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La solita salvinata

Alla manifestazione in Duomo il leader leghista sfodera pillole di retorica nazionalista, filo-russa e no global. Il contrario del vecchio Carroccio liberal-indipendentista, che ci tocca rimpiangere

L.elettorale: Salvini, Lega non ha bisogno di aiutiniPiù di centomila persone in piazza Duomo, la Lega ce l’ha fatta a riempire il centro di Milano. Non è questo il problema. C’erano i centri sociali, con la loro contro-manifestazione, a poche centinaia di metri. Ma neanche questo è il problema: chi era in piazza Duomo, manco si è accorto che ci fossero i centri sociali, con i loro militanti a tempo pieno che mordevano il freno (e la polizia) per menare le mani. La manifestazione della Lega era contro Mare Nostrum. “Stop all’invasione” era lo slogan. E quindi va a stuzzicare un tema, quello dell’immigrazione, che tocca i nervi scoperti di tutto l’arco del politically correct: il cattolicesimo impegnato, la sinistra democratica, la “coscienza civile” della Milano di Pisapia. Ma neppure questo è il problema. Sfideremmo chiunque a definire “razzisti” quei centomila anziani, giovani, ragazzi e ragazze, famiglie intere con bambini piccoli al seguito. Li si può vedere in metropolitana, dopo la manifestazione, con le loro magliette e bandiere al seguito, sedersi a fianco di immigrati arabi e cinesi, tranquillamente, senza nemmeno rivolger loro un’occhiataccia. Quando la sinistra, quella istituzionale così come quella antagonista, dà del “razzista” alla Lega, dimostra solo di ragionare con gli schemi del Novecento, di essere indietro di almeno una ventina d’anni, forse anche di più.

Dove è il problema, allora, considerando che un problema c’è, eccome? Matteo Salvini prende la parola per ultimo, è simpatico, parla a braccio, un uomo semplice con l’accento settentrionale in mezzo alla sua gente, pieno di aneddoti, battute, esempi che servono ad arringare la folla. Ottima arte retorica. Ma per dire cosa? Per dire cose che dalla Lega, fino a non molti anni fa, non ci saremmo aspettati. E per tacerne altre che, invece, consideravamo scontate. Indipendenza, autonomia, federalismo: tutti buttati via. Non vengono nominati neppure una sola volta. La Catalogna vota fra tre settimane: nessuno se la fila. Anche fra la gente, il popolo leghista, spuntano solo due o tre bandiere catalane, una sola bandiera scozzese viene avvistata. Eppure la Scozia ha votato poco fa. Sembrano ormai fuori posto, come le numerosissime bandiere del Veneto e gli striscioni degli indipendentisti del Nordest. La loro regione viene citata solo da Zaia. Non per l’indipendenza, ma perché «Cosa dico ai miei 200mila disoccupati veneti, quando ci sono 150mila clandestini accolti e pagati dall’Italia?».

Ecco, il tema principale è proprio questo: la lotta fra poveri. I poveri italiani, contro i poveri del mondo, che arrivano coi barconi. E’ la lotta di chi dice «Il vero crimine non è respingere i clandestini. Il vero crimine è chiudere gli ospedali, nelle regioni più virtuose d’Italia, per pagare la diaria ai clandestini» (Roberto Maroni). In tempo di crisi nera, quando la massima preoccupazione è arrivare a fine mese, la Lega dà la sua risposta. Che non è (più) l’indipendenza, fiscale o anche nazionale, da Roma. Ma l’individuazione di un nemico esterno che “ci porta via il pane”. Si sentono a casa gli “ospiti” di Piazza Duomo, quelli di Casa Pound, che arrivano compatti, come i 300 di Leonida, col braccio teso nel saIMG_0379luto romano. «Casa Pound per la rivoluzione: autarchia e socializzazione!» è lo slogan che scandiscono mentre marciano in Piazza Duomo. Antropologicamente diversi dai normali cittadini leghisti, rapati a zero oppure con barba e occhiali tartarugati (come i loro colleghi di estrema sinistra), quelli di Casa Pound possono sentirsi a casa loro ideologicamente, possono ormai condividere parola per parola i discorsi dei leader leghisti, soprattutto quello di Matteo Salvini. Il quale, contro la crisi, oltre alla lotta fra poveri, sfodera il suo repertorio anti-capitalista, buono per l’estrema destra così come per l’estrema sinistra: «Il problema dell’Italia – dice – ha un nome e cognome: è Matteo Renzi», che però «È stato messo lì dagli uomini della grande finanza internazionale», ovviamente per “svendere” l’Italia, il prodotto di chi lavora, ai tedeschi e agli americani. Applausi bipartisan: dai leghisti e dai neofascisti. «Mi hanno detto che sono andato dal dittatore Putin. Ma farei il cambio domani stesso: Putin al posto di Renzi! Averne uno come lui! – insiste Salvini – Non è lì l’emergenza democratica. L’emergenza democratica è a Bruxelles, dove loschi figuri, banchieri e finanzieri, pensano a come far morire di fame 400 milioni di europei, per imporre le loro schifezze che arrivano dall’altra parte del mondo». Questo è il disegno della nuova Lega: lotta contro la globalizzazione. Al fianco di Roma (non più) ladrona, contro Bruxelles. E l’immigrazione? Salvini dice, fra le tante cose, che «Nessuno mi toglie dalla testa che l’immigrazione sia voluta da chi vuol sostituire un popolo con un altro popolo, dagli stessi che ti tolgono il lavoro, ti tolgono la casa … ti tolgono i figli». E già che c’è attacca anche il matrimonio gay, che fa sempre parte del piano di chi “ci toglie i figli”, a quanto pare.

