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Liberali in ginocchio a Mosca

Ma che ne è, della nostra coscienza di occidentali, come ha fatto ad atrofizzarsi a tal punto, così, mentre siamo in bilico sull’orlo della Terza Guerra Mondiale? Davvero quella pratica liberale che si chiama cazzeggio è diventata così acefala da mangiarsi la madre, la causa prima, che si chiama libertà? E soprattutto: da dove viene questa insopportabile cotta collettiva (e collettivista, visto le radici dell’uomo e del politico) per Vladimir Putin, perché mai attecchisce dove non dovrebbe, di più, dove non potrebbe, nei giornali cosiddetti liberali, nei partiti cosiddetti autonomisti e liberisti, tra gli intellò reduci da professioni salottiere di anti-comunismo? Perché che cos’è, Putin, se non la versione aggiornata, bonificata nell’ideologia e terribilmente cinica nella pratica, insomma 2.0, del sovietismo e dell’imperialismo nazional-stalinista russo sul mondo? Non è chiacchiera Intraprendente, è un virgolettato del leader in questione: «Sono un prodotto perfetto e assolutamente riuscito dell‘educazione patriottica sovietica». E perché mai Il Giornale, nato nel 1974 per reazione a Mosca e alla cultura prona verso di essa, oggi ci delizia in prima pagina con una fotonotiziona sui “Dieci motivi per cui Putin ha ragione”? Cos’è, masochismo, cazzeggio spinto all’estremo, apostasia? Perché se l’Occidente è minacciato dalle belve islamiste è un problema, mentre se è minacciato da un ex colonnello del Kgb, ex agente della Stasi e dichiarato nostalgico dell’Urss è un’occasione, e addirittura bisogna dargli “ragione”? Ché poi vai a leggere, e scopri che le ragioni di Putin sono tutte (ovviamente e legittimamente) funzionali all’espansione economica e militare della Russia. Perché mai a noi dovrebbe convenire, vedere ampliato il raggio d’influenza di un’autocrazia che spedisce gli oppositori in Siberia come ai bei tempi, e ridotto quello dell’unica nazione che quando ci sono da difendere le nostre libertà mobilita uomini, aerei, tecnologie e vite, gli Stati Uniti d’America? Solo perché l’attuale presidente americano non ci piace (e non piace nemmeno a noi) ci mettiamo a scodinzolare indegnamente di fronte all’Uomo Forte della steppa, in una parodia del tragico innamoramento mussoliniano per il Fuhrer, e al diavolo le “demoplutocrazie”? Perché un commentatore come Feltri ha scritto più volte queste cose? Di più, perché un partito (in teoria) anti-centralista e anti-dirigista come la Lega Nord si mette ad applaudire sguaiatamente all’ipercentralismo e all’iperdirigismo russi (e per la verità ormai anche nordcoreani)? Addirittura, perché quello che dovrebbe essere il maggior partito liberale (?) del Paese, Forza Italia, apre in tutta la penisola club e clubbini inneggianti a Putin, che sta al liberalismo come Cicciolina alla verginità? E perché il suo leader Silvio Berlusconi rompe il proprio silenzio decadente solo per raccomandare ai quattro venti di non rompere con Putin? Che sia appeaseament acefalo o personalissimo affarismo, è ancora una volta una scelta di campo paradossale. Con l’autocrate e contro la libertà. Con lo statalismo oligarchico e contro il libero mercato. Con l’eterno Duce e contro i diritti individuali.

Noi non sappiamo come evolverà, l’incastro politico-diplomatico-militare, se la Russia continuerà a negare ipocritamente la conclamata invasione dell’Ucraina, se la Nato si fermerà alla mobilitazione delle “forze di reazione” (comunque un inedito dalla fine della Guerra Fredda) o dovrà alzare l’asticella, se davvero il nuovo Zar vorrà danzare con lo spettro di una guerra sul suolo dell’Europa, settant’anni dopo. Tra il poco che sappiamo, c’è che uno può professarsi liberale, uno può stare con Putin. Tutte e due le cose insieme, no.

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di on 2 settembre 2014. Filed under Editoriale. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

16 commenti a Liberali in ginocchio a Mosca

  1. adriano Rispondi

    2 settembre 2014 at 17:52

    Quello che lei dice è condivisibile ma dimentica un particolare.Il presidente deposto dalla piazza era stato eletto democraticamente.Le regole devono valere sempre e quindi la sua cacciata è stato un atto illegittimo.Lo si doveva fare con le elezioni,qualunque fosse il giudizio sul suo operato.Avere appoggiato la sua deposizione è stato un errore e quello che viene dopo ne è la conseguenza.Non si deve consegnare ad un avversario spregiudicato un pretesto per reclamare di avere ragione perchè così facendo si consentono analoghe illegalità come annessioni,invasioni e altro.Adesso l’unica strada,in salita,è essere decisi e ricordare al sig. Putin che la Russia non è l’unico paese ad avere diritto alla sicurezza o a sentirsi minacciato da truppe di altri ai propri confini.

