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RIDATECI L’OCCIDENTE

Obama è il peggior presidente che gli Stati Uniti abbiano avuto, i suoi colleghi europei non sono migliori e Putin ne approfitta. Intanto siamo minacciati da Medio Oriente, Ucraina, Siria, Iraq, Afghanistan. L'Isis rapisce i bambini e noi temporeggiamo...

Reagan-ObamaNon poteva che finire così, male, a quasi guerra, e guai quando a dover decidere come gestire il dialogo sono deputati personaggi come il nostro ministro degli Affari Esteri e neo mister Pesc, ovvero una che in qualunque intervista, ma lo fa ripetendo l’entusiasmo del suo presidente del Consiglio e di un gran pezzo di sinistra internazionale, si affanna a ricordare inesistenti successi della politica estera del presidente degli USA, Barack Hussein Obama. Ora se invece Obama, come io credo fermamente, è di gran lunga il peggior presidente nella storia degli Stati Uniti d’America, uno al cui confronto Carter appare già come un grande statista, e non so se mi spiego, le minacce che ci troviamo a dovere affrontare sono non solo inevitabili, dal Medio Oriente, a Ucraina, Siria, Iraq, Afghanistan, ma di torvo esito.

Ti chiederai, caro direttore, perché parlo di Obama avendomi tu chiesto un contributo sulla minaccia rappresentata dalle mire espansionistiche di Vladimir Putin, e sull’improvvisa simpatia dei giornali del centro destra per lo Zar, simpatia accompagnata da un neanche tanto velato fastidio per la visione americana del problema Ucraina, sanzioni, Nato. Il Giornale e in dose minore Libero rappresentano probabilmente l’illusione berlusconiana di tessere la propria riabilitazione attraverso una chiamata di Renzi e dell’Europa a inviato speciale al dialogo con Putin. Lo saprebbe fare bene come già lo ha fatto, essendo la politica estera la vera perla dei governi Berlusconi prima del disastro finale in Libia, che è però frutto di un complotto europeo e di un tradimento in casa, Sarkozy e Hollande insieme a Frattini. Il Cav lo saprebbe fare, ma non glielo faranno fare, non possono, non vogliono, non sono all’altezza gli omuncoli riuniti al vertice della Nato di pensare non dico in grande, almeno in utile, neanche sull’orlo del burrone.

È che, alla radice del gran casino con Putin c’è proprio l’insipienza, l’incapacità di Obama e obamiani. È là purtroppo oggi, nel cuore del mondo che amiamo tanto, nel regno di life, liberty and pursuit of happiness, il vero nemico, e tremerò fino a quando non sarò certa che il primo martedì di novembre del 2016 tornerà a comandare l’America e a trainare l’Occidente un rappresentante del Grand old party repubblicano. Fino ad allora mi rifiuto di scandalizzarmi se Putin, che guida un grande Paese di democrazia recente, incompiuta e rozza, che mai ha rinunciato a pretese egemoniche ma che è stato a lungo e felicemente incluso e contenuto, continuerà a fare il suo lavoro sporco per riprendersi quel che ritiene suo di diritto, e non saranno quattro basi Nato a spaventarlo. Ben di più dovrebbe spaventare noi dover affrontare disuniti, e pure economicamente massacrati da embarghi e sanzioni, la vera guerra calda, quella al Califfato, all’Isis, all’Islam che ci vuole come sempre conquistare e annientare, e che sta a buon punto dell’impresa, grazie agli errori clamorosi della presidenza Obama e degli amichetti europei, dalla mano tesa all’Iran alla primavera araba alla cacciata di Gheddafi. Hanno distrutto il Medio Oriente questi banditi che si sentono di fare le pulci a Putin.

