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Sono islamofobo. E lo rivendico

L'Isis sgozza gli «infedeli», Magdi Allam viene perseguito dall'Ordine dei giornalisti, gli ebrei lasciano Parigi e i cristiani vengono crocefissi. Avere fobia di un'ideologia di morte è un diritto naturale dell'Occidente che non può tollerare oltre gli intolleranti

IsisC’è un momento in cui l’ipocrisia e le buone maniere vanno messe da parte. E un liberale deve dire le cose come stanno, pena essere accusato un domani di essere stato imbelle davanti ai mostri avanzanti. Per quieto vivere, pensando di salvaguardare la propria tranquillità borghese. Deve dirlo senza temere di urtare le “anime belle”, che poi spesso tanto belle non sono e grondano ipocrisia. Ciò che bisogna dire oggi, chiaro e forte, senza ambiguità, è che l’Iislamismo è il nuovo totalitarismo e che come tale va combattuto prima che sia troppo tardi. Il totalitarismo è, come si sa, non un avversario ma il nemico assoluto della società liberale. E lo è sia perché la sua visione della vita, essendo appunto “totale”, non tollera quella distinzione fra le sfere di attività umane, in primo luogo fra la politica e la religione, che è alla base della nostra civiltà; sia perché è animato da un sentimento di “purezza” che considera sacrilega la possibilità stessa che possa esistere una società pluralistica.

Una società che sarebbe, per ciò stesso, di “infedeli“: da rendere “fedeli” con la forza o semplicemente con l’eliminazione. Fra le ipocrisie che bisogna mettere fuori campo, soprattutto oggi in Italia dopo la vergognosa pagina di cui è stato protagonista il fascistico Ordine dei giornalisti nei confronti del suo iscritto Magdi Cristiano Allam, è la distinzione capziosa e pregna di sottigliezze bizantine, fra islamismo e islamofobia. Se io sono contro un’ideologia di morte, come posso, infatti, non averne paura, fobia? Come non posso prendere i dovuti provvedimenti, e quindi “discriminare”, con il pensiero e con l’azione, chi se ne fa portatore? Anzi, se così non facessi, significherebbe proprio che non credo nei miei valori. E se un valore non è supportato da forte fiducia, come si sa, si finisce prima o poi col perderlo. Che è quello che successe, negli anni immediatamente successivi al primo conflitto mondiale, in Europa, quando un forte scetticismo nei confronti dell’Occidente emerse prima in molta parte del ceto dirigente e intellettuale e montò poi nella società intera favorendo il grande collasso.

Oggi, inutile girarci attorno, il virus che dall’interno corrode la fiducia dell’Occidente nei suoi valori, che dal mondo intellettuale trapassa nella società politica e quindi nella coscienza diffusa, ha un nome bene preciso: è l’ideologia liberal del “politicamente corretto“. È un’ideologia per certi versi ancora più insidiosa di quelle del passato, che non si limita a dire quello che dicevano le ideologie degli anni Trenta: che il liberalismo e il capitalismo erano morti e che comunque bisognava adeguarsi. L’ideologia attuale è invece una sorta di “falsa coscienza“: assume le sembianze del suo contrario, di una tolleranza simpatetica verso tutto quanto non ci appartiene. Vuole dialogare con tutti, anche con chi al dialogo non è interessato e tutt’al più lo usa in modo strumentale per poter conquistare spazio e potere proprio per poterlo eliminare il prima possibile e per sempre. Lo stesso pluralismo liberale non viene più concepito come la dialettica, conflittuale e competitiva, interna alla società aperta, ma come un relativismo e irenismo multiculturale in cui tutte le concezioni del mondo hanno in fondo lo stesso valore. Il fatto è che, come diceva Benedetto Croce, lungi dall’essere relativistico, il liberalismo è un valore forte in cui credere. Esso ha bisogno persino di una “religione”, quella “della libertà”, che lo accompagni nelle coscienze. Si tratta di un valore per spiriti colti e raffinati, da società e individui moralmente evoluti. Per esso bisogna sempre essere pronti a combattere quando è del caso, visto che la libertà non è mai data e garantita in modo definitivo. “Tollerante con i tolleranti -scriveva suppergiù in quegli anni stessi anni Karl Popper- la società aperta diventa intollerante con gli intolleranti. La tolleranza, al pari della libertà, non può essere illimitata, altrimenti si autodistrugge”