    • Eleonora Rispondi

      3 settembre 2014 at 10:47

      Ma quando la smetterete di manipolare la verita’ delle vicende dello scorso febbraio? Yanukovich non “e’ stato cacciato”, Yanukoivch e’ fuggito dopo un ultimo disperato tentativo di fermare le proteste col sangue: oltre 80 morti in un’ora di lavoro dei cecchini. Dal 1 dicembre la piazza chiedeva le dimissioni e le elezioni anticipate: se le richieste fossero state accolte non solo avremmo evitato la violenza dei mesi a seguire, ma con ogni probabilita’ il regime avrebbe persino conservato il potere. La strategia del perdere tutto per non perdere poco ha caratterizzato ieri l’amministrazione Yanukovich, come oggi l’azione di Putin.
      Peraltro, i recenti incontri con il presidente Poroshenko dimostrano, che persino Mosca riconosce legittimita’ al nuovo eletto.

  2. Ruggero Rispondi

    2 settembre 2014 at 18:29

    L’occidente minacciato da Putin? Questa volta proprio non ci siamo, caro Sallusti. Perchè stare con Putin? Per una sola ragione: ha molto più buon senso di Obama. Voglio aggiungere, è l’unico che ha la forza, soprattutto morale, per salvarci dalle belve islamiche.

  3. Enrico Rispondi

    2 settembre 2014 at 18:38

    Da quando in qua Adriano un parlamento democraticamente eletto che sfiducia un presidente dopo gravi crimini da lui commessi è un atto illegittimo?

    • renato Rispondi

      3 settembre 2014 at 09:41

      veramente è stato sfiduciato da un parlamento sotto la minaccia delle armi dei rivoltosi , poi se ti vuoi riscrivere la storia a comodo tuo vedi tu…..

    • adriano Rispondi

      3 settembre 2014 at 14:13

      Cerchiamo di capirci.Yanukovich era stato eletto.Dai cittadini dell’Ucraina,non di Marte.Lei dice che era stato sfiduciato dal parlamento introducendo una complicazione che non posso valutare perchè non conosco le leggi di laggiù.Se era nei poteri del parlamento destituire il presidente ed indire nuove elezioni lei può avere ragione ma a questo punto qualcuno mi dovrebbe spiegare la necessità di fare le barricate.In democrazia non ci sono scorciatoie.In altri sistemi sì.

  4. gastone Rispondi

    2 settembre 2014 at 21:08

    l’ Ucraina non è altro che il mezzo ,tramite l’ UE , di arrivare con la nato ai confini della Russia. Possiamo pensare che Putin stia a guardare senza nulla fare?. Gli USA sono a migliaia di km ma vogliono essere presenti ai confini della Russia, non mi risulta che la Russia sia ai confini degli USA. troppe manovre sbagliate negli ultimi anni da parte di Obama .QUI non si tratta di essere prò o contro una o l’altra fazione , un po’ di buon senso , ma l’Europa esiste ?