Non doveva andare così, non è andata così per un lungo periodo. Cito dalla non certo amica La Repubblica: “Con la firma da parte dei 19 paesi membri della Nato e della Russia della Dichiarazione di Roma, le porte dell’Alleanza atlantica si sono aperte all’ex potenza comunista. I capi di Stato e di governo dell’Alleanza e il presidente russo Vladimir Putin, riuniti nella base militare di Pratica di Mare, hanno in questo modo messo la parola fine alla contrapposizione che ha caratterizzato gli anni della guerra fredda, e inaugurato una nuova visione unitaria degli equilibri mondiali, che ha come obiettivo primario la lotta contro il nemico comune del terrorismo” (28 maggio 2002). Pratica di Mare fu un successo di Berlusconi, un incontro storico in un clima di grande amicizia tra Bush e Putin, con la nascita del “Consiglio a 20”, ovvero l’ingresso della Russia nel vertice NATO attraverso la firma della Dichiarazione di Roma sugli interventi comuni tra i quali il contrasto al terrorismo e la non proliferazione delle armi di distruzione di massa. Cito solo un altro episodio in cui al cattivo Putin fu possibile far abbassare la cresta, indurlo al dialogo: la crisi tra Russia e Georgia dell’agosto del 2008. Berlusconi facendo leva sui suoi ottimi rapporti con Putin, si adoperò per fare in modo di giungere a una soluzione equilibrata della questione. Il Consiglio Europeo straordinario l’ 1 settembre 2008 a Bruxelles fece propria la linea del buon senso costruita dall’Italia. Oggi invece la crisi ucraina è stata gestita malissimo. L’Ucraina nella Nato, le sanzioni e l’embargo che penalizzano le nostre esportazioni, Obama e Cameron, gli stessi campioni della Libia e della primavera araba, hanno lavorato all’isolamento del Cremlino, non hanno cercato canali di mediazione per riportare il conflitto sui binari del dialogo. Poi arriva il segretario di Stato Usa, John Kerry, e come se venisse da Marte, chiede aiuto a Putin per fare tutti assieme la guerra ai tagliagole islamici! Si può essere più fessi di così?

Mi preoccuperei moto delle condizioni in cui è stata ridotta in soli tre anni l’Italia anche in politica estera: emarginata dai tavoli decisionali, sotto scacco di Stati Uniti e Germania. Una fase di vistosa sudditanza, di inconsistenza strategica e diplomatica, stordita dal flusso migratorio insensato che invade le nostre coste. La Shalabayeva, i due marò, Mare Nostrum sono storiacce che dovrebbero preoccupare quotidianamente i liberali, ai quali, da socia, mi sento di raccomandare un po’ più di sano pragmatismo quando guardano il risiko del mondo. Anche Lech Walesa, caro direttore, lascialo dov’è, in quell’epoca in cui brillò, che di recente di sciocchezze illiberali ne ha dette tante, diventando più icona dei vescovi conservatori polacchi che dei giovani liberali polacchi, rifiutandosi di stare nel suo ruolo alto e condannandosi alla residualità. Ne cito a memoria una di qualche anni fa che gli valse la rottura col figlio. Dichiarò:«I gay sono una minoranza che non mi piace, in Parlamento dovrebbero avere posti solo nell’ultima fila prima del muro o magari dietro il muro, lontani dai miei figli e nipoti; non voglio nemmeno sentir parlare di loro, facciano le loro cose tra loro e ci lascino tutti tranquilli». Doppiamente illiberale, per aver detto una cosa sbagliata e anche una cosa fessa, che dà la stura al politically correct che tanto tutti ci affligge.

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di on 8 settembre 2014. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

16 commenti a RIDATECI L’OCCIDENTE

  1. ultima spiaggia Rispondi

    6 settembre 2014 at 19:56

    Perché, abbiamo pure un ministro degli “Affari Esteri”? Interessante!
    Allora si studi bene queste due righe, perché il nocciolo della questione è tutto qui:
    “Hanno distrutto il Medio Oriente questi BANDITI che si sentono di fare le pulci a Putin.”

  2. Marco Beltrame Rispondi

    7 settembre 2014 at 08:41

    MA perche’ tutta questa voglia dei repubblicani? Chi ha firmato una legge liberticida come il Patriot Act? Chi ha dato soldi alle banche anziche’ farle fallire? Chi ha destabilizzato completamente una zona (Iraq) perche’ ha lasciato il lavoro a meta’? Chi ha interferito con l’Antitrust in una causa di evidente monopolio (alla faccia del libero mercato) facendo finire tutto a tarallucci e vino?
    Obama e’ un pessimo presidente, ma non e’ che i repubblicani siano meglio. Bush Jr. e’ stato terribile, e pure Reagan in politica estera ha commesso tantissimi errori.
    Di sicuro i repubblicani non sono l’Occidente che voglio.

    • Lorenzo Rispondi

      7 settembre 2014 at 19:16

      Il patriot act di Obama è diverso da (e peggio) di quello di Bush.

      • Luca Beltrame Rispondi

        8 settembre 2014 at 15:19

        Non mi sembra una giustificazione sufficiente. Due cose sbagliate non ne fanno una giusta: al massimo, sono entrambi (Bush ed Obama) degli incapaci.