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di on 1 settembre 2014. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

18 commenti a Sono islamofobo. E lo rivendico

  1. sergio Rispondi

    30 agosto 2014 at 19:17

    ” Serve una legge che deve sanzionare quei partiti che portano avanti manifesti razzisti e non dobbiamo permettere che esistano partiti che predicano l’odio o l’incitazione all’odio. La gente ha avuto più coraggio dei politici mettendo al bando Alba Dorata proprio perché proponeva l’incitazione all’odio. A questo dobbiamo arrivare in tutta Europa, non solo in Italia, altrimenti diffondiamo l’accettazione di manifesti razzisti e difendiamo pensieri di discriminazione ”

    ( da un’intervista ad Affari Italiani di Cecile Kyenge http://www.affaritaliani.it/politica/kyenge-esclusivo-lega-al-bando-legge3008.html?ref=ig

  2. Maurizio Rispondi

    30 agosto 2014 at 19:32

    Non è tempo e non vi è modo di trattare con portatori di terrore.Non c’è la fai contro l’impasto d’ignoranza e voglia di uccidere,voglia di sterminio per chi è portatore di civiltà e diritti umani.Questi strambi ordini e questi strambi giornalisti che non trattano e non parlano ci fanno vergogna .La viltà contro queste belve ignoranti e superstiziose ci stanno già regredendo a difensori tribali, ma noi siamo l’occidente,stanco ed ignavo forse ma civile.Facciamoci carico per una volta anche di difesa oltre al l’accoglienza dovuta a disperati.Lo capiremo quando qualcuno di noi incapperà in questi assassini .Ma non avremo tempo per piangere.

  3. sergio Rispondi

    30 agosto 2014 at 19:52

    “ Grazie alle vostre leggi democratiche vi invaderemo; grazie alle nostre leggi religiose vi domineremo ”
    http://www.gesuemaria.it/nemici-della-chiesa/lislam-ai-nostri-giorni.html

  4. ulysse Rispondi

    30 agosto 2014 at 21:25

    Non si puo’ dire: sono islamofobo e lo rivendico. Non e’ politically correct.Non e’ educato. Mi ricordo il titolo del LT che a caratteri cubitali scriveva, il giorno dopo 9/11, those bastards. E’ piu’ corretto.
    In Europa si sta facendo strada un sentire comune per cui non si possono esprimere opinioni diverse da quelle veicolate dai nuovi spin-doctors. E quando uno chiede perche’ ci si sente rispondere col ritornello di Jannacci: perche’ no. Forse ci conviene trasferirsi tutti allo zoo perche’ i leoni sono meno pericolosi dei fanatici dell’ Isis.

  5. Andrea Rispondi

    31 agosto 2014 at 04:48

    Non si può essere islamofobi.
    Se uno ha paura della mafia non è “mafiofobo”, è semplicemente normale in quanto la mafia costituisce un rischio e un pericolo reale.
    Allo stesso modo non è anormale chi ha paura dell’islam, in quanto essendo anche esso un rischio ed un pericolo concreto e molto alto, anormale è chi non lo teme.

  6. luigi bandiera Rispondi

    31 agosto 2014 at 09:24

    L’incitazione all’ODIO si fa durante una guerra se no o altrimenti i soldati non sparano contro un altro uomo: non sono scemi come i guerrafondai.
    Siccome certa gente non sa che siamo in guerra, il seminare odio lo dimostra, non vede e non sente che per l’appunto gli estremisti seminano odio e non provvedono.
    Scrivevo ma sono condannato a ripetermi: l’intellighenzia occidentale e’ MALATA. Lo avevo visto per primo in Italia ma osservando meglio il segnale arrivava da tutto l’occidente.

    Con questi presupposti la guerra in atto e’ gia’ PERSA..!