Tutto questo discorso, apparentemente incoerente, prende forma quando ripassiamo le teorie del complotto, come quella sul piano Kalergi, l’ipotetica cospirazione europea per compiere un “genocidio” di popoli bianchi, per creare una società meticcia, più manipolabile dai poteri forti finanziari (ebraici, ovviamente). È una delle tante versioni della teoria del complotto giudaico, finora era confinata nei centri sociali di estrema destra, ora si sta diffondendo nella massa dei leghisti. Per contrastare il complottone dei cattivissimi cosmopoliti europei, gli alleati naturali sono le destre europee: «Domani andremo a Bruxelles, assieme ai nostri alleati del Front National di Marine Le Pen, a chiedere la sospensione del trattato di Schengen». E la Russia, ovviamente: un uomo d’ambasciata, visibilmente non abituato a reggere una folla così, conferisce un riconoscimento a Salvini. E le bandiere russe (non più quelle indipendentiste) sventolano, sul palco e fra il pubblico. Indipendenza addio: ecco arrivare la nuova destra euro-asiatica.

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di on 19 ottobre 2014. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

33 commenti a La solita salvinata

  1. peter46 Rispondi

    18 ottobre 2014 at 23:55

    Egr.Magni,scusi…via Clerici 10…con Lupi,Quagliariello,Fooormigooooni…Capezzone,Fitto…era ciò che si aspettava da altri ‘manifestanti’ d’area(o presunta area)?Era meglio di pza Duomo?Almeno…potevano e potevate(sponsor questo giornale con articoli,il resto non lo ‘allargo’)presentarci di meglio al primo ‘contatto’?
    NB:più di centomila persone in piazza:ad averli,almeno rinuncerei alle videochiamate,che allungano la vita,ma che ‘rompimento’ non poter nel dopo ‘barzellettare’ un po’,direbbe…Berlusconi.

  2. Milanese Ruttolini Rispondi

    19 ottobre 2014 at 00:43

    ISIS CHOCK: “IN ITALIA CI ALLEIAMO CON SALVINI. INVECE DI TAGLIARE TESTE LUI PRENDE PER IL CULO”
    http://merdoverde.com/isis-chock-in-italia-ci-alleiamo-con-salvini-invece-di-tagliare-teste-lui-prende-per-il-culo/

    • egenna Rispondi

      21 ottobre 2014 at 06:47

      Ma va acagher…

  3. gl lombardi-cerri Rispondi

    19 ottobre 2014 at 06:49

    Che cosa si fa per mantenere una cadrega normalmente inarrivabile !

  4. Francesco_P Rispondi

    19 ottobre 2014 at 08:39

    Abbiamo già troppi burocrati che ci stanno stritolando. Non abbiamo certo bisogno di finire sotto i russi la cui burocrazia non ha nulla da invidiare alla nostra. E in più sono più bravi a spiarti.
    Привет приятель Сальвини

  5. ulysse Rispondi

    19 ottobre 2014 at 09:53

    Stefano Magni scrive cose condivisibili, ma l’ articolo a me pare incompleto. Manca una proposta per un candidato per il centrodestra. Pensare di dare fiducia incondizionata a Renzi (vedi l’ ultima intervista a un ex ministro, Urbani, su Libero) e’ utopia. Molti elettori che guardano a destra non sono disposti a consegnare le armi al nemico (un PD che di democratico e liberale ha ben poco), ne’ votare Berlusconi dopo che senza batter ciglio ha votato per l’ abolizione del reato di immigrazione clandestina. La Lega 2.0 avra’ vistose lacune, ma Salvini e’ giovane e azzarda soluzioni diverse dal solito menu’ in salsa democristiana servito da Renzi.

