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Fermiamo i due Mattei nazionali(sti)

Il Matteo glamour annuncia da Barbara D'Urso il Partito della Nazione, ovvero la Dc 2.0 (benedice Berlusconi). Il Matteo ribaldo costruisce coi camerati di Casa Pound il Front National (benedice Berlusconi). Se i liberali non si danno una mossa, si sono spartiti governo e opposizione per i prossimi vent'anni...

matteo e matteoNon so voi, ma io non mi raccapezzo più, in questo Paese. Si fa fatica proprio a riconoscere le categorie, ad abbozzare un racconto appena credibile del gran circo della politica e dell’attualità, a parlare e a pensare.

Non riesco a dir nulla di costruttivo, ad esempio, su un agone politico dominato dai due Mattei nazionali(sti). A questo, siamo aggrappati, è questa l’unica chiave che ci rimane, un ferrovecchio nemmeno novecentesco, ottocentesco, la Nazione. Pensateci bene, i due Mattei, quello glamour e maggioritario (Renzi) e quello ribaldo e fintamente antagonista (Salvini), entrambi innegabili specialisti del marketing politico, si stanno giocando loro campagna pubblicitaria su questo brand. La Nazione. Sono due Nazioni diverse, ovviamente, è qualcosa come un patto di sindacato politico-culturale, a ciascuno la sua fetta di mercato. La Nazione di Renzi è quella annunciata in diretta da Barbara D’Urso, e ovviamente per un seguace integrale di Marshall McLuhan come il premier il mezzo è il messaggio. Dal contenitore berlusconiano puro, dal palco per eccellenza dell’Italia popolare e spensierata, aideologica e generalista, sanamente anti-salottiera e morbosamente impolitica che il Cav ha rappresentato per vent’anni, Renzi ha lanciato l’offerta perfetta per la domanda in questione. Il Partito della Nazione, la Dc 2.0, il carrozzone neogattopardesco che parte dai frammenti meno vetero di Sel e arriva fino alle schegge montiane e ai democristiani de facto, alfaniani e centristi assortiti. Berlusconi finge pigramente di opporsi, ma ormai può crederci solo Brunetta (Fitto non ci crede più da tempo e fa bene, anche se non riesce a portare quest’incredulità al punto di ropture). In realtà, il Cav stesso è la spalla e il socio occulto del Partito della Nazione, in cui al momento opportuno traghetterà (quel che resta de) il partito Mediaset, ormai unica vera e verdiniana ratio del suo agire politico. È a tutti gli effetti un progetto di nuova Balena Bianca aggiornato al nuovo millennio, un’ipoteca sul governo del Paese per inclusione (di tutti i gattopardi che ci stanno) ed esclusione (di tutti i manifesti inadatti a governare, a partir da Grillo).

Tra questi, tra gli inadatti, c’è a tutti gli effetti l’altro Matteo, Salvini. È davvero bravo, il tipo, ha resuscitato la Lega come fenomeno di consenso, a costo di uccidere la Lega come fenomeno liberale e nordista. Il suo, è un altro Partito della Nazione, lo ha dichiarato lui stesso, un partito lepenista, identitario fino all’autismo, bigottamente avverso al mercato, al consumo, alla libertà indefinita di qualsiasi società aperta. Dunque, è un partito coerentemente anti-americano, smaccatamente filo-russo, sfacciatamente menefreghista di fronte ai diritti individuali violati dall’Uomo Forte di cui via via si innamora. Il fatto che uno di questi sia Kim Jong-un, oltre a Putin, mostra che Salvini non padroneggia il canovaccio, forse lo fa deragliare a bella posta, il punto è il titolo di fianco all’altro Matteo. Per questo all’occorrenza van benissimo i camerati di Casa Pound e di Forza Nuova miscelati nel corteo leghista, titoli e polemiche e rimbalzi assicurati, sono anche loro uno spicchio del Front National che verrà, conta nulla che la Lega sia antifascista per statuto ontologico, prima che sociale, conta avere a più presto a disposizione la grande casa nero-verde, con Salvini comandante in chief. Il prezzo, ovviamente, è la rinuncia aprioristica a governare il giocattolo, a qualunque peso minimo nei luoghi decisionali, di fondo, la rinuncia alla politica. Ma anche questo Partito della Nazione è questione di marketing: è il contraltare ottimale dell’altro, è l’opposizione perfetta, ed eterna, al governo eterno della Neo-Diccì renziana.