    Siccome il tutto lo si cambia col voto (in democrazia) ma una volta votato tizio egli durera’ per 4, 5 o 7 anni, il cambio non avviene in modo tale da controbbattere colpo su colpo.
    I tempi della cosiddetta democrazia sono lunghissimi per tutti gli appunti. Per questo la guerra e’ gia’ PERSA in partenza..!

    In tempo di GUERRA si deve fermare tutto quel meccanismo amministrativo chiamato DEMOCRAZIA..!
    Il sta nel fatto che bisogna prendere DECISIONI quasi IMMEDIATAMENTE..!

    Tutti gli altri (i politikanti) li si lascia sbraitare tanto non sanno fare altro, a parte tassarci.
    Cosi’, alcune considerazioni INUTILI.

    Auguri

  7. Albert Nextein Rispondi

    31 agosto 2014 at 09:42

    Perché questa gente interpreta parti del corano in maniera deteriore e criminale?
    Uno studio psicopatologico sarebbe interessante.
    Invidia?
    Senso di inferiorità?
    Miseria?
    Ignoranza?
    Superstizione?
    Frustrazione esistenziale?

    Noto anche che i figli dei ricchi arabi, penso anch’essi musulmani, vengano tutti mandati a studiare in occidente presso le migliori università e collegi.

    Io credo che tutto si condensi in “mi piacerebbe, vorrei ma non posso, allora ve la faccio pagare”.

    Naturalmente i preti islamici hanno la gran parte della responsabilità in questo.
    Non so se di fronte a tali esecuzioni e tali delitti questi preti esprimano disaccordo e condanna.
    E che dicono i giornalisti arabi? Si limitano a riferire i fatti o anche li condannano?

    Fossi negli americani io li lascerei a scannarsi tra loro.
    Però mantenendo attive due opzioni, in caso che costoro alzassero la cresta oltremodo.
    Il dito sulle bombe atomiche dall’alto.
    Il neocolonialismo imperialista sfrontato e di conquista, attuato senza scrupoli e senza risparmio di mezzi.

    Se non basta esser liberali, non violenti, e non ingerenti in affari altrui, allora si deve percorrere una strada diversa.

    Se cercano la guerra, quella vera e non le porcate all’americana, io sarei tentato seriamente di recapitargliela.

  8. Federico Righi Rispondi

    31 agosto 2014 at 11:16

    Negli anni, abbiamo conosciuto e rinnegato, sia per esperienza diretta che indiretta, i totalitarismi.
    L’occidente ha chiaramente paura di ciò, ma poi gli organi della società civile, che purtroppo nulla hanno di libero, pur di non scontentare il padrone di turno, sono capaci di rinnegare anche la madre. Magdi Allan deve fregarsene e rinnegare, innanzitutto, l’ordine, quelle inutili associazioni corporativi etiche ereditate dal fascismo!

  9. Paolo Rispondi

    31 agosto 2014 at 11:32

    Non sono islamofobo.
    Però, visto il silenzio del cosiddetto Islam “moderato”, temo di poterlo diventare.

  10. Marco F.C. Rispondi

    31 agosto 2014 at 11:32

    Chi si rende conto che le nostre opinioni sono veicolate e non hanno più niente di personale, di nostro ?
    L’ignoranza su i diversi temi fa’ il resto. Al tempo delle crociate i mussulmani avevano probabilmente la stessa opinione che oggi si ha in occidente verso gli islamici. Anche loro non conoscendo la cristianità, giudicavano da quello che vedevano, uccisioni, sgozzamenti, stupri ect. a dispetto di tanti cristiani rimasti a casa che si comportavano rettamente seguendo le regole prefissate. Oggi come allora c’erano gli sponsor con i loro interessi specifici, quindi queste azioni dovevano portare sopratutto profitti. Al posto dei ricchi veneziani, sulla spinda opposta ci sono i servizi segreti, con mezzi illimitati di denaro, influenza sui media, con il solo scopo di attivare più conflitti possibili, perchè questi porteranno di sicuro profitti : i loro sponsor, le lobbie delle arni fanno sempre affari d’oro… non cadiamo nel tranello, nel diventare anti islamici, o qualsiasi anti, ci sono miliardi di islamici pacifici che non fanno rumore o scalpore, e non è giusto che per l’ignoranza dei pochi vengano denigrati.
    Chi ha letto il Corano sa’ che niente di quello che fanno o dicono gli estremisti, o dicono di loro, è in qualche modo tollerato. La vita è sempre sacra ed è il delitto più grave uccidere, senza scuse…Islam vuol dire pace, vivere in pace! L’interpretazione volutamente errata delle scritture, su una moltitudine che ignora l’arabo ha causato molti danni, gli stessi che ha causato la chiesa in passato, immischiandosi in lotte di potere, politica e di predominio.
    In fondo siamo noi che abbiamo dato il cattivo esempio,il karma negativo che ritorna…
    Vinciamo le apparenze e non lascimoci trascinare oltre nelle tenebre dell’ignoranza.