    • Stefano Rispondi

      19 ottobre 2014 at 18:23

      beh, ma queste soluzioni c’erano già…bastava votare Forza Nuova o Fratelli d’Italia!

  6. Stefano Rispondi

    19 ottobre 2014 at 17:36

    A parte che non c’erano 100.000 persone ma 40.000.
    Poi io di “gente per bene” e di “famiglie con figli al seguito” ne ho vista ben poca (e meno male, portare dei bambini a una manifestazione contro gli immigrati è di per sè ripugnante). A meno che non si reputino “gente per bene” le teste rasate di Casapound e Forza Nuova che fanno il saluto romano o chi scandisce slogan “contro il meticciato”. Perchè è inutile voler giustificare tutto, ma di razzismo si tratta. Se non sono razzisti Casapound, Forza Nuova (non nuovi ad aggressioni ad extracomunitari) e la nuova Lega “lepeniana” del Salvini (recordman di assenteismo al parlamento europeo, uno che non ha mai lavorato un giorno in vita sua per intenderci) chi sarebbe razzista?
    E lo dico da ex leghista che è stato preso per il culo per 20 anni ma finalmente si è svegliato. Se un domani tutti gli immigrati se ne andassero chiuderebbero seduta stante la metà delle aziende di Lombardia e Veneto. E nonostante che una regolamentazione dei flussi migratori e i respingimenti alle frontiere VADANO FATTI, io, che vivo in una città piemontese di medie dimensioni, questa “emergenza immigrazione” non la vedo. Ma il bello è che TUTTO QUESTO viene fatto unicamente per raccattare qualche voto e poter quindi mantenere le poltrone in eterno, neanche tanto perchè ci si crede. Certo, meglio prendersela con dei poveracci vestiti di stracci (che se vengono qui evidentemente dov’erano tanto bene non stavano) che non con uno stato che ci ruba decine di miliardi di euro all’anno, vero Salvini??
    Comunque il premio “ritardato dell’anno” va a quei militanti rimasti che sventolano il leone di San Marco o la bandiera lombarda, recitando slogan indipenddentisti, che fanno finta di non vedere che i loro leader parlano di “prima gli italiani”, “paese italia”, “popolo italiano” e che dicono che l'”indipendenza è impossibile”, e che soprattutto in 20 anni non hanno fatto NIENTE in quella direzione e via dicendo….dei poveracci che si bevono qualsiasi cosa, anche le panzane anti eurpoeisti e anti Germania…poveretti..

    • Giordano Rispondi

      20 ottobre 2014 at 07:28

      Grazie davvero per il suo commento, Stefano.

    • Sergio Andreani Rispondi

      20 ottobre 2014 at 08:16

      Nel 1990 le Aziende agricole in Lombardia erano 130.000 e già allora c’erano i Sindacati che dicevano che , senza immigrati , molte di quelle aziende avrebbero chiuso.

      Gli immigrati allora erano al massimo 1 Milione.

      Oggi sono circa 5 Milioni.

      Nel 2014 le Aziende agricole in Lombardia sono 48.000
      (Fonte : Unioncamere Lombardia)

      P.S. : secondo me hai fatto bene ad uscire dalla Lega ma dovresti sforzarti di bere meno.

      • Stefano Rispondi

        20 ottobre 2014 at 14:03

        Caro Andreani, la crisi del settore agricolo, che ha sempre meno addetti, dura da decenni…poi molte aziende si sono unite.
        Niente a che vedere con l’industria, dove oggi una bella fetta degli operai sono stranieri. Vallo a chiedere agli industriali e poi ne riparliamo. BOCCALONE

        • Sergio Andreani Rispondi

          20 ottobre 2014 at 15:59

          Infatti chiudono anche le industrie, caro Boccalone.

          • Stefano

            20 ottobre 2014 at 22:49

            si ma non per gli immigrati, nè per l’unione europea…ma per l’elevatissima tassazione imposta alle nostre aziende da questo stato parassita e mafioso non più sostenibile in un periodo di crisi…ma ovviamente il buon Salvini, per raccattare il voto dei numerosi boccaloni di TUTTA ITALIA, dice tutto il contrario di tutto, ma quest’ultima cosa se l’è dimenticata…contenti voi di farvi prendere per il cu.lo…

  7. Mario Rispondi

    19 ottobre 2014 at 18:37

    Salvini è un ottimo arringatore ed ha buona presenza televisiva,ma nulla ha a che fare con la missione originale della lega.Lui è dentro uno statalista perché arriva .da una stazione mentale sinistrorsa,nulla di male ma che ci fa lui in una lega che sta comunque facendo crescere.Forse sarebbe bene cambiare nome al movimento o che lui passasse da un’altra parte.