  5. peter46 Rispondi

    2 settembre 2014 at 22:33

    Direttore…Direttore…quì non siamo più al ‘se andare a vedere quel che farà Renzi o se aspettare che prima si …’manifesti’:non c’erano eventuali ‘irreparabili’ conseguenze andare o meno a ‘vedere’,al massimo una tassa in più o in meno,che tanto in più c’è stata lo stesso…Quì è diverso,e se chiede ‘specificatamente’a tutti i commentatori “vi sentite minacciati più dall’ex colonnello del kbg ed ex agente della stasi o più dalle belve ‘tagliagole’ islamiste…proprio per non essere masochisti lei non avrebbe neanche un ‘sostenitore’.Abbiamo,’ha’ il mondo Occidentale lo stesso problema che Putin ‘ha’ col suo Est,che è islamico come i tagliagole jihadisti,quindi…se ‘in quel periodo'(di suo sempre riferimento) c’è stata la ‘partecipazione’ unitaria da dx(america e inghilterra) e sx(russia)contro lo stesso nemico nazista…perchè,per lei,ora non è possibile una nuova ‘partecipazione’con coloro che,a quel che succede in Italia ,d’estate e d’inverno,sia in Sardegna che in Versilia,come in Via Montenapoleone o in Via Frattina,col commercio reciproco(esportazioni per miliardi di euro e gas a gogò di ritorno,più partecipazioni (“liberismo,o no?)reciproche,non può avvenire?…meglio chiusi nel ‘recinto’ America…ah! c’è l’Ucraina,vero?
    Bene…(anticipatamente da non leghista le dico che Salvini ha dichiarato di essere in sintonia con le idee di ‘autodeterminazione’ espresse da Putin(e comunque non ci ha neanche avvertiti,come assidui del blog,della partecipazione di personalità politiche Russe,Ambasciatore compreso o visita a fine lavori,al congresso della lega,ma va bene lo stesso)…sul blog girano le ‘intercettazioni’ormai ‘strapubbliche’ del braccio destro del Segretario di Stato americano Kerry,la s.ra Nuland,che parla dei 5 miliardi di dollari spesi dal governo americano per il ‘progetto’ ucraino:quale era il ‘progetto’ ucraino ai confini russi?Hanno appoggiato e finanziato ‘la qualunque'(isis compresa prima e durante le “primavere” arabe)purchè utile ai loro fini geopolitici…che non sono più gli stessi dell’Europa,volenti o nolenti e soprattutto,in questi (non ultimi) ‘comportamenti’ hanno perso il controllo(cavolo si sono affidati a dei tagliagole,cosa potevano aspettarsi).Egregio Direttore,dal ‘loro’ punto di vista può anche andare bene,ma dal ‘nostro’…assolutamente proprio no.Per cui come tempo fa in altro commento…per me…mai più a prescindere.
    Certo,io non ho la soluzione,purtroppo solo ‘osservazioni’…che il Signore Iddio ci assista.

    NB:se rompiamo con Putin…quel famoso ‘letto’ bisogna restituirglielo?

  6. angela piscitelli Rispondi

    3 settembre 2014 at 08:48

    Perchè non esistono buoni e cattivi,imperialisti e non imperialisti e perchè e del finto buonismo, come delle finte democrazie, non se ne puo’ più.
    Obama non ci piace per nulla,il soviet europeo ancora meno:sul pretesto del “volemose bene” stanno spiçngendo l’Occidente nella “saittella” e pretendono pure di essere ringraziati.
    Putin non è peggiore e non è migliore degli altri:in tempi di guerra bisogna scegliersi gli alleati :e noi siamo in guerra:tra il colbacco e la testa tagliata,meglio il colbacco:tra l’imperialismo strisciante e quello dichiarato-non senza qualche ragione storico-geografica- scegliamo quello dichiarato.Democrazie, Sallusti?E dove sono? Me ne trovi una e le regalo una bottiglia di Chablis.

  7. maboba Rispondi

    3 settembre 2014 at 09:21

    La sua posizione non mi convince affatto. Il liberalismo in tutto questo, sarò duro di comprendonio, c’entra come il cavolo a merenda. Storicamente essere stati dalla parte dell’America ha significato per noi prosperità e libertà. Da filoamericano storico non dimentico che se non siamo diventati nazisti o comunisti lo dobbiamo a questo. Tuttavia questo non significa dover per forza, sempre e comunque, approvare e sostenere qualunque azione americana e specularmente combattere e contrastare un’azione russa, a prescindere, solo perché Putin è stato un agente KGB.
    Voglio ricordare che abbiamo bombardato Belgrado per l’indipendenza del Kossovo frantumando l’integrità territoriale della Serbia ed ora facciamo la “guerra” alla Russia per la salvaguardia dell’integrità territoriale dell’Ucraina! Non le sembra un po’ assurdo?
    In realtà la crisi dell’Ucraina è stata cercata, purtroppo, dagli USA (vedi commento precedente) così come hanno avallato la sconsiderata azione francese sulla Libia, obbligando noi ad appoggiarla, così come la destabilizzazione del Nord Africa e del Medio Oriente. Guarda caso tutte aree strategiche per l’energia la cui destabilizzazione sta danneggiando soprattutto l’Europa e noi in particolare (meglio del sottoscritto: http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2014/9/3/SPY-FINANZA-Le-sanzioni-contro-Putin-Sono-la-Lehman-d-Europa/524362/).
    Non vedo così cosa c’entri o meno l’essere liberali nel sostenere a tutti i costi una politica sbagliata dell’America (http://www.ilsussidiario.net/News/Esteri/2014/9/3/UCRAINA-Il-giurista-la-strada-e-l-autonomia-dei-filorussi/524427/)