        • Lorenzo Rispondi

          8 settembre 2014 at 21:53

          Sbagliato, Obama ha esteso anche la incarcerazione indeterminata senza processo anche per gli americani, che hanno a che fare con il terrorismo (che nella sua mente bacata sono quelli come il Tea Party o le persone contrarie al matrimonio gay e al Big Goverment, che possibilmente sono al 99% caucasici, così da tirare in ballo il razzismo), e non quelli islamici. I cittadini americani hanno diritto al giusto processo, i terroristi no, non sono prigionieri di guerra perché non fan parte di un esercito, o di un paese sovrano. E non tirare in ballo Guantanamo e Abu Graib perché essere stati incarcerati lì era molto meglio che stare nelle prigioni che ci sono in altri paesi del MO – tranne Israele – come in Arabia Saudita, Iran, Iraq, Egitto, Libia e altri. Non ha senso catturare un terrorista in Libia e leggergli i diritti Miranda come un rapinatore di vecchiette. Per non parlare dei droni, li ha usati anche troppo, ci sono stati danni collaterali pesanti.

          • Luca Beltrame

            9 settembre 2014 at 10:50

            “razzismo), e non quelli islamici. I cittadini americani hanno diritto al giusto processo, i terroristi no, non sono prigionieri di guerra perché non fan parte di un esercito, o di un paese sovrano.”

            Le mie vedute politiche sono lontanissime dal socialismo e dal comunismo, ma quando leggo queste parole rabbrividisco.

            ” E non tirare in ballo Guantanamo e Abu Graib perché essere stati incarcerati lì era molto meglio che stare nelle prigioni che ci sono in altri paesi del MO – tranne Israele – come in Arabia Saudita, Iran, Iraq, Egitto, Libia e altri.”

            Non parlo di questo, parlo dell’interferenza NSA con AT&T per spiare le telefonate ai tempi di Bush, processo buttato dalla finestra per “sicurezza nazionale”. Parlo delle No-Fly List, di quel branco di buffoni che e’ la Transport Security Administration, che alimenta un falso senso di sicurezza, e via dicendo.

            Tutto questo non e’ servito a *niente* se non ad aumentare il controllo governativo sui cittadini. E non ha prevenuto manco un attentato terroristico. Ed e’ tutto nato sotto Bush Jr.

        • Lorenzo Rispondi

          9 settembre 2014 at 22:34

          Rabbrividisci meno caro mio, perché io sono serissimo. Se parlassi con un ex ufficiale americano (il ten. col. Allen West per esempio) lui ti direbbe la stessa cosa, così come altri militari statunitensi. E’ la pura e semplice verità. La convenzione di Ginevra parla di eserciti, non di terroristi o guerriglieri. Se è politicamente scorretto riportare questi fatti, perché altrimenti un essere umano in più sulla terra “rabbrividisce” io guardo e passo. Secondo te, te lo ripeto perché forse non sono stato chiaro, come cazzo puoi leggere i diritti Miranda a quello che ti ha ammazzato un ambasciatore? Per quanto riguarda l’NSA, perché se Obama si ostina tanto a dare la colpa a Bush a praticamente peggiorato ciò che aveva iniziato?

    • ulysse Rispondi

      8 settembre 2014 at 08:28

      Bush jr non e’ l’ America. A dimostrazione di cio’, John McCain riusci’ a rimontare in breve tempo, e la vittoria di Obama nel 2008 non fu appoggiata da molti stati di peso. Quando si critica gli Usa, e non voglio entrare nel merito, si deve pensare a una Europa, divisa e rancorosa, che non ha mai il coraggio di prendere per prima l’ iniziativa, cosi si lasciano massacrare intere popolazioni inermi,vedi Siria e Iraq, senza alzare un dito.

      • Luca Beltrame Rispondi

        8 settembre 2014 at 15:21

        Rimane il problema del PATRIOT act, vero attacco alle liberta’ tanto sbandierate degli Stati Uniti. (Per non parlare dello spionaggio via NSA, questo invece nell’era Obama, giusto per stare bipartisan).

        Bush Jr. non sara’ stato l’America, ma e’ stato eletto dagli americani ed e’ stato un susseguirsi di disastri (al pari di Obama, ovviamente).