  8. Ruggero Rispondi

    19 ottobre 2014 at 18:52

    Ho fatto fatica a finire di leggere questo suo articolo, caro Stefano Magni. Non merita commenti.

  9. Sergio Andreani Rispondi

    20 ottobre 2014 at 08:21

    Caro Stefano Magni : se a lei sembra normale che la Marina italiana sia impegnata a raccattare sedicenti profughi nel Mediterraneo per portarli in Italia, continui a scrivere pure articoli del genere.

    Ma gli italiani non la seguiranno.

    Seguiranno Salvini.

  10. Roberto Rispondi

    20 ottobre 2014 at 09:40

    Di fronte al vuoto totale offerto dal presunto centrodestra italione (Forza Italia, NCd, ecc.) bisogna aggrapparsi a Salvini. E’ vero, in questo momento ha accantonato o comunque messo il silenziatore a temi quale secessione e indipendenza, ma non ritengo sia una strategia sbagliata. Su quei temi fondanti la Lega non è mai riuscita davvero a sfondare sulla massa della gente comune (se non ai tempi di tangentopoli, ma era una spinta di protesta più che convintamente secessionista; non è bastato un Miglio né il carismatico Bossi delle origini, duro e puro, a smuovere le coscienze assopite e l’abitudine di lombardi e nordici in generale a prenderla in quel posto e a farsi sottomettere sotto il giogo dei tributi e di uno stato che restituisce servizi precari e traballanti. Prima di secedere occorre creare consenso diffuso e cultura, occorre smuovere la gente, quella mescolanza ormai incancrenita di padani e meridionali che ormai alberga al nord dopo decenni di immigrazione. L’area padana non è pronta a una cultura secessionista ed è per questo che ha avuto gioco facile Berlusca a ciucciare i consensi e la spinta originaria della lega. Così abbiamo già perso 20 anni, dietro Berlusca, la sinistra inviperita, i comici, le gentili prostitute ecc. ecc. Per muovere le cose non basta nemmeno appellarsi ad una cultura liberale (condivisa certo nei fatti a Nord ma non ruminata a livello culturale); la fase berlusconiana ha indebolito pure questa area riuscendo ad ottenere ben poco o niente della rivoluzione liberale. La situazione sociale e storica fornisce nuova possibile linfa per riprendere la lunga battaglia, dopo una fase di stanchezza e sfinimento sia liberale sia secessionista. Non è + tangentopoli, ma è la crisi che morde i cittadini, che morde la borghesia media un tempo non toccata, è il lavoro, è l’euro e la germania, sono le frotte di immigrati che ormai occupano intere vie e quartieri e ciucciano risorse dal sociale pubblico (rette mense figli, bonus vari, case popolari). E’ su questo tessuto che va spinto l’acceleratore per costruire un nuovo centro destra forte, un leghismo forte, un nuovo nord incazzato. La gente comune, come me come tanti, non si incazza sui massimi sistemi, si incazza se non riesce ad avere i soldi per dare un futuro ed un istruzione ai figli, per avere una tetto sulla testa e mettere su un progetto di famiglia, se non ho la possibilità di avere una scuola, un asilo, un centro sportivo, un servizio per le tante tasse che lascio allo stato in questa vita grama. Ricreiamo la base, il consenso, riportiamo in piazza la gente. Non mi schifo per Putin, mi schifo per la camorra, la mafia, la ndrangheta, mi schifo per i pedofili, gli stupratori,ecc. Occorre ripartire dalla gente comune e ricreare il consenso, siamo in tempo di guerra in fondo, non c’è tempo per discettare se è meglio l’indipendenza o l’autonomia, se preferiamo un modello liberista o liberale o collettivistico. Qualcuno ci sta fottendo il futuro e questo non lo risolvo partecipando ai tea party fra intellettuali. Rifiuto il bastone, ma voglio decidere con il voto, tentare di togliere il comando ad un toscano dalle mille promesse e dai pochi fatti, dalla sinistra che mi governa (con le Boldrinate e le battaglie fondamentali su gay ecc.), da un berlusconismo che mi ha tradito o ha fallito nei fatti e che non sa più dove andare. Siamo un paese un poco ignorante civilmente, altrimenti non saremmo ridotti così. Siamo meridionalizzati nei comportamenti, divenendo tutti campioni nell’additare gli altri ma nel fare uguale noi (parcheggiamo in doppia fila, tanto in Italia si fa così, tanto in italia, ecc.); a Napoli vanno ancora oggi in motorino in 15 in barba alla sicurezza, al codice della strada, alle buone prassi e nessuno dice o fa niente perché è ..folklore. Fanno le processioni sotto le case dei boss… E mi venite a parlare di liberalesimo, di diritto di secedere, di pUTIN? Ma guardiamo lo schifo nostro.
    Salvini non è Churchill, ma almeno muove qualche animo, almeno batte dove il dente duole e forse risveglia qualche coscienza; smuove un po’ le passioni e le viscere, e servono anche quelle per cambiare le cose. Poi al comando si potrà mettere Tosi o Pinco Pallino con un bel vestito liberale, ma dietro servono le truppe e i voti della gente, se no campa cavalo che l’erba cresce.

