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«Se ci commissariano è colpa nostra»

Flavio Tosi lancia la provocazione: «Se l'Europa non si fida, è perché la politica chiacchiera e non riforma da vent'anni. Renzi compreso». Dal bluff degli 80 euro, alla burocrazia intatta, fino al «patto del Nazareno che imprigiona il centrodestra». Il sindaco di Verona a tutto campo

tosiFlavio Tosi non è «un filo-europeista. Semplicemente guardo le cose in modo pragmatico e capisco che se l’Europa non si fida dell’Italia ha le sue ragioni, non si fida dei suoi governi che per vent’anni invece di riformare hanno chiacchierato». Questa conversazione col sindaco di Verona nasce da una provocazione che lui ha buttato là, tra mille analisi, in cui c’è un sacco di realtà. Parafrasiamo: «Se ci commissariano è colpa nostra». Colpa di chi?
«Al di là della polemica sull’euro, tolto che se nel 2001 avessimo fatto quel che ha fatto il Regno Unito saremmo in un’altra situazione, dato che non possiamo agire sulla valuta, svalutare… È tutta colpa nostra perché non siamo in grado di fare quello che ha fatto, ad esempio, la Germania dopo la riunificazione».

Ovvero?

«Hanno avuto il coraggio di grandi sacrifici. Hanno fatto riforme importanti e non hanno mai smesso di farle, ora sono il motore dell’Europa. Noi in vent’anni non siamo riusciti a ridurre la burocrazia, il debito né altro».

Partiamo dall’inizio: Mario Draghi ha chiesto, con gentilezza, a Renzi di farsi da parte e lasciare le riforme le faccia l’Europa. Arroganza intollerabile o grazia?

«Il sistema europeo non può saltare per colpa dell’Italia. La Grecia, che è il 2% del Pil europeo, sta costando grandi sacrifici al Vecchio continente. Dovessimo fallire noi scoppierebbe Bruxelles. Accadde la stessa cosa con Berlusconi, a lui diedero un ultimatum, poco dopo cadde il Governo».

È il presidente del Consiglio a non essere all’altezza o è il “sistema” a resistere al cambiamento?

«La colpa di Renzi è quella di promettere e non fare. I 100 giorni sono diventati 1000 e già annuncia che “dopo i mille giorni vedremo…”. Sono promesse a vuoto. Chiunque conosca la macchina burocratica sapeva che in cento giorni non avrebbe fatto nulla. La verità è che c’è una resistenza forte. Dai burocrati alla Corte costituzionale».

Come se ne esce?

«Se ne esce con l’Europa che impone le riforme irrinunciabili. Lo fa con tutti i governi, in particolare oggi parla all’Italia».

Lei si fida dell’Europa al punto da cedere volentieri ulteriore sovranità nazionale?

«Non mi fido affatto. Sono pessimista sul fatto che riusciremo a fare le riforme internamente, anche solo per il fatto che a Roma fa comodo l’ingerenza europea: i parlamentari piuttosto che siglare riforme impopolari vogliono le facciano altri in modo da dargli la colpa».

Cosa farà Renzi in 1000 giorni?

«Racconterà balle, dirà che farà quel che non farà, com’è stato col Senato che è ancora lì, con l’abolizione delle provincie e i tagli alla Pubblica amministrazione o con la magistratura. Farà proclami per poi dire che a causa del parlamento ostile ha fallito, perciò urge andare a votare».

In caso si andasse alle urne il centrodestra, sparito dai radar, sarebbe mal messo.

«L’assenza di opposizione si risolverà. Il dopo Berlusconi sarà inevitabile. Spero solo lui capisca che il Patto del Nazareno dà un grande vantaggio al Pd. Forza Italia è in asfissia, si sta condannando all’inesistenza impedendo tra l’altro al centrodestra di riformarsi».

Il Cavaliere lo intuirà?
«Solo se smette di ascoltare i falchi, gli yesman, e se inizia a soppesare gli uomini che hanno consenso e buon senso».

Quali riforme, con o senza Merkel, dovremmo fare per prime?

«Due sono a breve termine, l’altra è la riforma costituzionale. La Costituzione è stata scritta apposta perché non potesse essere modificata, perciò per toccarla occorre molto tempo. Serve però una riforma coraggiosa, non un pastrugno come quello del Senato, che riequilibri i poteri. Oggi Parlamento e popolo sono desautorati da burocrazia e magistratura. Non puoi fare nulla senza che la Corte costituzionale ti dia l’approvazione».

Un modello?
«Quello svizzero: si fanno referendum su tutto, non esiste quorum, la costituzione cambia in continuazione, i cittadini decidono la qualsiasi».

Le altre due priorità?

«Sburocratizzazione: togliere poteri agli uffici. Non offrono servizi, controllano e bloccano l’impresa. Esattamente il contrario di quello che ha fatto Renzi col Decreto cultura, con cui ha rafforzato i burocrati. Infine, imporre in modo feroce i costi standard».

L’ultima le sta particolarmente a cuore…

«Dico feroce perché va fatto in modo cattivo, netto. Il vero taglio va imposto alle mega pensioni dei dirigenti. Gli italiani credono che i maxi stipendi siano stati tagliati ma saranno ridotti solo nel 2017. Il Comune di Verona deve fare a meno di un milione di euro di Ires e Irpef. Roma ha interrotto i trasferimenti ma di tasse sugli immobili esige 48 milioni. Insomma, Verona solo per il fatto che lo Stato esiste perde 48 milioni l’anno. Oltre a questo, il cittadino poi è costretto a ri-pagare le spese di funzionamento della città».