      • Marco Beltrame Rispondi

        8 settembre 2014 at 15:57

        Siria e Iraq che sono parzialmente frutto di una politica scellerata degli USA (di entrambi gli schieramenti), volta a finanziare o promuovere gli oppositori dei regimi sperando che portassero democrazia (si veda anche l’Ucraina o la “primavera araba” che ha fatto solo danni), un po’ come negli anni passati furono finanziati i talebani in funzione antirussa.
        Che l’Europa sia divisa non ci piove. Che si debba per forza guardare agli Stati Uniti di Reagan come modello di politica estera e’ molto discutibile.

  3. Giovanni Schiavo Rispondi

    7 settembre 2014 at 10:23

    Dicevano, i sinistrorsi italiani, che con Berlusconi l’Italia aveva perso la dignità verso l’Estero. E dopo Berlusconi cosa è successo?
    I Marò è una vergogna
    In Europa ci facciamo calpestare
    In America nessuno ci caga
    Putin non ci vede nemmeno
    Israele ci ritiene inaffidabili
    I terroristi si stanziano nelle nostre città

    Peggio di così solo la muerte.

  4. Franco Rispondi

    8 settembre 2014 at 00:30

    Nell’inamovibile convinzione che gli esseri umani tali siano in Siria,in Ucraina o in ogni luogo.Accade che tale considerazione possa cominciare ad avere spazio anche in Stati privi di democrazia.L’Occidente non ha mai messo davvero sotto pressione Mosca e Pechino anche se la prima ha sempre protetto la Siria quale baluardo ultimo contro l’occidente e Pechino dove han sempre pensano che qualsivoglia intervento avrebbe favorito l’Occidente che invece oggi controllano con l’acquisto del debito ed azionario.Qualcosa sta cambiando perché l’attenzione si sposterà velocemente tra chi valuta esseri umani tutti e chi no e li si schiereranno anche arre fini a ieri indifferenti.

  5. Riccardo Pozzi Rispondi

    8 settembre 2014 at 07:13

    Sono riusciti nell’impresa titanica di far apparire simpatico un energumeno come Putin, davvero un’impresa che ha del clamoroso.
    Alla Merkel non resta che attaccarsi al…tubo del gas (metano).

  6. francesco Rispondi

    8 settembre 2014 at 12:13

    Come sempre Maglie da uno spaccato in una tipologia narrativa di gradevolezza unica e condivisibile. Mi permetto solo rimarcare che non siamo di fronte ad uno scontro di civiltà che suona tanto bene ma ad uno scontro di una civiltà fortemente indebolita, ma pur sempre civiltà, che si ritrova addosso un’orda di barbari con cui nessun ragionamento o reciprocità di dialogo è pensabile. Scrolliamoci un po’ di viltà e facciamocene carico.

  7. step Rispondi

    8 settembre 2014 at 14:19

    Mi piace Giovanna Maglie come persona, e apprezzo la sua coerenza dimostrata in questi anni, ma su alcune cose (anche cose di fondo) non concordo. Il concetto di “occidente” è un’astrazione e serve soltanto a tenere unite artificiosamente Europa e America, sulla base di presunte radici comuni “giudaico-cristiane”. Tra l’altro l’America ha sempre operato con l’intento di dividere l’Europa, per indebolirla (lo dicono gli stessi americani). E i focolai presenti nel mondo sono quasi tutti alimentati dagli USA, in modo che sia spronato e legittimato un intervento americano, con la copertura dell’ipocrita ideologia dei diritti umani.

    Ma il punto fondamentale è che non bisogna confondere la politica interna, il modello politico-economico che si dà un paese, con la politica estera di quel paese. Il regime di Putin ad esempio a me non piace, ma è indubbio che la Russia attualmente sta difendendosi, o comunque non mi sembra più aggressiva degli USA. Di converso, mi piace il modello economico americano, specie nella sua declinazione reaganiana, ma mi sembra però che gli USA tengano una politica estera aggressiva e provocatoria. Insomma cerchiamo di non usare in modo pretestuoso il giudizio – ammesso che un giudizio debba esserci – sui modelli interni di altre nazioni. In generale, non mi pare molto “liberale” imporre con la forza un certo modello ad altre culture: queste altre culture hanno proprie regole, hanno una loro dimensione specifica, e la tolleranza è intesa in senso diverso.

  8. gl Lombardi-Cerri Rispondi

    9 settembre 2014 at 16:33

    In Italia vige una filosofia stupenda : criticare sempre e comunque tutti ” a prescindere ” e tutto senza mai indicare una soluzione migliore, realizzabile.
    Con il parco critici che abbiamo l’Italia dovrebbe essere da decenni uno Stato di Bengodi , imitato in tutto dal resto del mondo:……invece……!

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