  11. slim Rispondi

    20 ottobre 2014 at 11:33

    ma siamo sull’unità o sul manifesto?

    • Giovanni Sallusti Rispondi

      20 ottobre 2014 at 11:57

      Caro Slim, sbaglia indirizzo. È Salvini che flirta con la Fiom, oltre che con Casa Pound. Rossi o neri, comunque socialisti. A presto

    • Ruggero Rispondi

      20 ottobre 2014 at 13:09

      Legittimo dubbio e sospetto caro Slim. La risposta del Direttore: Salvini etichettato con etichette false che etichettano chi le confeziona. Per fortuna su questo giornale scrivono anche altre penne come quella di Ida Maglie.

      • Ruggero Rispondi

        20 ottobre 2014 at 13:14

        Correggo: Maria Giovanna Maglie

  12. Marco Green Rispondi

    20 ottobre 2014 at 14:47

    Il de profundis è stato significativamente sancito, a fine manifestazione, proprio dai fascisti di Casa Pound, che hanno gentilmente cantato a squarciagola l’inno di Mameli mentre gli ultimi leghisti abbandonavano Piazza Duomo…

    Mai avrei pensato che potesse essere proprio Matteo Salvini quello che ammazzava quel poco che rimaneva del leghismo…

  13. Il nordista Rispondi

    20 ottobre 2014 at 17:20

    Gentile Stefano Magni. Il suo articolo, se pur condivisibile in parte, presenta un grosso difetto: che son passati 20 anni da quando la Lega, con i suoi slogan anti-statalisti e secessionisti (non però per tutti i componenti della prima ora) ma lei pare essere rimasto a quei tempi, criticando la nuova impostazione del movimento. Bene ha fatto Salvini, di fronte ad una platea eterogenea, fatta da gente del nord, ma anche del centro e del sud, a toccare temi che riguardano tutti gli italiani e che erano oltretutto l’oggetto della manifestazione di Milano. Certo, Salvini ha dato una svolta più nazionale alla Lega (chiesta del resto da moltissimi meridionali sul suo sito Facebook) e la cosa potrebbe non piacere ai puristi di un tempo ma le situazioni evolvono così come i problemi e il movimento cerca di imprimere motivazioni anche a popolazioni che per troppi anni sono state soggiogate da uno Stato inconcludente e mafioso. Tutto starà a vedere se sarà in grado di gestire la molteplicità e la complessità delle situazioni italiane. Ma questa è un’altra storia.

    • Daniele Rispondi

      20 ottobre 2014 at 20:43

      Io direi che questa “nuova” direzione ci sta portando più vicini ai nostri obiettivi di quanto lo siamo mai stati. Se vogliamo sconfiggere lo stato centrale dobbiamo innanzitutto destabilizzarlo. Salvini non sta facendo altro che reintepretare il ruolo della Lega camaleontica di Bossi che grazie a queste strategie si era portata a casa un consenso spaventoso (consenso che sarebbe cresciuto se non avesse fatto un grave errore come quello di scendere a patti con Berlusconi che si è servito della Lega per i suoi scopi). Ma dopotutto è per questo che i fuoriusciti (buttati fuori anzitempo da Bossi che aveva un fare piuttosto accentratore) dalla Lega che oggi creano comitati, associazioni come Color44 e hanno il dente tanto avvelenato contro la Lega, fossero al posto di Salvini, avrebbero fatto estinguere la Lega da tempo. Vi fate la sacrosanta domanda del perché così tanta gente in piazza gridava incessantemente “Secessione” e non gliene fregava niente dei messaggi ambigui che venivano lanciati dal palco? Credete davvero forse che un uomo cresciuto a pane e padania come Salvini si sia dimenticato della lotta per la libertà dei suoi popoli?

