporca di occidentali imbelli. Tu sei fissa, cristallizzata per sempre nell’attimo in cui hai premuto il grilletto, la pistola stretta alla tua tempia, e noi stiamo per sempre a guardarti, muti e schifati da noi stessi. Perché tu, diciannovenne fiera e quasi spudorata nella tua età felice, avevi scelto di negarla, di prendere quella decisione che un uomo cinquantatreenne asserragliato in uno Studio Ovale non ha il coraggio di prendere, di mettere i piedi sul terreno, contro l’Isis. Sparavi e combattevi e urlavi la tua libertà, inarrivabile donna peshmerga, scrutavi il mostro nelle pupille e gli giravi contro il suo canovaccio, invertivi il suo cosmo perverso. Le donne velate, infibulate, sottomesse, bastonate, stuprate, vendute al mercato del Califfo? Venite a dirmelo qui, bastardi, venite a prendermi, mi chiamo Ceylan Ozalp, ho diciannove anni, sono curda, e non ho paura di voi, vi combatto fino alla morte e oltre, vi ridicolizzo col mio stesso esistere e col mio gesto finale, di cui non sarete mai all’altezza. Voi vi uccidete vigliaccamente, per provocare il dolore altrui senza pagarne lo scotto, io uccido solo me stessa, qui e ora, perché voi non vincerete mai, voi non avrete mai me e i miei diciannove anni, voi fate schifo, e perderete.

Non avevi più munizioni, Ceylan Ozalp. O meglio, te ne era rimasta una. Periferia di Kobane. Le belve arrivano. Sono molte di più e soprattutto sono molto meglio armate (che schifo, Ceylan Ozalp, non siamo nemmeno riusciti a mandarti fucili degni di questo nome, non valiamo una tua unghia). Tu e tuoi compagni, i gloriosi combattenti curdi, avete resistito oltre ogni limite umano. L’esercito di Ankara, un esercito vero, moderno, che ha divisioni corazzate, vi guarda in silenzio e a braccia conserte, non sono degni nemmeno di pronunciare il tuo nome, la geopolitica non è niente, tu, in prima linea, sei tutto. Hai combattuto anche per loro, anche se lo negano, piccoli ominicchi di sottogoverno, hai combattuto anche per noi, hai combattuto anche per me, Ceylan Ozalp. E come se non bastasse, fai questo atto immenso, che ci consegna tutti alla nostra nullità. Una cartuccia ancora. Le belve a pochi metri. Li guardi, Ceylan Ozalp. Non sei mai stata così bella, non ha mai avuto così ragione, il tuo sguardo inghiotte il mondo, con loro dentro. E con noi. Noi che possiamo stare qui, a scrivere, mangiare, amare, respirare, prendere in giro il tempo come più ci aggrada, noi che possiamo non incrociare l’Orrore perché ci sei tu a tenerlo a bada. Scompariamo nelle tue pupille, Ceylan Ozalp, siamo troppo piccoli perfino per dirti grazie, possiamo solo stare lì a guardare, mentre ti spari. Tu sei troppo, Ceylan Ozalp, perché loro possano permettersi solo di condividere il tuo ossigeno. Loro tagliano la gola a prigionieri inermi, loro mettono in fila uomini nudi e gli sparano addosso, come birilli, loro non sanno nulla dei tuoi diciannove anni e non sanno nulla di quello che sei, non sanno nulla della libertà. Sono spazzatura da buttare, non ti avranno mai.

L’ultima pallottola per te, Ceylan Ozalp, l’ultima pallottola per divincolarti definitivamente dalle nostre miserie, una morte che vale più di qualsiasi vita. A diciannove anni, non hai arretrato di un metro di fronte all’Isis, lo hai colpito finché hai potuto e oltre, e poi ti sei uccisa, perché questo mondo non ti meritava, Ceylan Ozalp, perché noi non ti meritiamo. Se non faremo qualcosa in più, qualcosa di risolutivo, nemmeno di fronte a questo, nemmeno di fronte all’enormità di una diciannovenne che nega se stessa anche per noi, sputaci addosso per l’eternità, Ceylan Ozalp.