Così, i Mattei si spartiscono la torta, benedetti in un angolo da quest’ultimo Berlusconi crepuscolare, che non a caso non perde occasione per elogiare entrambi. Rimane, sperduta e silenziata dagli applausi bipartisan, una timida osservazione. E se fosse proprio la Nazione, il problema, se fosse proprio quest’Italia gattoparda, stracciona, eternamente democristiana o malinconicamente nazionalista, in ogni caso statalista e illiberale, insomma l’Italia che ci racconta ogni giorno su questo giornale Fabrizio Rondolino col suo “L’Italia non esiste”, la causa di tutti i nostri mali? Se esiste ancora qualche liberale dotato di istinto di sopravvivenza ci pensi, prima che uno dei due Mattei lo fagociti, e noi con lui.

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di on 22 ottobre 2014. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

17 commenti a Fermiamo i due Mattei nazionali(sti)

  1. adriano Rispondi

    21 ottobre 2014 at 14:29

    La descrizione può essere esatta ma le critiche no.I personaggi recitano la loro parte in commedia.Non è colpa loro se manca il controcanto dell’alternativa.Non basta sventolare delle bandiere ,bisogna scriverci sopra qualcosa.E se alle chiacchiere consuete degli uni si aggiungono quelle altrettano usuali degli altri il pubblico pagante applaudirà chi fa ridere di più.Non basta dire che ci vuole una alternativa liberale,bisogna tradurre dicendo con semplicità cosa si vuol fare.E la prima cosa da decidere è stabilire cosa fare con l’Europa perchè di fatto è lì che abbiamo consegnato il bastone del comando.L’alternativa liberale è per l’euro ed i suoi vincoli o no?Non ho ancora capito.A mio avviso è la prima domanda a cui bisogna rispondere.Almeno di Salvini e Renzi si conoscono le opinioni in proposito,più o meno.Chi ha la pretesa di proporsi al loro posto,rispetto a questa questione che posizione ha?

  2. riccardo Rispondi

    21 ottobre 2014 at 14:32

    Qui tutto va bene pur di restare e vincere alla grande. Chiarissimo, Direttore Sallusti, e siamo convinti anche noi che quello che si vuol fare è un rinnovato enorme gruppo di persone che pur arrivando da luoghi politici diversi, alcune delle quali ben piazzate da tempo su poltrone autoincollanti, saranno guidate dal duo “padre nobile-figlio scaltro”. Tutti ovviamente dichiarantesi, mentre la spesa pubblica in costante crescita continua a devastare il paese, liberali anzi liberalissimi. E sanno bene ,o se ne convincono, che il popolo bue disperato con un po’ di spot e bei passaggi televisivi, pur se solo chiacchiere e proclami ha visto, li voterà alla grande….E tutti vissero felici e contenti….

  3. ultima spiaggia Rispondi

    21 ottobre 2014 at 15:07

    C’è poco da raccapezzarsi. Annaspiamo tra la merda. Ha ragione Rondolino: “L’Italia non esiste”… più.
    C’era una volta la “Lira”, la cui convertibilità in oro corrispondeva allo 0,080.
    Negli anni ’60, durante il cosiddetto “miracolo economico italiano”, l’equivalente in oro della Lira era di appena 0,0015. Ma sempre oro era.
    Oggi abbiamo una moneta virtuale, farlocca, chiamata “Euro”, che rappresenta se stessa, ovvero la carta straccia su cui è stampato il valore; quindi adatta per giocare a Monopoli.
    Eppure, grazie alla politica illuminata della Banca centrale europea, questa moneta “patacca” ha il potere di fare il buono ed il cattivo tempo, di arricchire o rovinare i Paesi dell’UE, cui è negata ogni possibilità di uscita. I risultati sono sotto gli occhi di tutti.
    Ma non è farlocca solo la moneta, è farlocca l’UE tutta, tanto nella forma, quanto nella sostanza (di merda, appunto)
    Se l’Italia vuole estinguere il suo debito non ha che un modo: prendere un foglio di carta di generose dimensioni – diciamo cm. 100 x 150 – stamparci sopra l’intero importo del debito pubblico (arrotondato in eccesso) e consegnarlo alla Bce con tanti saluti, lasciando la differenza per mancia allo sportello. Dopodiché tornare nuovamente alla Lira, convertibile in oro.
    Chi ha avuto ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato ha dato… direbbero a Napoli.