La soluzione?

«Dire ai Comuni che da qui a cinque anni si azzereranno completamente i trasferimenti. Per tutti. Se ce la fanno quelli virtuosi, se ce la faccio io, ce la devono fare tutti. Così elimini gli sprechi. Renzi fa della grossa demagogia: per esempio, gli 80 euro come hanno inciso a Verona? 10 milioni di italiani li hanno avuti in busta paga. La manovra con cui ha dovuto trovare le coperture ha tagliato ai comuni 31 milioni. In sintesi, nel mio Comune i cittadini hanno pagato 120 euro in più a testa».

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di on 17 settembre 2014. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

11 commenti a «Se ci commissariano è colpa nostra»

  1. gigi Rispondi

    16 settembre 2014 at 19:34

    Una lettura tanto liberale di Tosi non la sapevo. Beh se questo è esser o esser stato leghista è un bel momento innovativo. Ha peraltro pienamente ragione sulla scomparsa di un centro destra possibile martirizzato da Berlusconi che non vuole trovare uomini capaci e fare il padre nobile frenando tutto. Se questo di Tosi è un ragionare e fare politica vera e non proclamata l’uomo non è male anzi, bella sorpresa.

  2. mario Rispondi

    16 settembre 2014 at 19:38

    In poco il sindaco Tosi ha detto molto. Se si candidasse a primarie possibili di un centro destra rinascente magari troverebbe ampi consensi e ,se amministrasse come a Verona, magari troveremmo una via d’uscita perché a Verona le cose le ha fatte.

  3. Marzia Rispondi

    16 settembre 2014 at 19:40

    Tosi sembra molto lucido. Chissà potrebbe essere un buona carta da giocare per il centro destra , quello che non c’è più.

  4. Valerio Rispondi

    16 settembre 2014 at 19:44

    E’ bravo a dire le cose ,ma poi a farle. I leghisti hanno avuto un grande consenso e dicevano anche cose interessanti ma poi il niente. E’ vero Tosi amministra bene Verona che non è Catania per ricchezza ma ce la farebbe a passare ad altro ruolo nazionale? O se lo sbranano prima.

    • Giovanni Schiavo Rispondi

      17 settembre 2014 at 08:10

      Prima o dopo se lo sbranano comunque.
      Riflessione:
      1) Berlusconi ci provò fino al 2011 poi capì che era meglio tirare a campare per non essere annientato – zitto e a cuccia.
      2) Renzi è illuso più di quanto lo sia stato Berlusconi, ma andrà a sbattere e si farà male.

      Tosi è bravo, ma fare i Sindaco (che ha più poteri di un ministro) è una cosa, fare il PdC (che ha meno poteri di un ministro) è altra cosa.
      Il mostro è il Burocrate, il quale, potendosi rivolgere a tutti i PdC, direbbe: Io so io e voi non siete un cazzo.

    • Sergio Andreani Rispondi

      18 settembre 2014 at 07:35

      ……i leghisti hanno avuto un grande consenso….

      Certo !

      Nel primo governo berlusconi (2001-2006) avevano il 3,98 % e nel secondo ( 2008-2001 ) l’8,2 : grande consenso !

      Comunque erano riusciti a fare introdurre i costi standard e, poco dopo il Governo è stato fatto cadere con il giochino dello Spread.

      P:S: le prime due cose che ha fatto il Governo Monti sono state la Legge per Roma Capitale nonchè archiviare i costi standard, ed il Sud ha continuato a sprecare.

      Taci che è meglio.

      • Giovanni Schiavo Rispondi

        18 settembre 2014 at 15:38

        Ma taci tu.

  5. Ruggero Rispondi

    16 settembre 2014 at 20:21

    Un Tosi (fin troppo) moderato che cerca di prepararsi il terreno per la guida del centrodestra.

  6. Joachim Rispondi

    16 settembre 2014 at 22:30

    Tosi non è uno sprovveduto, ma non sprechi le sue energie a cercare di cambiare l’Italia: lo stato italiano è irriformabile: va fatto a pezzi. Dedichi le sue capacità e il suo impegno all’indipendenza del Veneto, le altre regioni cisalpine seguiranno. Renzi, Napolitano e tutto il caravanserraglio che li accompagna facciano pure i fenomeni senza di noi. Aspettiamo buone notizie dalla Scozia…

  7. Giuseppe Rispondi

    16 settembre 2014 at 23:43

    Si sembra chiaro che Tosi voglia candidarsi a leader di un nuovo centrodestra,ma il figlio adottivo politico di Berlusconi non e’ Renzi e quindi proclamato erede?

  8. adriano Rispondi

    17 settembre 2014 at 17:16

    Per vincere occorrono poche idee chiare,non molte confuse.La democrazia diretta va bene ma prima “la democrazia appartiene al popolo” e basta.Sull’Europa non ho capito da che parte sta.L’ipotesi di commissariamento è inaccettabile,la perdita di sovranità pure.Quindi si deve uscire dall’euro e si deve dire come,non sciorinare le solite banalità.Altrimenti va bene così ed invece così va male.Ho l’impressione di assistere al solito copione.Belle frasi valide per tutte le interpretazioni,poca sostanza.In breve,non ci siamo.Se questi sono i nuovi leader nascono vecchi.

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