  11. egos Rispondi

    31 agosto 2014 at 11:55

    “Un liberale deve dire le cose come stanno” e poi dice le cose come non stanno, ma come è convinto che stiano. Il liberale spiegasse perché l’Occidente, nascosto dietro la mascherina dello spirito democratico, può continuare ad infamarsi dei peggiori crimini perseguendo le proprie logiche di predominio e una presunta controparte, costantemente sotto l’attacco della prima, non dovrebbe poter fare lo stesso. Ammesso che lo stia facendo. Non ho mai visto, almeno nella storia recente, truppe militari islamiche invadere un paese occidentale ridisegnandone i confini e condizionandone il tessuto politico e sociale fino a creare “mostri” che prima di quel passaggio non esistevano. Il liberale, dalla sua comoda poltroncina di pelle (magari assemblata per qualche spiccio in una fabbrichetta poco democratica pakistana) scrive il suo bell’articolo al computer (sicuramente assemblato per due spicci nell’illiberale repubblica popolare cinese) e parla di “virus che dall’interno corrode la fiducia dell’Occidente”. Prendesse in mano un mitra, magari uno di quelli che i liberali occidentali vendono a qualsiasi “mostro avanzante” lo richieda, e andasse a combattere per la propria libertà di dire cose senza alcun fondamento.

    • alessandro Rispondi

      1 settembre 2014 at 12:53

      Il liberale, antitetico al radicalchic , normalmente non sgozza gli “infedeli” e normalmente non manda poveri disgraziati fanatici carichi di esplosivo a farsi saltare assieme a migliaia di innocenti, normalmente pero’ reagisce di fronte a questi massacri cercando di difendere non solo la sua gente e la sua civilta’ ma tutte le vittime di questi assassini, a volte anche con la forza. Trattasi pero’ di reazione, perché normalmente il liberale tenta di diffondere la pace, la tolleranza e la democrazia e la liberta’.Il radicalchic invece riempiendosi la bocca di ipocrite teorie terzomondiste che alla lunga producono solo disastri non sa leggere la realta’o se ne accorge solo con estremo ritardo.

  12. adriano Rispondi

    31 agosto 2014 at 13:43

    Se islamofobo significa avere paura dell’Islam,io non lo sono.Se invece vuol dire rifiutare una ideologia inaccettabile,allora sì.Questi fanatici del passato hanno del passato anche i rituali per uccidere,con i quali si illudono di terrorizzare il nemico.Sono superati gli uni e gli altri.Auguro loro di non oltrepassare i limiti di Pearl Harbor.Si accorgerebbero con cosa non si combatteva nel medioevo.

  13. ALESSANDRO REGGIANI Rispondi

    31 agosto 2014 at 14:12

    Completamente d’accordo ,
    come sempre più spesso mi capita con i vostri articoli.Complimenti , avanti così.Il nostro povero paese ha bisogno che una voce come la vostra sia diffusa.A quando una presenza in edicola?

  14. Riccardo Pozzi Rispondi

    1 settembre 2014 at 09:22

    Attento Corrado, arriveranno presto le fatwe del progressismo pavido della nostra sbiavida sinistra.