  4. Marco Beltrame Rispondi

    21 ottobre 2014 at 15:44

    Direttore, non mi stanno simpatici i due Mattei, ma chiariamo una cosa: quale alternativa liberale in Italia? Lei vuole il modello americano/anglosassone, e io di certo non voglio vedere roba simile in Italia (Lei altrove riteneva giusto della democrazia americana il lobbismo ad esempio…Io invece lo ritengo un’incredibile distorsione della democrazia).
    La verita’ e’ che semplicemente, a voglia di fare gli anti-moderati (nel senso di non essere democristiani) si e’ deciso di prendere posizioni estreme – si’, anche questo giornale le ha, con l’ossessione del Renzusconi e arrivare ad inseguire meridionalisti pur di cercare conferme alle proprie tesi – che, spiace dirlo, mai avranno presa sull’elettorato, il che non vuol certo dire che sono tutti stupidi (come faceva il PD quando perdeva le elezioni…).
    L’intraprendente chiede cento, mille, duemila “Leopolde liberali”, ma fallisce miseramente quando si tratta di fornire piani concreti che non siano fumo, esattamente come Renzi. Tutti sono capaci di dire “tagliamo miliardi di spesa” (come anche Renzi ha detto pomposamente salvo poi rimangiarsi quasi tutto), quello che conta sono piani attuativi realistici – si scordi la Tatcher e Reagan qua.

    • ultima spiaggia Rispondi

      21 ottobre 2014 at 16:20

      Li fornisca lei a chi di dovere, i “piani concreti”.
      L’Intraprendente, oltre a scrivere ciò che vuole, è portavoce del 99% dei suoi lettori, che non può scontentare per far piacere a Marco Beltrame.

      • Marco Beltrame Rispondi

        21 ottobre 2014 at 19:32

        Io non ho la pretesa di chiedere a gran voce “l’opposizione liberale” (quale? Chi? Come?). Mi limito, come sempre, a decidere in base a programmi e similari.
        Se L’intraprendente vuole gli Stati Uniti in Italia, metaforicamente parlando…Beh, sicuramente non posso essere d’accordo, anzi.

        • ultima spiaggia Rispondi

          22 ottobre 2014 at 09:41

          Sono con lei nel non volere gli USA in Italia; sono con l’Intraprendente quando prende posizioni estreme. Secondo me da questa crisi non si esce facendo i moderati; e i piani per tagliare miliardi di spesa mi sembrano tutti attuativi e realistici.

          • Marco Beltrame

            22 ottobre 2014 at 12:01

            Con l’eccezione nemmeno quelli piu’ arditi hanno effetti immediati, a meno di non fare come la Grecia.

  5. Ernesto Rispondi

    21 ottobre 2014 at 16:56

    Direttore, mi consente la mia solita punzecchiatura? Sbagliate. Nei contenuti? No, forse no. Sbagliate nella sostanza. Parto dalla fine: sbagliate a fare i portatori d’acqua della sinistra. Sì certo, l’onestà intellettuale impone a un giornalista di sostenere le sue tesi anche quando, implicitamente, avvantaggiano ANCHE le tesi della parte politica “avversa”. Ma risponda a questo mio quesito, direttore: lei ha mai conosciuto o visto un giornalista “di sinistra” onesto intellettualmente? La risposta la conosciamo entrambi. Il giornalista “d’area” di quella parte politica fa DI TUTTO, dice DI TUTTO pur di danneggiare l’avversario. E’ un servo idiota, una macchina da scrivere collegata alla fonte alla sede del PD (o di SEL…). Se c’è da scrivere che il cielo è verde per danneggiare Salvini, lo scrive, e trova qualche centinaio di migliaia di cervelli lavati che ci credono. Dunque, mi spieghi una cosa: ma perché il giornalista “di destra” deve essere sempre più realista del re? Non si dà un vantaggio a chi di suo è ladro e assassino, direttore. “A brigante, brigante e mezzo”. E allora, se fra noi possiamo discutere di Salvini, ricordi che Salvini, rispetto a qualunque minus habens politico di sinistra, è Churchill. Se lo stampi, e lo stampi.