      La manifestazione di Sabato è stato quanto di più pacifico ci potesse essere, ed eravamo ben più di 40000. Vendola riempie per metà piazza Duomo e i compagni sono in 300.000 (come avevano scritto il Corriere e la Repubblica qualche anno fa in occasione delle comunali), la Lega riempie la piazza, la galleria e le vie circostanti (perché erano completamente piene) e ci sono solo 40000 persone. Alla luce di quello che ho visto 100000 è una stima conservativa.

      • Stefano Rispondi

        20 ottobre 2014 at 23:14

        senti caro Daniele, è ora che vi svegliate.
        1) se Bossi in parte era riuscito ad avere anche il consenso dell’elettorato moderato (35% della Lega in Veneto con Zaia) , le posizioni naofasciste, xenofobe, anti-europee, e le “nuove alleanze” con Le Pen e l’estrema destra itagliana di Salvini fanno si automaticamente che l’elettorato moderato non voterà MAI più la Lega. Questo è chiaro anche a un bambino. Che caz. vuoi destabilizzare col 10-15% di voti in Lombardia e Veneto?
        2) capitolo indipendenza: la lega in 20 anni di governo di Lombardia e Veneto non ha MAI fatto nulla in questo senso. Nè dal punto di visto delle lingue, delle identità e delle culture locali (se avessero minacciato di far cadere le maggioranze regionali in cambio, voglio vedere se non glielo avrebbero fatto fare..ma invece hanno preferito le poltrone, che in 25 anni non hanno portato a NESSUN risultato), nè dal punto di vista di iniziative referendarie. Proprio adesso che i popoli europei votano per la loro indipendenza (vedi Scozia e Catalogna). In Veneto la Lega ha votato a favore di una proposta di legge per un referendum, fatta da un movimento che non ha neppure rappresentati in Regione (perchè in 4 anni non ha fatto alcuna proposta in questo senso?). E una volta approvata la legge però la Lega ha iniziato a parlare di autonomia (non indipendenza!), facendo si che si farò un referendum per l’autonomia (pagato dalla regione), mentre quello per l’indipendenza lo si fa solo se la gente se lo paga con donazioni volontarie… E il bello è che NON sta facendo nessuna pubblicità per la raccolta fondi, ma anzi, sto benedetto referendum lo stanno boicottando. INFORMATI se non ci credi.
        Poi ti ricordo che Salvini adesso dice (salvo a qualche comizio per ringalluzzire i militonti o prima delle elezioni) che l'”indipendenza non serve”, ma “prima bisogna uscire dall’euro” (fino all’altro ieri diceva che il Nord è Europa e quindi doveva essere nell’euro, e il sud no..), sapendo però benissimo che le aziende padane sono in crisi per la tassazione italiana, non per l’Europa.
        Io capisco che voi siate in buona fede, e che la maggior parte di voi siano “brava gente” che “ci crede”…ma VI STANNO PRENDENDO PER IL CULO..

        • egenna Rispondi

          21 ottobre 2014 at 07:27

          I suoi referenti invece le stanno preparando strade lastricate d’oro…

          • Stefano

            21 ottobre 2014 at 12:23

            Non ho nessun referente, ma ragiono con la mia testa….cosa che voi invece non fate, ripetendo a memoria quello che dice il capo, senza avere la minima idea di quello di cui state parlando: no Euro (a proposito, Salvini ha votato per anni il fiscal compact della UE), Russia e Corea (tra i paesi meno democratici del mondo), autonomia-federalismo-indipendenza (senza avere la minima idea di cosa significhino queste parole), Le Pen (post fascista centralista e nazionalista), etc. Basta fermarsi a uno dei vostri banchetti per capire che la conoscenza è zero e si ripetono slogan sentiti dire dai “capi”. E lo dico sapendo che molti di voi sono in buonafede (anche se la maggior parte della “base” se n’è andata da tempo..) e sono convinti indipendentisti.

    • Stefano Rispondi

      20 ottobre 2014 at 22:56

      si ma quali sarebbero queste “MOTIVAZIONI” di cui parli, e soprattutto, a noi cosa ce ne viene, se ormai le “motivazioni” non c’entrano più niente con il Nord ma si parla di “noi italiani”, “tutti uniti da Trento a Lampedusa”, che “l’indipendenza non interessa più”, ma che adesso il nemico è l’Euro (le imprese padane vivono grazie all’esport col resto d’Europa, dicesi saldo commerciale), il maumau che ruba il lavoro “agli italiani”, più altre cazzate che non sto qui a elencare…TUTTO QUESTO, TE LO RICORDO, PER RACCATTARE QUANTI PIU VOTI E RESTARE COL CU.LO ANCORATO ALLE POLTRONE….e hai pure in coraggio di chiamarti “il Nordista”..