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di on 8 ottobre 2014. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

18 commenti a Lettera a un’eroina di Kobane

  1. adriano Rispondi

    7 ottobre 2014 at 14:49

    Bravo.E basta.

  2. SiDai Rispondi

    7 ottobre 2014 at 14:54

    Eroina moderna, bello questo articolo… peccato che nessuno ne parla… evito di dire che se fosse stata palestinese.. vabbeh..

  3. marisa dapelo Rispondi

    7 ottobre 2014 at 15:08

    troppo perfetto per essere commentato, mi fermo qui, grazie Giovanni

  4. peter46 Rispondi

    7 ottobre 2014 at 15:16

    Sputaci addosso anche tu…Arin Mirkan che,qualche giorno prima,ti eri fatta kamikaze,dopo aver ‘consumato’ le tue munizioni,contro gli stessi jadhisti assassini contro cui anche tu avevi finito le munizioni…e lo facciano anche le tue due bambine,rimaste senza madre,come risposta a quel ‘qualcuno’ che ‘sul vostro’ sangue versato,ci viene a dire che ci vorranno dieci anni ad una coalizione di 30 nazioni,per poter debellare i 30.000/100.000 ‘tagliagola’ dell’is.
    Tolto Saddham son ‘rimasti’,allora,i peggiori di lui,se ci vuole così tanto ad una coalizione col ‘meglio’ del mondo per averne ragione?

  5. maurizio Rispondi

    7 ottobre 2014 at 18:16

    Non poteva far meglio Direttore Sallusti.Grazie.Ceylan resterà per tutte quelle che dietro un burka o un velo di costrinzione non potranno mai godere della libertà di esser donne, belle o no che siano, ma libere di vivere o “morire per la libertà di vivere”.Direttore lei ci mette di fronte ad uno specchio dove non possiamo che vedere disagio e sentire un profumo di viltà.

  6. Gegè Moscarda Rispondi

    7 ottobre 2014 at 20:16

    A parte la discutibile apologia del suicidio, non è affatto certo che la bella Ceylan Ozalp sia morta (per fortuna), anzi, fonti curde la dànno per viva e attiva su un altro fronte, anche se mi rendo conto che questo vi rovini la festa. Vi lascio un link al sito del Daily Mail (leggete la seconda parte dell’articolo): http://www.dailymail.co.uk/news/article-2782092/Mystery-surrounds-fate-Kurdish-female-fighter-poster-girl-reports-emerge-killed-bullet-avoid-taken-hostage-ISIS.html

    • peter46 Rispondi

      7 ottobre 2014 at 21:45

      caro u gegè…grazie del link che mi/ci hai fatto conoscere,ora puoi riprendertelo e mett…postarlo in altri siti anche a loro ‘sconosciuto’…fosse vero che sia viva:una in più a combattere quegl’assassini(concordo con te:’per fortuna’).Tranquillo,non mi/ci hai per niente rovinato la festa…ero/eravamo già alla fine del bunga-bunga(normalmente lo faccio/facciamo durante le ore di lavoro,non sul tardi,come…),o pensavi che ero/eravamo intenti a piangere come avresti voluto vedermi/ci?Grazie ancora…e fatti vedere…più spesso.