  6. ulysse Rispondi

    21 ottobre 2014 at 17:04

    Sallusti, mi permetta, i due mattei hanno in comune solo il nome, ma uno ha responsabilita’ di governo, l’ altro aspira a essere riferimento di opposizione. Detto cio’ un PD al 40 credo che preoccupi non pochi suoi lettori, io tra questi che non vi vede nulla di liberale. Salvini al contrario non si pone alcun problema, non deve rispettare direttive di partito, la lega di Bossi e’ finita, e cerca di sondare il terreno, ma non credo ambisca a una posizione di estrema destra, opposizione del niet e quindi non assimilabile al sistema (posto gia’ occupato dai grillini).
    Comunque tra il salotto di Barbara D’ Urso e Piazza Duomo del Salvini, vince Salvini. Perche’ e’ piu’ bravo?No,perche’ ha piu’ tempo.

  7. Epulo Rispondi

    21 ottobre 2014 at 17:18

    l’unico appunto che vorrei fare è sul rapporto tra Salvini e Kim-Il Sung. Penso che quella del segretario della Lega fosse solo curiosità per un Paese così chiuso e sconosciuto. Una sorta di interesse per un modello che se, fino a venticinque anni fa, potevamo vedere semplicemente andando in Cecoslovacchia o in Germania Est, ora è limitato alla Rep. Democratica (sic!) di Corea.

    Io stesso sarei curioso di vedere com’è e cos’è la Nord Corea, senza per questo esserne un simpatizzante.

  8. Daniele Rispondi

    21 ottobre 2014 at 17:58

    E’ un bene che Sallusti così come gli altri giornalisti non riescano ad inquadrare Salvini. Salvini è più indipendentista del Bossi dei primi tempi (e non a caso quando sono state fatte le elezioni per il parlamento di Mantova anni fa era nel gruppo dei comunisti), non lo dà a vedere, dissimula così bene che si farà aiutare dagli stessi che del tricolore fanno il proprio vanto. Io farei un bell’applauso all’uomo politico più intelligente degli ultimi 20 anni dopo Bossi, non a caso la strategia è quella della Lega dei primi tempi (un passo a destra un passo a sinistra, non farsi inquadrare per non farsi colpire), oggi ancora più efficacie di allora perché la gente è peggiorata parecchio in quanto a memoria.

    • Ernesto Rispondi

      21 ottobre 2014 at 18:18

      “non a caso la strategia è quella della Lega dei primi tempi (un passo a destra un passo a sinistra, non farsi inquadrare per non farsi colpire)” Ammetterà, caro Daniele, che il passo a destra, ossia l’alleanza col Front National e la presenza di Forza Nuova alla manifestazione, è stato come dire… rimbombante?

  9. gastone Rispondi

    21 ottobre 2014 at 20:25

    le opzioni ? sono in questo caso due . O nessuno dei due Mattei ,oppure,uno dei due, io scelgo il Salvini ,poi si vedrà.

    • egenna Rispondi

      22 ottobre 2014 at 06:17

      Quoto al 100%…
      Cordiali saluti

    • giuliano42 Rispondi

      24 ottobre 2014 at 14:27

      quoto al 200% chi sarebbero i liberali?quelli di forza italia?ma fatemi il piacere salvini forever!

  10. Sergio Rispondi

    24 ottobre 2014 at 19:04

    Direttore,qui non si tratta di due mattei o di nazioni, qui se il popolo itagliano non si sveglia saremo
    sempre nella cacca e ci resteremo per sempre perchè non c’è nazione che tenga se non c’è un popolo
    che prenda coscienza del proprio ruolo e capisca cosa vuole e dove vuole andare. Oggi il popolo è
    tranquillo preso dai vari spettacoli televisivi, dal calcio e così via e tutto va a rotoli senza che nessuno
    muova un dito, comunque tra i due Mattei scelgo il Salvini che secondo me ha le idee più chiare.

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