      • Daniele Rispondi

        21 ottobre 2014 at 18:34

        La Lega è arrivata negli anni ’80-’90 in una situazione già “compromessa”. Il Lombardo-Veneto era una potenza industriale e culturale che primeggiava con il resto delle nazioni d’Europa, ma aveva già in seno una comunità piuttosto folta, che costituivano una società completamente a sé, di terùni. Se poi tieni conto che la generazione del ’50-’60 già la lingua lombarda non la parlava più o molto poco (discorso vero per le città come Milano). Come fai a dire a delle persone che non avevano combattuto la guerra (occasione in cui ci eravamo resi conto che l’Italia era solo una fantasia fascista). Bossi allora ha ha fatto il grave errore di allearsi con Berlusconi e non è riuscito ad ottenere l’indipendenza (tieni conto anche di uno scenario geopolitico sfavorevole a dir poco, con la caduta dell’URSS e la “stabilità” mondiale). Le nuove generazioni sono state corrotte, e lo stato vuole disperatamente distruggere quel poco che resta della nostra identità. A nostro favore c’è solo la situazione globale, che è profondamente mutata dagli anni ’90. Se vogliamo sconfiggere la patetica retorica italiana, dobbiamo esasperare ulteriormente la situazione attuale.
        Ora io mi chiedo che astio certa gente provi nei confronti della Lega, soprattutto tra noi indipendentisti. Se sei veramente della necessità della secessione mi rifiuto di credere che tu sia così stupido da credere che basti annunciare uno sciopero fiscale per ottenere quello che vuoi, non perché non sia quella la strada, ma perché nessuno ti seguirebbe, prima di essere stato martellato a dovere sul fatto che quella sia l’unica strada. E secondo le potenti lobby stataliste starebbero a guardare?
        Vorrei proprio sapere quali sono le alternative: la Lega è il solo megafono a che abbiamo a disposizione per far sentire la nostra voce, gli stessi movimenti che sono nati in questi anni non sarebbero nati se non ci fosse stata la Lega. Quindi io direi, caro Stefano, non sputare contro le persone che combattono perché la fiamma della battaglia secessionista rimanga viva. L’alternativa a questo è la strada della violenza, tu hai coraggio di seguirla? Hai almeno il coraggio di non pagare la cartella esattoriale appena ti viene recapitata?
        Giusto per essere chiari, non credo che i vari Bassani & Co. abbiano dimostrato un acume politico tanto maggiore in questi anni, avrebbero dovuto accettare con più serenità il loro ruolo di guide spirituali, e invece hanno fatto solo danni scollando una parte importante della Lega dalla leadership a causa della loro intransigenza.

        Daniele

        • Stefano Rispondi

          21 ottobre 2014 at 20:31

          Io potrei anche essere d’accordo con una parte del tuo discorso.
          Ma essenzialmente, SE il partito di cui parliamo NON è per l’indipendenza (parole di Salvini, Tosi e Maroni, non di un militante di Casa Pound..) allora che cosa stai difendendo?
          Poi il tuo discorso fila (in parte) per la Lombardia, MA non per il Veneto, dove un percorso “alla catalana” era possibilissimo (a proposito, in Catalogna il 70% dei cittadini ha origini NON catalane, ma a breve faranno un referendum per l’indipendenza). La Lega ha ottenuto il 35% dei voti (!!!), con un consenso elevatissimo per Zaia, e poteva fare qualsiasi cosa in quella direzione. NON ha fatto nulla, come nei 20 anni precedenti, ma anzi, dopo aver usato il tema nella campagna elettorale per le elezioni Europee, adesso sta BOICOTTANDO il referendum per l’indipendenza (con indicazioni precise arrivate nelle sezioni).
          Te lo ripeto, che cosa stai difendendo?
          (io non parlo di fare nessuna “rivoluzione”, e di nessuna strada violenta, per l’amor di Dio, come dici tu, ma semplicemente dico che la Lega non è più un partito indipendentista ma un movimento nazionalista italiano che prende per il culo i suoi militanti in buona fede…tutto qui. Poi se uno vuole continuare a farsi prendere in giro libero di farlo). Saluti

          • Il nordista

            22 ottobre 2014 at 13:47

            Caro Stefano, sono un convinto “nordista”, alla faccia della tua osservazione, ma non sono un illuso. Leggo giornali del nordest e non vedo quella gran voglia di indipendenza che un referendum sui generis avrebbe voluto significare. Non si vedono in Veneto manifestazioni oceaniche di indipendentisti che reclamano le loro istanze. Solo voci isolate si levano in tal senso e non è con quelle che si potrà andare lontano. Nella stessa Lombardia, la regione più fiscalmente tartassata, la gente non scende nelle piazze a manifestare il proprio scontento e allora, un politico attento deve capire che finché la situazione rimane tale, parlare di indipendenza (e Salvini a questa crede) è come parlare al vento. Approvo quindi la svolta della Lega che cerca di svegliare in tutti i popoli italiani quel sentimento di identità che questa politica romanocentrica vuole distruggere. Quanto a Casa Pound e alla sua partecipazione alla manifestazione, non fartene un cruccio. Quando gli argomenti sono giusti, qualsiasi movimento li appoggi è e sarà sempre benvenuto.