      • Gegè Moscarda Rispondi

        8 ottobre 2014 at 00:30

        Allora Pietro, sperando che sia meno duro del nome che porta e visto che la festa l’avete già finita e che le lacrime, evviva!, preferite berle piuttosto che versarle, v’informo (ed è già la seconda notizia che vi passo gratis) che i guerriglieri curdi, i quali peraltro le stanno buscando alla grandissima e battono in ritirata con la coda in mezzo alle gambe, sono comunisti, con tanto di bandiera rossa e falce e martello, oltre a essere (stati) classificati da USA e UE come terroristi. E, se dovessero avere la meglio (ma tranquilli, è solo un’ipotesi di scuola, ché loro sanno solo prendere ceffoni), non crediate che restituiscano le armi; mica hanno l’anello al naso! Le useranno contro i loro ulteriori nemici, magari gli stessi fantocci messi dagli yankee a governare il nuovo Iraq democratico post Saddam. Vi ricordate i mujahidin che erano alleati degli USA contro i sovietici nell’Afghanistan degli anni ottanta, quelli visti pure nel film “Rambo III” che poi hanno usato le armi loro elargite nello Jihad quaedista? Ecco, una cosa simile… Vivano i curdi!

        • peter46 Rispondi

          8 ottobre 2014 at 16:19

          Caro u gegè….della tua analisi ,’addavenire’,geopolitica…non me ne può fregar di meno:è la tua analisi e forse,forse,prima di concludere questo commento,forse potrei anche decidermi se ‘addentrarmi’o meno…il problema,delmiocommentoaltuocommento,era…altro.
          Non ti si era mai visto da queste parti e senza ‘bussare’ non ti sei accontentato di portare il tuo contributo,che avremmo apprezzato,come tutti i contributi,ma…questo “vi rovina la festa?”…Mentre si sta parlando di ‘combattenti’ che s’immolano per salvare anche,speriamo di no ma non si sa mai date le loro minacce,il tuo culo d’Occidentale(o solo antiamericano?)ti ‘sbrodoli’ invece con quella frase.
          Forse bisognava lasciarti..nel tuo brodo:non ci avresti portato niente di nuovo,come da secondo commento,per cui forse non ne valeva la pena…e non ne vale proprio la pena.Quelle cose che hai scritto le avevo scritte io precedentemente in altri articoli anche se con conclusioni diverse:chiunque combatte il pericolo principale ha diritto di rispetto ed i Curdi lo meritano.E(questo che continuo a scrivere non è rivolto a te:io non faccio ‘favori’)sono stati anche più ‘intelligenti’ con le ‘donne guerrigliere’ che in quanto donne combattenti ‘umiliano’ i fondamentalisti del califfato:uccisi da una donna pregiudica il godimento delle vergini del paradiso di Allah.Al tempo della guerra in Irak nel Kurdistan irakeno si svolgevano libere elezioni e una parvenza di democrazia esisteva,eccome se esisteva…ed ora,16 formazioni ‘politiche’ diverse,riunite per ‘esigenza del momento’ in due solamente,per te,sono tutte marxiste-leniniste come il PKK di Ocalan…e l’UPK di Talabani o la formazione di Barzani anche loro marxisti-leninisti che però fanno parte dell’Internazionale-Socialista ed hanno la colpa di non appartenere alla tua (ex mia)Internazionale-Nera?Complimenti…camerata u gegè:a noi.
          NB:purtroppo,salvo linguaggio…è stato un piacere,ma non ci sarà più piacere.

  7. gastone Rispondi

    7 ottobre 2014 at 21:11

    CEYLAN è VIVA ,SPERIAMO. CHE DONNE Nè? NOI ABBIAMO LA BOLDRINI , ECCO PERCHè SOCCOMBEREMO.

  8. Sem Rispondi

    7 ottobre 2014 at 21:29

    E noi qui non riusciamo a combattere quattro politici corrotti e incapaci …. Poveri noi codardi …. L’unica cosa che dobbiamo mettere in conto che prima o poi li avremo sulla nostra porta di casa ….