  8. Jolbi Rispondi

    3 settembre 2014 at 10:01

    Vorrei essere così ottimista da pensare che dietro ai comportamenti di politici ( italiani ed europei) nonché dietro ai nostri intellettuali ci sia l’insegnamento di Macchiavelli… In questo momento non credo proprio che l’Europa si possa permettere una posizione di forza con la Russia che vada al di là di qualche “abbaiata senza morso”!!
    Siamo legati a filo doppio (energetico ed economico) con Mosca e staniamo imparando se mai ce ne fosse ancora bisogno, che tutto ha un prezzo!! Condivido con lei la lettura politica e liberista della situazione… Ma non so come salvare libertà e sopravvivenza….

  9. Jolbi Rispondi

    3 settembre 2014 at 10:03

    Vorrei essere così ottimista da pensare che dietro ai comportamenti di politici ( italiani ed europei) nonché dietro ai nostri intellettuali ci sia l’insegnamento di Macchiavelli… In questo momento non credo proprio che l’Europa si possa permettere una posizione di forza con la Russia che vada al di là di qualche “abbaiata senza morso”!!
    Siamo legati a filo doppio (energetico ed economico) con Mosca e stiamo imparando se mai ce ne fosse ancora bisogno, che tutto ha un prezzo!! Condivido con lei la lettura politica e liberista della situazione… Ma non so come salvare libertà e sopravvivenza….

  10. Marco Rispondi

    3 settembre 2014 at 17:35

    Sallusti, lei non riesce proprio a non mettersi ogni volta il cappello ed il cinturone da cow-boy (forse anche seguendo fantasie freudiane di parricidio, a giudicare dagli onnipresenti attacchi al Giornale). E’ liberale, secondo lei, che dei governi (cioè manipoli di pochi, per lo più in costante inseguimento di occasioni di promozione personale) decidano di intervenire pesantemente sui flussi commerciali tra stati, così da interferire con le attività imprenditoriali dei privati? (in tempi come questi, poi). La verità è che non era per nulla necessario andare a pungolare i fantasmi del nazionalismo russo (della cui esistenza sappiamo da una sterminata produzione letteraria) facendo le fighette NATO ai confini di Santa Madre. Berlusconi, che è altro dalle pippe di plastica cresciute in batteria di cui di questi tempi si magnifica la montante marea e giovanilistica dalle parti di Bruxelles, si mosse per associare la Russia alla Nato e portò a casa fior di contratti milionari. Putin era Putin anche allora. Era ex KGB, era ex Stasi era tutto quello che dice lei, ma Silvio nostro lo prese per quello che era ed il sistema ne profittò. Liberalismo allo stato puro. Punto. Tutto il resto sono vacue immagini di pistoleri che accarezzano impugnature di madreperla nell’aria immota di corral infuocati. Servono solo a farsi male.

    • Giovanni Sallusti Rispondi

      3 settembre 2014 at 18:04

      Caro Marcelli, ha ragione. Viva i cowboy. Molto meglio dell’intellò europeo eternamente dubitante, distinguente e, di fondo, collaborazionista. Molto meglio dei fasciocomunisti da salotto che affollano in così gran numero i giornali nostrani: rossi o neri, tutti occidentali che sputano sull’Occidente facendo un lavoro occidentale con stipendi occidentali. Molto meglio di tutti gli ipocriti che fingono di stare coi pellerossa, a pellerossa sconfitti, e libertà garantita dai visi pallidi. Viva i cowboy e viva il Paese più libero del mondo, quello fondato sulla Colt. Saluti

  11. Ruggero Rispondi

    3 settembre 2014 at 18:34

    Via i cowboy, viva il paese piu libero del mondo, abbasso Obama e la sua politica estera , la piu demenziale fatta da un presidente US.

  12. cesare Rispondi

    3 settembre 2014 at 18:40

    Caro Giovanni,
    corro in tuo aiuto per ricordare ai lettori che ,a mio parere, il senso principale della tua arringa editoriale e’ la domanda sull’appeal di Putin ai liberali italiani. Io ho un’idea semplice e con qualche radice storica: perche’ e’ un uomo forte come lo e’ stato il duce e il suo alter ego tedesco che sono stati appoggiati dalla destra liberale dei loro paesi e piu’ recentemente in forza italia con il ducetto di Arcore.
    Sui cowboy la penso molto diversamente da te e mi risulta difficile credere che il benessere nostrano sia solo il frutto dell’adesione (semplificando) alla nato:viva la liberta’ occidentale di radici europee e non d’oltreoceano.

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