          • Stefano

            23 ottobre 2014 at 01:27

            caro NORDISTA.
            Solo un’osservazione: se in Catalogna ci sono folle oceaniche che manifestano e qui no è perchè li si lavora da 20 anni per l’identità e l’indipendenza. Qui la Lega, che governa da 20 anni Veneto e Lombardia, col potere di far cadere le giunte, non ha MAI fatto niente in questo senso, mirando anzi, solo ai posti di potere. Si studia la storia veneta nelle scuole venete? NO. c’è una televisione veneta? NO. si insegna la lingua veneta? NO. E allora come può la gente svegliarsi un giorno a rivendicare l’indipendenza se non sa neanche di esser popolo?
            Ma ancora, la maggior parte della gente sa che cos’è il residuo fiscale e che regaliamo miliardi allo stato? NO.
            Chi doveva fare una massiccia campagna di informazione? io o la Lega??
            Chi sta boicottando il referendum per l’indipendenza del Veneto (che passerebbe se Zaia facesse finalmente il capo popolo)? io o la Lega??
            Se poi pensi che un partito obiettivamente (almeno oggi) estremista (le sparate razziste degli ultimi tempi non le fanno neanche i partiti neonazisti in germania, e altrove la Lega sarebbe stata messa al bando) come la Lega avrà la maggioranza dei consensi sei un illuso. Questo benchè la maggior parte della gente del Nord si senta discriminata dallo stato centrale e senta ben poco in comune col resto d’italia (sondaggi alla mano). Quindi il problema sono sempre i cittadini padani o la Lega che li ha allontanati diventando un partito di estrema destra, invece che un partito nordista moderato e liberale come quando era nato(come CiU in Catalogna)? Perchè quel 70% NON vota Lega? Tutti comunisti mangia-bambini o magari la Lega ha le sue (grandi) colpe??
            In quanto ai nuovi alleati, le “facce pulite” di Casapound e Forza Nuova, guarda, mi fa disgusto il solo pensiero.
            Ma contenti voi…tra 25 anni non avrete nuovamente ottenuto nulla, come da 25 anni a quest parte, e poi ne riparleremo.
            La smetto perchè altrimenti mi incazzo troppo. Nessuno è più incazzato di chi ha capito di essere stato preso per il culo da anni. Saluti
            p.s. Bossi almeno parlava di “popoli del nord”, il tuo amato Salvini parla solo di “italiani”, quindi non capisco di quale “risveglio identitario” tu stia parlando, se non quello italiano…contento tu di cantare l’inno di mameli e d guardare giocare la nazziunale come fanno Maroni e Salvini…

  14. gastone Rispondi

    21 ottobre 2014 at 20:58

    la lega veniva criticata aspramente quando parlava di federalismo all’inizio ,poi dal 96 di secessione .Ora viene criticata se mette da parte questi progetti . In pratica viene criticata sempre .In piazza a Milano io ho visto la lega dei vecchi tempi.Certamente vi erano altre forze politiche ,probabilmente la lega è rimasta l’ ultima a difendere Padani e Italiani . Quando la casa brucia ,prima si salva la casa poi si decide come ristrutturarla . Salvini per alcuni che davano la lega finita è duro da digerire ma domando ,in questo momento chi difende il nostro paese dall’invasione ? dallo strapotere dell’ europa ? dalla sinistra ? Forse Berlusconi ? quello che ha sostenuto i governi monti e letta e che fa da stampella a renzi? MOLTO CORDIALMENTE A STEFANO : LA MAGGIOR PARTE DELLA BASE NON SE N’è ANDATA è IL CONTRARIO ,ALTRIMENTI IN QUESTI ANNI LA LEGA SAREBBE MORTA. POI , POSSO FARLE UNA DOMANDA , UNA MIA CURIOSITà ,IO VOTO LEGA , COSì TANTO PER ESSER SINCERI MI DIREBBE LEI COSA VOTA ? LA SALUTO SIMPATICAMENTE QUALSIASI SIA LA SUA RISPOSTA

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