  9. maboba Rispondi

    8 ottobre 2014 at 08:25

    Vado un pò fuori tema. Da coloro che ironizzano sul suicidio o meno di Ceylan (speriamo che sia viva) vorrei sapere senza acrimonia come mai la grancassa dell’indignazione, con spargimento di lacrime e alti lai per i bambini e civili morti a Gaza (ed annesse accuse di genocidio e di “nazismo”) sia sempre silente sulle violenze perpetrate da tutti coloro che non sono “occidentali”. Ieri avveniva per gli orrori compiuti dai comunisti (vi ricordate Pol Pot?) oggi per quelli degli islamici (dalle centinaia di migliaia massacrati in Algeria fino a quelli compiuti dall’Isis). Eppur si tratta di bambini , donne … che però non “commuovono”, chissà perché? A parte la reazione per le teste tagliate, nessuna mobilitazione di sentimenti, nessuna partecipazione politica e tantomeno emotiva ed ideale per le loro vittime.
    Personalmente sono per l’indipendenza dei Curdi, che siano poi tutti o no comunisti è un problema loro, anzi direi peggio per loro.

  10. cenzino Rispondi

    8 ottobre 2014 at 09:01

    bah, questo creare eroi mi lascia da sempre perplesso.
    dalle notizie contraddittorie che ne sappiamo della fine di questa ragazza?
    ma basta sposare una notizia a noi comoda , ed ecco un bell’articolopieno di Poesia , quando per essere poetici e per rispetto di essa , dovremmo, sulla questione , saperne di piu’.
    questa volta non approvo.

  11. gioman47 Rispondi

    8 ottobre 2014 at 18:37

    Al di là dell’episodio in sè non si può tottelare ke la turkia ” diventata europea” si komporti in questo modo…..a mille metri dalla sua frontiera ci sono persone in cerva di aiuto..

    e non interviene……è un pò la stessa situazione dei barconi carichi di persone ke lo stato italiano va a rekuperare in mare…..salvandole certamente molte da morte certa…..senza entrare nel merito se wuelle persone ke si vanno a salvare sono e/o potrebbero essere nemici dell’italia……certamente i rapporti tra turki e kurdi non sono stati nè sono idilliaci….ma adesso c’ è un’ emergenza…..ma il hoverno turko ha altri obiettivi e non sente minimamente il patos europeo nei konfronti di questi novelli razzisti…….ovviamente….e scendo nel banale e nello skontato se si fosse trattato di gazzza…..apriti cielo……ma ke vuoi questo governo avviluppato in una politika kattokom …penitemte masokista paranoika predatoria parassitaria e fallimentare …ha prodotto questo tipo di opinione pubblika…..

  12. Orini Giancarlo Rispondi

    8 ottobre 2014 at 22:15

    Il volto di questa ragazza mi resterà nella memoria per sempre, come pure il suo bel nome,Ceylan Grazie a Giovanni Sallusti, per aver scritto questa lettera piena di sentimento per me e sicuramente per tutti coloro che avranno la fortuna di leggerla.

  13. tricolambica Rispondi

    12 ottobre 2014 at 08:02

    Articolo scritto con il cuore. Direttore, ha dato voce al sentimento di tanti. Un Occidente codardo, grasso rancido e disonorato non capisce di eroismo e sacrificio, ma dalle gesta di pochi può rinascere un’antica consapevolezza, che dai tempi degli Illiri ha attraversato la civiltà: quella che l’onore e la dignità sono l’unica fonte del vero piacere del vivere.
    Quanto poi ai cosiddetti potenti invischiati nei loro politici ragionamenti, essi sono l’espressione autentica di chi li ha comprati, e non meritano altro che uno sputo in faccia, meglio se di malato di ebola.

  14. michele Rispondi

    13 ottobre 2014 at 10:28

    Non rimuoverò mai piu’ dalla mia bacheca di FB questo volto!

  15. Fabrizio Rispondi

    14 ottobre 2014 at 07:05

    Non so se la protagonista sia viva, so solo che il gesto finale ricorda tanti Martiri silenziosi che con la non violenza ed il sangue versato e non provocato hanno lasciato fulgidi segni.
    La parte iniziale, lo sparare addosso all’invasore, è invece violenza contro violenza, laddove anche nel mondo cristiano ci si interroga sulle crociate

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