  15. Corrado Rispondi

    1 settembre 2014 at 11:50

    Pienamente d’accordo sui principi, che però vedo spesso attuati a mozzichi. Se è facile condannare chi uccide, stupra, vende gli essere umani, schiavizza le donne e porta avanti ideologie di morte, meno facile è capire quelle stesse parole nascoste dietro un discorso non offensivo nei termini ma offensivo nella sostanza. Purtroppo di discorsi così ne sento molti, soprattutto in televisione quando si affrontano i cosiddetti “temi etici”, che poi è solo un termine usato come capro espiatorio per poter negare qualcosa agli altri. Ed è così che mi ritrovo a pensare che in tv ci siano tanti “piccoli Hittler” che pontificano sugli ebrei (sostituite il termine con ciò che volete: gay, neri, malati terminali), perchè la distinzione fra opinione e discriminazione in Italia è stata annullata in virtù di un servilismo ai poteri forti. Tornando al tema principale noto molta ideologia da parte di elementi “sinistroidi”, persone che non hanno ancora imparato la pericolosità delle ideologie assurte a religione, che rifiutano l’evidenza, che, pur di non fermarsi a riflettere sui propri errori, vanno avanti per inerzia. Ecco allora che fioccano le immagini dei poveri bambini palestinesi colpiti dalle bombe israeliane ma non vedi l’immagine di nessun bambino israeliano colpito dai missili palestinesi, perchè anche nella morte i bambini non son mica tutti uguali, ci sono i poveretti, quelli che meritano le prime pagine e poi ci sono gli altri, da ignorare, da mettere nel cassetto. Quando lo fai presente ti vengono a dire che i missili palestinesi son come i fuochi d’artificio, come se per Hamas fosse festa ogni santo giorno. La vita mi ha insegnato a diffidere dalle ideologie, qualunque esse siano, ma mi ha anche insegnato il valore dell’uomo, della persona e che tutto deve partire dalla libertà dell’individuo.

  16. cristiano Rispondi

    2 settembre 2014 at 01:17

    il cancro del politic.corretto ha metastasi infide e invisibili ai più,ma esistono ancora “teste pensanti”e chi rifiuta- il buonismo a tutti i costi, l’ipocrita e assurdo “accogliamoli tutti” ,aiutiamo tutto il mondo e facciamoci carico dei mali di tutti- deve alzare la propria voce e gridare che di questo passo decretiamo la fine del pensiero libertario e occidentale per lasciare il posto a gentaglia che nulla ha da spartire con il nostro modo di vivere e di affrontare la vita.Modus vivendi(il nostro) criticabile quanto si vuole ma migliore di un atavico pensiero pseudo-religioso che ha il fine di distruggere quello che non è riuscito a creare in millenni di storia….che siano invidiosi del fatto che noi siamo progrediti e “loro” sono fermi a 500 anni orsono??Solo uno stupido può credere in un entità che predica di eliminare tutti quelli non affini al proprio credo,solo un idiota può pensare che la propria idea è l’unica e tutto il resto è cane infedele.Poveri illusi che credono in un paradiso fatto di vergini e oro…..IDIOTS!!!

  17. step Rispondi

    2 settembre 2014 at 14:30

    Concordo sulla fanatica ideologia del politicamente corretto. La politica si basa proprio sulla dicotomia amico/nemico, come l’estetica ad esempio si fonda sulla coppia bello/brutto, è connaturata quindi alla politica la presenza della varietà, della diversità anche marcata di posizioni; se invece una posizione difforme viene degradata a “non corretta” si esorbita dalla sfera politica per sfociare in quella morale (buono/cattivo) o in quella giuridica (secundum legem/contra legem). Insomma secondo il politicamente corretto chi la pensa diversamente non è più un avversario leale che si contrappone “correttamente” (e che potrebbe anche avere ragione) ma diventa uno “scorretto”, uno che cioè ha violato qualche regola, morale o giuridica che sia.

    È chiaro che tutto questo è una mistificazione per mettere a tacere (anche criminalizzando) chi si oppone a un certo status quo. Non vedo nella fattispecie perché non si possa discutere criticamente di Islam, così come facciamo per il cristianesimo, anche se “fobia” forse è esagerato. Comunque il discorso sull’intolleranza intrinseca dell’Islam – intolleranza a mio avviso comune a tutti i monoteismi, proprio perché tali – è molto complesso, per cui mi fermo qui.

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